<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419</id><updated>2012-02-16T14:39:31.443+01:00</updated><title type='text'>MEnTI IN MOTO</title><subtitle type='html'>Viaggi, non più in moto, esperienze e speranze.
Racconti, umorismo, marasmi, storielle buffe e nere.
In memoria del tempo passato con le gambe sotto la tavola (e abbiamo tolto anche questa). Sempre più spesso da soli o in compagnia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>96</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-9206087949397959704</id><published>2066-05-26T12:00:00.000+02:00</published><updated>2009-12-18T13:46:04.743+01:00</updated><title type='text'>All'arrembaggio</title><content type='html'>Per la miseria, ho un blog...&lt;br /&gt;devo scrivere qualcosa di interessante, persone da tutto il mondo verranno a leggere e vorranno leggere cose spiritose, acute, nuove, non banali, personali quanto basta, magari un pò sconce.&lt;br /&gt;Mica facile avere un blog...&lt;br /&gt;devi aggiornarlo, curarlo, promuoverlo, sponsorizzarlo, accudirlo, farlo crescere. Mi sta un pò sulle palle 'sto blog...&lt;br /&gt;Comunque, vediamo di scrivere qualcosa di memorabile; potrei parlare di quando cascai dalle spalle di Barbara, avevo sei o sette anni, e mi spaccai la fronte in un vaso di cemento, eravamo, io e Barbara, nel piazzaletto davanti a casa. Potrei.&lt;br /&gt;O potrei raccontarvi di quando nello stesso piazzaletto, Roberto mi fece gambetto e cascai sulle scale di marmo rompendomi i due incisivi superiori. Come uno gnocco.&lt;br /&gt;Ripensandoci adesso, meno male che ho cambiato casa, altrimenti non ci arrivavo a 43 anni in quel piazzaletto.&lt;br /&gt;Già, cambiare casa: c'è qualcosa di peggio (a parte non averne una)?&lt;br /&gt;Lasci i muri, la carta da parati, i rubinetti del bagno, le doppie finestre, la ringhiera del balcone;&lt;br /&gt;abbandoni i pavimenti, gli stipiti, gli odori, i ripiani degli stanzini, le puntine da disegno che fermano gli appunti nel cervello;&lt;br /&gt;saluti i campanelli, le cassette delle lettere, i lampioni spenti, i cancelli arrugginiti,  i pergolati di uva acerba,  le cucce dei cani dei vicini.&lt;br /&gt;Già, un blog ti costringe a ricomporre il caleidoscopio  della vita,  a  risistemare  i  tasselli  di un puzzle monco, a cui manca (per questo è monco) sempre un pezzetto e te ne accorgi sempre solo alla fine; quel pezzetto di puzzle è il domani, e io lo cerco ovunque; forse è caduto dietro il computer, sotto il mobile in sala, o sotto il sedile in macchina, magari è rimasto nascosto dai libri, o in mezzo ai vinili; nella custodia della chitarra non c'è, c'ho guardato ieri, un domani, per quanto banale possa essere, l'avrei visto.&lt;br /&gt;Non è nemmeno in cantina, stracolma di foto, ricordi, amori, amici, morti; ma neanche un domani, nemmeno uno piccolo piccolo.&lt;br /&gt;E il dubbio mi assale: non sarà che l'ho lasciato nella moto, quella che ho venduto?&lt;br /&gt;Cerco di fare mente locale, effettivamente potrebbe essere rimasto nella fiancatina, coi documenti, magari nascosto dal foglio complementare.&lt;br /&gt;Accidenti, se lo sapevo, chiedevo un prezzo più alto... quanto può valere un domani?&lt;br /&gt;Coi tempi che corrono, con questi chiari di luna, un domani tranquillo come era il mio, potrebbe valere anche parecchio. Io me lo ricordo bene il mio domani, era davvero ben fatto, calcolato a puntino, previsto con precisione e accortezza, non era un domani qualunque, raffazzonato e alla carlona, no, il mio domani era un domani radioso, felice e sublime.&lt;br /&gt;Mi vedevo Re, Imperatore, grande successo, felicità, fama, amore... quanto amore c'era nel mio domani, pieno fino all'orlo, e quante risate, amici, quanta fortuna, quanta bellezza... un domani da non perdere; e invece, l'ho perso e non ricordo neanche dove.&lt;br /&gt;Forse l'ho perso quel giorno a 16 anni dietro una bara, o forse l'ho dimenticato a scuola, o magari l'ho lasciato da lei, con la stima di me stesso e quella cosa inutile e faticosa da portarsi sempre dietro, la dignità.&lt;br /&gt;Sarà bene che ritrovi il mio domani, anche perché oggi mi ha stancato, ieri mi è sempre stato antipatico con tutte quelle menate sull'era meglio, era peggio... era come era.&lt;br /&gt;Ma che stupido! Adesso mi ricordo, il domani è in camera dei miei figli, l'ho lasciato sulla nave dei pirati; devo fare presto, prima che salpi per una nuova scorribanda. Aspettami Morgan, aspettami Corsaro Verde, eccomi che arrivo! All'arrembaggio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-9206087949397959704?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/9206087949397959704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/allarrembaggio.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9206087949397959704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9206087949397959704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/allarrembaggio.html' title='All&apos;arrembaggio'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2987033518250009451</id><published>2010-05-07T14:11:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T14:13:05.466+02:00</updated><title type='text'>Io se fossi Dio</title><content type='html'>Io se fossi Dio&lt;br /&gt;e io potrei anche esserlo&lt;br /&gt;sennò non vedo chi.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non mi farei fregare dai modi furbetti della gente&lt;br /&gt;non sarei mica un dilettante&lt;br /&gt;sarei sempre presente.&lt;br /&gt;Sarei davvero in ogni luogo a spiare&lt;br /&gt;o meglio ancora a criticare&lt;br /&gt;appunto cosa fa la gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio il piccolo borghese&lt;br /&gt;com’è noioso&lt;br /&gt;non commette mai peccati grossi&lt;br /&gt;non è mai intensamente peccaminoso.&lt;br /&gt;Del resto, poverino, è troppo misero e meschino&lt;br /&gt;e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda&lt;br /&gt;lui pensa che l’errore piccolino&lt;br /&gt;non lo conti o non lo veda.&lt;br /&gt;Per questo&lt;br /&gt;io se fossi Dio&lt;br /&gt;preferirei il secolo passato&lt;br /&gt;se fossi Dio&lt;br /&gt;rimpiangerei il furore antico&lt;br /&gt;dove si odiava e poi si amava&lt;br /&gt;e si ammazzava il nemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io non sono ancora&lt;br /&gt;nel regno dei cieli&lt;br /&gt;sono troppo invischiato&lt;br /&gt;nei vostri sfaceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non sarei così coglione&lt;br /&gt;a credere solo ai palpiti del cuore&lt;br /&gt;o solo agli alambicchi della ragione.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;sarei sicuramente molto intero e molto distaccato&lt;br /&gt;come dovreste essere voi.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non sarei mica stato a risparmiare&lt;br /&gt;avrei fatto un uomo migliore.&lt;br /&gt;Sì, vabbe’, lo ammetto&lt;br /&gt;non mi è venuto tanto bene&lt;br /&gt;ed è per questo, per predicare il giusto&lt;br /&gt;che io ogni tanto mando giù qualcuno&lt;br /&gt;ma poi alla gente piace interpretare&lt;br /&gt;e fa ancora più casino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non avrei fatto gli errori di mio figlio&lt;br /&gt;e sull’amore e sulla carità&lt;br /&gt;mi sarei spiegato un po’ meglio.&lt;br /&gt;Infatti non è mica normale che un comune mortale&lt;br /&gt;per le cazzate tipo compassione e fame in India&lt;br /&gt;c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna&lt;br /&gt;che viene da dire&lt;br /&gt;“Ma dopo come fa a essere così carogna?”&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non sarei ridotto come voi&lt;br /&gt;e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante.&lt;br /&gt;Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente&lt;br /&gt;non capita sempre&lt;br /&gt;e anche l’avventuriero più spinto&lt;br /&gt;muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;farei quello che voglio&lt;br /&gt;non sarei certo permissivo&lt;br /&gt;bastonerei mio figlio&lt;br /&gt;sarei severo e giusto&lt;br /&gt;stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto&lt;br /&gt;e se potessi&lt;br /&gt;anche gli africanisti e l’Asia&lt;br /&gt;e poi gli americani e i russi&lt;br /&gt;bastonerei la militanza come la misticanza&lt;br /&gt;e prenderei a schiaffi&lt;br /&gt;i volteriani, i ladri&lt;br /&gt;gli stupidi e i bigotti&lt;br /&gt;perché Dio è violento!&lt;br /&gt;E gli schiaffi di Dio&lt;br /&gt;appiccicano al muro tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io non sono ancora&lt;br /&gt;nel regno dei cieli&lt;br /&gt;sono troppo invischiato&lt;br /&gt;nei vostri sfaceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora abbiamo scherzato.&lt;br /&gt;Ma va a finire che uno&lt;br /&gt;prima o poi ci piglia gusto&lt;br /&gt;e con la scusa di Dio tira fuori&lt;br /&gt;tutto quello che gli sembra giusto.&lt;br /&gt;E a te ragazza&lt;br /&gt;che mi dici che non è vero&lt;br /&gt;che il piccolo borghese è solo un po’ coglione&lt;br /&gt;che quell’uomo è proprio un delinquente&lt;br /&gt;un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia&lt;br /&gt;e che ha tentato pure di violentare sua figlia.&lt;br /&gt;Io come Dio inventato&lt;br /&gt;come Dio fittizio&lt;br /&gt;prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico:&lt;br /&gt;speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia.&lt;br /&gt;Così per i giornali diventa&lt;br /&gt;un bravo padre di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;maledirei davvero i giornalisti&lt;br /&gt;e specialmente tutti&lt;br /&gt;che certamente non sono brave persone&lt;br /&gt;e dove cogli, cogli sempre bene.&lt;br /&gt;Compagni giornalisti avete troppa sete&lt;br /&gt;e non sapete approfittare delle libertà che avete&lt;br /&gt;avete ancora la libertà di pensare&lt;br /&gt;ma quello non lo fate&lt;br /&gt;e in cambio pretendete la libertà di scrivere&lt;br /&gt;e di fotografare.&lt;br /&gt;Immagini geniali e interessanti&lt;br /&gt;di presidenti solidali e di mamme piangenti.&lt;br /&gt;E in questa Italia piena di sgomento&lt;br /&gt;come siete coraggiosi, voi che vi buttate&lt;br /&gt;senza tremare un momento.&lt;br /&gt;Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti&lt;br /&gt;e si direbbe proprio compiaciuti.&lt;br /&gt;Voi vi buttate sul disastro umano&lt;br /&gt;col gusto della lacrima in primo piano.&lt;br /&gt;Sì, vabbe’, lo ammetto&lt;br /&gt;la scomparsa dei fogli e della stampa&lt;br /&gt;sarebbe forse una follia&lt;br /&gt;ma io se fossi Dio&lt;br /&gt;di fronte a tanta deficienza&lt;br /&gt;non avrei certo la superstizione della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io non sono ancora&lt;br /&gt;del regno dei cieli&lt;br /&gt;sono troppo invischiato&lt;br /&gt;nei vostri sfaceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente&lt;br /&gt;nel regno dei cieli non vorrei ministri&lt;br /&gt;né gente di partito tra le palle&lt;br /&gt;perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.&lt;br /&gt;E tutti quelli che fanno questo gioco&lt;br /&gt;che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso&lt;br /&gt;come la lebbra e il tifo&lt;br /&gt;e tutti quelli che fanno questo gioco&lt;br /&gt;c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo&lt;br /&gt;che sian untuosi democristiani&lt;br /&gt;o grigi compagni del Pci.&lt;br /&gt;Son nati proprio brutti&lt;br /&gt;o perlomeno tutti finiscono così.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;dall’alto del mio trono&lt;br /&gt;vedrei che la politica è un mestiere come un altro&lt;br /&gt;e vorrei dire, mi pare Platone&lt;br /&gt;che il politico è sempre meno filosofo&lt;br /&gt;e sempre più coglione.&lt;br /&gt;È un uomo a tutto tondo&lt;br /&gt;che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo&lt;br /&gt;che scivola sulle parole&lt;br /&gt;anche quando non sembra o non lo vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compagno radicale&lt;br /&gt;la parola compagno non so chi te l’ha data&lt;br /&gt;ma in fondo ti sta bene&lt;br /&gt;tanto ormai è squalificata&lt;br /&gt;compagno radicale&lt;br /&gt;cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino&lt;br /&gt;ti muovi proprio bene in questo gran casino&lt;br /&gt;e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio&lt;br /&gt;dall’altra si riempiono le galere&lt;br /&gt;di gente che non c’entra un cazzo.&lt;br /&gt;Compagno radicale&lt;br /&gt;tu occupati pure di diritti civili&lt;br /&gt;e di idiozia che fa democrazia&lt;br /&gt;e preparaci pure un altro referendum&lt;br /&gt;questa volta per sapere&lt;br /&gt;dov’è che i cani devono pisciare.&lt;br /&gt;Compagni socialisti&lt;br /&gt;ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi&lt;br /&gt;compagni socialisti&lt;br /&gt;con le vostre spensierate alleanze&lt;br /&gt;di destra, di sinistra, di centro&lt;br /&gt;coi vostri uomini aggiornati&lt;br /&gt;nuovi di fuori e vecchi di dentro&lt;br /&gt;compagni socialisti, fatevi avanti&lt;br /&gt;che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti&lt;br /&gt;fatevi avanti col mito del progresso&lt;br /&gt;e con la vostra schifosa ambiguità&lt;br /&gt;ringraziate la dilagante imbecillità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io non sono ancora&lt;br /&gt;nel regno dei cieli&lt;br /&gt;sono troppo invischiato&lt;br /&gt;nei vostri sfaceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non avrei proprio più pazienza&lt;br /&gt;inventerei di nuovo una morale&lt;br /&gt;e farei suonare le trombe per il Giudizio universale.&lt;br /&gt;Voi mi direte: perché è così parziale&lt;br /&gt;il mio personalissimo Giudizio universale?&lt;br /&gt;Perché non suonano le mie trombe&lt;br /&gt;per gli attentati, i rapimenti&lt;br /&gt;i giovani drogati e per le bombe.&lt;br /&gt;Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.&lt;br /&gt;Io come Dio, non è che non ne ho voglia&lt;br /&gt;io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili&lt;br /&gt;o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili&lt;br /&gt;ma come uomo come sono e fui&lt;br /&gt;ho parlato di noi, comuni mortali&lt;br /&gt;quegli altri non li capisco&lt;br /&gt;mi spavento, non mi sembrano uguali.&lt;br /&gt;Di loro posso dire solamente&lt;br /&gt;che dalle masse sono riusciti ad ottenere&lt;br /&gt;lo stupido pietismo per il carabiniere&lt;br /&gt;di loro posso dire solamente&lt;br /&gt;che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.&lt;br /&gt;Io come uomo posso dire solo ciò che sento&lt;br /&gt;cioè solo l’immagine del grande smarrimento.&lt;br /&gt;Però se fossi Dio&lt;br /&gt;sarei anche invulnerabile e perfetto&lt;br /&gt;allora non avrei paura affatto&lt;br /&gt;così potrei gridare, e griderei senza ritegno&lt;br /&gt;che è una porcheria&lt;br /&gt;che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia.&lt;br /&gt;Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:&lt;br /&gt;di noi posso parlare perché so chi siamo&lt;br /&gt;e forse facciamo più schifo che spavento&lt;br /&gt;di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.&lt;br /&gt;Ma io se fossi Dio&lt;br /&gt;non mi farei fregare da questo sgomento&lt;br /&gt;e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio&lt;br /&gt;perché a Dio i martiri&lt;br /&gt;non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.&lt;br /&gt;E se al mio Dio che ancora si accalora&lt;br /&gt;gli fa rabbia chi spara&lt;br /&gt;gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque&lt;br /&gt;se gli ha sparato un brigatista&lt;br /&gt;diventa l’unico statista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio&lt;br /&gt;c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire&lt;br /&gt;che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana&lt;br /&gt;è il responsabile maggiore&lt;br /&gt;di vent’anni di cancrena italiana.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;un Dio incosciente, enormemente saggio&lt;br /&gt;c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera&lt;br /&gt;ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora&lt;br /&gt;quella faccia che era.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo tutto questo è stupido&lt;br /&gt;perché logicamente&lt;br /&gt;io se fossi Dio&lt;br /&gt;la Terra la vedrei piuttosto da lontano&lt;br /&gt;e forse non ce la farei ad accalorarmi&lt;br /&gt;in questo scontro quotidiano.&lt;br /&gt;Io se fossi Dio&lt;br /&gt;non mi interesserei di odio e di vendetta&lt;br /&gt;e neanche di perdono&lt;br /&gt;perché la lontananza è l’unica vendetta&lt;br /&gt;è l’unico perdono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora&lt;br /&gt;va a finire che se fossi Dio&lt;br /&gt;io mi ritirerei in campagna&lt;br /&gt;come ho fatto io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaber - Luporini&lt;br /&gt;1980 © P. A.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2987033518250009451?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2987033518250009451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2010/05/io-se-fossi-dio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2987033518250009451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2987033518250009451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2010/05/io-se-fossi-dio.html' title='Io se fossi Dio'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-7296259685535194948</id><published>2010-05-03T07:53:00.000+02:00</published><updated>2010-05-03T07:54:19.966+02:00</updated><title type='text'>1981</title><content type='html'>“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo&lt;br /&gt;intricato mondo di oggi può essere conosciuto,&lt;br /&gt;interpretato, trasformato, e messo al servizio&lt;br /&gt;dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità.&lt;br /&gt;La lotta per questo obiettivo è una prova che&lt;br /&gt;può riempire degnamente una vita”.&lt;br /&gt;Enrico Berlinguer&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-7296259685535194948?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/7296259685535194948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2010/05/1981.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7296259685535194948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7296259685535194948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2010/05/1981.html' title='1981'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2917948228213771437</id><published>2009-12-18T13:39:00.001+01:00</published><updated>2009-12-18T13:41:52.937+01:00</updated><title type='text'>Il sogno impossibile</title><content type='html'>Sognare il sogno impossibile&lt;br /&gt;combattere il nemico invincibile&lt;br /&gt;sopportare il dolore insopportabile&lt;br /&gt;correre dove l’audace non osa andare.&lt;br /&gt;Correggere l’errore irreparabile&lt;br /&gt;amare il puro e il casto al di là di tutto&lt;br /&gt;sforzandosi quando le braccia sono troppo stanche&lt;br /&gt;raggiungere la stella irraggiungibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la mia ricerca&lt;br /&gt;seguire questa stella per quanto senza speranza&lt;br /&gt;per quanto lontana&lt;br /&gt;combattere per il giusto senza domande né soste&lt;br /&gt;voler avanzare nell’inferno per una causa celeste&lt;br /&gt;ed io so che se sarò unicamente fedele&lt;br /&gt;a questa gloriosa ricerca il mio cuore giacerà in pace tranquillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando io sarò seppellito&lt;br /&gt;e il mondo sarà migliore per questo&lt;br /&gt;perché un uomo indegno e ferito&lt;br /&gt;si sforzerà ancora con la sua ultima oncia di coraggio&lt;br /&gt;per raggiungere la stella irraggiungibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Josei Toda&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2917948228213771437?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2917948228213771437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/12/il-sogno-impossibile.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2917948228213771437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2917948228213771437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/12/il-sogno-impossibile.html' title='Il sogno impossibile'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2150998410231414541</id><published>2009-11-22T13:01:00.002+01:00</published><updated>2009-11-22T13:05:31.469+01:00</updated><title type='text'>L'eterno ritorno</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oy7rgG-v_8E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oy7rgG-v_8E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2150998410231414541?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2150998410231414541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/11/futurismo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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sanguigno,&lt;br /&gt;si sbraccino, si insultino, si picchino e picchino più forte che possono.&lt;br /&gt;Attacchino i demoni, scagliandosi dal mio profondo, gettandosi planando sulla mia testa ancora affatto canuta, perché non è la mia età, né la tua che richiama, rimbomba, risuona, rintocca, rinuncia.&lt;br /&gt;Attaccate dunque, provateci se ne avete la forza, ma sappiate bestie, sappiate che ben altro che me solo, troverete ad accogliervi adesso.&lt;br /&gt;Ben altro che il povero uomo che ero, la larva che avete incontrato a suo tempo.&lt;br /&gt;Stavolta sbatterete il muso, bestie, contro il muro del riso, che si erge e vi frantuma, e vi lascia ululanti e feroci senza alcuna fortuna.&lt;br /&gt;Ché la fortuna è mia amica e per voi non ce ne sarà più. Mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-174257683701361318?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/174257683701361318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/11/nam-myo-ho-renge-kyo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/174257683701361318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/174257683701361318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/11/nam-myo-ho-renge-kyo.html' title='Nam-myo-ho-renge-kyo'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-9083000912869126367</id><published>2009-06-19T14:08:00.001+02:00</published><updated>2009-06-23T14:22:34.793+02:00</updated><title type='text'>Every grain of sand</title><content type='html'>Sono adesso 25 anni&lt;br /&gt;da quello sguardo a decine di metri&lt;br /&gt;e 25 anni di distanza &lt;br /&gt;fra le nostre vite.&lt;br /&gt;Sono oggi 25 anni&lt;br /&gt;da un accordo conosciuto&lt;br /&gt;quella canzone che inizia&lt;br /&gt;e il mio sguardo riluce&lt;br /&gt;sulla sciarpa bianca al collo.&lt;br /&gt;A Roma è notte.&lt;br /&gt;Sono ora 25 anni&lt;br /&gt;e tutto questo rimane&lt;br /&gt;ancora, nascosto &lt;br /&gt;in ogni granello di sabbia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-9083000912869126367?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/9083000912869126367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/every-grain-of-sand.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9083000912869126367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9083000912869126367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/every-grain-of-sand.html' title='Every grain of sand'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-7861146229550698836</id><published>2009-06-19T13:21:00.002+02:00</published><updated>2009-06-23T14:07:54.827+02:00</updated><title type='text'>Se</title><content type='html'>E’ così bello se&lt;br /&gt;ti prendi ancora cura di me,&lt;br /&gt;non chiedo molto, &lt;br /&gt;anche una carezza solamente.&lt;br /&gt;E’ così bello se&lt;br /&gt;ti volgi ancora a guardarmi&lt;br /&gt;per un secondo, &lt;br /&gt;i tuoi occhi, chiusi nei miei.&lt;br /&gt;E’ così bello se&lt;br /&gt;ogni istante che mi regali, &lt;br /&gt;è tanto forte &lt;br /&gt;che vince una vita di solitudine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-7861146229550698836?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/7861146229550698836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/davila.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7861146229550698836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7861146229550698836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/davila.html' title='Se'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8584375036882491937</id><published>2009-06-04T00:25:00.007+02:00</published><updated>2009-06-04T18:44:17.277+02:00</updated><title type='text'>Di padre in padre</title><content type='html'>Quando anch'io sarò il rintocco di una campana&lt;br /&gt;vorrei che quel rintocco vibrasse di gioia&lt;br /&gt;senza armonici dispari di rimpianto,&lt;br /&gt;un rintocco con gli occhi chiusi&lt;br /&gt;e con sulle labbra l'alba di un un sorriso,&lt;br /&gt;vorrei fosse di un suono cristallino&lt;br /&gt;con eco di risate e felicità.&lt;br /&gt;Quando anch'io sarò il rintocco di una campana&lt;br /&gt;vorrei risuonare fra i baci e le carezze,&lt;br /&gt;come un alone di benessere che vi abbracci per sempre;&lt;br /&gt;vorrei portarmi via tutta l'angoscia e il dolore&lt;br /&gt;per non regalarvi niente di questa mia pena.&lt;br /&gt;Quando anch'io sarò il rintocco di una campana&lt;br /&gt;voglio, più di ogni altra cosa abbia voluto mai,&lt;br /&gt;che non sia per voi come è stato per me: &lt;br /&gt;ancora oggi il primo rintocco, che è sempre per lui,&lt;br /&gt;mi trafigge di dolore incommensurabile. &lt;br /&gt;Quando anch'io sarò il rintocco di una campana&lt;br /&gt;voglio essere un rintocco di festa&lt;br /&gt;e più niente paura&lt;br /&gt;perché avrete imparato col cuore&lt;br /&gt;che ciò che finisce è già pronto a ripartire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8584375036882491937?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8584375036882491937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/di-padre-in-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8584375036882491937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8584375036882491937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/06/di-padre-in-padre.html' title='Di padre in padre'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8897009090591133270</id><published>2009-05-28T05:41:00.004+02:00</published><updated>2009-05-29T11:19:28.122+02:00</updated><title type='text'>Come</title><content type='html'>Come torno di nuovo a guardarti, &lt;br /&gt;attraverso lenti molto più spesse,&lt;br /&gt;sempre più spesso appannate da questo strano fiatone.&lt;br /&gt;Come guardo scorrere il ricordo,&lt;br /&gt;su mille fotogrammi nei tuoi occhi scuri,&lt;br /&gt;gli stessi che quel giorno videro i miei pensieri, più chiaro che mai.&lt;br /&gt;Come non muta il tuo carattere d’ebano, &lt;br /&gt;così la tua bocca di risata non è cambiata davvero, &lt;br /&gt;anche se non l’ho più baciata, da allora, e mai più,&lt;br /&gt;una volta capito per sempre, che non era per me che vivevi.&lt;br /&gt;Come anch’io ho vissuto per altri, &lt;br /&gt;i migliaia di giorni passati su questa giostra sbilenca, &lt;br /&gt;pagando caro ogni volta, ogni giro. &lt;br /&gt;Come la voce che nasconde il tuo io è sempre roca e carnosa,&lt;br /&gt;ed è come se mai, in questo tempo distante, io&lt;br /&gt;avessi perso una sola parola che hai detto o pensato di dire.&lt;br /&gt;Come i capelli, che ritrovo più chiari,  &lt;br /&gt;ma portati sempre a quel modo, almeno questo ricordo. &lt;br /&gt;Se ci perderemo ancora, continua a portarli così, &lt;br /&gt;continua a pensare da te, non fare l’errore di cambiarti,&lt;br /&gt;o peggio ancora, di farti cambiare. &lt;br /&gt;Come non cambierà questo tremito che non mi lascia mai solo, &lt;br /&gt;e che non è come fummo noi,&lt;br /&gt;desiderosi di perderci lacrimando amore infantile, &lt;br /&gt;per ritrovarci, infine, &lt;br /&gt;in questo tempo d’amicizia serena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8897009090591133270?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8897009090591133270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/05/come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8897009090591133270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8897009090591133270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/05/come.html' title='Come'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4708345151068177978</id><published>2009-05-20T22:47:00.000+02:00</published><updated>2009-05-29T11:31:54.960+02:00</updated><title type='text'>Chi troppo vuole...</title><content type='html'>Per volere dell'Imperator dellacostellazione, una voltachiamato Dio, (ve ne ricordate? che buffonome...) per Suo volereassoluto dicevo, tuttifurono trasformati in uomini e donne bellissimi e sessualmente desiderosi.&lt;br /&gt;Tutti si amavano ininterrottamente e godevano della vistadegli altri: uomini concorpi scultorei, perfettamente proprorzionati e sessualmente esuberanti; donne con mammelleprosperose e turgide, fianchi perfetti e sessualmente assaidisponibili.&lt;br /&gt;Un paradiso in terra, una Mecca per tutti, qualunquecosa questitermini arcaici voglianodire.&lt;br /&gt;Facevano l'amore tuttoilgiorno, scambiandosi ilpartner continuamente.&lt;br /&gt;La potenza sessuale degliuomini era inesauribile, la voglia delledonne le stava alla pari.&lt;br /&gt;Poi, un giorno, pian pianotutto cominciò a scemare. Gliuomini persero gradualmente il desiderio. Erano troppo abituati a vedersi intorno donnebellissime e vogliose, e lentamente si ammosciarono insieme ai lorosessi vigorosi.&lt;br /&gt;Le donne allora pereccitare ancora quegli uomini unpò sonnacchiosi, chiesero all'Imperator di dotarle di seni enormi ed eretti. Iniziarono poiagirare per strada coi seni nudi. Sulle prime quella vista superlativa riaccese gli entusiasmi deimaschi. Essere circondati da mammelle di quartaoquinta misura fu elettrizzante e tutto ricominciò a funzionare. Ancora unavolta l'attività sessuale riprese incessante.&lt;br /&gt;Poi, dopo qualchetempo, fu la volta delledonne a stancarsi.&lt;br /&gt;Essere circondate tutto il giorno da muscolosi e bellissimi uomini le aveva un pocostufate.&lt;br /&gt;Gli uomini allora chiesero all'Imperator di poter esseredotati di membri di 35 cm di lunghezza e diametro appropriato, e poi, cominciarono a girare per strada a "billo sciolto".&lt;br /&gt;Le donne alla vista di quei popòdipiselloni, ripresero pigolo etutto ricominciò come untempo e si riprese a chiavare di santaragione.&lt;br /&gt;Passarono altri mesi e di nuovo gliuomini accusarono della stanchezza.&lt;br /&gt;Le donne sirivolsero ancora all’Imperator, e chiesero di avere tre tette, bellissime, turgidissime e grandissime, invece delle solite due.&lt;br /&gt;Si ripresentarono sullastrada, ignude e tridotate e gli uomini fecero a gara per possederle. Ma duròpoco. Di nuovo le donne si stancarono deiloro bellissimi e dotatissimi compagni.&lt;br /&gt;Questi si rivolsero all’essere supremochiedendogli due cazzi di dimensioni ancora maggiori e corsero in strada a mostrarli con gran vanto.&lt;br /&gt;Ledonne li rincorsero facendo a gara ancoraunavolta per farsi possedere. Ma non durò poi molto. Gli uomini si erano nuovamente afflosciati, tre tette non erano più sufficienti.&lt;br /&gt;Seguì un periodo triste e sessualmente inattivo, poi una donna ebbe un’idea apparentemente geniale: chiese ed ottenne di avere due vagine. E giù a chiavare come micchi.&lt;br /&gt;Dopo qualcheanno la situazione era la seguente:&lt;br /&gt;gli uomini avevano 12 cazzi da 45 centimetri, 23 palle di 4 centimetri e una lingua di 40 cm; le donne sfoggiavano 7 bocche, 56 tette, 16 fiche, 8 buchi del culo, 74 chiappe e 14 narici.&lt;br /&gt;Un’amplesso durava in media 16 ore e 54 minuti.&lt;br /&gt;Poiuna donna rimaseincinta.&lt;br /&gt;Nacque una bambina. Quando crebbe si accorsero cheaveva solo due tette, unapassera e un solo bucodelculo. Era brutta e grassa, ma grassa è ancorapoco. Quando raggiunse l’età fertile tuttigli uomini cominciarono a fare a gara peraccoppiarsi con lei perché si erano rotti le 23 palle di donne piene di tette e culi e senza un filo di grasso. Le altredonne si morsero le 7 lingue e se la presero negli otto culi.&lt;br /&gt;La ragazza grassa e brutta divenne l’Imperatric della galassia e dato che era moltogelosa per primacosa decise che tutte le donne avrebbero avuto unasola tetta, smunta e rachitica, a scelta o unapassera o un bucodelculo, una sola gamba storta e mani con quattro dita.&lt;br /&gt;Agli uomini toccò in sorte di avere un solo uccello ma parlante.&lt;br /&gt;Per una svista dettata dall’inesperienza mantennero le 23 palle, solo che adesso erano di 40centimetri l’una, mentre il cazzino era di 4 centimetri solamente.&lt;br /&gt;Al secondo tentativo ottenne uomini con23 cazzi di 40centimetri e 4 palle parlanti; al terzo 40cazzi di 23centimetri (tutti parlanti) e una palla sgonfia; al quarto unsolo cazzo ma di 4metri (muto) e 40X23 palle (non so quanto faccia) girevoli alquanto.&lt;br /&gt;Un ultimo tentativo ottenne un’enormepalla informe con tante piccole cappellemosce fischiettanti. Poi l’Imperator la fulminò con lo sguardo e si dissolse nell’aere.&lt;br /&gt;Alle altre donne diede uncazzo per una e chenon gli rompessero le sue 86 balle.&lt;br /&gt;Chi troppo vuole…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4708345151068177978?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4708345151068177978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/chi-troppo-vuole.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4708345151068177978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4708345151068177978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/chi-troppo-vuole.html' title='Chi troppo vuole...'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6692082196683772280</id><published>2009-05-07T13:30:00.013+02:00</published><updated>2009-05-19T13:01:11.763+02:00</updated><title type='text'>Rieccomi qui</title><content type='html'>Bene  bene, credevi che non tornassi, e forse avevi ragione a sperarlo, ma rieccomi qui.&lt;br /&gt;Avevi ragione, nel senso che non era del tutto infondato il tuo desiderio.&lt;br /&gt;Stavo per rimetterci le penne. stavo per lasciare questa valle di piume. Ma poi, inaspettatamente, rieccomi qui.&lt;br /&gt;Senza troppa enfasi, né toni melodrammatici, rieccomi qui, senza particolari festeggiamenti, o segnali di divieto, senza pompa, né magna, né funebre, ma definitivamente, per ora, rieccomi qui.&lt;br /&gt;Dov'eravamo rimasti? Stavi per darmi uno schiaffo; giusto?&lt;br /&gt;ti ricordo benissimo: con il viso aggrottato, lo sguardo feroce, il braccio alzato, la mano aperta, gli occhi incrociati;&lt;br /&gt;ricordo il piede che scivola, la strisciata marrone e il culo che sbatte a terra, il rimbalzo delle gambe, la smorfia del viso aggrottato, il cambiamento dello sguardo feroce, l'abbassamento del braccio alzato, la mano che si chiude, la bocca che produce un suono tipo "porcatroia";&lt;br /&gt;e io che rido, e mi piego all'altezza dei ginocchi, e scureggio dal ridere, il pantalone che si gonfia, e tu che appoggiata sui gomiti stavi per darmi un calcio, il viso aggrottato, lo sguardo assassino, la gamba alzata, il piede teso, gli occhi incrociati;&lt;br /&gt;e il gomito che scivola sulla strisciata marrone, la schiena che sbatte a terra, il rimbalzo delle guance, la smorfia del viso aggrottato, il cambiamento dello sguardo assassino, l'abbassamento della gamba alzata, il piede che si rilassa, la bocca che produce un suono tipo "mavaacagare", io che rido e mi piego all'altezza delle caviglie;&lt;br /&gt;troppo, per me.&lt;br /&gt;Ecco che una scureggia mi coglie sbilanciato e mi spinge in avanti, secondo il principio del motore a reazione.&lt;br /&gt;Ricordo La craniata sull'asfalto, il trauma cranico, il ricovero d'urgenza, tu che corri dietro la barella, i medici che ti bloccano, le luci della sala operatoria, i guanti verdi, i miei occhi socchiusi, le mani strette a pugno, il dolore intenso, le voci concitate;&lt;br /&gt;ricordo il medico, chino su di me: il suo sguardo curioso, le sue mani protese, ma un attimo di rilassamento, e un'altra scureggia che gonfia il lenzuolo, il medico che si accascia, il cambiamento del suo sguardo curioso, le mani che non si protendono più,&lt;br /&gt;la sua bocca che produce un suono tipo "maialachepuzza", e io che sto crepando dal ridere;&lt;br /&gt;morire ridendo e scureggiando: cosa potrei desiderare di più?&lt;br /&gt;Invece rieccomi qui, salvato dalle maschere antigas, pronto a riprendere dove eravamo rimasti.&lt;br /&gt;Dunque, cosa aspetti?  non volevi darmi questo benedetto schiaffo?&lt;br /&gt;Ma stavolta, attenta alla cacca di cane!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6692082196683772280?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6692082196683772280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/05/rieccomi-qui.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6692082196683772280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6692082196683772280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/05/rieccomi-qui.html' title='Rieccomi qui'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4535201064104329921</id><published>2009-04-16T14:11:00.005+02:00</published><updated>2009-04-27T23:29:32.834+02:00</updated><title type='text'>sssshhhhh...</title><content type='html'>Se solo mi riuscisse di esprimere il mio desiderio di silenzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4535201064104329921?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4535201064104329921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/04/sssshhhhh.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4535201064104329921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4535201064104329921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/04/sssshhhhh.html' title='sssshhhhh...'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3814653973668883714</id><published>2009-04-14T21:20:00.003+02:00</published><updated>2009-05-21T12:12:05.600+02:00</updated><title type='text'>Rincorrere il vento</title><content type='html'>Pensate che sia da saggi, o illuminati, voltarsi indietro ad ogni incrocio di questi sentieri malvagi, vuotandosi le scarpe ad ogni granello di sabbia, aggrappandosi a tutti gli spigoli, graffiandone la superficie laccata e solcandone le venature con unghie troppo lunghe anche per un chitarrista.&lt;br /&gt;Credete sia da maturi, o da risvegliati, socchiudere gli occhi per vedere meglio, ma non vedere affatto - né vicino, né lontano - che si avvicina la natura della tua stessa vita, ti sorride e si interroga del tuo stringere gli occhi ancora di più, si stupisce del tuo chiuderli del tutto, si arrende lei stessa all'evidenza di una cecità totale, nonostante i tremila libri letti, i cinquemila scritti - tutti uguali - e  l'unico grande Veicolo, che non è un autobus a due piani.&lt;br /&gt;Uno specchio appannato non ti serve un granché, ma è pur sempre uno specchio, se non delle tue brame, almeno non ancora infranto; non esiste e non non esiste, vacci a capire qualcosa.&lt;br /&gt;E ritenete da furbi, rincorrere il vento, col retino da farfalline, per catturarne l'improntina che lascia sui visini infreddoliti di dieci, cento, mille, milioni di voi emersi dalla terra, rispettosi della storia, curiosi del presente, spaventati dalla verità (credevate dal futuro, vero?), mossi dallo spirito di ricerca, dalla virtù invisibile.&lt;br /&gt;Quanto deve essere grande il vostro feudo per sviluppare un beneficio che sia visibile?&lt;br /&gt;O tutto questo è solo un espediente?&lt;br /&gt;Volendo un cenno storico, dirò solo che questo post pare fosse composto di 12 pagine, ma le restanti 11 sono andate perdute. Detto fra noi, erano la parte migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3814653973668883714?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3814653973668883714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/04/rincorrere-il-vento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3814653973668883714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3814653973668883714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/04/rincorrere-il-vento.html' title='Rincorrere il vento'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-225926524882055303</id><published>2009-01-31T20:55:00.005+01:00</published><updated>2009-02-09T10:14:50.772+01:00</updated><title type='text'>Morir contento (per FDA)</title><content type='html'>Un  uomo onesto, un uomo probo,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;non pare che resti niente da aggiungere a questa vita tanto spettinata, si cercano mille motivi per giustificare altrettante ragioni sbagliate, ma nulla che valga la pena santificare,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;non si muore contenti se si vive insieme alla noia e al dolore e non riesco più a scrivere niente che non sia banalità, ma mi sforzo, come a ricercare vecchi motivi stonati,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;fiato alle trombe per chi ha ancora polmoni abbastanza grandi, non tarpati da duecentomila sigarette, per chi ha ancora orecchi tanto aperti per sentire musica a quest’ora,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;dicevo niente che non sia pura banalità, nonostante tutti i miei sforzi vengono fuori solo stronzoli stitici, chissà dove è finito il mio spirito attraente? In culo alla balena,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vai avanti tu e aspettami al varco, io verrò dopo con cento sonagli ché tu mi senta arrivare e non sbagli e uccida un’innocente al posto mio, ci resterebbe male,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;cerca di non farti vedere, prima che tu possa colpirmi potrei avere la tentazione di fuggire, non vorrei che poi ci restasse male anche la morte che aspetta la mia venuta,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;mi aspetta da tempo e non sta bene fare aspettare le donne, anche se io ho aspettato tanto per un pò d’amore e me lo sono dato spesso da solo, con riluttanza,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;perché la morte, la guerra, la fame, la noia, la cattiveria, la malattia, la rabbia, la troia, sono tutte femmine, tutte donnine viziate e perfide pronte a dannarti,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;invece il coraggio, il tempo, l’amore, il sogno, sono uomini, maschi d’acciaio ma duttili come l’oro, maschi anche loro, tutti uomini duri, come il diamante, maschio anche lui,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ma in fondo, cosa volete da me? cosa dovrei dimostrare per rendervi partecipi?&lt;br /&gt;dovrei scrivere ancora qualche storiella divertente, qualche poesia intrisa di sgomento?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;vi lascio la palla, la pagina bianca, il campo innevato, ci lascio la penna, scarabocchiate voi qualche peana sul mondo e sulla vita, lo leggerò volentieri,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;lo leggerò andando a caccia della giraffa albina, del toro di paglia per la corrida incruenta, del leone di coccio, del baobab di zucchero filato, del sangue blu,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;lo leggerò tornando a casa dal deserto dei Cardi, non trovando nessuno, non cercando più nulla, ma continuerò a leggerlo finché la candela non si spegnerà,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ma comprati una lampadina, altro che candele, il tempo rincorre già sé stesso e tu stai ancora sul pianerottolo, con le chiavi in mano e con la mano sulle palle,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;fermiamoci tutti, un giro di giostra non può durare tanto così, il cavallo bianco è occupato, sull’automobilina ci sono già stato, voglio andare sull’elefante,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ma chi ha pagato per questo giro in più? parte la musica, non ho il biglietto, mi guardo attorno smarrito, babbo… hai pagato tu?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;devo pagare io? con che moneta, con quale dolore? col tempo, con la mia parte di umanità, con le mie occasioni perdute, col sangue secco delle mie vene?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;un  uomo onesto, un uomo probo,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;trala lallalla tralalallalero...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-225926524882055303?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/225926524882055303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/01/morir-contento-per-fda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/225926524882055303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/225926524882055303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2009/01/morir-contento-per-fda.html' title='Morir contento (per FDA)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-578265427534278264</id><published>2008-10-21T12:27:00.010+02:00</published><updated>2009-05-21T12:15:56.942+02:00</updated><title type='text'>A tempo</title><content type='html'>Mi piacerebbe avere più tempo. Quel tempo che sai non ci farai nulla, in cui resterai a compilare una lista delle cose che potresti fare, avendone di tempo per farle. Avere tempo libero a volte è un incubo: anche se sei riuscito ad evitare per quindici anni il passato, col tempo libero rispunta e morde alle caviglie, non devi distrarti neanche un minuto di quel tempo che non hai. Libero o incatenato.&lt;br /&gt;E se il tempo è libero, noi non lo siamo poi molto se dobbiamo auto incentivare il nostro bisogno di freddezza, per non tornare a vederlo scorrere sopra il viso di un'amante che riesce a tornare coi ricordi dove tu non sei mai stato.&lt;br /&gt;Poi si ricomincia a correre indietro come gamberi che ricercano nelle vite di altri un senso da rigattieri, un mazzo di fiori che profuma di muffa, di aceto e abbandono, e si risentono risposte a domande che credevamo di non avere fatto, o che non volevamo fare, o non così chiare almeno che qualcuno potesse dar loro una risposta.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe averne di questo tempo, ma non per fare qualcosa di nuovo, vorrei rifare le stesse cose che non ho fatto quando potevo, e ammutolire voci che ancora mi rimbombano in testa.&lt;br /&gt;Userei quel tempo per cercare quadrifogli ed evitare le rose e le mimose; per mangiare pesce crudo e non più  amore per nessuno, per chi non ha vissuto come credevi, per chi non hai conosciuto ancora e per chi non è mai esistita. Almeno non in questo tempo.&lt;br /&gt;Tempo uggioso, nebbiolina grigia, migliora, non migliora... perché qui dove sono può cambiare il tempo come su un isola, che si erge alta e svetta e tace, col mare tutto attorno, contro un cielo piatto come il tempo che ritorna, senza altezze, senza picchi, inodore come un ricordo annebbiato e grigio, in un tempo uggioso, che migliora o non migliora... ma è libero. Libero da scelte non tue, senza dolore ma senza brivido, senza pena ma senza scintilla alcuna, senza groppo ma senza alito, con lo sguardo spento che si riaccende nel motivo di una canzone, con la testa che si rialza al risuonare di gente di provincia al pianoforte, prima che il tempo passato sia talmente tanto da non ricordare neanche più le parole. Se vuoi te la ricanto ancora una volta. Spero a tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-578265427534278264?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/578265427534278264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/tempo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/578265427534278264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/578265427534278264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/tempo.html' title='A tempo'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4267637889154751578</id><published>2008-10-04T18:24:00.002+02:00</published><updated>2008-10-04T18:28:11.773+02:00</updated><title type='text'>Viareggio, estate '87</title><content type='html'>"A proposito: ve l'ho detto che in casa ci sono le pulci?"&lt;br /&gt;Stefano esordì con questa frase sibillina, eravamo sul regionale per Viareggio, un'estate di diversi anni fa.&lt;br /&gt;Lo guardammo con un misto di incredulità, schifo e voglia di prenderlo a sganassoni. La speranza che si trattasse di uno scherzetto giocherellone svanì non appena mettemmo i nostri piedacci all'interno dell'appartamento. Una miriade di pulci ci zompettò addosso, mosse più per la forza dell'abitudine che non per una reale esigenza di sangue.&lt;br /&gt;Non ci perdemmo d’animo così facilmente e, semplicemente, procrastinammo il problema.&lt;br /&gt;L’esigenza primaria era abbandonarsi alle dolci acque del mare di Viareggio e alla vista generosa di tette e chiappe abbronzande.&lt;br /&gt;Quando tornammo al pomeriggio, la casa era stata pulita e sterilizzata dalla sorella di Stefano che era arrivata nel frattempo con il fidanzato e una coppia di amici, questi ultimi con un delizioso, quanto insopportabile, bambinello biondino.&lt;br /&gt;Un segnale, quest’ultimo, che Franco, uno dei quattro disgraziati che componevano la nostra combriccola, non colse a tempo dovuto e che causò, come vedremo, imbarazzo in qualcuno di noi e frustrazione in qualcuno di loro.&lt;br /&gt;Trovare la casa netta e splendente ci fece venire un certo languorino e, quando si dice i casi della vita, trovammo la cucina straordinariamente fornita di ogni ben di dio: il frigo era stipato all’inverosimile di teglie di pasta al forno, polli arrosto, conigli in umido, una serie pressoché interminabile di leccornie appetitose e, dulcis in fundo, una dozzina di bocce di vinello bianco freddo.&lt;br /&gt;Essendo praticamente digiuni dalla colazione al baretto della stazione di Pisa, ci guardammo commossi e, forti della nota ospitalità viareggina, ci buttammo sul cibo, come si suol dire, a quattro ganasce.&lt;br /&gt;La sorella di Stefano rientrò mentre io e Roberto, il quarto “moschettiere”, stavamo spolpando allegramente delle cosce di coniglio, del “loro” coniglio, e bevendo un bicchierozzo del vinello bianco freddo, il “loro” vinello bianco freddo.&lt;br /&gt;Forse, è bene far notare che né io, né tanto meno Roberto, avevamo mai visto la sorella, il fidanzato e l’altra coppia, i proprietari della casa e delle cibarie, e che neanche loro avevano mai visto noi.&lt;br /&gt;Se aggiungiamo che Stefano si era brillantemente dimenticato di avvertire la sorellona della nostra venuta al mare, abbiamo il quadro, più o meno chiaro, delle facce che gli sventurati fecero alla nostra vista.&lt;br /&gt;Risolto il malinteso, quei simpatici ingenui ci invitarono con insistenza a restare a cena, tanto avevano capito che eravamo capaci di adattarci.&lt;br /&gt;Più volte declinammo l’invito, e più volte loro (ignari ovviamente delle conseguenze della loro generosità) insistettero, ponendoci di fronte a due realtà ben distinte:&lt;br /&gt;a) dato che in quattro potevamo contare su un capitale di poche (pochissime) migliaia di lire, un eventuale cena autarchica sarebbe stata costituita nella migliore delle ipotesi da pizza al taglio, in piedi sul lungomare;&lt;br /&gt;b) l’alternativa era un sontuoso banchetto, gratuito, a base delle pietanze elencate prima, e che in parte avevamo già testato e gradito.&lt;br /&gt;“Poscia, più che ’l dolor, poté ’l digiuno” e accettammo l’invito.&lt;br /&gt;“Vi piace il vino?”&lt;br /&gt;Chiese con un sorrisetto compiaciuto il “fidanzato”.&lt;br /&gt;“Beh, abbastanza” rispondemmo quasi all’unisono, cercando ognuno di mascherare una realtà ignominosa e ignobile, quanto all’atto pratico non mascherabile, che comunque sarebbe divenuta palese da lì a breve.&lt;br /&gt;“Siete sicuri di avere abbastanza cibo per tutti?”&lt;br /&gt;“Ehhhhh… abbiamo portato roba per tre giorni!”&lt;br /&gt;Le portate iniziarono e noi iniziammo.&lt;br /&gt;Dopo un’oretta cominciammo a notare gli sguardi allibiti dei nostri ospiti, mentre la loro dispensa stava riducendosi drammaticamente.&lt;br /&gt;“Zucchini con aglio o senza aglio?”&lt;br /&gt;“Porta, porta!”&lt;br /&gt;“Pollo o coniglio?”&lt;br /&gt;“Porta, porta!”&lt;br /&gt;“Il vino è finito?”&lt;br /&gt;“Ci sono ancora 6 bottiglie… ma…”&lt;br /&gt;“Meno male! E’ buono questo vinello!” &lt;br /&gt;Dopo che avemmo spolpettato tutto il commestibile, la sorella fallò nel chiederci se, per caso, qualcuno avesse ancora appetito, e, per caso, era proprio così, e, sempre per caso, restavano un paio di chili di spaghetti di riserva.&lt;br /&gt;“Che faccio li butto?”&lt;br /&gt;“Butta, butta!”&lt;br /&gt;“Ancora vino?” (con voce tremolante, temendo la risposta, che ovviamente fu:)&lt;br /&gt;“Stappa, stappa!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve, le provviste di tre giorni evaporarono in una mezza serata, ci ingozzammo come porci, bevemmo come cammelli, e per non farci mancare niente, spiritosammo allegramente con la leggerezza di un ippopotamo in sovrappeso; Franco, ubriaco oltre ogni dire, si lanciò in rimembranze universitarie e il discorso, sfortunatamente, cadde su un certo Gianni, coglione oltre ogni dire, che messa incinta la fidanzata, era stato costretto al matrimonio riparatore e a una paternità non desiderata; e giù risate e volgarità.&lt;br /&gt;Stefano che nel frattempo aveva riacquistato un minimo di lucidità, e che evidentemente sapeva qualcosa che noi non sapevamo, iniziò disperatamente a fare segni a Franco, prima solo accennati, poi sempre più evidenti e scomposti.&lt;br /&gt;“Almeno, quel coglione se non voleva spendere i soldi per un preservativo, poteva usare una busta della Coop! E tu smettila di darmi i calci sotto il tavolo! ”&lt;br /&gt;A questa finezza degna del miglior Leopardi, la coppia felice, quelli con tenero bimbetto biondiccio, abbassarono gli occhi; lui si alzò sommessamente e si ritirò a fumare una sigaretta, lo sguardo perso nel nero della nottata viareggina. A lui era successa esattamente la stessa cosa. Colpito e affondato!&lt;br /&gt;Lei, la mamma, accarezzò istintivamente il suo bimbo, e il viso le si contrasse in una smorfia di rassegnazione mista ad affetto. I figli sò pezzi ‘e core, noi, a volte, siamo dei pezzi di merda.&lt;br /&gt;Dopo la splendida cena, pensammo fosse venuto il momento di liberare i nostri ospiti della nostra presenza un pò invadente e ho ancora nelle orecchie lo scambio di battute fra le due amiche intente a riordinare la cucina:&lt;br /&gt;“Simpatici però gli amici di tuo fratello!”&lt;br /&gt;“Falli essere anche antipatici: ci hanno mangiato e bevuto tutto e dato del coglione a tuo marito!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4267637889154751578?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4267637889154751578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/viareggio-estate-87.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4267637889154751578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4267637889154751578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/viareggio-estate-87.html' title='Viareggio, estate &apos;87'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8263213657250900800</id><published>2008-10-04T18:23:00.004+02:00</published><updated>2009-06-22T13:33:47.754+02:00</updated><title type='text'>Cinquanta fotografie (per GL)</title><content type='html'>Se riuscissimo ad immedesimarci, solo per qualche minuto al giorno, nei nostri amici, parenti, conoscenti, forse ci renderemmo conto di quanto siamo insopportabili.&lt;br /&gt;L'altro è oltre la nostra l'immaginazione, e questo peccato di fantasia carente ci impedisce i movimenti e ci attanaglia.&lt;br /&gt;Tutto pare estraneo a chi si aliena, ma è lui che è fuori portata, non raggiungibile da nessuno, amico o nemico.&lt;br /&gt;50 fotografie appese alle pareti. Persone importanti nella tua vita.&lt;br /&gt;Scrittori, musicisti, filosofi, cantastorie, song and dance men, e tu.&lt;br /&gt;La notte iniziano a parlare e tu ascolti i loro discorsi. Alcuni vanno particolarmente d'accordo e ti compiaci di certi accostamenti. Altri si prendono troppo sul serio e si scontrano verbalmente, accesissime polemiche, trionfo della retorica. Ogni giorno sposti le foto e crei nuovi gruppi, scateni nuove diatribe, e ti godi le elucubrazioni di gente in gamba, anche se in foto, spesso, senza gambe.&lt;br /&gt;Tu e loro, estranei a tutto il resto, separati dal mondo reale, siete più veri del credere comune, più sinceri del passato immaginario collettivo.&lt;br /&gt;Ora la notte è meno burrascosa, ti svegli sempre e aspetti, questo non passerà mai, ma aspetti con minor ansia, sei sereno dentro, respiri con calma, niente più Valium, niente più alcool, è solo questione di tempo, lo sai.&lt;br /&gt;Tua madre te l'ha detto che la morte viene di notte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8263213657250900800?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8263213657250900800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/50-fotografie-per-gl.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8263213657250900800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8263213657250900800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/50-fotografie-per-gl.html' title='Cinquanta fotografie (per GL)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6833911628267180319</id><published>2008-10-04T18:23:00.002+02:00</published><updated>2008-10-14T18:08:40.830+02:00</updated><title type='text'>Una fotografia</title><content type='html'>Mi ricordo di me.&lt;br /&gt;Nel giardino di casa, abbracciato alla magnolia   su cui avevo tracciato  con un coltellino&lt;br /&gt;il volto di un uomo.&lt;br /&gt;Intorno, fiori.  &lt;br /&gt;Accanto una sdraio, con su un gatto rosso che dorme.&lt;br /&gt;Canarini in gabbia. Vasi di cemento e di coccio, azalee, mimose,   un nespolo.&lt;br /&gt;La canna dell'acqua  nel sottoscala  e un lampioncino privato.&lt;br /&gt;Le sedie di vimini  e di vimini il tavolo   tondo e sbilenco e scortecciato.&lt;br /&gt;La finestra del bagno e  il rumore di una lavatrice, quelle vecchio tipo  che di rumore ne facevano,&lt;br /&gt;tanto.&lt;br /&gt;Le mattonelline rosse, l'edera altissima  e il pino, altissimo anche lui.&lt;br /&gt;E i gerani.&lt;br /&gt;Mi ricordo di me.&lt;br /&gt;Abbracciato a quell'albero, l'espressione giocosa, i pantaloni corti,&lt;br /&gt;e la certezza lunga  che non ci sarebbe   mai stato nessun altro posto che quello.&lt;br /&gt;Ci sono tornato  dopo tanto,  di nascosto, di sera.&lt;br /&gt;Per rivedere   ancora quel volto umano   tracciato nel tronco  della magnolia.&lt;br /&gt;Ma non c'era   più nemmeno   la magnolia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6833911628267180319?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6833911628267180319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/una-fotografia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6833911628267180319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6833911628267180319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/una-fotografia.html' title='Una fotografia'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4721446682873563845</id><published>2008-10-04T18:11:00.003+02:00</published><updated>2009-06-22T13:35:45.578+02:00</updated><title type='text'>Inversione di marcia</title><content type='html'>Cosa volete da me?&lt;br /&gt;Volete ridere, sganasciarvi delle mie tragedie?&lt;br /&gt;Volete piangere, a dirotto sulle mie grondaie?&lt;br /&gt;Volete chiudere, a doppia mandata affanculo?&lt;br /&gt;Volete chiedere, e rispondere è cortesia?&lt;br /&gt;Basta punti interrogativi, basta virgole dubbiose.&lt;br /&gt;Volete vedere quanto corre veloce un mocassino?&lt;br /&gt;Basta interrogativi ho detto!&lt;br /&gt;D'accordo, mettiamo insieme queste note stonate, e allora basta anche esclamativi!&lt;br /&gt;E non mettiamo più neanche i punto e virgola;&lt;br /&gt;Degli accenti non se ne può più, basta metterli, sì?&lt;br /&gt;E che nessuno usi più l'apostrofo.&lt;br /&gt;Giusto, e come disse quel tale: "a che serviranno mai le virgolette?", non mettiamole più. Sono d'accordo anch'io ma c'è una cosa che mi preme dirvi: togliamo per sempre i due punti.&lt;br /&gt;Due, come se non ne bastasse uno, anzi 1/2, togliamo anche le frazioni?&lt;br /&gt;Senza frizioni non si parte... Ho detto frazioni, non frizioni, demente.&lt;br /&gt;De mente non sarò granché, ma de culo sto messo bene.&lt;br /&gt;Cosa volete da me?&lt;br /&gt;Volete osservare mentre la faccio sciolta?&lt;br /&gt;O anelate udire il tonfetto nell'acqua cheta, quando lo stronzoletto si immerge con una capriola?&lt;br /&gt;Basta volgarità! Abbasso la defecazione assistita, uno deve cagare in solitudine, che poi è meglio da soli che male accompagnati, quando si deve dar corso a certe formalità fisiologiche.&lt;br /&gt;Ma basta parlare di sesso. &lt;br /&gt;Certo che sei sordo forte, eh?&lt;br /&gt;Stava parlando di cesso, non di sesso, almeno che tu non consideri il "bucio" der culo, un organo sessuale.&lt;br /&gt;Certo che no, disse la vagina, il bucio der coso è solo famoso, perchè se lo prende che è uno spettacolo.&lt;br /&gt;Ma perché se ci esce è normale e se ci entra è omosexuale?&lt;br /&gt;Dai retta a me, cosa fatta capo ha.&lt;br /&gt;E che caspio c'entra? C'entra come i cavoli a merenda, col pesce fritto e baccalà. I cavoli, non voglio insistere, fanno fare le puzze.&lt;br /&gt;Anche i cipollotti son buoni a questo scopo.&lt;br /&gt;E i facioli? Dove li mettete i facioli? Io li metto a bagno, e Maria?&lt;br /&gt;Maria trombava col Mecco. Ecco, mi pareva che me lo avessero detto... Detto cosa? Becco! &lt;br /&gt;Bacco tabacco e Marte. &lt;br /&gt;Venere... &lt;br /&gt;No, Marte, Venere è rimasta incinta di Giacobbe. &lt;br /&gt;Chi, Sandro? &lt;br /&gt;Sì, lui. &lt;br /&gt;Ma non era fracio? &lt;br /&gt;Fracio? &lt;br /&gt;No, ho sbagliato, volevo scrivere frocio. &lt;br /&gt;Più che frocio era bischero che se l'è fatta mettere in culo da Venere. &lt;br /&gt;Allora, era proprio frocio.&lt;br /&gt;E Venere? &lt;br /&gt;Si è ammalata di sifilide, così impara ad andare coi frogi.&lt;br /&gt;Frogi? &lt;br /&gt;Vabbè... licenza poetica.&lt;br /&gt;Ma me lo spiegate che volete da me?&lt;br /&gt;Volete mettervi tutti lì al mio capezzale... &lt;br /&gt;hmmm eccitante...&lt;br /&gt;ho detto capezzale, non capezzolo, fava!&lt;br /&gt;...al mio capezzale, aspettando che tiri le cuoia?&lt;br /&gt;E son dure da tirare, devi andare in palestra, hai mai provato a tirare due suole di cuoia, mica facile!&lt;br /&gt;E' molto più facile tirare il calzino. Ecco quando tirerò il calzino, col culo che ho, chiapperò S.Pietro preciso nel muso, che poi si incazza e mi manda all'inferno.&lt;br /&gt;Almeno l'inferno è caldo, i calzini non ti servono. Conoscendo S.Pietro, il tuo calzino lo rivende a qualcuno. E manco lo lava.&lt;br /&gt;Dice di fare inversione a U fra 150 metri.&lt;br /&gt;Ma non si può invertire la marcia, è vietato.&lt;br /&gt;Da chi? &lt;br /&gt;Dal cartello. &lt;br /&gt;E tu, ti lasci intimorire da un cartello?&lt;br /&gt;E se vedi un orso che fai?&lt;br /&gt;Se un orso mi dice che non posso fare inversione, non la faccio.&lt;br /&gt;Io sono un uomo senziente, il Signore della natura, Re degli animali...&lt;br /&gt;Detta così sembri Tarzan...&lt;br /&gt;Taci plebeo, non può certo un vile cartello, dirmi se posso o non posso invertire la mia regale marcia!&lt;br /&gt;E cosa pensi di fare, allora?&lt;br /&gt;Inverto, come e quando voglio, inverto e se voglio inverto di nuovo.&lt;br /&gt;Ma a te chi è che ti avrebbe fatto Re di questo e Signore di quest'altro?&lt;br /&gt;Dio onnipotente, che domande bislacche!&lt;br /&gt;E Dio onnipotente, fra tutte le cose che poteva fare si è fatto a te?&lt;br /&gt;Sì, ed è meglio che te ne faccia una ragione.&lt;br /&gt;Invece è meglio che tu, ti fai ricoverare.&lt;br /&gt;E' questo che volete, allora?&lt;br /&gt;Vedermi sopito, aspettare l'epilogo in un reparto alla neuro?&lt;br /&gt;Mi compiaccio, bastardi, avete buon gusto.&lt;br /&gt;XChe orer sonfo? &lt;br /&gt;Ma come cazzo scrivi? &lt;br /&gt;SCricvo vcol cazzoi er non ès fazcile berccaree iu tastik guistyi.&lt;br /&gt;E ci credo, scrivi col cazzo moscio.&lt;br /&gt;Non sento nessuno...&lt;br /&gt;alza il volume!&lt;br /&gt;Ah, ecco... sento... sento un peso al cuore.&lt;br /&gt;E' il pacemaker.&lt;br /&gt;No, è la parmigiana di mia suocera.&lt;br /&gt;Letale.&lt;br /&gt;Però c'è una cosa che non ho capito...&lt;br /&gt;Dimmi.&lt;br /&gt;Se siamo morti, perché siamo morti, vero?&lt;br /&gt;Sì, parrebbe almeno.&lt;br /&gt;Perché sento puzza di merda anche qui?&lt;br /&gt;Mi sono cagato addosso. &lt;br /&gt;E' stata la parmigiana?&lt;br /&gt;No, la paura.&lt;br /&gt;Paura di che?&lt;br /&gt;Ma ti sei visto? Sei coperto di vermi putribondi, hai piaghe su tutto il corpo ignudo...&lt;br /&gt;Beh, ero così anche da vivo e non hai trovato ostacoli del genere quando mi hai stuprato da piccolo.&lt;br /&gt;Sei stato tu a provocarmi con quel lecca-lecca.&lt;br /&gt;Era un Calippo.&lt;br /&gt;Galeotto fu il Calippo e chi lo intinse.&lt;br /&gt;Sai mi secca di morire soprattutto perché non saprò mai una cosa.&lt;br /&gt;Quale?&lt;br /&gt;Non saprò mai chi cazzo è quel coglione che si è inventato il nome Calippo...&lt;br /&gt;Vuoi un sanbittèr?&lt;br /&gt;E poi, c'est plus facile?&lt;br /&gt;Forse.&lt;br /&gt;Ehi, quei due stanno guardando verso di noi.&lt;br /&gt;Presto, ricomponiti.&lt;br /&gt;Dov'è il mio ginocchio?&lt;br /&gt;Ecco cos'era... avevo 'sto cazzo di ginocchio tuo nella schiena.&lt;br /&gt;Dammelo.&lt;br /&gt;Eccoli, guardano proprio di qua!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda Pasquale... ecco la tomba di quei due fetentoni che hanno fatto inversione a U in coppa all'autostrada, e dire che c'era un cartello "tanto"!&lt;br /&gt;Sfaccimme...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4721446682873563845?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4721446682873563845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/inversione-di-marcia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4721446682873563845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4721446682873563845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/inversione-di-marcia.html' title='Inversione di marcia'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6456512085186503548</id><published>2008-10-04T18:09:00.003+02:00</published><updated>2008-10-04T18:55:00.494+02:00</updated><title type='text'>Un secondo di distrazione</title><content type='html'>Calma e sangue freddo.&lt;br /&gt;Chi è mai stato punto da un calabrone?&lt;br /&gt;Fa male, parecchio.&lt;br /&gt;Pancia mia fatti capanna, domenica si va a Roddino.&lt;br /&gt;Carne cruda e meringata.&lt;br /&gt;Non ho peli sullo stomaco, ma sulla pancia ne ho parecchi.&lt;br /&gt;Mi stanno crescendo anche sulla schiena.&lt;br /&gt;Che schifo.&lt;br /&gt;Ho due peli anche nei lobi delle orecchie.&lt;br /&gt;Che schifo.&lt;br /&gt;Ma i più tremendi sono quelli che spuntano dalle narici.&lt;br /&gt;E' una vita che me li strappo, dolore.&lt;br /&gt;Dolore e schifo, specie quando ci rimane appiccicata qualche caccoletta.&lt;br /&gt;Di quelle che filano.&lt;br /&gt;Che schifo al quadrato.&lt;br /&gt;Ma il posto dove ho più peli è il pube.&lt;br /&gt;Proprio sopra all'uccello. Sono pieno di peli nel pube peloso.&lt;br /&gt;Anche sotto, nei coglioni, ne ho abbastanza di peli.&lt;br /&gt;C'è chi ha i coglioni glabri e che ce l'ha pelosi.&lt;br /&gt;Io, una via di mezzo.&lt;br /&gt;Ho peli un pò ovunque, tranne che in alcune parti dei polpacci.&lt;br /&gt;Li ho zone implumi, consumate forse dai jeans.&lt;br /&gt;I jeans, specie i Carrera, sono abrasivi, di grana 400.&lt;br /&gt;I Levi's meno, sono di grana 901. Per questo si chiamano così.&lt;br /&gt;Che male, come brucia il calabrone.&lt;br /&gt;Se non lo avessi già spiaccicato vorrei che morisse.&lt;br /&gt;Ma così, è come uccidere un calabrone morto.&lt;br /&gt;Ho peli estremamente resistenti anche nell'ano. Li lavo tutti i giorni, sapone neutro, uno di queste sere mi ci faccio la permanente.&lt;br /&gt;Ai peli del culo. Magari faccio tendenza fra gli amici.&lt;br /&gt;Ho i peli anche sulle dita dei piedi. Non tantissimi, non sono una scimmia; non sono come il mio amico Edoardo che sembra un cinghiale.&lt;br /&gt;Sa fare anche il verso del cinghiale; gli riesce benissimo.&lt;br /&gt;A volte dubito persino... che sia un uomo. Tutto uomo, intendo.&lt;br /&gt;In ognuno di noi convivono lo yin e lo yang, il bianco e il nero, il bene e il male, l'uomo e il cinghiale.&lt;br /&gt;Mi ricordo di Edo: si divertiva a lanciare le mutande, sozze, contro le pale dei ventilatori a soffitto lanciate alla massima velocità, per tentare di farle volare fuori dalla finestra aperta.&lt;br /&gt;Mi ricordo di Edo: nudo, a quattro zampe, per i corridoi dell'hotel, a fare il verso del cinghiale, un cinghialantropo maremmano.&lt;br /&gt;Specie in estinzione.&lt;br /&gt;Vietata la caccia.&lt;br /&gt;Zanzare, mosche, calabroni e Calderoli sono la prova che, o Dio non esiste, o si è distratto per un secondo.&lt;br /&gt;E in un secondo, se ne possono fare di casini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6456512085186503548?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6456512085186503548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/un-secondo-di-distrazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6456512085186503548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6456512085186503548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/un-secondo-di-distrazione.html' title='Un secondo di distrazione'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4130584840691114448</id><published>2008-10-04T18:07:00.000+02:00</published><updated>2008-10-04T18:08:29.562+02:00</updated><title type='text'>Un titolo vale l'altro</title><content type='html'>Prendi questa mano, zingara e dimmi che destino avrò. &lt;br /&gt;C'ero cascato ancora una volta, passavo per caso... uscivo di là... tutte balle e grosse pure. &lt;br /&gt;Sentimi bene amico caro, non è che tu stai cercando di fregarmi con le tue moine? &lt;br /&gt;Io non sarò una cima ma non sono neanche un idiota totale. &lt;br /&gt;Prendi questa mano, zingara, "dammi 5 mila lire, è tempo che tu maturi", come fossi una pannocchia, un girasole stanco, un limone con la diarrea, e a un limone con la diarrea cosa gli consiglia il medico?&lt;br /&gt;Prendi questa mano, zingara, "ti do un milione ma dimmi cosa fare per crescere" disse il microbo al batterio, gigante peloso di indubbia potenza sessuale a giudicare da come si moltiplica.&lt;br /&gt;"Prendi molti antibiotici e diventerai forte come me". &lt;br /&gt;"Un ottimo trucco, chi te l'ha insegnato?" &lt;br /&gt;"Conosci il virus dell'influenza? E' stato lui a darmi la dritta". &lt;br /&gt;Prendi questa mano, zingara, aiutami a dimostrare la quadratura del cerchio, difficile ma non impossibile come la tondatura del quadrato, solo io riuscivo a fare i cubi tondeggianti all'ITIS, che ci sono tornato a prendere le pagelle e neanche riconoscevo la scuola. Tutto passa, tutto cambia, ma non credevo così' tanto. Mi sento come un fantasma innamorato, a vedermi sembro un involucro lacerato, ma internamente sono fresco come un sushi, gustoso come un manicaretto, speziato e odoroso, acquolinainboccaloso, davvero un bel bocconcino.&lt;br /&gt;Magari un pò nascosto dalle preoccupazioni, celato dall'ansia, occultato dal tedio ignavico, appesantito dal tempo. &lt;br /&gt;Prendi questa mano, zingara, "non devi partorire due gemelli, quindi sei ingrassato, immagino..." &lt;br /&gt;Belle parole, non prive di un fondamento e di pietas, soprattutto. &lt;br /&gt;Non riesco scappare da te, neanche dopo 12mila chilometri, neanche dopo il giro del mondo, magari per te non è così tardi, ma io non so per quanto potrò ancora aspettare.&lt;br /&gt;Ridammi quella mano, zingara o tienimi te l'uccello, che mi scappa la pipì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4130584840691114448?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4130584840691114448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/un-titolo-vale-laltro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4130584840691114448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4130584840691114448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/un-titolo-vale-laltro.html' title='Un titolo vale l&apos;altro'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-7106177521578230212</id><published>2008-09-25T16:49:00.003+02:00</published><updated>2009-05-31T10:34:21.269+02:00</updated><title type='text'>Zeitgeist</title><content type='html'>&lt;embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6866557189571858559&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=true" style="width: 400px; height: 326px;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-7106177521578230212?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/7106177521578230212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/zeitgeist.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7106177521578230212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7106177521578230212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/zeitgeist.html' title='Zeitgeist'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2201881906640359530</id><published>2008-09-25T16:26:00.002+02:00</published><updated>2009-06-22T13:32:02.764+02:00</updated><title type='text'>Divieto di inversione di marcia</title><content type='html'>Aaaargh... non ci si crede! &lt;br /&gt;Mamma mia che orrore vedervi così, aspettanti qualcosa che addavenì, ma che non avverrà giammai, di certo non in questa vita. &lt;br /&gt;Vi siete notati, allora? &lt;br /&gt;Avete racimolato i capitali, approntato le sfide, guidato l'ultima motoretta, annaffiato il balcone fiorito, quello che tutti vi invidiano?&lt;br /&gt;Avete telefonato a casa, salutato i parenti, assaggiato l'Amarone, brindato con quello alla lontananza del sole nel cielo stellato?&lt;br /&gt;Avete dormito accanto alla vostra dolce Lei, guardando il soffitto e immaginandovi altrove, sul tappeto arabescato di una cinese infoiata, cavalcandola da dietro, spingendola in avanti, cullandovi nel ventre intorpidito del culo del mondo?&lt;br /&gt;Lo avete mai fatto? E vorreste per questo lasciare il ricordo del triciclo a tre anni, rosso come è rosso solo un triciclo a tre anni, veloce come è veloce la mente a tornare sui suoi passi nascosti, senza inciampare sui gradoni più scoscesi, quelli più alti e sgarrupati, col bordo di radice a frenare la terra battuta, con gli aghi di pino, secchi di soleggiate estive, all'ombra dei padri dai fusti rugosi, maestà della boscaglia, che tutto vedono e che tutti vedono, quando sotto le fronde si accendono i fuochi e si cantano versi di stornelli romani.&lt;br /&gt;Mio dio... non ci si crede, davvero. &lt;br /&gt;Ma vi vedete adesso, contornati di nulla di serio, asciugati dal secco del tempo passato, passante e futuro, che rincorrete bambini nei parchi, che vi scappano inseguendo palloni mezzi sgonfi, due biglie di vetro, figurine di calciatori con la pancetta e ciclisti pelati.&lt;br /&gt;Quei bambini che siete rimasti si troverebbero ancora giù in strada a scambiarsi quelle immagini di facce scollate dai corpi appesantiti, ma voi non potete scendere giù lasciando lavoro e famiglia, non potete infilarvi le Superga sporche, perché le avete gettate nella lavatrice del tempo. E perché non vi entrerebbero più, nei vostri piedi senza calli, massaggiati di borotalco e calzati di filo di Scozia.&lt;br /&gt;Annusatevi i piedi, non più quell'odore di sali da bagno, ma franco sudore e pellicine, col segno del calzino di spugna che circonda il polpaccio sudato, la corsa alla doccia mai calda, col fango che intasa la grate di scolo dell'acqua, e piselli mosci al bagno, confronti di sguincio e manate sul culo, pensieri di sesso e discorsi di sesso medesimo, donne sempre in punta di lingua, quasi mai in punta di uccello.&lt;br /&gt;Annusatevi i piedi bianchicci, appena tolti da quelle scarpe lucide e piatte: odorano di vecchiaia, di doppio petti, di cravatte e spezzati, di uniformi e 24 ore, di BlackBerry e bluetooth.&lt;br /&gt;Che odore infelice, quanto è lontano dall'irraggiungibile puzza di piedi da campetto di calcio, due pali malmessi e sudore vero, non made in Corea, voglia vera di tornare a giocare e perdere magari, perché perdere fa bene, rilassa gli spiriti bollenti dell'arrivismo e del successo a tutti i costi, costi che non potete più permettervi, assassini di quei giovani istinti che avevate la fortuna di ospitare dentro di voi. Come mai adesso siete così incerti sul da farsi? Non avete più quel sorriso ebete sulle vostre facce rasate e dopo barbate? Quel sorriso di facciata che tanto piace ai superiori, ai suoceri, alle mogli fidate, alle politiche comunitarie, ai benefattori, ai vostri mentori?&lt;br /&gt;Ridete, che diamine, non vorrete mica lasciare liberi i vostri posti nel palco in barcaccia? Ci avete messo anni per arrivarci, 15 minuti prima del concerto, abbracciati a un collier da duecento milioni, non vorrete mica lasciare il posto al vostro collega, quello che vi alita sul collo da anni, che parla di voi più che di suo figlio, che aspetta di sentire il tonfo, per ridere e spazzare via le vostre cose, pulire quella scrivania di mogano, e metterci sopra le zanne.&lt;br /&gt;Aaaargh... non ci si crede e non crediate, neanche per un istante, che le vecchie Superga vi entrino ancora. Quelle sul davanzale a prendere aria sono le mie, e guai a chi me le tocca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2201881906640359530?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2201881906640359530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/divieto-di-inversione-di-marcia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2201881906640359530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2201881906640359530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/divieto-di-inversione-di-marcia.html' title='Divieto di inversione di marcia'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4377084103877705980</id><published>2008-09-15T18:15:00.001+02:00</published><updated>2009-06-22T13:39:23.727+02:00</updated><title type='text'>Ritorno</title><content type='html'>Perdo tempo coi colori dei ponti, a misurare gli spazi, mi perdo in pensieri emotivi, a rilasciare fremiti di tremore, a inseguire un successo perduto, vinto dal tempo che perdo a raccogliere ricordi su questa spiaggia privata, a seguire con lo sguardo il ghiacciaio che pare immobile come me, che mi muovo e nessuno sembra accorgersene.&lt;br /&gt;Perdo tempo a segnare ogni punto non realizzato, ogni obiettivo mancato, a cercare di spegnere una mente troppo saccente e di solito complicata e contorta.&lt;br /&gt;Perdo tempo a collezionare sconfitte, a gustare l'amaro in bocca con un calice incrinato, a piangere il ricordo di una vittoria accennata in anni piu' agili in tempi lontani, che mi urlano dietro la mia colpa d'inedia, mentre il poco di buono che ho lasciato dietro le spalle mi saluta sporgendosi dal treno che ho perso, per pochi secondi, una volta ancora.&lt;br /&gt;E perdo tempo a cercare motivi e svelare arcani che non interessano a nessuno, chiunque siano i mille nessuno che ognuno di noi conosce e incontra ogni giorno, cosi' presi dai loro intrighi, che neanche mi vedono stare li' a fissarli, come immagini mute in un film velocizzato, tristi comiche odierne di un tempo corroso dall'acido della frenesia, lo stesso tempo che io perdo a cercare di mettere insieme i poveri pezzi di un aeroplanino giocattolo, troppo vecchio per riuscire a portarmi via da qui, troppo leggero per sopportare un carico cosi' imponente di memorie.&lt;br /&gt;Scorro ancora con gli occhi l'orizzonte, che guardo, forse, per l'ultima volta: queste case strane, questi spazi infiniti, queste montagne lontane, e per quest'ultima volta, perdo tempo a inseguire le nuvole, mentre la vita scivola via.&lt;br /&gt;Torno a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4377084103877705980?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4377084103877705980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/ritorno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4377084103877705980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4377084103877705980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/ritorno.html' title='Ritorno'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3069893206783381619</id><published>2008-09-10T18:18:00.000+02:00</published><updated>2008-10-04T18:19:22.013+02:00</updated><title type='text'>Precocità molesta</title><content type='html'>Piripicchio se ne usci' chiedendo se la "minchia" fosse da ciucciare sul posto o take-away, la cameriera rispose "what is &lt;i&gt;minigghia&lt;/i&gt;?" e sorrise col taccuino in mano e due tette da sballo, due breast enormi e turgide, a couple of zinnes, so big, che Piripicchio si era gia' visto immerso in quel mare latteo fino al mento, "minchia is like LOVE, du iu laik LOVE?"&lt;br /&gt;Si', amava amare la ragazzetta tettoruta, 20 years old, numero imprecisato di "amori" sbaciucchiati in quel lasso temporale. &lt;br /&gt;"Italian, arent ya?"  &lt;br /&gt;Che tette, parlavano da quanto erano gonfie, 2 ballons, Piripicchio era sul punto di montarle addosso, riusci' a trattenersi con sforzi enormi, le sue hands fremevano, doveva toccarle, strizzarle, spupazzarle. May I squeeze your tits?&lt;br /&gt;Dondolavano, rimbalzavano, bounced, proprio in front alla sua faccia. &lt;br /&gt;Mamma mia, mordere quei capezzoli, succhiare, suck my &lt;i&gt;minigghia&lt;/i&gt;, please. &lt;br /&gt;Piripicchio si alzo' di scatto e afferro' la cameriera da dietro, le mise le mani sulle pocce e le strizzo' mentre la cameriera scream a lot.&lt;br /&gt;Arrivo' il padrone del pub, grossissimo, altissimo, testa di cazzissimo, e prese Piripicchio per le balls e lo scaravento' a terra, down.&lt;br /&gt;Poi con due boots da ragazzomucca, gli monto' proprio sulla &lt;i&gt;minigghia&lt;/i&gt;, mannaggia, e inizio' a jumpargli up. &lt;br /&gt;Dopo due minuti di rimbalzi entrarono i due fratelli della girl dalle grosse bocce e, saputa la notizia, presero Piripicchio e lo blow up di botte. Poveraccio, lui che sognava un blow job, ci era andato vicino ma solo grammaticamente.&lt;br /&gt;Ora nel carcere minorile di Calgary Piripicchio se la passa bene: ogni domenica un muffin a pranzo e i cartoni animati la sera. Fra un mese compira' sette anni e gli faranno la festa.&lt;br /&gt;La ragazzotta maggiorata va a trovarlo spesso, l'amore is blind. Ah, l'amore! o come direbbe lei, "Uh, la &lt;i&gt;minigghia&lt;/i&gt;!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3069893206783381619?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3069893206783381619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/precocit-molesta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3069893206783381619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3069893206783381619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/precocit-molesta.html' title='Precocità molesta'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-5673917554252854444</id><published>2008-07-30T21:33:00.010+02:00</published><updated>2008-07-31T09:35:09.173+02:00</updated><title type='text'>Montemaggio</title><content type='html'>Dalla mia finestra vedo Montemaggio&lt;br /&gt;e sulla cima vedo alberi più radi&lt;br /&gt;che si impigliano nel rossastro del cielo&lt;br /&gt;e mi appaiono come 19 uomini in fila indiana&lt;br /&gt;piegati dal peso di una coscienza che non li riconosce più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/SJDC6rrjKqI/AAAAAAAAAAc/fdCXAgk0NQM/s1600-h/Istantanea+2008-07-30+21-23-13.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/SJDC6rrjKqI/AAAAAAAAAAc/fdCXAgk0NQM/s400/Istantanea+2008-07-30+21-23-13.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228893480790731426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il 28 marzo 1944, in località la Porcareccia, sulle pendici del Montemaggio nel Comune di Monteriggioni, si consumò, ad opera di militi della G.N.R. (Guardia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; N&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;azionale Repubblicana)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;l’eccidio con il maggior numero di vittime della provincia di Siena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/SJFqgSXOliI/AAAAAAAAAA8/IXbuCLckWUw/s1600-h/martiri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/SJFqgSXOliI/AAAAAAAAAA8/IXbuCLckWUw/s400/martiri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229077745271477794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Le vittime furono 1&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;9 in totale: erano tutti giovani ragazzi che si erano dati alla macchi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a per sfuggire alla leva fascista e per unirsi alle formazioni partigiane della Brigata Garibaldi che operava nella zona compresa tra le province di Siena, Pisa e Grosseto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-5673917554252854444?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/5673917554252854444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/07/montemaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5673917554252854444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5673917554252854444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/07/montemaggio.html' title='Montemaggio'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/SJDC6rrjKqI/AAAAAAAAAAc/fdCXAgk0NQM/s72-c/Istantanea+2008-07-30+21-23-13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6769132966278219061</id><published>2008-07-30T12:04:00.001+02:00</published><updated>2008-07-30T12:04:58.853+02:00</updated><title type='text'>La vita è masochista</title><content type='html'>La tavola, che favola, fa gola a molti, colti e ‘gnuranti, antipidocchi, occhi di cielo, e lo zio annaspa, spaziando nel blu, ludico aggeggio di cui non capisco l’uso, colluso col sindaco, colloso e indaco, che è vicino al blu. L’indaco è un colore un pò come il pervinca, che vinca, che perda non gli importa poi molto, non gli infinestra una sega, martellandosi un dito, “ho udito, ora arrivo!”, partenza e ritorno, vagabondo, errabondo, sbagliabondo, bando alle ciance, la Banda!, bendati e frustati da solo che sono stanco. Ancora ad Ancona! Ecchecifaccio? Faccia fiacca, facciata e musata, scappellotto, tocco le palle, porta sfiga l’ambulanza, sirena, scoglio, spaghetti, ragù, Bologna e Cantù.&lt;br /&gt;Cantù che ti passù, quassù fa freddino, ci vorrebbe un termosifone, un sifone da solo toglie solo il puzzo, un termo da solo non vuol dire una sega, una sega da solo è meglio di un dito in culo. Puzzo? s’è rotto il sifone, se si rompeva il termo era meglio.&lt;br /&gt;Sifone fifone! Tifone, Toshiro Mifone, raggiunse Didone, le prese il ditone e glielo pestò. Afferrò un pitone che gettò nel bidone, ah grande Didone, eri proprio un figone, ma Enea ha un neo: ama Ulisse, e a casa tornò, che Froci! i Proci, i truci guerrieri con elmi e destrieri, i cruci e i verba nella sciarada interrotta xyxxxy… e poi boh!&lt;br /&gt;Un puzzle! ammazza che puzzle… quant’è che non defecavi? un mesecavi? un annocavi? un ano cavo da riempire di [rebus]: G; ciliegie; F; saluto romano;&lt;br /&gt;Godiamoci la vita, avvitiamocela stretta e frustiamola per bene, che la vita è masochista e le piace da morire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6769132966278219061?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6769132966278219061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/07/la-vita-masochista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6769132966278219061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6769132966278219061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/07/la-vita-masochista.html' title='La vita è masochista'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3128810225074442532</id><published>2008-07-15T18:20:00.000+02:00</published><updated>2008-10-04T18:22:00.933+02:00</updated><title type='text'>Mi vien da ridere</title><content type='html'>Amici miei, ridiamo!&lt;br /&gt;Ridiamo oggi, adesso, ridiamo subito.&lt;br /&gt;Non aspettiamo, non rimandiamo mai una grassa risata.&lt;br /&gt;Ridiamo a 4 ganasce, a piene mani, a bocca aperta,&lt;br /&gt;ridiamo sguaiati o composti, ridiamo di tutto,&lt;br /&gt;ridiamo di me e di noi che ridiamo.&lt;br /&gt;Ridiamo a saltelli, ridiamo dormendo, mangiando, trombando,&lt;br /&gt;ridiamo alla posta, a lavoro, chi lavora alla posta rida due volte.&lt;br /&gt;Ridiamo bevendo del vino buono, ma anche se non è buono ridiamo lo stesso.&lt;br /&gt;Ridiamo se ci girano i coglioni, se ce li hanno piallati,&lt;br /&gt;ridiamo se la dolce metà è più amara del solito.&lt;br /&gt;Per ogni ruga che appare: una bella risata! per ogni capello che cade: una sganasciata! per ogni giorno che passa, ridiamo e facciamo "marameo" alla vita.&lt;br /&gt;Per ogni dolore che arriva, e arrivano sempre, mettiamoci a ridere da farci male alla pancia, che almeno il dolore sia dolore di riso.&lt;br /&gt;Per ogni delusione, per ogni sogno svanito, ridiamo alla grande, tremiamo dal riderci, sopra l'angoscia e il timore, sommergiamoli di sane risate, prendiamoli per il culo e ridiamoci su.&lt;br /&gt;Amici miei, ridiamo!&lt;br /&gt;A 32 denti, a chi sono rimasti tutti, a crepapelle, a garganella, che ci vengano i solchi intorno alla bocca, ridiamo tanto da farcela addosso, sempre meglio davanti che dietro.&lt;br /&gt;Ridiamo per primi, che non ci svernici nessuno, alziamo su podio la coppa della più grande risata mai risa.&lt;br /&gt;Aspettiamo il domani ridendo e ridiamo dell'oggi che passa, ripensando a quanto abbiamo riso in passato, a quanto rideremo nei giorni a venire.&lt;br /&gt;Che una risata sia sempre con noi, che ci prendano pure per scemi, per poveri idioti che ridono sempre, soprattutto quando, a quelli "normali", parrà proprio non ci sia niente da ridere.&lt;br /&gt;Ridiamo, Amici miei, ridiamo... devo smettere di scrivere, mi viene troppo da ridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3128810225074442532?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3128810225074442532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/mi-vien-da-ridere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3128810225074442532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3128810225074442532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/09/mi-vien-da-ridere.html' title='Mi vien da ridere'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-825164029255350134</id><published>2008-06-26T13:54:00.000+02:00</published><updated>2008-06-26T13:55:35.618+02:00</updated><title type='text'>Sesso elementare</title><content type='html'>Ricordo molto bene il giorno che vennero a farci lezione di sessualità i ragazzi delle Magistrali. &lt;br /&gt;Eravamo in quinta elementare, anno 1977, la maestra si chiamava Luchini Baldi Tosca. &lt;br /&gt;Questi tirocinanti avevano il compito di illustrarci i vari aspetti di quel mondo che avremmo scoperto "praticamente" qualche anno più tardi.&lt;br /&gt;Ricordo visivamente solo un ragazzo e vi spiegherò perché, gli altri, dovevano essere almeno 4, li ho cancellati. Questo tipo era alto, con due occhiali belli grandi, e come usava, jeans a zampa d'elefante e maglietta attillata.&lt;br /&gt;Cazzo, non ricordo come ero vestito ieri, ma quel tipo ce l'ho impresso nella memoria... fatto sta, che la lezione di sesso procedette senza particolari intoppi fino a che si giunse a parlare degli spermatozoi.&lt;br /&gt;La cosa che mi colpì fu di sapere che noi fanciulli di 10/11 anni non avevamo ancora questi esserini in circolazione nel nostro apparato genitale, ma che da lì a poco avremmo iniziato a produrne a miliardi.&lt;br /&gt;La cosa non mi era chiarissima; quello che avevo capito è che uscivano dal pisello, punto. &lt;br /&gt;Sul perché ci fu spiegato a chiare lettere: per mettere al mondo dei bambini. Ok, presa per buona. Sul quando, la spiegazione fu più lacunosa: babbo e mamma... si vogliono bene... Comunque per il momento preferii glissare. Sul come, cosa che mi interessava maggiormente, avevo sviluppato una mia teoria basandomi su quello che avevo capito (una cippa per essere onesti): credevo in cuor mio che gli spermatozoi inutilizzati (qualunque cosa fossero) si mischiassero alla pipì e se ne andassero allegramente a fare in culo nel gabinetto. Semplice e plausibile; uscivano o no dal pisello? e il pisello quanti buchi ha? uno. Però alla mia ipotesi, per quanto brillante, serviva una conferma.&lt;br /&gt;Alzai la mano e chiesi candidamente: "Scusi, ma uno che vuole far uscire questi spermatozoi senza far nascere bambini, non può andare al bagno e fare... (mi vergognavo a dire pipì, quindi mimai con la mano tremante il gesto di prendere il pisellino e pisciare) e buttarli nello scarico?"&lt;br /&gt;Il ragazzo grande impallidì. La mia mano tremante e le mie pause, dovute al pudore di affrontare un argomento scabroso come la pipì davanti a tutta la classe, lo avevano ingannato perfettamente.&lt;br /&gt;Guardò Luchini Baldi Tosca con una faccia imbarazzata e poi, annuendo con la testa, agitando le braccia, guardando a destra e a sinistra, finalmente dette conferma alla mia teoria: "Ssssi... certo è possibile... anche se... (ma che classe è questa?) si può anche fare così..."&lt;br /&gt;Mi sedetti tronfio e fiero di aver formulato una ipotesi corretta, avvalorata dalle espressioni sorprese di tutti gli adulti presenti, Luchini Baldi Tosca in primis.&lt;br /&gt;I miei compagni mi guardarono ammirati: ero l'unico che ci  aveva capito qualcosa... &lt;br /&gt;Nei giorni successivi, ogni volta che andavo al bagno, controllavo se nella pipì ci fosse qualche spermatozoo, tanto per vedere se la produzione di massa era iniziata.&lt;br /&gt;Ma niente, nemmeno uno. Poi, pian piano nelle settimane seguenti, stanco di questi spermatozoi fannulloni e ritardatari che non si decidevano mai a spuntare, lasciai correre e pensai solo a giocare a pallone. Al sesso ci avrei pensato più avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-825164029255350134?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/825164029255350134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/sesso-elementare.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/825164029255350134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/825164029255350134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/sesso-elementare.html' title='Sesso elementare'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1990222544897395446</id><published>2008-06-20T12:00:00.000+02:00</published><updated>2009-05-29T09:05:36.439+02:00</updated><title type='text'>Gli alberi muoiono in piedi</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;div class="cdivmesstitle"&gt;Capitolo primo: Cerca di metterti nelle mie penne&lt;/div&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Eccomi qui, mi presento: il mio nome è Cuore d’Oro, sarei una persona normalissima e probabilmente insignificante se non avessi una caratteristica unica; ancora oggi non so se definirla un dono, una iattura, un non so che.&lt;br /&gt;Per farla breve, il tempo stringe, cercherò di farvi capire quello che mi capita da quando ero bambino: mi immedesimo. Embè, direte voi, tutto qui? Sì, e no. “Tutto qui”, nel senso letterale del termine, tutto in me, per chiarire il concetto. Non mi capita sempre e non mi capita con chiunque ma quando mi capita, mi immedesimo talmente tanto che divengo io stesso l’altro.&lt;br /&gt;La prima volta che successe, capitò al lago, un laghetto in verità, con le panchine intorno e le papere che girellavano a pelo d’acqua. C’era quella volta una mamma papera con tanti anatroccoli e mi misi a fissarne uno, in fondo al gruppo. Pian piano sentii un formicolio salire dai piedi, su fino al naso, e quando tentai di grattarmi il braccio non si mosse. Chiusi gli occhi e riaprendoli mi trovai nell’acqua, a galleggiare fra altri piccoli paperotti. Vidi le loro piume marroni sfiorarmi il becco, sentii per prima cosa il contatto coll’acqua, poi il senso di tranquilla protezione che mia madre papera mi dava guardandomi mi lasciò completamente sereno, il suo richiamo soave e dolcissimo, i miei pensieri di anatroccolo che roteavano giocosi nella mia testolina pennuta. 11 fratellini, tutti simili, ma quante differenze fra noi: sapevo che Primo era il più pigro, Terzo era quello più curioso, Sesto il più goloso.&lt;br /&gt;Io, Nono, ero certamente il più triste. Sarei dovuto essere Decimo, ma il mio fratellino era morto nell’uovo. Possibile che agli altri non importasse di (lo chiameremo per capirci) Dodicesimo?&lt;br /&gt;Eravamo stati insieme con (lo chiameremo per capirci) Dodicesimo per tante settimane nel nido, dentro l’uovo, uno accanto all’altro, potevo sentire il suo cuoricino che batteva proprio come il mio.&lt;br /&gt;Poi più niente, la mamma lo abbandonò, morì di freddo dentro il suo uovo-tomba. &lt;br /&gt;L’acqua scorrendo sotto di me mi faceva il solletico, non era fredda, diciamo che non dava alcun fastidio, ma a me non piaceva tanto nuotare. Io volevo volare.&lt;br /&gt;Vedevo papà e mamma che ogni tanto si alzavano in volo, non senza qualche difficoltà. &lt;br /&gt;Quanto avrei dovuto aspettare?  &lt;br /&gt;Provavo a sbattere quei moncherini di ali e non ottenevo altro che schizzi e derisione. &lt;br /&gt;I miei fratelli saggi sapevano che aspettare è necessario e per niente pesante se lo scopo da raggiungere è elevato. Ma io volevo elevarmi da solo, senza dover attendere che i miei genitori, la mia età, il mio corpicino fossero tutti pronti. Io lo ero già da prima, da quella volta che osservando un piccione, o un colombo, o non so bene, pian piano mi trovai fra mille piccioni in una piazza assolata e cominciai a sentire il desiderio del cielo.&lt;br /&gt;Mi ero sempre chiesto come facessero i piccioni a camminare spostando il collo avanti e indietro a ritmo dei loro passettini, come potevano vedere chiaramente con tutto quel ballonzolare. Ebbene, lo fanno semplicemente, e funziona. Da piccione, o colombo, o non so bene, la vita è uno schifo, non lo avrei mai creduto, ma è proprio così. Un bimbo della mia età (quando non ero ancora piccione) mi rincorreva urlando, e io so cosa voglia dire urlare, sono un primatista dell’urlo quando sono bambino, ma da colombo è terribile avere dietro un bambino che urla; ti gela il sangue, senti il sapore della morte… schiacciato dai piedi di un bimbo urlante e ferocissimo, spennato e decapitato, come tanti miei simili quel giorno in piazza durante la disinfestazione. Tutti morti, decollati ma senza volare. E che schifo i posti in cui tocca vivere, i buchi nei muri pieni di guano, i davanzali col veleno e le trappole, tutto per noi poveri piccioni, o colombi, o non so bene. Ma c’è qualcosa che vale la pena di fare ed è volare; e ti senti un gabbiano, o un falco o non so bene. E punti le nuvole e e punti diretto il sole , volteggi e non cadi e non soffri di nessuna vertigine, perché nessuna vertigine è più vertiginosa dello stesso volare.&lt;br /&gt;Per questo essere stato piccione sapevo il sistema per riuscire a spiccare il volo, ma il mio corpicino di anatroccolo no; non era un piccione, non era neanche un falco, era solo una piccola barchetta piumata, che poteva solo farmi stare a galla e non patire il freddo. Non molto direte per chi ha assaggiato il cielo.&lt;br /&gt;Poi nel tranquillo pomeriggio sul laghetto fra gli alberi si udì un fragore, un tuono, uno scoppio. Sentii che quel suono in modo ancestrale mi terrorizzava, vidi per qualche secondo scene orrende di anitre morte, uccise a colpi di fucile, che cadevano al suolo con strida disperate, fra le piume e il sangue, rosso e puzzolente, e piansi, un pianto così singhiozzante che rischiai di affogare. Non avrei mai creduto che un anatroccolo potesse piangere tanto intensamente.&lt;br /&gt;“Smetti di grattarti il naso o te lo staccherai” mi disse mia madre, mentre mi portava per mano alla macchina. Ero tornato. Ma non ero più lo stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1990222544897395446?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1990222544897395446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/gli-alberi-muoiono-in-piedi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1990222544897395446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1990222544897395446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/gli-alberi-muoiono-in-piedi.html' title='Gli alberi muoiono in piedi'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4102514520913822730</id><published>2008-06-19T20:18:00.000+02:00</published><updated>2008-06-19T20:19:36.605+02:00</updated><title type='text'>Gli alberi muoiono in piedi</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;div class="cdivmesstitle"&gt;Capitolo secondo: Come le mosche al miele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;Potersi immedesimare in chiunque non è cosa di cui vantarsi troppo. &lt;br /&gt;Sulle prime potrebbe sembrare una sorta di dono, ma in realtà è seccante, soprattutto perché non puoi decidere né il quando né il chi. Almeno io non ci riesco.&lt;br /&gt;Ci sono volte che vorrei divenire una cosa precisa, chessò un grande navigatore, una pantera nera, un extraterrestre, Dio in persona. Ma non mi è dato scegliere. E che dono è mai questo allora? Un dono reale e completo ti deve permettere di poter esprimere la tua volontà, dar ampio sfogo alla tua fantasia. Io invece posso solo accettare questa giostra: un tal giorno, alla tal’ora, mi trasformerò in qualcosa, fino a che tutto ciò vorrà succedere.&lt;br /&gt;Poi, basta. &lt;br /&gt;Un dono strano, vi dicevo; senza dubbio interessante, ma anche non richiesto. &lt;br /&gt;Volete un esempio di quanto possa essere frustrante questa mia capacità iper empatica? &lt;br /&gt;Va bene, eccovi serviti. Qualche anno fa, durante una primavera particolarmente calda, andammo con la scuola a visitare lo zoo. Un bellissimo, tristissimo, crudele zoo.&lt;br /&gt;Dopo il pranzo al sacco, saranno stati 30 gradi, ci portarono a veder (soffrire) gli orsi bruni. In fondo a una vasca vuota, stavano due grandi animali, addossati al muro con le zampe posteriori in alto, il muso lasciato cadere di lato, gli occhi chiusi. Sembravano morti, neanche addormentati. Solo lo scuotersi di scatto della grossa testa, per scacciare le mille mosche che avevano intorno, noiose e dispettose, era la conferma che erano in realtà ben vivi e non corpi in decomposizione. Che caldo che dovevano avere, se anche io in maglietta, pantaloncini e berretto, sudavo e mi asciugavo la fronte di continuo.&lt;br /&gt;Piano piano, iniziai a guardare quegli orsi e, fissandone uno, il più grosso e il più immobile dei due, sentii un fremito scuotermi la schiena. Trasformato in un grosso e (molto) peloso palmipede, con 30 gradi, dentro una vasca vuota circondato da mosche assilanti; che allegria.&lt;br /&gt;Però, caldo a parte, volete mettere la sensazione di indubbia potenza che essere un tale bestio può trasmettere? Ci sarebbe di che montarsi la testa!&lt;br /&gt;Io, bambino… ok, adolescente, magrolino e cagionevole, preso in giro dai grandi, ignorato dalle ragazze, seviziato dai bulletti, che divengo orso bruno, due metri di muscoli, denti, artigli. Ce li vedete i miei compagni di classe, intimoriti, spaventati dalla mia possenza, scappare a rifugiarsi sugli alberi, chiudersi in bagno, correre urlando…&lt;br /&gt;Forse vale la pena anche di patire il caldo. Forse valeva la pena anche di scacciare tutte quelle mosche. Forse. Se mi fossi trasformato in orso, però. Invece, con grande dispetto mi trasformai in mosca, dispettosa e nauseabonda.&lt;br /&gt;Ecco, vedete che vuol dire non poter scegliere né quando, né chi? &lt;br /&gt;Ma a ripensarci, che spettacolo! Vedevo attraverso mille caledoscopi di luce, e in tutte le direzioni, anche dietro. E vedevo gli altri muoversi tanto lentamente, che mai avrebbero potuto schiacciarmi, io che volavo così veloce, come un missile, un razzo, e che agilità!&lt;br /&gt;Un gatto in confronto è imbalsamato, un falco assomiglia ad un pollo, una moto da corsa ad un apino Piaggio. Ragazzi che evoluzioni! Che Tonneau, che otto cubani! E poi il volo rovesciato è uno scherzetto, lo stallo riesce a occhi chiusi, i looping e le mezze S sono un giochino per aquile tonte, Immelmann mi fa ridere le alette. Guardarsi intorno e vedere tutto il vedibile, percepire tutto il percepibile, ogni più piccolo movimento, pericolo, insidia, ogni odore odorabile. Soprattutto la merda.&lt;br /&gt;Non è male la merda. Ha un odore che non a tutti piace, concordo su questo, ma a noi mosche non fa affatto schifo. E poi la merda è un alimento naturale, senza concimi chimici, biologico si direbbe oggi.&lt;br /&gt;Comunque, ero lì, svolazzante e leggiadro, immerso in pensieri pensosi, quando, distratto e inesperto, non mi accorsi che l’orso bruno, il più grosso, aveva smesso di essere anche il più immobile e aveva spalancato le fauci per lenire la noia, insomma aveva sbadigliato.&lt;br /&gt;Tentai un’autorotazione a destra ma la frittata era fatta: entrai preciso in quella bocca enorme e umidissima poco prima che si richiudesse dietro di me.&lt;br /&gt;Il panico mi colse alla pancia. L’odore era insopportabile, fetido di pesce morto, carne putrida e chissà cos’altro. Oddio, tutte cose che una mosca non disdegnerebbe in altre situazioni, ma adesso il mio organismo terrorizzato, mischiava il mio corpo di mosca al mio essere bambino… ok, adolescente.&lt;br /&gt;Cercavo di volare tenendomi lontano dalla lingua impastata del bestio e possibilmete anche dai dentoni gialli e affilati. Dovevo attendere che l’orso sbadigliasse di nuovo. Che momenti terrifici, che paura paralizzante!&lt;br /&gt;Poi ebbi un’idea: mi posai sul palato dell’enorme animale e cominciai a passaggiare per solleticarlo ma non successe niente, poi presi a saltellare ma non accadde nulla, poi iniziai a zompare con tutte le mie esilissime forze e pian piano, mentre mi sentivo così debole da svenire, la bocca dell’orso iniziò a fremere. Lo starnuto mi proiettò decine di metri lontano, feci in tempo a riprendermi e con una virata a coltello evitai un albero e mi rimisi in assetto.&lt;br /&gt;Mi posai sul ramo più spesso e, incredibile per una mosca, ansimando e tremando, mi addormentai. E sognai. &lt;br /&gt;Sognavo che i miei compagni urlavano e correvano, e la professoressa urlava e correva anche lei, e che una mosca pelosa e gigante, con zanne e artigli, li inseguiva per lo zoo, scacciando piccolissimi orsetti, fastidiosi e dispettosi, che piroettavano nell’aria.&lt;br /&gt;Poi un urlo più forte mi svegliò. I miei compagni stavano gridando veramente, la mia professoressa stava arrivando trafelata con due pompieri. Una scala si appoggiò al ramo, un pompiere salì, mi prese in braccio e mi portò giù.&lt;br /&gt;Come ero finito sull’albero? Stavo bene? Una paura del genere non dovevo mai più fargliela prendere! Quando lo sapranno i miei genitori! Comunque l’importante è che io sia sano e salvo! E le ragazze mi erano intorno, i più grandi mi guardavano in modo diverso, i bulletti, forse, mi avrebbero continuato a seviziare, ma con più gentilezza:&lt;br /&gt;avevo avuto il coraggio di entrare nella vasca degli orsi, mica pippole. E questo è niente, avessero visto come volavo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4102514520913822730?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4102514520913822730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/gli-alberi-muoiono-in-piedi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4102514520913822730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4102514520913822730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/06/gli-alberi-muoiono-in-piedi.html' title='Gli alberi muoiono in piedi'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2559737716770635702</id><published>2008-05-21T12:11:00.000+02:00</published><updated>2008-05-21T12:12:19.724+02:00</updated><title type='text'>Più grande di tutti è il cielo</title><content type='html'>Scalciando  &lt;br /&gt;mi attacco al cavallo &lt;br /&gt;stanco e imbizzarrito &lt;br /&gt;dei tuoi pantaloni &lt;br /&gt;alla moda ma sporchi di terra, &lt;br /&gt;di fango &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ruggendo &lt;br /&gt;mi innalzo sul cratere &lt;br /&gt;del vulcano spento &lt;br /&gt;perché il mio ruggito &lt;br /&gt;lo svegli &lt;br /&gt;e perché lui ci sommerga &lt;br /&gt;di lava &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ridendo &lt;br /&gt;ti vedo guardandoti ancora &lt;br /&gt;come fossi nuova per me &lt;br /&gt;ma la tua faccia rimane &lt;br /&gt;volgare &lt;br /&gt;anche senza quel trucco pesante &lt;br /&gt;di fard &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;urlando &lt;br /&gt;mi prendo un pò troppo  &lt;br /&gt;sul serio, per finta &lt;br /&gt;paternalità, mi trovo &lt;br /&gt;a gridare &lt;br /&gt;così senza niente da dire &lt;br /&gt;di vero  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Morendo  &lt;br /&gt;sogno vagoni dipinti &lt;br /&gt;e binari che come noi &lt;br /&gt;corrono inseguiti dal tempo &lt;br /&gt;fremente e frettoloso &lt;br /&gt;e rimandano &lt;br /&gt;di giorno in giorno, &lt;br /&gt;e per sempre, &lt;br /&gt;un incontro, il toccarsi &lt;br /&gt;la mano, lo sfiorarsi &lt;br /&gt;di bocche &lt;br /&gt;e il sapore degli occhi  &lt;br /&gt;bagnati. &lt;br /&gt;Morendo  &lt;br /&gt;sogno vagoni dipinti &lt;br /&gt;fra campagne e campi &lt;br /&gt;fra gente ammalata di povertà &lt;br /&gt;che si piega sul fosso &lt;br /&gt;e che mangia per abitudine &lt;br /&gt;che si ama per noia &lt;br /&gt;che vive a cottimo &lt;br /&gt;e che per necessità &lt;br /&gt;muore. &lt;br /&gt;Io, morendo  &lt;br /&gt;sogno vagoni dipinti &lt;br /&gt;e sogno chi li ha dipinti &lt;br /&gt;e li sento parlare &lt;br /&gt;di città senz'aria &lt;br /&gt;di futuri d'inchiostro &lt;br /&gt;nero di fumo &lt;br /&gt;che sale su fino al cielo &lt;br /&gt;ma che nessuno può più vedere &lt;br /&gt;perché laggiù &lt;br /&gt;nessuno guarda il cielo &lt;br /&gt;mai.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2559737716770635702?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2559737716770635702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' 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src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8794203789308820859</id><published>2008-05-20T12:03:00.000+02:00</published><updated>2008-05-20T12:05:29.695+02:00</updated><title type='text'>Noia vitale</title><content type='html'>La mia noia è abitudinaria, torna sempre nei soliti posti e lì mi trova &lt;br /&gt;nei soliti panni di uomo qualunque. &lt;br /&gt;Cerco di scacciarla come una mosca cieca, col dorso della mano disegno evoluzioni degne di Toscanini. &lt;br /&gt;Ma non potrei vivere senza la mia noia, con quel suo sapore di camomilla tiepida e muffa di sottoscala. &lt;br /&gt;La mia noia è una teatrante a volte, si camuffa da amore sublime, si traveste di passione, si spaccia per te. &lt;br /&gt;La mia è una noia premurosa, mi scorta nel tempo e se la abbandono un istante, aspetta paziente che io torni da lei. &lt;br /&gt;Cerco di stare immobile, nessun gesto, non una parola, affinché le noia si annoi e mi lasci da parte per un'ora in più. &lt;br /&gt;Ma poi mi pento di questo rozzo inganno e temo, per un istante, che lei non torni più, lasciandomi  solo davvero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8794203789308820859?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8794203789308820859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/noia-vitale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8794203789308820859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8794203789308820859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/noia-vitale.html' title='Noia vitale'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2730909333023080072</id><published>2008-05-20T12:02:00.001+02:00</published><updated>2008-05-20T12:02:42.630+02:00</updated><title type='text'>Fra me e me</title><content type='html'>Discuto in silenzio con me stesso, ma ho ragione io e mi do torto, in silenzio, non concordo con quello che dico, in silenzio, parlando pianissimo o pensando forte, non si capisce nel silenzio, se annuisco alle mie parole oppure se non mi sto neanche a sentire, nel silenzio taccio per non contraddirmi e mi sforzo di non ribattere alle mie parole; ascolto in silenzio quello che vorrei dirmi da anni ma che non ho il coraggio di sentirmi dire. In silenzio mi parlo all'orecchio (e non è che sia facile), mi sussurro in disparte le mie verità che non condivido, che non sento più mie, mi zittisco seccato, quando mai tacerò e lascerò che il silenzio copra la mia voce pensata, così sommessa da sembrare vento? nel silenzio delle mie parole questa discussione è un muto parlare fra un sordo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2730909333023080072?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2730909333023080072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/fra-me-e-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2730909333023080072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2730909333023080072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/fra-me-e-me.html' title='Fra me e me'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4787257209027799980</id><published>2008-05-20T12:00:00.001+02:00</published><updated>2008-05-20T12:00:29.869+02:00</updated><title type='text'>I pericoli della scarpetta</title><content type='html'>Quintali di trippa al sugo scendono dal soffitto come tanti tentacoli di kraken mostruosi e penzolano aromatizzando la stanza di profumo fiorentino, mentre migliaia di fagioli borlotti zompettano allegri fra mura e pareti cantando in coro canzoni di guerra, il Piave mormorò non passa il cannellino, prezzemolo a iosa si spande tritato dalle finestre socchiuse.&lt;br /&gt;La camera intera è un gran pentolone stracolmo di trippa e fagioli, un gran mestolone rigira poi il tutto a grandi passate e io dall'armadio mi butto felice in quel bendidio e a quattro ganasce mi intruppo di trippa, mi rotolo gaio nel sugo e canticchio canzoncine di guerricciola, quando un'enorme pezzo di pane mi avvolge e sparisco con tutta la trippa e i fagioli dentro una bocca che sembra una grotta. Ahia, fa male venir masticato, ma quel che mi spiace è che non avevo ancora finito. Morire va bene, anche mangiato col pane, ma non con la fame!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4787257209027799980?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4787257209027799980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/i-pericoli-della-scarpetta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4787257209027799980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4787257209027799980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/i-pericoli-della-scarpetta.html' title='I pericoli della scarpetta'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1898339727616888679</id><published>2008-05-20T11:59:00.001+02:00</published><updated>2008-05-20T11:59:42.734+02:00</updated><title type='text'>Ancora mai</title><content type='html'>Stringimi le mani adesso, &lt;br /&gt;non aspettare che diventi inutile &lt;br /&gt;guardarmi negli occhi; &lt;br /&gt;i miei non vedono più tanto bene &lt;br /&gt;ma ti riconosco ancora. &lt;br /&gt;Abbracciami forte adesso, &lt;br /&gt;non aspettare che io cada di nuovo &lt;br /&gt;nel buio pesto della memoria; &lt;br /&gt;la mia non funziona più come un tempo &lt;br /&gt;ma ti ricordo ancora. &lt;br /&gt;Sorridimi mille volte adesso, &lt;br /&gt;non aspettare che me ne sia andato, &lt;br /&gt;il mio viaggio sarà indigesto; &lt;br /&gt;le mie mani non stringono più come prima &lt;br /&gt;ma ti accarezzano ancora.  &lt;br /&gt;Baciami di nuovo adesso, &lt;br /&gt;non aspettare un bacio d'addio, lanciato &lt;br /&gt;mentre passa il mio lento ricordo; &lt;br /&gt;il mio cuore non batte più come una volta &lt;br /&gt;ma ti amo ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1898339727616888679?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1898339727616888679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/ancora-mai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1898339727616888679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1898339727616888679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/ancora-mai.html' title='Ancora mai'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8603468800679609862</id><published>2008-05-12T11:25:00.004+02:00</published><updated>2008-05-12T11:39:03.553+02:00</updated><title type='text'>Cinque addii</title><content type='html'>1.&lt;br /&gt;Vi saluto, amici miei,&lt;br /&gt;non chiamatemi più amico&lt;br /&gt;perché non posso più sentirvi,&lt;br /&gt;quaggiù è tutto sordo,&lt;br /&gt;insensibile al vento,&lt;br /&gt;immobile e spento.&lt;br /&gt;Non chiamatemi ancora,&lt;br /&gt;non esiste risposta&lt;br /&gt;che io possa darvi,&lt;br /&gt;o saluto che possa&lt;br /&gt;ricordarmi.&lt;br /&gt;Arrivederci, amici miei,&lt;br /&gt;non cercatemi più,&lt;br /&gt;non guardate nel buio&lt;br /&gt;per tracciare il mio volto,&lt;br /&gt;non appoggiate l'orecchio&lt;br /&gt;al muro del pianto;&lt;br /&gt;perché non c'è modo&lt;br /&gt;di sentire il lamento&lt;br /&gt;che sale dal fondo del buio,&lt;br /&gt;se non buttandosi dentro&lt;br /&gt;alla stessa mia ombra.&lt;br /&gt;Addio, amici miei,&lt;br /&gt;non vogliatemi male&lt;br /&gt;se la mia debolezza&lt;br /&gt;mi lascia partire&lt;br /&gt;e scordarmi di voi,&lt;br /&gt;come si dimentica il sapore&lt;br /&gt;del latte materno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;Ancora&lt;br /&gt;nel mio mare congelato&lt;br /&gt;dei ricordi incessanti.&lt;br /&gt;E quali ricordi?&lt;br /&gt;un monopattino rosso,&lt;br /&gt;un lampione spento,&lt;br /&gt;mattonelle e paraffina,&lt;br /&gt;ginocchia sbucciate,&lt;br /&gt;mollette nei raggi,&lt;br /&gt;fionde e cerbottane,&lt;br /&gt;merende e gelati,&lt;br /&gt;nascondino e campana,&lt;br /&gt;videogiochi da bar,&lt;br /&gt;un vecchio S.Siro&lt;br /&gt;sgonfio.&lt;br /&gt;Un bacio,&lt;br /&gt;rumore di moto,&lt;br /&gt;tu insieme ad un altro,&lt;br /&gt;lui senza più fiato,&lt;br /&gt;le lacrime morte&lt;br /&gt;negli occhi,&lt;br /&gt;la cassa che spezza la schiena,&lt;br /&gt;l'armonica in tasca,&lt;br /&gt;piazzale di clinica,&lt;br /&gt;novembre mattina,&lt;br /&gt;chiuso, per lutto&lt;br /&gt;ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;Basta così.&lt;br /&gt;Ho già dato quel che potevo,&lt;br /&gt;ho già detto ciò che sapevo,&lt;br /&gt;ho anche preso, lo ammetto.&lt;br /&gt;Basta così.&lt;br /&gt;Ho suonato anche per dopo,&lt;br /&gt;quando le mani rigide&lt;br /&gt;non ne saranno più in grado.&lt;br /&gt;Basta così.&lt;br /&gt;Ho sparso dolore e perdono,&lt;br /&gt;ho mangiato e bevuto&lt;br /&gt;e ho goduto di tutto.&lt;br /&gt;Basta così.&lt;br /&gt;se il lampione si accende&lt;br /&gt;la luce tremula poi si diffonde,&lt;br /&gt;ma quando si spegne,&lt;br /&gt;si spegne di colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;Abbandonato mi spengo.&lt;br /&gt;Nel calore dell'estate&lt;br /&gt;l'angoscia non respira,&lt;br /&gt;si nutre  nel tedio,&lt;br /&gt;si chiude nello stomaco.&lt;br /&gt;Non invoco e non chiamo&lt;br /&gt;quando la paura mi sovrasta,&lt;br /&gt;quando il conforto si allontana;&lt;br /&gt;quando deluso mi abbandono,&lt;br /&gt;abbandonato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;Non leggete, non leggete,&lt;br /&gt;non importa più.&lt;br /&gt;Lasciate tutto, niente conta&lt;br /&gt;di quello che dico e scrivo,&lt;br /&gt;di quello che provo, adesso.&lt;br /&gt;Non leggete, ve ne prego,&lt;br /&gt;non leggete.&lt;br /&gt;Che io torni dove sono nato&lt;br /&gt;almeno un giorno prima&lt;br /&gt;di morire.&lt;br /&gt;Che riveda il posto,&lt;br /&gt;che risenta i suoni,&lt;br /&gt;e quell'odore di aria romana.&lt;br /&gt;Non leggete, non sprecate tempo&lt;br /&gt;a complicare le facili cose&lt;br /&gt;che tengono unito&lt;br /&gt;il vostro amore&lt;br /&gt;per la vita, che adesso&lt;br /&gt;mi costa tanta fatica ammaestrare.&lt;br /&gt;Giocolieri! Venite!&lt;br /&gt;qui non si aspetta che voi.&lt;br /&gt;Io posso andare?&lt;br /&gt;Addio allora, e&lt;br /&gt;non leggete, non leggete,&lt;br /&gt;non importa più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8603468800679609862?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8603468800679609862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/cinque-addii.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8603468800679609862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8603468800679609862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/cinque-addii.html' title='Cinque addii'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-321411372664458240</id><published>2008-05-06T11:36:00.004+02:00</published><updated>2008-05-06T12:18:48.569+02:00</updated><title type='text'>Mio padre</title><content type='html'>Mi pento di non essere stato un uomo&lt;br /&gt;a 16 anni quando di notte dormivo&lt;br /&gt;e non avrei dovuto così tanto,&lt;br /&gt;non così profondamente, almeno.&lt;br /&gt;Mi pento di aver ceduto&lt;br /&gt;alla mia stessa pigrizia balorda,&lt;br /&gt;che toglie le forze, svuota i muscoli freddi&lt;br /&gt;ti parcheggia il cervello in divieto di sosta.&lt;br /&gt;Mi pento, e  che coraggio ci vuole?&lt;br /&gt;nessuno, in fondo non è che finzione;&lt;br /&gt;solo un canovaccio in liquidazione&lt;br /&gt;schizzato da un Dio crudelissimo&lt;br /&gt;che dilaga all'interno di me.&lt;br /&gt;Perciò, che coraggio ci vuole?&lt;br /&gt;non il mio, che è così limitato&lt;br /&gt;che provo dolore&lt;br /&gt;in ogni singolo istante che passa in sordina,&lt;br /&gt;sentendo che l'ho perduto per sempre&lt;br /&gt;senza averlo conosciuto per niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-321411372664458240?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/321411372664458240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/mio-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/321411372664458240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/321411372664458240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/mio-padre.html' title='Mio padre'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8845374753449319566</id><published>2008-05-05T06:56:00.000+02:00</published><updated>2008-05-05T06:57:26.393+02:00</updated><title type='text'>Ora d'aria</title><content type='html'>Ti respiro in un battito di ciglia &lt;br /&gt;ti inalo aspirandoti &lt;br /&gt;come il fumo di un sigaro &lt;br /&gt;troppo forte per la mia gola &lt;br /&gt;ti inspiro, ti assorbo &lt;br /&gt;pelle sotto pelle &lt;br /&gt;come un flusso vitale &lt;br /&gt;che scorre verso la mia bocca &lt;br /&gt;spalancata e ansimante. &lt;br /&gt;Manca l'aria a questo amore &lt;br /&gt;fatto di raffiche d'odio &lt;br /&gt;ventoso, ma di quel vento di burrasca &lt;br /&gt;che non accarezza ma accapiglia &lt;br /&gt;che non soffia solamente &lt;br /&gt;ma urla incessanti parole &lt;br /&gt;di incessante egoismo. &lt;br /&gt;Non è brezza mattutina &lt;br /&gt;non è scirocco tiepido, &lt;br /&gt;è bufera sugli scogli &lt;br /&gt;che si incontrano nella vita &lt;br /&gt;e che adesso sono in mezzo, &lt;br /&gt;posti come una muraglia, &lt;br /&gt;fra me e te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8845374753449319566?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8845374753449319566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/ora-daria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8845374753449319566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8845374753449319566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/ora-daria.html' title='Ora d&apos;aria'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6560891096671691840</id><published>2008-05-05T06:55:00.000+02:00</published><updated>2008-05-05T06:56:03.911+02:00</updated><title type='text'>Domani 1 e 2</title><content type='html'>1. &lt;br /&gt;Amore, amore, amore mio &lt;br /&gt;amaro, amaro, mio amore &lt;br /&gt;segnami la fronte &lt;br /&gt;dammi la sete di mille fontane &lt;br /&gt;dammi la forza di mille cavalli &lt;br /&gt;amore, amore, amore mio &lt;br /&gt;amaro, amaro, mio amore &lt;br /&gt;toccami il petto &lt;br /&gt;dimmi le cose che sogno conoscere &lt;br /&gt;dimmi i pensieri che temo ascoltare &lt;br /&gt;amore, amore, amore mio &lt;br /&gt;amaro, amaro, mio amore &lt;br /&gt;slegami il cuore &lt;br /&gt;dammi una torcia di raggio di sole &lt;br /&gt;dammi un motivo per aspettare &lt;br /&gt;domani. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2. &lt;br /&gt;Chiudimi gli occhi con un gesto veloce &lt;br /&gt;scappa poi via, che non possa vederti &lt;br /&gt;quando assai lento e senza agitarmi &lt;br /&gt;li aprirò di nuovo, i miei occhi serrati, &lt;br /&gt;per vedere se il mondo senza me &lt;br /&gt;si è placato,  &lt;br /&gt;e se non fossi io tutto il suo male &lt;br /&gt;tremendo, solo, rabbioso di vento &lt;br /&gt;e se senza di me, io lo spero &lt;br /&gt;il futuro profuma di nuovo &lt;br /&gt;e il nuovo è nuovo davvero &lt;br /&gt;domani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6560891096671691840?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6560891096671691840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/domani-1-e-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6560891096671691840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6560891096671691840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/domani-1-e-2.html' title='Domani 1 e 2'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2135923820242516675</id><published>2008-05-05T06:54:00.001+02:00</published><updated>2008-05-05T06:54:51.568+02:00</updated><title type='text'>25 Aprile</title><content type='html'>Ascolta, è un rimbombo strano, giunge da oltre la siepe, oltre il buio, oltre il tempo. &lt;br /&gt;Narra di uomini nati e morti senza un nome, non passati mai in televisione, non cercati, non trovati mai da nessuno. &lt;br /&gt;Sono uomini strani, non portano regali né ai bambini né agli adulti, non raccontano le favole per farci stare sereni, non ci cullano la notte e non ci danno nessun bacio per farci addormentare. Sono uomini sinistri che non ci lasciano dormire, ci si mettono davanti e piangono.&lt;br /&gt;Sono uomini che hanno combattuto, sono morti, hanno ucciso, per un bene che noi non sappiamo usare: la libertà. &lt;br /&gt;E piangono perché hanno capito quanto inutile sia stato il loro sacrificio, quanto poco valgano gli altri uomini che li hanno seguiti, che ne hanno preso il posto nei materassi caldi, che portano dei fiori finti sulle loro tombe di granito nero.&lt;br /&gt;Piangono perché mai avrebbero creduto di trovarsi vecchi e riscoprirsi coglioni, presi in giro e accomunati ai nemici, che i nemici non ci sono più, che i nemici invece ci sono e governano e legiferano e negano e perdonano.&lt;br /&gt;E cancellano i nomi di quegli uomini strani, invece di scolpirli nella storia. &lt;br /&gt;Sono grida soffocate di dolore e rabbia, sono grida dimenticate che fra poco svaniranno per sempre nel dimenticatoio delle nostre menti distratte, e che ci sembrano oggi un rimbombo strano che giunge da oltre la siepe, oltre il buio, oltre il tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2135923820242516675?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2135923820242516675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/25-aprile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2135923820242516675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2135923820242516675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/25-aprile.html' title='25 Aprile'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8897509749414177096</id><published>2008-05-03T09:43:00.001+02:00</published><updated>2008-05-03T09:43:20.754+02:00</updated><title type='text'>Scuola di vita</title><content type='html'>Tremendissime onde &lt;br /&gt;si accavallano  &lt;br /&gt;dentro il mio cranio &lt;br /&gt;dove rimbomba il boato &lt;br /&gt;nel vuoto colmato dal nulla &lt;br /&gt;là, accanto al "mai più" &lt;br /&gt;fra le pozzanghere putride &lt;br /&gt;lo scalpiccio di studenti &lt;br /&gt;coi loro grembiuli in ritardo &lt;br /&gt;coi biglietti timbrati &lt;br /&gt;le pisciate negli angoli &lt;br /&gt;di borraccina da presepe &lt;br /&gt;fra muri bianchi di salnitro &lt;br /&gt;e scale di travertino cariato &lt;br /&gt;che sembrano sempre e solo salire; &lt;br /&gt;e sali, sali, sali, &lt;br /&gt;finché non ti sporgi più in là &lt;br /&gt;poco più in là &lt;br /&gt;del tuo solito giro di vite &lt;br /&gt;e comprendi di colpo, all'istante &lt;br /&gt;che è da un pezzo invece che scendi &lt;br /&gt;e che ti restano sì e no &lt;br /&gt;tre o quattro scalini &lt;br /&gt;che odorano del disinfettante &lt;br /&gt;di un ospedale qualunque &lt;br /&gt;in fondo alla strada; &lt;br /&gt;rimane appena il tempo  &lt;br /&gt;per un Amen a chi crede &lt;br /&gt;e per un fiore contrito &lt;br /&gt;perché un fiore di certo &lt;br /&gt;non si nega a nessuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8897509749414177096?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8897509749414177096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/scuola-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8897509749414177096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8897509749414177096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/scuola-di-vita.html' title='Scuola di vita'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6207178547048583903</id><published>2008-05-03T09:33:00.000+02:00</published><updated>2008-05-03T09:34:21.195+02:00</updated><title type='text'>Acqua passata</title><content type='html'>Ti ricordi quell'acqua fresca &lt;br /&gt;del rubinetto di casa mia &lt;br /&gt;quando fradici ansimanti e rossi in faccia &lt;br /&gt;dopo la partita a pallone &lt;br /&gt;fra i pali sbilenchi del campino &lt;br /&gt;che era sotto il mio piazzale &lt;br /&gt;fra le viti e in mezzo al grano &lt;br /&gt;si barcollava a braccia morte &lt;br /&gt;su fino alla cucina &lt;br /&gt;e si riempivano i bicchieri &lt;br /&gt;trasparenti, da grandi sorsi, &lt;br /&gt;e si guardava il cielo &lt;br /&gt;attraverso quei fondi di bicchiere; &lt;br /&gt;e quando era troppa la fatica &lt;br /&gt;di salire per le scale &lt;br /&gt;ti ricordi allora  &lt;br /&gt;di quell'acqua a garganella &lt;br /&gt;dalla canna dell'orto &lt;br /&gt;che schiumava per la forza &lt;br /&gt;con cui usciva, fredda di campagna; &lt;br /&gt;si aspettava che le foglie marce &lt;br /&gt;uscissero dal tubo &lt;br /&gt;per poi bere a tutta voglia &lt;br /&gt;senza neanche respirare &lt;br /&gt;fra il fiatone degli altri  &lt;br /&gt;che aspettavano il turno  &lt;br /&gt;per attaccarsi pure loro  &lt;br /&gt;con le guance piene d'acqua &lt;br /&gt;e i piedi fradici di schizzi &lt;br /&gt;sulle scarpe da ginnastica di tela  &lt;br /&gt;con il buco proprio lì &lt;br /&gt;nel punto dove  &lt;br /&gt;si calciava il pallone troppo duro  &lt;br /&gt;o troppo fragili le scarpe; &lt;br /&gt;e quell'acqua  &lt;br /&gt;con la sete che opprimeva &lt;br /&gt;era più buona della Coca Cola &lt;br /&gt;era più buona anche del vino &lt;br /&gt;che si cominciava a bere a goccettini &lt;br /&gt;e più buona anche,  &lt;br /&gt;a quanto pare, &lt;br /&gt;della mia memoria bugiardona &lt;br /&gt;che ricorda solo il bello &lt;br /&gt;di quel tempo passato &lt;br /&gt;scorso via velocemente &lt;br /&gt;come  l'acqua fresca &lt;br /&gt;dopo una partita di pallone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6207178547048583903?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6207178547048583903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/acqua-passata.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6207178547048583903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6207178547048583903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/acqua-passata.html' title='Acqua passata'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-5905068848715851392</id><published>2008-05-01T12:08:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T12:09:09.147+02:00</updated><title type='text'>Miracolo</title><content type='html'>Nulla crea più sconforto che la mia mano lenta sulla tastiera muta del mio piano scordato spento a parte l'altra mia mano veloce sulla tastiera della mia chitarra sorda accesa e la terza mano che vaga assente sulla tastiera del mio computer canoro in stand-by e la quarta mano che neanche credevo di avere finché non l'ho sorpresa a palparmi le chiappe in un moto di disperazione autoerotica finalizzata al massimo piacere fisico col minor rischio di iniziare una storia dolorosa e distruttiva cosa che la mia quinta mano non ha preso bene per niente e coalizzandosi col mio terzo piede mi ha piantato in asso sbilenco e monco zoppicante e deforme in attesa che il mio settimo orecchio mi riveli in segreto sussurrandolo al sesto orecchio la combinazione che permette di aprire lo stipo dove si cela il mio secondo cervello ché il primo dà segni di usura e scompensi di umore tali da cercare senza successo di farlo cambiare in garanzia tutti molto gentili al call center ma mi tocca tenerlo così o pagare le spese di spedizione in Olanda dove assemblano i cervelli di tutta l'Europa e che strano mi son detto stavolta qualcosa che non è fatto in Cina pare un miracolo o no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-5905068848715851392?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/5905068848715851392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/miracolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5905068848715851392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5905068848715851392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/miracolo.html' title='Miracolo'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-9220165764388128496</id><published>2008-05-01T11:10:00.002+02:00</published><updated>2008-05-01T11:25:00.624+02:00</updated><title type='text'>Pane col miele</title><content type='html'>Adesso mi spalmo una fetta di pane col miele, d'acacia o di castagno, non so ancora. &lt;br /&gt;Prendo il pane e lo accarezzo con la lama del coltello. &lt;br /&gt;Si caga addosso il pane in questo modo, diventa più morbido e, anche se è del giorno prima, rimane fragrante e profumato. Oddio, non è che sia un gran profumo quello di un pane che se l'è fatta addosso, ma se siete mai entrati in bagno dopo mio zio Rodolfo, non ci farete troppo caso.&lt;br /&gt;Mio zio Rodolfo, gran brav'uomo, mangiava solo alimenti che potessero imputridirsi una volta ingurgitati. Cipolle stantie, broccoletti antropomorfi, fagioli peruviani, qualunque prodotto McDonald's, azuki senegalesi (del nord), bagna cauda, anguille marinate in sciroppo d'acero yankee, yankee marinati in sciroppo d'anguilla (del Trasimeno), ossi di seppia, prezzemolo...&lt;br /&gt;Quando poi veniva il momento (e veniva sempre dannazione) di restituire il maltolto sotto forma compressa e amalgamata, solitamente di colore bruno, a volte con peso specifico inferiore a quello dell'acqua a volte no, il risultato era invariabilmente un puzzo indescrivibile che proverò a descrivere comunque:&lt;br /&gt;immaginate di trovarvi in un pollaio dove si nutrano i pennuti coccodeizzanti con uova di merluzzo di zolfatara, peperoni rossi marcinolenti, sangue di porco liofilizzato, asparagi lessi e gorgonzola senza goccia (per motivi di costi), dove un centinaio di questi pennamuniti scoreggino tutti insieme, provocando il decesso di altrettanti starnazzanti compari, che putrefacendosi istantaneamente ne uccidano con i miasmi altrettanti e che tutti insieme, petomani, putrefatti e putrefandi, vengano maciullati da potenti macchine maciullatrici, l'impasto maciullaticcio risultante venga fatto ingerire a un branco di ippopotami scarlatti della piana dell'Orinoco, che notoriamente producono il più fetido tipo di escremento del mondo animale (del resto con quello che mangiano!) e che tale escremento venga ridotto in comode barrette e fatto mangiare per due settimane a un gruppo di verri incazzosi del livornese, che questi cinghiali producano in seguito alla dieta una montagna di cacca tale da coprire col suo tanfo persino l'afrore provocato da tutte le fogne a cielo aperto dell'India centrale...&lt;br /&gt;ecco, mio zio Rodolfo faceva delle puzze molto meno tremende, ma era per rendere l'idea. &lt;br /&gt;Si accomodava sul tazzone, apriva il giornalone e contemporaneamente apriva anche lo sfintere umettando l'aria di sostanze aromatiche e rumorini seriosi, tipo... prrr... prprprpp p p p prrr... poi ne stampava una lunghissima e roboante che faceva tremare tazza e spazzolino del cesso, e attaccava a ridere come un licaone (era molto auto ironico, va detto) e più si sganasciava e più sputafuocava gas nocivi a tutta randalla, che venivano dai palazzi vicini per sincerarsi che Bush non avesse attaccato Siena per guerra preventiva (ma tardiva) alle sgargamelle terroriste.&lt;br /&gt;Il miele lo preferisco leggermente riscaldato, a bagnomaria (che non sarebbe male come nome per uno stabilimento balneare in Palestina).&lt;br /&gt;Sapeste come è buono, e quanto fa bene, del miele scaldato sul pane spaventato, che trema quel tanto che basta per far colare il nettare apesco giù nei buchetti della mollica; che delizia il buon miele e che puzzo mio zio Rodolfo.&lt;br /&gt;Quando visse per tre settimane con noi, mi toccava alzarmi alle 5 per riuscire ad usare il bagno prima di lui. Sgattaiolavo fuori dal letto e mi sedevo sulla tazza, poi lì dormivo un altro paio d'ore; m'ero organizzato con un vassoietto per la colazione, un cuscino e un plaid dentro l'armadietto in bagno, una moka e un fornellino; bevevo un caffè e restavo lì fino al sopraggiungere dei primi stimoli defecatori, e se lo zio bussava prima, e lo faceva tutti i giorni, gridavo "occupato" con malcelata soddisfazione.&lt;br /&gt;Quando si congedò, la vacanza era finita grazie a Dio, mi prese da parte con tono serio: "Caro ragazzo, dovresti fare qualcosa per il tuo problema... dovresti mangiare cose più genuine... è assurdo che tu passi in bagno tante ore la mattina... la stitichezza si può curare!"&lt;br /&gt;Avrei voluto chiedergli se anche la puzzosità si poteva curare, ma non feci in tempo e non potrò più. Mio zio giace, pianto da tutti, al cimitero del Verano in uno spiazzo, casualmente lontano dalle altre tombe. E' una esigenza logistica e temporanea, le tombe intorno sono prenotate e il vuoto sarà colmato un giorno, ma sembra proprio che, anche al camposanto, nessuno riesca a stargli vicino. Non è che scatafionda anche da morto e se la ride di gusto?&lt;br /&gt;Porca puttana! E' finito il miele. Potrei optare per della mostarda di Copenhagen, o del trito di cipolline in salamoia (che non sarebbe male come nome per uno stabilimento balneare sul Mar Morto) o dell'ottimo fegato di bue muschiato fritto in olio di papavero e emulsionato in crema spalmabile, per poi sedermi comodo sul gabinetto, aprire le danze e ricordarmi di mio zio Rodolfo e scoppiare a ridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-9220165764388128496?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/9220165764388128496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/pane-col-miele.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9220165764388128496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9220165764388128496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/pane-col-miele.html' title='Pane col miele'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4450523042976365002</id><published>2008-05-01T11:01:00.002+02:00</published><updated>2009-05-03T11:30:20.978+02:00</updated><title type='text'>Buona fortuna</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;S&lt;/span&gt;ento uno strano rumore, un ticchettio sommesso, proviene da dietro questo muro, che è spesso, nel senso di profondo, ma che è spesso silenzioso, nel senso di taciturno. sento lo strano ticchettio, un rumore annacquato, giunge da oltre questo parapetto, che è profondo, nel senso che è spesso, ma che è profondo, nel senso che dà risposte non banali. sento un suono strano, un rumoroso ticchettio, arriva da di là della paratia, che è profonda spesso, e qualche volta tace, che spesso chi tace dice cose meno banali di chi parla a vanvera. sento questo tic-tac sonoro, un tramestio appena percettibile, ma non mi pare venga da dietro un muro, spesso o sottile, ciarliero o zittito, profondo o banale, mi sembra che arrivi da dentro di me, e forse ho capito: nel petto ho lasciato acceso il cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I&lt;/span&gt;l cuore va spento quando non serve, perché si consuma e il tagliando dei 200.000 costa un'esagerazione, quindi lasciarlo acceso è un errore che non voglio più fare. lo spengo. clic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;hmmmmm... ora sì che respiro, col cuore disattivato, non vedo brutture non sento dolore, non mi preoccupa più né la morte, né l'amore, posso viaggiare senza il timore costante di cadere, di sbatacchiare il mio muso barbuto (senza cuore non mi rado, eccheccazzo!) sul marciapiedi di Parigi o di Nizza, senza cuore posso mangiare a sazietà in faccia ai bambini che muoiono di fame, posso usare la carta per comprare un'inutile cosa qualunque che mi dia un minuto di scintille sotto pelle, che se avessi il cuore acceso, non potrei gettare dei soldi in quel modo, solo per avere un orgasmo frenetico di carbonio d'autoclave.&lt;br /&gt;Che problema c'è: spengo il cuore e spando il capitale, può servire a mille africani malati, un intero villaggio ci vive due mesi e son pure felici, oh, avessi acceso il cuore, piangerei per loro, ma...&lt;br /&gt;clic. spento.&lt;br /&gt;No, non potrei sopportare tutto il male che vedo ogni giorno, gente che muore per strada di freddo, che ruba per fame e che si uccide di dolore.&lt;br /&gt;Non potrei sopportarlo davvero, per fortuna che posso spegnere il cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; P&lt;/span&gt;erché ci vuole coraggio, sapete, per cambiare, per andare contro l'istinto egoista, per risolvere il male degli altri. Ci vuole un coraggio disperato per rinunciare, per essere gli altri e sentirne il dolore, un coraggio enorme che io non ho.&lt;br /&gt;Eh sì, ci vuole un gran fegato per affrontare sè stessi, quanto facciamo schifo là dentro. Ci vuole un gran fegato... ci "vorrebbe" un gran fegato, ma io, clic. l'ho spento... ih, ih, ih, da tanto l'ho disattivato, quel fegato stupido, coraggio da due soldi, che me ne faccio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; C&lt;/span&gt;erto ci vorrebbe un gran carattere per riuscire a guardare negli occhi della sofferenza, senza farsi abbattere dalla sua forza mostruosa. Chi riesce a farlo? ci vuole un bello stomaco per non soccombere e non avere l'impulso sfrenato di vomitare il pianto di quegli occhi ormai socchiusi. Già, ci "vorrebbe" un bello stomaco, ma io, clic. l'ho spento... ah, ah, ah, e non da adesso. A che mi serve uno stomaco vorace e di ferro? Un peso in meno da portarsi in groppa, avendo io un'anatomia un pò particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; C&lt;/span&gt;erto ce ne vuole di fortuna sfacciata per non ritrovarsi cadenti in vecchiaia, da soli col cielo che incombe plumbeo (il cielo è sempre plumbeo) che ci ricorda che potevamo, avremmo potuto essere insieme e che invece, insieme, siamo solo a nessuno.&lt;br /&gt;Sì, ci vuole un bel culo a non finire lasciati ad asciugarci le vene, appesi all'albero dei rimorsi, scacciati come sciacalli, dimenticati ancor prima di essere morti.&lt;br /&gt;Ci "vorrebbe" un bel culo, ma io... clic. l'ho spento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt; non rido adesso, mi sembra di sentire ancora quel ticchettio sommesso, è proprio così, lo sento: è un cuore, anzi due cuori, e molto più grandi del mio.&lt;br /&gt;TIC, TAC, TIC, TAC... senti come battono, senti come sperano, amano, piangono, gioiscono, senti come si scaldano, corrono, fremono...&lt;br /&gt;Sono i cuori dei miei figli. E prima di sparire nel buco nero della memoria altrui, voglio dire loro: costi quello che costi, non spegnete mai il vostro cuore, non perdete mai il coraggio, siate sempre forti e non fuggite mai; e soprattutto, buona fortuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4450523042976365002?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4450523042976365002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/buona-fortuna.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4450523042976365002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4450523042976365002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/05/buona-fortuna.html' title='Buona fortuna'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-836753721380924534</id><published>2008-04-29T11:57:00.000+02:00</published><updated>2008-04-29T11:58:03.726+02:00</updated><title type='text'>Arzigogolo quasi maggiolino</title><content type='html'>Corbezzoli! Non ti tiene nessuno, eh? Non si appiglia la pariglia, la squadriglia alla quadriglia, si sbaraglia e taglia corto, lungo, medio alzato, rotto all'uso, usato, nuovo. Uovo di Pasqua, alta e bassa, così così, e tu come stai? bene, male, insomma, due e due, tre e tre, dente per occhio, occhio che cadi, cedi la palla, pelle di Apollo, fece un pollo di pelo, Palo! traversa il fiume in canoa, tra ghetto ebreo, musulmano, piede di porco, che non posson mangiarlo, nell'uno e nell'altro, il porco, maiale, suino e giùino, inno d'Italia, anno d'Europa, ano di Lola, sogno estivo di gioventù, bruciata dal sole, ammazzata dal sale, scendendo all'inferno, in forno che caldo che fa!&lt;br /&gt;ma il culo di Lola non lo scordo davvero, da Vera dormivo al fresco dei pini, poni che torni ancora, peni ricordandola spesso, sesso e a capo, punì la mia irruenza, Eminenza si tolga dai piedi, palme e bambù che il vento sbatte, finestre aperte sul mondo, tondo, fondo, il mare blu, il cielo blu, di Prussia, di prugne avvizzite, di Proust che ricerca pruriti senili, prudente si aggira nei boschi di pruni, nei baschi dei soldati, Mario... la noia che assale, che ascende, che aspetta, di petto la prese e la spinse di sotto nel vuoto, pieno di dolore, semifreddo alla nocciola: squagliato come si chiama? nocciolato? balocco e giocattolo della mia infanzia, ti vedo e rivado all'indietro, e ribatto il ginocchio nello spigolo tondo, mi appoggio e sprofondo, nel sonno del senno, ci conto e ti canto, così cinto di alloro, a loro ti dono, regalo e presente, passato non sei nella mia mente, bugiarda di voglie, assonnata di veglie, che vaglia e controlla, che tutto sia a posto, a sedere, a culo, si potrebbe dire, schiappa che scoppia nelle chiappe, e fa PUM!, poi si acquieta e rilancia in pancia la lancia in resta di due in fila per tre, e mettiamoci anche il purè, pure lui, patate passate, di moda in Germania, coi crauti, salsicce mollicce e wurstel senza pelle, che palle! i tedeschi, germanici, teutonici, tellurici, diuretici, poveri di sodio, albini, si svegliano presto i crucchi, truccati da biondini ossigenati, fanno le guerre, le perdono, fanno le birre, le bevono, si scaldano, abbattono le mani e affischiano gli aerei turbocompressi, mentre noi truciolari ci stagliamo nel cielo dei ricordi, di gente morta, mirti e collane, Marta e Maria, omertà silente, sì è lente, stringila al cuore e portala con te, baro ne, marche se, se viene e se va, allacciatevi le bretelle! si parte, destinazione ignifuga da Alcatraz, sticaz e polpette di tette, poppe al vento e lampredotto.&lt;br /&gt;"Ti pare bello vomitare nel piatto?" chiese seccato. &lt;br /&gt;"Volevo vomitare nel bicchiere ma l'ho mancato".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-836753721380924534?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/836753721380924534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/04/arzigogolo-quasi-maggiolino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/836753721380924534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/836753721380924534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/04/arzigogolo-quasi-maggiolino.html' title='Arzigogolo quasi maggiolino'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3022210231295863530</id><published>2008-04-15T10:43:00.002+02:00</published><updated>2008-04-15T10:49:57.128+02:00</updated><title type='text'>Pensieri elettorali a fondo perduto</title><content type='html'>Ecco che guardi le cose da un punto di vista differente, e fatichi a ricordare perché fosse importante quel nome, o per quale motivo mai ti premesse quel pezzo di fibra di vetro imbottito, più che un manubrio leggero di alluminio smerigliato.&lt;br /&gt;Ti viene da chiederti con quale strana alchimia le cose di ieri ti siano avulse, lontane potrei dire se avessi la minima idea della distanza che "lontano" significa.&lt;br /&gt;Chi vince, chi perde, chi ride sotto i baffi di donna barbuta, "io me ne andai quando distrussi il partito!" e vorrei anche vedere che fossi rimasta, quasi contenta della sconfitta dei suoi, quasi grata a chi ha ridimensionato la sua figura di merda.&lt;br /&gt;Chi vince ha vinto con le ferite e chi perde perda col sangue.&lt;br /&gt;Non rimangono in piedi che alberi immaginari. Che fine hanno fatto i pagliai? Una volta in campagna d'estate era tutto un rincorrersi di grandi pagliai, un rincorrersi lentissimo, perché i pagliai non hanno una grande ripresa, una lenta ripresa economica, lentamente ripresa dalla tivvi, e i pagliai sono stati ridotti a balle, bugie moderne della viticultura imperante, in barba alle quote e alla vocazione.&lt;br /&gt;Si pensa allora ai pagliai di una volta, così fieri e imponenti, non certo consci di essere in fondo solo cibo per mucche, uno stadio soltanto prima del concime.&lt;br /&gt;Hanno perso i pagliai, e non lottavano certo per le alte cariche, chessò essere un baobab, o un rovo di more, potrebbe essere allettante nutrire elefanti o pungere i bambini dispettosi che colgono i frutti spezzandoti i rami. Bambini, piangete di spine confitte nei polpastrelli, urlate alla mamma il dolore che porta rubare e spezzare quel ramo innocente.&lt;br /&gt;Hanno perso i pagliai dicevo... e le vecchie guardie hanno smesso di vigilare dalla garitta e si portano a volo radente sul Colle per dire "anche io me ne vado sconfitto" per poi ritornare dalla porta sul retro per costituire una nuova vecchissima idea di partito che nessuno vuole, ma che nessuno ha il coraggio di uccidere, magari a colpi di baobab.&lt;br /&gt;Vecchi pagliai, voi solo sapete che è vero che si torna sempre all'inizio e si cerca sempre la fine, nel solo ricordo del bello che resta attorniato di facce anziane nascoste dai simboli nuovi, arcobaleni e crocicchi, croci di ferro e di menta, asini ignoranti e cialtroni che vincono le elezioni del condominio al numero 2 di via Agosto 1980.&lt;br /&gt;Hanno vinto e festa sarà senza posa fino a sera e correranno a ubriacarsi lottando col barista che non vorrebbe il suo locale ridotto a un ammasso di vetri e promesse irrisolte, ma vinceranno anche lui e dal suo bar verrà messo alla porta, immigrato di merda che scaldi la sedia, e che porti il turbante cantando la nenia, vai a casa e chiuditi dentro, hanno vinto e tu, non hai nemmeno votato, non hai nemmeno capito che stava accadendo, immigrato cialtrone che non spiccichi parola e ti vesti in tuniche blu, scappa adesso e togli il tuo culo puzzolente dai piedi, che li hai lavati tre anni fa e si sente pure.&lt;br /&gt;Hanno perso e diranno che è colpa dei nonni, che sono stati malati nei giorni importanti, dei morti ammazzati che non possono votarli, dei bimbi che per far vincere gli altri sono nati in ritardo non potendo votare chi ha perso, e chi ha perso l'ha fatto per solidarietà.&lt;br /&gt;Diranno che la colpa si deve cercare nelle promesse azzardate, nei conti spuntati al ristorante, nei troppi partiti che "corrono da soli", ma dove corrano nessuno lo sa, neanche loro purtroppo.&lt;br /&gt;Corrono, corrono ben oltre il traguardo, e continuano a correre inseguiti da chi se li prende li gonfia di botte, li ammazza di legnate e poi ride di gusto, prima di piangere lacrime amare, perché a piangere soldi dolci, nonostante le promesse, non ci riesce nessuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3022210231295863530?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3022210231295863530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/04/pensieri-elettorali-fondo-perduto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3022210231295863530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3022210231295863530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/04/pensieri-elettorali-fondo-perduto.html' title='Pensieri elettorali a fondo perduto'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8953083660547161971</id><published>2008-03-18T08:12:00.000+01:00</published><updated>2008-03-18T08:15:18.089+01:00</updated><title type='text'>Commiato</title><content type='html'>E' l'alba all'improvviso.&lt;br /&gt;Sono il primo uomo&lt;br /&gt;a guardare&lt;br /&gt;queste cime di alberi che rinverdiscono,&lt;br /&gt;mentre il cielo da est&lt;br /&gt;si incelesta.&lt;br /&gt;E sul finestrino lercio&lt;br /&gt;l'ologramma del mio sguardo assassino,&lt;br /&gt;pensoso di futuro,&lt;br /&gt;si acquieta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8953083660547161971?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8953083660547161971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/commiato.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8953083660547161971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8953083660547161971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/commiato.html' title='Commiato'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8870560545358148824</id><published>2008-03-08T11:08:00.001+01:00</published><updated>2008-03-08T11:08:44.759+01:00</updated><title type='text'>Fragole amare</title><content type='html'>Sto cercando di ricordare il sapore delle fragole,&lt;br /&gt;di quell'orto fra le case dove si andava per rubarle.&lt;br /&gt;Dovevano essere dolcissime se si rischiava tanto:&lt;br /&gt;essere scoperti da un cane troppo attento,&lt;br /&gt;o rincorsi dal padrone con il rastrello in mano.&lt;br /&gt;Doveva avere un profumo inebriante&lt;br /&gt;quella fragolina sgraffignata con astuzia,&lt;br /&gt;per passarci le serate estive negli ottanta,&lt;br /&gt;a pensare il modo di non farsi scoprire,&lt;br /&gt;a dividerle una a testa e non di più,&lt;br /&gt;perché il gioco non finisse tutto insieme.&lt;br /&gt;E che colore mai potevano avere,&lt;br /&gt;quelle misere fragole di campo,&lt;br /&gt;senza veleni per impedire ai parassiti&lt;br /&gt;di mangiarsele ancora prima di arrossire.&lt;br /&gt;Un colore proprio come quello delle guance&lt;br /&gt;del mio primo: "vuoi metterti con me?"&lt;br /&gt;con le stesse rigature delle tante lacrime&lt;br /&gt;di quel tuo "no" che mi si congelò in faccia&lt;br /&gt;e lì è rimasto, ancora oggi, se ritorno&lt;br /&gt;con la mente a quell'orto fra le case&lt;br /&gt;dove le fragole avevano un sapore&lt;br /&gt;che riesco a malapena a ricordare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8870560545358148824?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8870560545358148824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/fragole-amare_08.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8870560545358148824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8870560545358148824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/fragole-amare_08.html' title='Fragole amare'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8285571420140853685</id><published>2008-03-08T11:04:00.001+01:00</published><updated>2008-03-08T11:06:06.881+01:00</updated><title type='text'>Fiori bianchi per me</title><content type='html'>Come si spanna un vetro?&lt;br /&gt;con l'aria calda, con un panno asciutto, con l'acqua bollente, con il sangue.&lt;br /&gt;Ma questo mio vetro è appannato e nessun panno riesce a spannarlo.&lt;br /&gt;Ci provo da ore ma si appanna ancora e ogni volta le figure si sfumano in un vortice d’ombra. Strofino più forte e perdo di vista l'insieme, l'occhio si fissa, la messa a fuoco si sposta sul piccolo insetto sul vetro.&lt;br /&gt;Perché guardare di fuori se dentro c'è lui, piccolo insetto sul mio vetro che sta forse pensando qualcosa.&lt;br /&gt;Che pensi piccolo insetto sul mio vetro appannato?&lt;br /&gt;Come fare ad uscire di fuori per posarti sui rami del ciliegio che vedi ma non puoi raggiungere?&lt;br /&gt;Pensi, di certo, a come sarebbe bello svolazzare fra i suoi fiori bianchi, lasciarti cullare dal vento e spaziare sul mondo, ballando fra le gocce d'acqua piovana. Pensi certo a quel vetro che certo ti regge ma che ti imprigiona per sempre sulla mia finestra e, mentre lo pensi, ti spengo con un colpo maldestro di panno, che di certo non spanna, ma uccide i piccoli insetti come te, incaute macchioline su un vetro appannato.&lt;br /&gt;Come si spanna un vetro?&lt;br /&gt;Aprendo la finestra se il tempo è un pò mite, si scalda e si spanna senza troppa fatica, ma se poi non riesci lo stesso a vedere al di fuori del vetro, da cosa dipende?&lt;br /&gt;Dal mondo che cambia e che non sai seguire poi bene, dal termosifone che scalda il davanzale, che fa salire quell’aria bollente che toglie la visuale a noi che senza pantofole, sulla punta dei piedi e nonostante la nebbia, tentiamo di guardare oltre e capire se c'è ancora qualcosa di buono da assaggiare prima del poi.&lt;br /&gt;Se il vetro è ormai aperto ed entra il freddo della tarda serata, il buio ci avvolge impietoso, e ci assale la paura di quello che c'è oltre quel buio assalitore. E non sappiamo chi sia, chi si nasconde alla vista, e il non saperlo ci rende paurosi più della paura di conoscere. Magari si acquatta dietro alla siepe, ci attende per toglierci anche il poco che abbiamo. Lui non ha fretta, può aspettare per sempre che il nostro cammino si incroci col suo, non ci corre mai dietro, ci precede per strada in un tempo lontano in cui prima o poi passeremo.&lt;br /&gt;E conosce i parenti e gli amici più cari, e colpisce anche loro per ferirci il cuore, se la prende con bimbi indifesi, con ragazze incinta e poveri anziani, solo per darci dolore per farci capire che il più forte è lui, qualunque cosa si possa tentare, qualunque cosa si possa davvero fare, lui vince, ha la mano pesante, si porta via, giorno per giorno, un pezzo di strada in un alito di vento.&lt;br /&gt;Come posso spannare il mio vetro se a furia di strofinarlo si sta graffiando, e dai graffi escono solo lacrime, e non riesco a vedere più niente, e mi accorgo d'un tratto che non c'è nessun vetro appannato e che sono i miei occhi che non ridono più.&lt;br /&gt;E spero davvero che dietro la siepe che non voglio vedere, ci sia un enorme insetto che, con un colpo di panno distratto, mi lasci su vetro a sognare i fiori bianchi di ciliegio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8285571420140853685?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8285571420140853685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/fiori-bianchi-per-me.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8285571420140853685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8285571420140853685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/fiori-bianchi-per-me.html' title='Fiori bianchi per me'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8662328334052040845</id><published>2008-03-08T11:03:00.002+01:00</published><updated>2008-03-08T11:05:37.886+01:00</updated><title type='text'>Tempo perso</title><content type='html'>Se vi serve la gioia,&lt;br /&gt;vi do la mia,&lt;br /&gt;io ne faccio a meno&lt;br /&gt;per quel poco che vale.&lt;br /&gt;Se vi serve un rimpianto,&lt;br /&gt;eccone mille,&lt;br /&gt;sceglieteli in pace,&lt;br /&gt;non vi disturba nessuno.&lt;br /&gt;Se vi serve un amore,&lt;br /&gt;eccone uno,&lt;br /&gt;solo e gigante,&lt;br /&gt;e vi regalo anche quello.&lt;br /&gt;Se vi serve un sorriso,&lt;br /&gt;aggrappatevi al mio,&lt;br /&gt;buono in ogni occasione,&lt;br /&gt;d'avorio ingiallito.&lt;br /&gt;Se vi serve del tempo,&lt;br /&gt;ve ne do una vita intera,&lt;br /&gt;posso farne senza&lt;br /&gt;non mi mancherà.&lt;br /&gt;Se vi serve un ricordo,&lt;br /&gt;prendetevi il mio,&lt;br /&gt;non me ne faccio un bel niente,&lt;br /&gt;e non mi serve più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8662328334052040845?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8662328334052040845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/tempo-perso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8662328334052040845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8662328334052040845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/tempo-perso.html' title='Tempo perso'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1319081766988930454</id><published>2008-03-06T12:04:00.001+01:00</published><updated>2008-03-06T12:04:55.799+01:00</updated><title type='text'>Per niente male</title><content type='html'>"Scusi quanto manca alla cima?" &lt;br /&gt;"Eh, saranno tre ore buone!" &lt;br /&gt;"tre ore andando piano o tre ore andando veloce?" &lt;br /&gt;"eh no, andando piano anche cinque ore!" &lt;br /&gt;"ma ne vale la pena?" &lt;br /&gt;"non c'è luogo più bello al mondo!" &lt;br /&gt;"lei esagera forse?" &lt;br /&gt;"le assicuro non c'è luogo più bello, se uno ama la montagna ovviamente" &lt;br /&gt;"c'è un rifugio su?" &lt;br /&gt;"eccome, e bello grande" &lt;br /&gt;"bene e si può dormire?" &lt;br /&gt;"dormire? certo, potrà fare tutto quello che vuole..." &lt;br /&gt;"bene, allora potrei andare, no?" &lt;br /&gt;"certo, ma mi scusi non le pare che ci sia qualcosa di strano?" &lt;br /&gt;"cioè?" &lt;br /&gt;"dico le sembra tutto normale?" &lt;br /&gt;"sì, perché?" &lt;br /&gt;"quindi non la mette in allarme il fatto che io sia un muflone e che stia parlando con lei?" &lt;br /&gt;"lei è un?" &lt;br /&gt;"un muflone, e lei mi insegna che i mufloni non parlano né tanto meno danno indicazioni ai turisti!" &lt;br /&gt;"un muflone..." &lt;br /&gt;"esattamente!" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"esattamente quanti mufloni seguite per le rilevazioni?" &lt;br /&gt;"una decina, ma come mai ti interessa il mio lavoro?" &lt;br /&gt;"mi interessi tu e di conseguenza il tuo lavoro mi affascina, e poi non sono mai uscito con una guardia forestale" &lt;br /&gt;"ti piacerebbe venire con me con la jeep stanotte?" &lt;br /&gt;"eccome! cosa andiamo a fare?" &lt;br /&gt;"seguiamo gli spostamenti dei mufloni grazie ai trasmettitori che abbiamo applicato, tramite quest'antenna qui" &lt;br /&gt;"sembra un'antenna tv" &lt;br /&gt;"il principio è lo stesso" &lt;br /&gt;"senti, perché non mi dai un bacietto?" &lt;br /&gt;"mmmmmmmuouuooommmm" &lt;br /&gt;"devo intenderlo come un no?" &lt;br /&gt;"hai sentito? un muflone a pochi metri da noi!" &lt;br /&gt;"c'è pericolo?" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"pericolo immediato no, però sarebbe meglio fare un'ecografia al fegato" &lt;br /&gt;"ma a me fa male lo stomaco, mi brucia, è sicuro che sia il fegato?" &lt;br /&gt;"facciamo l'ecografia" &lt;br /&gt;"va bene, la facciamo adesso?" &lt;br /&gt;"perché aspettare..." &lt;br /&gt;"si stenda sul fianco sinistro" &lt;br /&gt;"cosa vede?" &lt;br /&gt;"non si vede niente c'è troppa aria" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"aria! non ne potevo più di stare rinchiuso in quel bagagliaio!" &lt;br /&gt;"scusa ma non è colpa mia, ti avevo detto di chiudere quando mi vedevi uscire dal portone"" &lt;br /&gt;"e io appena ho visto aprire il portone ho chiuso" &lt;br /&gt;"sì, ma non ero io, perché Silvia si stava lavando la testa" &lt;br /&gt;"complimenti! a momenti io muoio lì dentro..." &lt;br /&gt;"lo scherzo stava per finire in tragedia" &lt;br /&gt;"tu ci scherzi, altro che scherzo" &lt;br /&gt;"scherzavo" &lt;br /&gt;"scherzo da prete" &lt;br /&gt;"scherzi a parte, come stai ora?" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"ora sono circa le sei" &lt;br /&gt;"allora abbiamo un'ora e venti minuti" &lt;br /&gt;"hai voglia, ce la facciamo" &lt;br /&gt;"basta non perdere troppo tempo per strada" &lt;br /&gt;"non preoccuparti" &lt;br /&gt;"cavolo, c'è un incidente, è tutto bloccato! ci sono già i pompieri..." &lt;br /&gt;"lo sapevo! lo sapevo! fatemi scendere" &lt;br /&gt;"dove vai?, siamo in autostrada!" &lt;br /&gt;"ehi! ehi! pompieri! io devo partire militare, devo prendere il treno fra un'ora a Firenze!" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"ecchisenefrega, dai! fossero questi i problemi..." &lt;br /&gt;"no, è che si aggiunge a tutti gli altri" &lt;br /&gt;"non stare sempre a lamentarti, tutto sommato hai solo una piccola intossicazione da cloro" &lt;br /&gt;"e mi hanno licenziato" &lt;br /&gt;"evvabbene, una piccola intossicazione e ti hanno licenziato" &lt;br /&gt;"e tu che vuoi lasciarmi" &lt;br /&gt;"questo non è leale" &lt;br /&gt;"ma reale" &lt;br /&gt;"non voglio lasciarti, ho bisogno di una pausa per riflettere" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"è giusto che tu ci pensi con calma, Andrea" &lt;br /&gt;"capisci, comprare un'edicola non è come comprare noccioline" &lt;br /&gt;"capisco benissimo" &lt;br /&gt;"le edicole mi sono sempre piaciute" &lt;br /&gt;"è un lavoro per nulla malvagio, se poi ti piace stare al pubblico" &lt;br /&gt;"sì, abbastanza" &lt;br /&gt;"e cose da leggere di certo non ne mancano" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"mancano pochi giorni ormai, il parto è fissato per il 24" &lt;br /&gt;"cesareo, ovviamente" &lt;br /&gt;"certo, due gemelli" &lt;br /&gt;"ti senti pronto?" &lt;br /&gt;"erano tre sai?" &lt;br /&gt;"e il terzo?" &lt;br /&gt;"ha capito che aria tirava e ci ha ripensato, un genio" &lt;br /&gt;"a parte le battute, sei preoccupato?" &lt;br /&gt;"un pò, non sono mai stato padre e anche come figlio non ho brillato" &lt;br /&gt;"è una cosa che viene naturale" &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"a me gassata, grazie" &lt;br /&gt;"io prendo un caffè" &lt;br /&gt;"ma i mufloni possono bere caffè?" &lt;br /&gt;"ormai per quello che conta" &lt;br /&gt;"me l'immaginavo diverso" &lt;br /&gt;"cosa speravi di trovare, gli angioletti con l'arpa?" &lt;br /&gt;"no, questo no, ma me l'immaginavo diverso lo stesso" &lt;br /&gt;"poi ti abituerai e lo troverai normale" &lt;br /&gt;"è strano non ho nostalgia" &lt;br /&gt;"stai dimenticando tutto, senza accorgertene" &lt;br /&gt;"dimenticando? ho come delle visioni... pezzetti qua e là..." &lt;br /&gt;"lascia tutto, non esiste più" &lt;br /&gt;"cosa non esiste più?" &lt;br /&gt;"niente".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1319081766988930454?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1319081766988930454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/per-niente-male.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1319081766988930454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1319081766988930454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/per-niente-male.html' title='Per niente male'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6407813553470073064</id><published>2008-03-01T11:44:00.001+01:00</published><updated>2008-03-08T11:26:30.463+01:00</updated><title type='text'>La seconda macchia (episodi 1-10)</title><content type='html'>1.&lt;br /&gt;"Mamma il gatto si è mangiato il mio gelato. Buaaaa"&lt;br /&gt;"su piccolo mio, non piangere te ne compro un altro"&lt;br /&gt;"ma io volevo QUELLO!"&lt;br /&gt;"non puoi avere "quello", l'ha mangiato il gatto..."&lt;br /&gt;"capisco... va bene mamma, non importa più."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciao cara, sono a casa... oddio! qualcuno ha squartato il gatto... e sul divano nuovo..."&lt;br /&gt;"nooo! il nostro Fuffy!"&lt;br /&gt;"ma chi può essere stato?"&lt;br /&gt;"Fuffy era solo un piccolo ladruncolo di gelati altrui; la sua fine, benchè dolorosa era meritata!"&lt;br /&gt;"sei stato tu???"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Capisce Professore? nostro figlio ha squartato il gatto (sul divano nuovo) solo perché la bestiola gli aveva mangiato il gelato. Non le pare una reazione esagerata?"&lt;br /&gt;"quanti anni ha il bambino?"&lt;br /&gt;"4 e mezzo"&lt;br /&gt;"e' figlio unico?"&lt;br /&gt;"no, ha 5 sorelline"&lt;br /&gt;"tutte femmine?"&lt;br /&gt;"sì, e mio marito è omosessuale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E quindi lei ha detto allo psichiatra che sei gay?"&lt;br /&gt;"già"&lt;br /&gt;"meno male che doveva restare riservato"&lt;br /&gt;"ha pensato che potesse essere rilevante. Mio figlio ha ucciso il gatto."&lt;br /&gt;"gran carogna"&lt;br /&gt;"e' solo un bambino"&lt;br /&gt;"no, il gatto. Era un vero stronzo, una volta mi ha pisciato sul cappello"&lt;br /&gt;"non lo sapevo, perché non me lo hai detto?"&lt;br /&gt;"tu hai già i tuoi problemi, non volevo affliggerti amore"&lt;br /&gt;"tesoro mio, sei il compagno migliore che si possa avere."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mamma, mamma, è vero che il piccignaccolo ha ucciso Fuffy (sul divano nuovo) a colpi di forbici?"&lt;br /&gt;"no piccola mia, Fuffy è soffocato per una palla di pelo"&lt;br /&gt;"mamma, io e Annina abbiamo ripreso tutta la scena col cellulare"&lt;br /&gt;"ah..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vede Professore, ecco che entra il bambino con le forbici, e qui dà il primo colpo a Fuffy..."&lt;br /&gt;"vedo Signora, ma noterà forse che il gatto..."&lt;br /&gt;"Fuffy"&lt;br /&gt;"Fuffy, è stato legato a pancia all'aria, precedentemente e con nodi "Savoia sganciati" di difficile realizzazione per un bimbo di 4 anni e mezzo, anche se precoce."&lt;br /&gt;"cosa vorrebbe dire? che Fuffy si è legato da solo?"&lt;br /&gt;"quanti anni ha la vostra figlia maggiore?"&lt;br /&gt;"Rita? 17, ma cosa c'entra il mio angelo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non mi dire! Ma lo hai detto a cotanto Professore che Rita è una ragazzina modello che tutti ci invidiano, e che non farebbe mai una cosa come legare l'adorato Fuffy con nodi Savoia..."&lt;br /&gt;"Savoia sganciati"&lt;br /&gt;"sì sganciati, e sul divano nuovo poi!"&lt;br /&gt;"certo che gliel'ho detto!"&lt;br /&gt;"la mia nipotina (singhiozzo)... mai!"&lt;br /&gt;"Aldo dice..."&lt;br /&gt;"ma lascia stare quel pervertito, ché io te lo avevo detto: non lo sposare... Santa Cesira Addolorata... non mi dai mai retta. Meglio sarebbe stato trovare morto lui e quel suo amichetto, squartati, sgozzati, sbudellati. Meglio assai"&lt;br /&gt;"mamma, ti prego"&lt;br /&gt;"macché prego e prego, pregassi di più San Crispino le cose andrebbero meglio."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"A parte che San Crispino morì squartato anche lui, non credo che sarebbe servito a molto. San Evaristo al massimo..."&lt;br /&gt;"Padre, può aiutarmi Lei? Che fare?"&lt;br /&gt;"Come diceva Don Struzzo al seminario: chi non vede non sa, chi vede conosce."&lt;br /&gt;"e che vuol dire?"&lt;br /&gt;"Figliuola cara, sta al tuo cuore interpretare il messaggio recondito. Posso solo dirti di pregare, capire e perdonare."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quella vecchia megera di tua suocera! Poteva squartare lei..."&lt;br /&gt;"su, non essere acido. E' solo una madre e una nonna preoccupata"&lt;br /&gt;"pensa che siamo due pervertiti!"&lt;br /&gt;"lascia che dica"&lt;br /&gt;"sì, intanto le sue nipotine hanno inscenato una pulp fiction, scannando un gatto e facendo ricoverare un bimbo di 4 anni in clinica"&lt;br /&gt;"sono anche le mie figlie"&lt;br /&gt;"ne sei certo? tua moglie ti tradisce da sempre con Enzo"&lt;br /&gt;"vorrei averlo fra le mani, anzi vorrei che fosse lui finito sbudellato (sul divano nuovo)"&lt;br /&gt;"è un bel tipo"&lt;br /&gt;"finiscila troia!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Enzo, tesoro"&lt;br /&gt;"dimmi amore mio"&lt;br /&gt;"non riesco più a fare la commedia con mio marito, voglio lasciarlo"&lt;br /&gt;"sai che non è possibile"&lt;br /&gt;"ma io non ce la faccio più!"&lt;br /&gt;"resisti, fra poco tutto sarà pronto e potremo amarci alla luce del sole"&lt;br /&gt;"vorrei che fosse morto lui sgozzato (sul divano nuovo) invece del povero Fuffy"&lt;br /&gt;"Fuffy era uno stronzetto"&lt;br /&gt;"che dici Enzo?"&lt;br /&gt;"e se lo vuoi sapere Fuffy è un nome da frocio. Ops... scusa"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ti vuole lasciare quella stronza!"&lt;br /&gt;"finiscila, non se la sente e forse neanche io"&lt;br /&gt;"perché tuo figlio non ha squartato lei? anzi... perché non ha ucciso me a coltellate (singhiozzo) che vivo a fare... voglio morire..."&lt;br /&gt;"falla finita di fare l'isterico, pensiamo al da farsi piuttosto"&lt;br /&gt;"mi taglio le vene"&lt;br /&gt;"uffa, sii serio"&lt;br /&gt;"sono serissimo, mi imbottisco di pillole"&lt;br /&gt;"che palle, vuoi smetterla e comportarti da persona matura"&lt;br /&gt;"vuoi dire che sono vecchio? mi butto dal ponte"&lt;br /&gt;"mi ci butto io dal ponte se non la finisci!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Buongiorno, siamo venuti a portare il divano nuovo"&lt;br /&gt;"accomodatevi. Il vecchio da ritirare è quello"&lt;br /&gt;"accidenti, pare nuovo. Se non fosse per queste due chiazze di..."&lt;br /&gt;"succo di pomodoro concentrato"&lt;br /&gt;"e non veniva via?"&lt;br /&gt;"niente da fare, il succo di pomodoro concentrato è tremendo"&lt;br /&gt;"una macchia è piccola e una molto grande"&lt;br /&gt;"e a lei cosa interessa?"&lt;br /&gt;"queste macchie non sono di pomodoro, ma di sangue"&lt;br /&gt;"ma cosa dice!"&lt;br /&gt;"una è del sangue del gatto e l'altra appartiene alla..."&lt;br /&gt;"zitto per carità!"&lt;br /&gt;"per quanto credete di poter mantenere il silenzio? non basta cambiare divano."&lt;br /&gt;"ma Lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;dal diario del Professor Cubalibre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nell'accertare la presenza di una seconda macchia sul divano di dimensioni nettamente più grandi di quella che si accertò essere stata prodotta dal sangue del gatto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"nonno, scrivi come un libro stampato!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"fammi continuare che il bello devo venire! allora, dove ero rimasto... divano... grandi... sangue del gatto... ecco! dal sangue del gatto... ho riperso il filo... dov'ero?"&lt;br /&gt;"al sangue del gatto..."&lt;br /&gt;"sì, il sangue del gatto! dunque... quella che si accertò essere stata prodotta dal sangue del gatto si giunse alla conclusione che un orrendo omicidio era stato perpetrato in quella casa.&lt;br /&gt;Ad avvalorare la tesi criminosa contribuì non poco la misteriosa e contemporanea scomparsa di tre membri di quella disgraziata famiglia:&lt;br /&gt;il marito, la moglie e la suocera.&lt;br /&gt;Chi era il morto e chi il colpevole?&lt;br /&gt;Marito, moglie e suocera possedevano tutti lo stesso gruppo sanguigno.&lt;br /&gt;Come del resto anche i figli, l'amante della moglie e quello del marito.&lt;br /&gt;Era impossibile quindi stabilire con certezza a chi appartenesse il sangue della seconda macchia.&lt;br /&gt;Un passo avanti fu il ritrovamento del marito in una pensione sul lago.&lt;br /&gt;Era totalmente incapace di descrivere i suoi movimenti nei giorni precedenti e si trovava in uno stato confusionale notevole.&lt;br /&gt;Aveva un taglio di circa dieci centimetri sul braccio destro che non fu in grado di spiegare e vari ematomi sul resto del corpo.&lt;br /&gt;Poteva essere suo il sangue sul divano?&lt;br /&gt;Ma il colpo di scena fu una lettera che giunse alla Polizia:&lt;br /&gt;accennava all'adulterio muliebre, ai gusti sessuali del marito, alle tendenze torquemadiane della suocera, al sadismo del piccolo bambino e alla dubbia paternità delle figliolette.&lt;br /&gt;Un calderone in cui si persero la ragione e l'analisi per far posto al sensazionalismo e ai facili processi mediatici.&lt;br /&gt;Un nuovo mostro era nato ed essere omosessuale non lo aiutava di certo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"nonno? mi scappa la pipì..."&lt;br /&gt;"vai a farla ti aspetto"&lt;br /&gt;"vuoi un cioccolatino?"&lt;br /&gt;"no cara, mi hanno messo a dieta severissima"&lt;br /&gt;"se leggi ad alta voce ti sento anche dal bagno"&lt;br /&gt;"con l'enfisema preferisco non esagerare..."&lt;br /&gt;"che hai detto?"&lt;br /&gt;"con l'enfisema preferis... ahhh, aiut..."&lt;br /&gt;"nonno? non ho sentito, che cosa hai detto?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Trovato morto così, riverso a terra, con un coltello nella schiena".&lt;br /&gt;"sì, dalla nipote che era venuta a trovarlo."&lt;br /&gt;"dov'è ora?"&lt;br /&gt;"i genitori sono venuti a prenderla e l'hanno portata a casa: era sotto shock"&lt;br /&gt;"comprensibile"&lt;br /&gt;"il diario del Professore è scomparso, l'ha preso di certo l'assassino"&lt;br /&gt;"o l'assassina"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"scusate se mi intrometto ma esiste anche una terza possibilità che ancora nessuno ha vagliato"&lt;br /&gt;"ma Lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;"La mamma mi dice sempre che mio fratellino tornerà presto"&lt;br /&gt;"sai dov'è ora?"&lt;br /&gt;"in colonia!"&lt;br /&gt;"la mamma ti ha detto che è un bel posto?"&lt;br /&gt;"sì, pieno di bambini come lui"&lt;br /&gt;"e tuo papà che dice?"&lt;br /&gt;"io non posso parlare con lui"&lt;br /&gt;"perché mai?"&lt;br /&gt;"la nonna dice che papà è molto malato e che non devo disturbarlo"&lt;br /&gt;"ma sai che è in ospedale, non vorresti andare a trovarlo?"&lt;br /&gt;"no, mio papà bacia gli altri uomini, andrà all'inferno"&lt;br /&gt;"te lo ha detto la nonna?"&lt;br /&gt;"no, me lo ha detto quel signore vestito di bianco"&lt;br /&gt;"l'infermiere?"&lt;br /&gt;"non era un infermiere, sembrava un gelataio. Mi compri un gelato?"&lt;br /&gt;"dopo magari. Dove lo hai visto questo signore tutto bianco?"&lt;br /&gt;"nel piazzale di casa"&lt;br /&gt;"che aspetto aveva?"&lt;br /&gt;"era tutto vestito di bianco"&lt;br /&gt;"hai ragione, domanda posta male; era alto, basso, statura media?"&lt;br /&gt;"sì"&lt;br /&gt;"sì cosa? alto, basso o di statura media"&lt;br /&gt;"devo scegliere?"&lt;br /&gt;"no, devi dirmi se ti ricordi com'era"&lt;br /&gt;"vestito di bi..."&lt;br /&gt;"a parte il colore del vestito, santo cielo"&lt;br /&gt;"non bestemmiare!"&lt;br /&gt;"non bestemmio, dico solo... ok, con calma, riesci a ricordarti qualche particolare di quest'uomo? era giovane o vecchio?"&lt;br /&gt;"era giovane?"&lt;br /&gt;"lo chiedo io a te!"&lt;br /&gt;"no, era vecchissimo!"&lt;br /&gt;"bene, e ti ha colpito qualcosa in lui, qualcosa che possa aiutarci a identificarlo?"&lt;br /&gt;"sì"&lt;br /&gt;"cosa?"&lt;br /&gt;"però vorrei tanto un gelato"&lt;br /&gt;"ok, ok, te lo compro ma rispondimi"&lt;br /&gt;"gli mancavano entrambe le braccia, può aiutare?"&lt;br /&gt;"cribbio! certo che può aiutarci!"&lt;br /&gt;"no aspetti, forse aveva solo le mani in tasca"&lt;br /&gt;"bambina cara, potresti sforzarti di essere più precisa?"&lt;br /&gt;"non ricordo, ho solo 8 anni, mio padre è un maniaco omosex, mia nonna si castìga col cilicio, mia madre commette atti impuri fuori del matrimonio, mio fratello scuoia i felini, cosa vuole da me? (singhiozzi)"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ispettore, come si permette di trattare a questo modo una povera bambina!?&lt;br /&gt;"ma Lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;Verbale dell'interrogatorio del Sig. Giuseppinis Aldo presso il comando dei CC di Siena.&lt;br /&gt;BRIGADIERE "come si è procurato &lt;s&gt;cuel&lt;/s&gt; quel taglio allo avam braccio &lt;s&gt;maiuscolo di ics&lt;/s&gt; DX?&lt;br /&gt;A domanda risponde: &lt;s&gt;aperte virg&lt;/s&gt; "il Piave mormorò: non passa lo straniero!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ma che minchia dice, ci canta le canzonette?"&lt;br /&gt;"Non ho l'età!"&lt;br /&gt;"Io la faccio arrestare immediatamente!"&lt;br /&gt;"Prendi questa mano, zingara!"&lt;br /&gt;"Zingara mi chiamò? Appuntato! venga!"&lt;br /&gt;"Agli ordini"&lt;br /&gt;"Mi ha chiamato zingara!"&lt;br /&gt;"Chi? Io?"&lt;br /&gt;"No, questo minchione, mi chiamò zingara."&lt;br /&gt;"Lo faccio arrestare? è un reato grave?"&lt;br /&gt;"Appuntato... vada a chiamare il dottore Amendola"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E lei la vuole finire di babbiare? Su mi dica come si è procurato quel taglio!"&lt;br /&gt;"Non si può morire dentro!"&lt;br /&gt;"Cosa?"&lt;br /&gt;"Acqua azzurra, acqua chiara!"&lt;br /&gt;"Miiinchia, a Sanremo siamo finiti!"&lt;br /&gt;"Balla Linda!"&lt;br /&gt;"Sì, un bel balletto ci facciamo: e tricchete e tracchete... ti piacciono i pupi?"&lt;br /&gt;"Sapore di sale!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ah ecco! Dottore! questo cornu... quest'uomo parla in canzonette!"&lt;br /&gt;"Trattasi senza dubbio alcuno di shock post traumatico; il paziente crede di proferire le giuste parole e invece parla con termini affini. Dobbiamo interpretare quello che ci vuole dire."&lt;br /&gt;"Dottore Amendola, mi pigghia pe u culo?"&lt;br /&gt;"Certo che no, brigadiere. Lasci tentare me (rivolto al paziente): come si chiama?"&lt;br /&gt;"Cuore matto!"&lt;br /&gt;"Brigadiere, com'è che si chiama il paziente?"&lt;br /&gt;"Appuntato, legga!"&lt;br /&gt;"Che strano nome!"&lt;br /&gt;"Dottore! non ci si metta anche Lei... Appuntato! come minchia si chiama il canterino?"&lt;br /&gt;"Giuseppinis Aldo"&lt;br /&gt;"Dottore Amendola... che minchia c'entra con cuore matto?"&lt;br /&gt;"Apparentemente nulla, ma mi lasci tentare ancora (rivolto al paziente): quanti anni ha?&lt;br /&gt;"10 ragazze per me!"&lt;br /&gt;"Beh, facciamo progressi, un numero l'ha pronunciato"&lt;br /&gt;"Dottore Amendola... e questo fetuso avrebbe 10 anni?"&lt;br /&gt;"Le ho ben spiegato che il paziente crede di rispondere con le parole appropriate ma le confonde invece a livello cerebrale"&lt;br /&gt;"Dottore, faccia provare me! (rivolto al paziente): Lei sa chi sono io?"&lt;br /&gt;"Il torero Camomillo!"&lt;br /&gt;"Miiinchia, questo lo faccio arrestare!"&lt;br /&gt;"Aspetti Brigadiere, forse ho capito l'arcano: invece di non riuscire a scegliere le giuste parole in risposta alle nostre domande, forse il paziente non riesce a capire proprio le nostre parole e risponde di conseguenza con le parole giuste ma che a noi risultano senza alcun senso."&lt;br /&gt;"Non c'ho capito una minchia Dottore Amendola"&lt;br /&gt;"Il concetto non è dei più semplici, ma mi tolga una curiosità, perché continua a chiamarmi Dottore Amendola, io non mi chiamo affatto così!"&lt;br /&gt;"ma Lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;da La Nazione del 12/1/08:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOFFOCATA DAI PELI DEL GATTO&lt;br /&gt;Trovata morta donna di 45 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SIENA. Alle ore 12 di ieri, in località Serramanico è stato rinvenuto il cadavere di Lorella Cucchi in Giuseppinis, scomparsa insieme al marito (poi rinvenuto in stato confusionale qualche giorno fa) e alla di lei madre Sara Dillani, tutt'ora dispersa.&lt;br /&gt;Il corpo non presentava ferite o niente che potesse lasciar pensare a una colluttazione, era riverso sul pavimento di una casa cantoniera dell'ANAS posta al km 34 della statale che collega Giuncarico a Spaltenna.&lt;br /&gt;La donna apparentemente è deceduta un paio di giorni fa e al momento del ritrovamento era vestita con abiti che risultano a un esame visivo nuovi di negozio.&lt;br /&gt;La causa della morte accertata dai medici dell'Ospedale le Scotte di Siena, è il soffocamento dovuto all'ostruzione totale delle vie aeree causata da peli di gatto comune ammassati a polpetta.&lt;br /&gt;La donna aveva da tempo una relazione con un noto albergatore della zona e le indagini non trascurano nessuna pista.&lt;br /&gt;La donna lascia, oltre al marito, cinque figlie femmine un bambino di 4 anni e mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da La Nazione del 13/1/08&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I PELI ASSASSINI SONO DI FUFFY&lt;br /&gt;Agghiacciante rivelazione del medico legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siena. Non sono di un gatto comune come erroneamente annunciato in un primo momento, ma di Fuffy, il micio appartenuto proprio alla vittima,&lt;br /&gt;Lorella Cucchi, e che è stato il protagonista di un macabro episodio qualche settimana fa. Il gattino fu ritrovato morto sul divano (nuovo), ucciso a colpi di forbici dal figlioletto di 4 anni e mezzo.&lt;br /&gt;Per aggiungere macabro su macabro, la scena fu ripresa da due delle sorelle del bimbo con un video telefonino.&lt;br /&gt;Sono proprio i peli di questo gattino che sono stati la causa della morte per soffocamento della signora Cucchi.&lt;br /&gt;Restano aperti molti interrogativi, ma la pista dell'omicidio appare l'unica possibile dato che la morte accidentale, e a maggior ragione un suicidio, sono stati subito scartati per ovvi motivi.&lt;br /&gt;Si indaga sulla seconda vita della defunta e i sospetti si addensano sull'amante, il cui nome resta coperto dal segreto istruttorio, e sul marito, che saranno interrogati ancora nelle prossime ore dal giudice incaricato Dott. Innocenzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hai letto il giornale?"&lt;br /&gt;"sì, ho sentito anche l'avvocato"&lt;br /&gt;"vogliono incastrarmi, ma chi può essere?"&lt;br /&gt;"stai calmo, non hai nulla da temere"&lt;br /&gt;"io amavo Lorella, non avrei mai potuto..."&lt;br /&gt;"ma chi può essere stato, il marito?"&lt;br /&gt;"non so cosa pensare! Lo conosco appena, ma di certo non l'ha uccisa per gelosia"&lt;br /&gt;"suonano, vado ad aprire?"&lt;br /&gt;"sì, vai tu"&lt;br /&gt;"una lettera per te"&lt;br /&gt;"dentro la busta c'è una foto... un uomo e una donna abbracciati.&lt;br /&gt;Lui non l'ho mai visto, ma lei... ma lei... santo cielo!"&lt;br /&gt;"ma lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.&lt;br /&gt;"Lei non è il corriere che deve portarmi il divano!"&lt;br /&gt;"esatto caruccia, hai colto nel segno"&lt;br /&gt;"chiamo subito la polizia!"&lt;br /&gt;"fai pure, ma cosa racconterai? che non sei la candida donnetta che vuoi apparire?"&lt;br /&gt;"cosa vuole da me?"&lt;br /&gt;"la roba è ovvio"&lt;br /&gt;"non l'ho più io adesso"&lt;br /&gt;"lo so, stupida!"&lt;br /&gt;"e allora?"&lt;br /&gt;"allora, dovrai darti da fare per ritrovarla, semplice"&lt;br /&gt;"altrimenti?"&lt;br /&gt;"sarò costretto a farti fare la fine d..."&lt;br /&gt;"di mia madre, vero?"&lt;br /&gt;"tua madre ha agito in modo assai stupido, ma non sono stato io a ucciderla"&lt;br /&gt;"e dovrei crederle?"&lt;br /&gt;"hai forse alternative?"&lt;br /&gt;"lei sa chi l'ha uccisa?"&lt;br /&gt;"forse. O forse no."&lt;br /&gt;"bastardo"&lt;br /&gt;"senti chi parla di bastardi. Con una famigliola come la tua ci andrei coi piedi di piombo nel fare affermazioni simili, non credi?"&lt;br /&gt;"bastardo due volte!"&lt;br /&gt;"ok, basta chiacchere! hai 48 ore, poi ti faccio fare la fine del gattaccio!"&lt;br /&gt;"e incolperanno qualcun altro anche 'stavolta?"&lt;br /&gt;"su questo ci puoi contare: i froci sono sempre i maggiori indiziati..."&lt;br /&gt;"bastardo tre volte!"&lt;br /&gt;"invece di contare quante volte sono bastardo, faresti meglio a contare le ore che ti rimangono; voglio la roba. Hai 47 ore e 54 minuti."&lt;br /&gt;"bastardo quattr..."&lt;br /&gt;"E BASTA!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Piccole mie, sono tornato!"&lt;br /&gt;"Cazz... mio padre!"&lt;br /&gt;"Ciao Rita!"&lt;br /&gt;(poi rivolgendosi allo sconosciuto):&lt;br /&gt;"ma lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.&lt;br /&gt;"Mi chiamo Furletti, Antonio Furletti. Sono un agente dell'antidroga.&lt;br /&gt;Sono diversi mesi che seguo le tracce di una grossa partita di eroina sottratta dal nostro deposito di Empoli dopo un sequestro"&lt;br /&gt;"piacere, Commissario Galbani, ma cosa diavolo c'entra la droga con l'omicidio del Professor Cubalibre?"&lt;br /&gt;"c'entra eccome, collega!"&lt;br /&gt;"si spieghi, allora!"&lt;br /&gt;"avete rinvenuto l'arma del delitto?&lt;br /&gt;"sì, è rimasta conficcata nella schiena del cadavere"&lt;br /&gt;"un errore che solo la fretta può aver fatto commettere all'assassino"&lt;br /&gt;"non ci sono impronte se è per questo"&lt;br /&gt;"non sono le impronte che cerco, ma sangue"&lt;br /&gt;"allora lo ha trovato, di sangue ce n'è anche troppo su quel coltello"&lt;br /&gt;"ma io non cerco sangue umano"&lt;br /&gt;"cerca sangue alieno?"&lt;br /&gt;"no, felino!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: La Nazione del 1/02/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN COLTELLO "PER" DUE OMICIDI&lt;br /&gt;Un Professore e un gattino uniti nella morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siena. "La scientifica ha rilevato tracce di sangue animale sul manico del coltello usato per uccidere il Prof. Cubalibre.&lt;br /&gt;Una scoperta importante che permette di collegare il suo omicidio con quello che era sembrato un macabro gioco mortale di un bimbo di 4 anni e mezzo che aveva ucciso il suo gatto Fuffy a colpi di forbici.&lt;br /&gt;Se il sangue del gattino è sul coltello, chi ha veramente ucciso il piccolo animale?&lt;br /&gt;Esiste anche un breve video che riprende il bimbo nell'atto di togliere la vita al gattino. E' un falso? Una messinscena?&lt;br /&gt;Il video, ripreso col telefonino da due delle sorelle maggiori, è ora al vaglio dei tecnici per verificare l'uso eventuale di sofisticate tecniche di montaggio utilizzate al fine di far credere quello che non è. Un caso intricato che seguiremo con approfondimenti quotidiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da La Nazione del 2/02/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESCLUSIVO: LE PRIME PAROLE DI GIUSEPPINIS&lt;br /&gt;E' ancora ricoverato alle Scotte il marito della Cucchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siena. Non è stato facile avere un incontro con Aldo Giuseppinis, padre del bimbo gatticida, marito di Lorella Cucchi, trovata morta in circostanze misteriose qualche giorno fa.&lt;br /&gt;Il Giuseppinis è sotto stretta sorveglianza in una camere privata al Policlinico Le Scotte, guardato a vista dagli infermieri dpo che ha tentato presumibilmente il suicidio nei giorni scorsi.&lt;br /&gt;Come i nostri lettori ricorderanno, il Giuseppinis fu ritrovato in forte stato confusionale in una stanza di un albergo di proprietà di quello che indiscrezioni vogliono essere l'amante di sua moglie, Lorella Cucchi, la donna trovata uccisa nella casetta ANAS a pochi chilometri da Spaltenna.&lt;br /&gt;Lo scrivente è stato il primo giornalista che è riuscito ad intervistare il Primario Prof. Lucertoli:&lt;br /&gt;"Professore, mi dica quali sono state le prima parole del Giuseppinis?"&lt;br /&gt;"Quando è rinvenuto, il paziente mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: "ma lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8.&lt;br /&gt;"Chi sono? sono il padre!"&lt;br /&gt;"il padre di chi?"&lt;br /&gt;"della bambina che Lei sta terrorizzando col suo interrogatorio!"&lt;br /&gt;"ma cosa dice? il padre della bambina è ricoverato alle Scotte! si spieghi meglio!"&lt;br /&gt;"cosa c'è da spiegare? lei è mia figlia!"&lt;br /&gt;"io sono sua figlia??"&lt;br /&gt;"non Lei! lei, la bambina, è mia figlia. Nel 1999 ho lasciato che accadesse un misfatto di cui ancora oggi mi dolgo e che non mi lascia dormire la notte: l'ho abbandonata."&lt;br /&gt;"continuo a non capire... tu cara conosci quest'uomo?"&lt;br /&gt;"mai visto prima di adesso!"&lt;br /&gt;"certo, lei non ne sa nulla, poverina. Crede di essere figlia di un altro, ma quello non può essere suo padre e ne ho le prove"&lt;br /&gt;"oddio! papà! papa! dov'è il mio papà?"&lt;br /&gt;"brutto incosciente! ma si rende conto del trauma che può procurale con queste dichiarazioni?"&lt;br /&gt;"è doloroso ma necessario! tesoro mio perdonami, sono stato costretto a farlo; è ora che tu sappia chi è il tuo vero padre"&lt;br /&gt;"tu, mio padre? non riesco a capire"&lt;br /&gt;"bimba mia, sono stato costretto a lasciarti per colpa degli eventi, ma ho sempre seguito la tua vita: ti aspettavo fuori da scuola, tutte le volte che potevo, solo per vederti passare; il giorno del tuo compleanno telefonavo a casa sperando di sentire la tua voce;&lt;br /&gt;non ti ho lasciata mai neanche per un secondo, col pensiero s'intende..."&lt;br /&gt;"ma questa cosa è incredibile!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ispettore! la vogliono al telefono..."&lt;br /&gt;"Grillini! ti ho detto mille volte che non voglio essere disturbato, vattene!"&lt;br /&gt;"Ispettore, come si permette di trattare così questo povero agente!?"&lt;br /&gt;"e a Lei, mi scusi, che cosa interessa?"&lt;br /&gt;"mi interessa perché... sono suo padre!"&lt;br /&gt;"ma di chi?"&lt;br /&gt;"dell'Agente Grillini!"&lt;br /&gt;"chi sei te? mio padre??"&lt;br /&gt;"Sì, tesoro mio!"&lt;br /&gt;"ma non era il padre della bimba?"&lt;br /&gt;"ma non eri mio padre?"&lt;br /&gt;"ma io la faccio internare!"&lt;br /&gt;"mio padre è morto l'anno scorso"&lt;br /&gt;"l'avevo detto io che non l'avevo mai visto"&lt;br /&gt;"figlio! figlio mio!"&lt;br /&gt;"staccatemelo di dosso!"&lt;br /&gt;"chiamate un Dottore!"&lt;br /&gt;"in galera ti mando..."&lt;br /&gt;"Ispettore, tesoro, manderesti in galera tuo padre?"&lt;br /&gt;"pure mio padre? ma checcazzodici? ops... scusami bimba... toglietemelo dai piedi!"&lt;br /&gt;"ma chi è mio padre, allora?"&lt;br /&gt;"io sono tuo padre! perdonami"&lt;br /&gt;"Agente! lo porti via! subito!"&lt;br /&gt;"venga con me!"&lt;br /&gt;"certo figlio mio, ma abbracciami!"&lt;br /&gt;"in manicomio ti porto!"&lt;br /&gt;"li hanno chiusi"&lt;br /&gt;"abbracciatemi tutti, figli miei!"&lt;br /&gt;"voglio il mio papà!"&lt;br /&gt;"voglio prenderlo a schiaffoni!"&lt;br /&gt;"voglio un bacio, una bacio dai miei figlioli"&lt;br /&gt;"un cazzotto ti do, altro che baci!"&lt;br /&gt;"mollami subito o te ne pentirai, pazzoide che non sei altro"&lt;br /&gt;"sono pentito... che cattivo padre sono stato!"&lt;br /&gt;"dove sono le manette?"&lt;br /&gt;"metteresti le manette a tuo padre?"&lt;br /&gt;"tienilo fermo che lo pisto ben bene..."&lt;br /&gt;"qui ci vuole la camicia di forza!"&lt;br /&gt;"metteresti la camicia di forza a tuo padre?"&lt;br /&gt;"posso avere un gelato?"&lt;br /&gt;"mi ha morso sul naso!"&lt;br /&gt;"dagliele al pazzo!"&lt;br /&gt;"di chi è questo piede?"&lt;br /&gt;"tienilo! mannaggia a te!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fermatevi! lasciate andare quest'uomo!"&lt;br /&gt;"ma lei, chi è?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.&lt;br /&gt;"Io sono afa, l'autore di questo raccontino"&lt;br /&gt;"e che minchia ci sta a fare qui? non è previsto nel regolamento!"&lt;br /&gt;"si calmi Brigadiere, ora le spiego tutto: non sapevo più come continuare questa manfrina del "lei chi è?" e quindi mi sono preso un momento di pausa per raccogliere le idee, prima di continuare il racconto"&lt;br /&gt;"ma le sembra una cosa normale? non si è mai visto che l'autore si mescoli ai suoi personaggi perché ha finito le idee! che minchia di racconto è questo?"&lt;br /&gt;"non si scaldi così! è solo una breve pausa. Crede sia facile andare avanti per tutte i 99 episodi del raccontino senza avere dei momenti di stasi?"&lt;br /&gt;"miiinchia! 99 episodi! peggio di calciopoli!"&lt;br /&gt;"che c'entra calciopoli?"&lt;br /&gt;"Brigadiere dei CC sono... mica leggo Proust"&lt;br /&gt;"preferisce che le faccia leggere Proust? me lo dica sono io che, modestamente, decido"&lt;br /&gt;"senza arrivare a Proust, mi basterebbe che lei, come autore, mi facesse un favore..."&lt;br /&gt;"chieda pure"&lt;br /&gt;"potrebbe smetterla di farmi esclamare "miiinchia" ogni due minuti? non le sembra una caricatura un pò troppo stereotipata del carabiniere siciliano?"&lt;br /&gt;"in effetti non è molto originale, ma fa sempre sorridere"&lt;br /&gt;"a sì... proviamo: Appuntato! Venga un attimo"&lt;br /&gt;"Eccomi brigadiere!"&lt;br /&gt;"MINCHIA!"&lt;br /&gt;(silenzio)&lt;br /&gt;"ha visto autore dei miei stivali? ha forse sorriso?"&lt;br /&gt;"ma se Lei, dice: "minchia", così a caso, e di fronte al suo appuntato, chi dovrebbe sorridere? deve far divertire i lettori"&lt;br /&gt;"i lettori più che sorridere, secondo me sono terrorizzati dall'aver saputo che lei intende scrivere 99 episodi di questo coso qui, questo racconto"&lt;br /&gt;"sono troppi?"&lt;br /&gt;"insomma..."&lt;br /&gt;"abbè, si fa presto allora"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"così mi pare un pò eccessivo; vorranno sapere chi è l'assassino e altre cosucce del genere, non crede?"&lt;br /&gt;"prima si lamentano che sono troppi episodi, poi che sono troppo pochi. Tipico di quella marmaglia dei lettori di questo blog."&lt;br /&gt;"Forse una via di mezzo... cerchi di sbrogliare la matassa in pochi episodi ancora"&lt;br /&gt;"95?"&lt;br /&gt;"già meglio, ma può fare ancora di più"&lt;br /&gt;"90?"&lt;br /&gt;"forse una decina sarebbe un numero giusto"&lt;br /&gt;"ma questa è il nono episodio, quindi me ne resterebbe uno solo!"&lt;br /&gt;"l'arte della brevità!"&lt;br /&gt;"Brigadiere, il padrone sono io e faccio quanti episodi mi pare e piace e se mi gira, Lei passa il resto dei 92 episodi a esclamare "MIIINCHIA" ogni 30 secondi e a leggere il Corriere dello Sport fino alla pensione. Se non la spiaccica un meteorite prima..."&lt;br /&gt;"Miiiinchia..."&lt;br /&gt;"E lei Appuntato, rida! ah, ah, ah! E questa volta non finisco con: 'ma lei, chi è?'"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.&lt;br /&gt;"E' Rita, la figlia di Lorella!"&lt;br /&gt;"e l'uomo con cui è abbracciata, chi è?"&lt;br /&gt;"non ne ho la minima idea!"&lt;br /&gt;"la posa non lascia spazio a dubbi: sono amanti"&lt;br /&gt;"ma Rita ha solo 17 anni"&lt;br /&gt;"non è più una bambina, lo ammetterai"&lt;br /&gt;"va bene, va bene, ma chi sarà quest'uomo tutto vestito di bianco?"&lt;br /&gt;"sembra un gelataio"&lt;br /&gt;"o un infermiere"&lt;br /&gt;"o un bischero, pare Patrick Hernandez!"&lt;br /&gt;"e chi è?"&lt;br /&gt;"non ti ricordi? Born to be alive..."&lt;br /&gt;"ma senti questo! in un momento del genere... gli manca il bastone"&lt;br /&gt;"che bastone?"&lt;br /&gt;"Patrick Hernandez aveva il bastone"&lt;br /&gt;"hai ragione!"&lt;br /&gt;"dobbiamo scoprire chi è quest'uomo e che cosa rappresenta per Rita e, soprattutto, perché mi hanno recapitato questa foto"&lt;br /&gt;"deve essere implicato nell'assassinio di Lorella"&lt;br /&gt;"ma perché questo cialtrone che mi ha spedito la foto non l'ha scritto chiaro: guarda questo tizio è cosìecosà, ha fatto questoequello, fai questoequest'altro e punto. No! troppo facile, dobbiamo scervellarci per capire, scoprire, indagare... ma vaffa"&lt;br /&gt;"dai non ti arrabbiare, abbiamo comunque una pista da seguire"&lt;br /&gt;"e che sono il commissario Rex, io?"&lt;br /&gt;"portiamo la foto alla polizia"&lt;br /&gt;"non vorrei implicare Rita in questo sporco affare"&lt;br /&gt;"ammesso che non lo sia già"&lt;br /&gt;"non posso crederlo"&lt;br /&gt;"aspetta grande imbecille che non sono altro! dietro la foto c'è un messaggio!"&lt;br /&gt;"fai vedere, c'è scritto:&lt;span style="font-style: italic;"&gt; 'questo tizio si chiama cosìecosà, ha fatto questoequello, fai questoequest'altro. Punto'&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;"merda!"&lt;br /&gt;"ci prende anche per il sedere"&lt;br /&gt;"basta! andiamo alla polizia"&lt;br /&gt;"sì, rimane solo questo da fare"&lt;br /&gt;"sai, c'è una cosa che non riesco a capire"&lt;br /&gt;"cosa?"&lt;br /&gt;"come farà quel pirla di autore a finire anche questo episodio con la frase: 'ma lei, chi è?'"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6407813553470073064?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6407813553470073064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/la-seconda-macchia-episodi-1-10.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6407813553470073064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6407813553470073064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/03/la-seconda-macchia-episodi-1-10.html' title='La seconda macchia (episodi 1-10)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1969054616192375425</id><published>2008-02-25T12:07:00.001+01:00</published><updated>2008-02-25T12:09:49.138+01:00</updated><title type='text'>Millenovecentosettantuno</title><content type='html'>Esacerbatamente urlo  &lt;br /&gt;rabbiose grida,  &lt;br /&gt;che spando in aria  &lt;br /&gt;calda di sole estremo, &lt;br /&gt;fiaccato anche lui &lt;br /&gt;dal suo stesso bollore, &lt;br /&gt;ricco di arancio &lt;br /&gt;tarocco e amaro &lt;br /&gt;spremuto sul cielo, &lt;br /&gt;che guarda all'orizzonte &lt;br /&gt;e si agita al passaggio  &lt;br /&gt;di anatre in posa di freccia, &lt;br /&gt;dirette lontano. &lt;br /&gt;Ho cinque anni, &lt;br /&gt;e sto tracciando col gesso &lt;br /&gt;dei volti di gente futura &lt;br /&gt;che forse incrocerò, &lt;br /&gt;o che forse io stesso sarò, &lt;br /&gt;magari un giorno lontano &lt;br /&gt;o magari, già adesso &lt;br /&gt;io sono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1969054616192375425?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1969054616192375425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/millenovecentosettantuno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1969054616192375425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1969054616192375425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/millenovecentosettantuno.html' title='Millenovecentosettantuno'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2961698211262599681</id><published>2008-02-25T10:23:00.000+01:00</published><updated>2008-02-25T10:24:26.376+01:00</updated><title type='text'>A caso (nobil uomo)</title><content type='html'>Ermes, Ramsete, Golia, quello col buco. &lt;br /&gt;Innesto folaghe, avvampo laminati industriali. &lt;br /&gt;Rispondo all'eco cambiandogli la vocale, ece, eci, ecu, eca... &lt;br /&gt;lo destabilizzo, izzo, izzooo. Povero Eco, frantumato da studenti impavidi, senza infamia e molto affamati, ati, atiii... &lt;br /&gt;Rachele, Lia e Jabbar, gancio sinistro di Dio. Ebrei nel Sinai, palestinesi nel Noai. Chi vincerà la disfida di Carletta? L'ha fatta nel Letta? saltimbanco alla romana, pane vino e Fanta.&lt;br /&gt;Si nutre del popolo, la clava di S.Martino, il giudizio di Euclide, il pio Bove, amato e deriso, lasciato a ruminare con chissà quanti stomaci imbarazzati, ati, atiiii.&lt;br /&gt;Via fantasmi! non concedo prova d'appello in cassazione, lasciate ogni speranza voi che votate, giunto è il momento della svolta, meglio che giri il Violante, Placido.&lt;br /&gt;Scappami di mano, rompiti in milleetrecentosettantasei pezzi al suolo, perché rompersi in mille pezzi precisi è una parola, con fragore di cascata, La Marmora insegnava di lasciare i ragazzi al loro destino.&lt;br /&gt;Pregate i Santi e pregate che vi sentano pregare, sennò che pregate a fare? Prego, si accomodi il Dottore è morto, la visiterà lo spazzino.&lt;br /&gt;Operatore ecologico, ci tengo a precisare. &lt;br /&gt;Nettuno è di Urbino?  &lt;br /&gt;No è di spoletta, il festival di Garibaldi l'eroe dei due mondi. &lt;br /&gt;Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, perché cantare con la tromba in bocca è difficilissimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2961698211262599681?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2961698211262599681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/caso-nobil-uomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2961698211262599681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2961698211262599681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/caso-nobil-uomo.html' title='A caso (nobil uomo)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-9042892244147634848</id><published>2008-02-25T09:56:00.001+01:00</published><updated>2008-02-25T09:59:31.695+01:00</updated><title type='text'>Notturno (senza titolo)</title><content type='html'>Indaco, verbena e grano saraceno, sarà ce n'ho abbastanza di anni. &lt;br /&gt;Anna corri e sciogli i legacci, annodami il pelo, succhiami il fetido anelito di gastrite acuta. Ottuso che sono.&lt;br /&gt;Ho lati sbilenchi e resto in piedi per caso, cosa volevo non ricordo già più. Più o meno sono tre le cose che desidero: volare e dormire.&lt;br /&gt;Sono due non è vero? E due non è forse più o meno tre?&lt;br /&gt;Quindi non erro, se erro vagabondo fra i calici vuoti alla mia festa rimandata e ritornata la stessa con sconto comitive.&lt;br /&gt;Nessuno si è visto stamane, nessuno è partito, nessuno è tornato.&lt;br /&gt;Né su uno di questi né su uno di quelli starei mai seduto, sdraiato o all'impiedi. Attenti! si sgancian le bombe, si acchiappano grulli, si schiacciano scarafaggi, tutto il giorno, senza posa, all'infinito.&lt;br /&gt;Raggiungimi stasera al solito bar, prenderemo il solito cagffè che corretto si scrive caffè, e parleremo di Remo e di come sfuggì al massacro dell'intelligenza diventando, e vantandosi pure, puro idiota al pari di molti e al dispari tuo.&lt;br /&gt;Ginepro, valeriana e collo di bottiglia, giraffa e struzzo vitreo e poco appariscente se non nelle mani di una medusa; ma la medusa non ha mani, rispondevi abbacinato, è vero e quindi non è appariscente? apparì? apperò! non l'avrei detto mai, l'interrogativo e l'esclamativo a volte si appaiano per sbalordire, io li tengo divisi perché divisi si vogliono più bene.&lt;br /&gt;Placido, calmo e concreto col bene placido di mamma oca, starnazzante gallina, tacchina faraonica, Sfinge che finge di sapere e non sa. Su, se si sogna si segna un punto alla memoria si succhia la linfa vitale del morto di sonno, si sale la cima delle pertiche oleose, sì!&lt;br /&gt;si migra arrancando collo stormo di storni, tornando veloci al punto d'inizio: via di qui senza passare dal VIA!, ché parco della vittoria è ormai perso e l'albergo è franato, imploso, implume, implicitamente,&lt;br /&gt;implacabile.&lt;br /&gt;Genziana, papavero, rosa canina, molare e morale delle fiabe più crudeli, quelle che finiscono in gloria e che a Gloria non sono mai piaciute; vorreste essere voi la fine di una fiaba, arrivare sempre dopo, quando il bello è già stato narrato? Povera Gloria e povera mamma di Gloria costretta a raccontare fiabe tristi che finiscono in dramma per non scontentare la figlia prediletta, letta la storia poi a nanna e si ricomincia da capo. Testa o croce? Nuca in nuce.&lt;br /&gt;Fiordaliso, eucalipto, margherita, capricciosa violetta, regina delle 4 stagioni. Prosciutto, funghetti, e i carciofini?&lt;br /&gt;Quelli fini o quelli spessi? Spesso son meglio quest'ultimi, hanno più scorza, sono più digeribili; in dirigibile sono più pesanti è vero, ma chi ci va mai? A parte i dirigenti ovviamente, ma loro non fanno testo, fanno titolo al massimo e Massimo, quello titolato (un Conte pare) conta dall'alto tutti i cipressi, uno appresso all'altro, due a due, pari e dispari, quattro e quattr'otto, volante in dirigibile, calci in culo e a cagare. Ma erano quattro gatti, in fila per due, perduti in circolo, viziosi e chiusi alle novità. Bigotti, un gotto e via a lavoro, digestivo naturale di panini alla salamella, ella ride e non capisce: pesce d'aprile? dolce dormire, se non vuoi prender pesci d'aprile o di maggio, maggiore di tre è il cinque maggio, e Napoleone si staglia sull'Elba, all'alba del marzo 1821, immobile, immemore, al nunzio sta. Stamattina c'era ancora un pò di brina e nessuno riuscì a vedere attraverso le vetrate, verso il mare trattenute da stipiti insipidi e rachitici, il gommone affondare colmo di angoscia repressa del Capitano. Pasta e ceci a tonnellate in una vita mangerò.&lt;br /&gt;Prezzemolo, origano e cannella, rubinetto di spezie, e la spezia migliore è lo zafferano di La Spezia, vicino al mare. Erano zaffiri enormi e brillanti che adornavano il suo collo nei suoi colloqui affrettati effettuati per posti vacanti, fra affettati e bibite gassate, addizionate di anidride solforosa, analcoliche e a zero calorie. Zero a zero palla al centro si comincia, fischia l'arbitro, fischiano gli spettatori che capiscono fischi per fiaschi di San Giovese, giù pel gargarozzo se fossimo a li Castelli, ma siamo ai monasteri e i Cappuccini col cornetto in mano scongiurano e predicono catastrofi millenarie e non più mille, duemilaotto e non sentirli.&lt;br /&gt;Cajenna, peperoncino e zenzero che brucino le chiappe degli untori, unte di olio piccante e piccato era l'amante a vederla nuda alla luce del sole, con le grazie esposte. E grazie! sareste stati anche voi seccati dal caldo afoso, riarsi rialzandovi andando verso la doccia fredda nel vederla ignuda. Cosa meriti meretrice se non la scomunica papale che, papale papale, tale e quale comunica col mondo intero o, parzialmente, scremato di tutti quei giorni inutili che pesano sugli anni e non aggiungono nulla alla vita. Potessimo toglierceli di dosso e cunetta, sarebbe più breve magari la vita, ma più gusto sentiremmo in bocca.&lt;br /&gt;Un bacio, una carezza, si parte. Non scordate la mozzarella. In carrozza! partiti, coalizioni, chi più ne ha più ne metta, a manetta, sul gas, a tavoletta, che va sempre alzata prima di fare pipì. Papà perdonami se non sono stato come volevi, volavo spesso con la fantasia e cadevo a ogni alba. Ma al tramonto risorgevo.&lt;br /&gt;Volare, dormire... sognare forse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-9042892244147634848?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/9042892244147634848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/notturno-senza-titolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9042892244147634848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9042892244147634848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/notturno-senza-titolo.html' title='Notturno (senza titolo)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2745511012350457093</id><published>2008-02-23T09:48:00.006+01:00</published><updated>2008-02-23T10:23:49.716+01:00</updated><title type='text'>E così sia</title><content type='html'>Prendo il controllo e lascio la presa, previa autorizzazione ministeriale, accordi diatonici e suffissi temporali. Prendo e parto, lascio arrivare la prima vera occasione in primavera, occhio per occhio e denti stretti, pugno chiuso e alalà.&lt;br /&gt;Prendo il controllo e fuggo dalle convenzioni astratte ma molto materiche e lascio al controllore di timbrare il biglietto, al biliardo, altra passione travolgente di anni trascorsi nel fumo, fra colpi di tosse e birra nazionale, colpi di testa e di sole, in testa capelli un pò unti, lasciati allungare senza un disegno preciso.&lt;br /&gt;Prendo il controllo e mi fermo a parlare col matto del villaggio, che ha sempre da dire su tutti e su tutto, e normalmente sa quello che dicono gli altri di lui: che è matto, che parla di tutto e di tutti, che ascolta anche i morti tornare dal fronte, e in fronte ha un bernoccolo occolo occolo, che nessuno ha capito che senso gli dia, se faccia senso ai passanti quella protuberanza del pazzo, che è un bel pezzo avanti sul fronte del porto, e io parto, fuggo anche dai luoghi comuni, provincie e regioni di tutta la terra emersa, mi porto anche io qualcosa di voi, sia oro o petrolio, nero oro di guerre lontane, bottino maltolto, rubacchiato e pietoso nel suo arrangiarsi di porta in porta, di stazione in stazione.&lt;br /&gt;Prendo il controllo e controllo le carte e i disegni animati, cartoni piegati sul muretto di casa, li porto con me, ché non si sa mai a che possa servire un fagotto ricolmo di stracci, un contro fagotto con le ance spezzate di certo non serve a spezzare la noia, non voglia il cielo di trovarne domani di gente un pò strana che legge il futuro.&lt;br /&gt;Un futuro che dice, scandendolo bene, che ho preso il controllo, che ho chiuso il cancello lasciando soltanto un profumo di more amare. Amare e soffrire non è forse uguale?&lt;br /&gt;Non è forse una farsa la vita intera? Forza allora, credeteci in fondo più forte di adesso, prendete il controllo del vostro destino, correte di fronte al cancello che ho chiuso, sprangatevi dentro e urlate ridendo che siete i più sani, i più saggi, i più santi, i più sacrificati, e qualunque altro aggettivo cominci per "sa", arrampicatevi su per le mura e arrivati alla cima ergetevi solenni giurando eterno riposo, dona a noi o Signore, e liberaci da male, Amen.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2745511012350457093?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2745511012350457093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/senza-titolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2745511012350457093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2745511012350457093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/senza-titolo.html' title='E così sia'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4896818234686661017</id><published>2008-02-22T12:20:00.001+01:00</published><updated>2008-02-22T12:20:59.782+01:00</updated><title type='text'>Finchè la barca va</title><content type='html'>Non prevedo rimpianti, non cerco scuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciami dire però che potrebbe essere diverso da oggi il nostro rapporto: non tanto per le situazioni, quelle più o meno si assomiglieranno sempre, quanto per le intenzioni con qui faremo le stesse cose, con cui spiegheremo le ali nel volo della comunione.&lt;br /&gt;Empatia, estraneità, lussuria, audacia; il menefreghismo, l'alopecia di questa società implume, non scaccia l'altrui coscienza ma la porta a somigliare alla nostra. L'egoismo, cancro benigno della personalità, curabile con sesso sfrenato e tanti auguri al bambino, non porterà né risveglio né espiazione ma soltanto trippa per gatti. E i gatti ringraziano.&lt;br /&gt;Tutti ti dicono bionda ma il tuo vero colore è il beige. Un beige scuro, tipo mota, quasi marrone, sembra cacca, scorre fluido però, fino al collo, poi traspare l'incarnato, verdognolo da palude del mistero, squamoso direi, e viscido, serpentesco e rettile, che non basteranno centomila ombretti per coprirlo e che nessun mascara maschererà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tuoi fluidi rasentano il putridume acquitrinoso della vecchia rimessa, mai rimessa poi in fondo, del nonno del tuo amico di infanzia, quello che riparava da solo le lavatrici e i panni sporchi se li lavava in casa. Il nonno cieco del tuo compagno, muto e solo, che ti spiava al bagno delle medie, dal buco della chiave, mentre chiavavi con il buco, non frocio, ma orifizio; e già allora i tuoi fluidi defluivano imperiosi come cascata, che cascando si rialzi spumosa e lieve, nell'aria che suonava da Bach, nel preludio che fungeva da ninna nanna post coitus interruptus, o salto del leone, posteriore o anteriore non importa, l'importante è la fuga, a tre voci, con qualche licenza, con il tenore che scappa e il soprano che urla la sua verginità perduta. E il basso che ce l'ha più lungo di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tuoi discorsi saturi di ossigeno, dalle pause estenuanti e ripiene di sospiri, sul ponte a Venezia, cartolina lercia di puzzo di laguna, fermento dell'arte moderna in mostra perenne del disfacimento umano, tu rapprendi la crema del bignè sul mento, fossetta anatomica di certo erotismo crepuscolare, la lecchi rappresa la crema color cera carnauba, la succhi e il risucchio ti fischia fra i denti, si spennella nel palato pulito, si catafionda nella gola arrossata, che solo un bicchiere di porto, d'annata, potrebbe infiammarla di più. Me ne importasse qualcosa.&lt;br /&gt;Quella crema rappresa, di uova dorate, così delicata e lasciva e odorante di mille schegge di amore, si porta allo stomaco con la stessa gaia infelicità con cui si tagliano le unghie ai cani.&lt;br /&gt;E non che ai cani non importi delle unghie, ma hanno altri problemi più pressanti.&lt;br /&gt;L'ultimo che ho avuto è morto di crepacuore, pochi secondi prima che un tir lo spappolasse sulla Milano-Laghi. Avevo ben detto all'autista di accelerare. E' crudele far soffrire gli animali, amici fedeli, che come le donne, e gli uomini per loro, accudiscono fin oltre la morte il ricordo felice di un padrone magnanimo, che nutre, accarezza, gorgheggia sotto la doccia, ti tira il guinzaglio solo se necessario: non li lecca la merda per strada, non si annusa il culo alla signora, non si inseguono le proprie passioni, non si suona la fisarmonica di sabato, perché il villaggio aspetta la festa per restare deluso la domenica sera.&lt;br /&gt;E la gallina? Ripete il suo uovo per una crema rappresa d'inverno a Venezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lasciami dire quello che penso della tua scarsa propensione al litigio. Tu nascondi il coltello, seghettato e preciso, nel fondo delle tue brevi negazioni, "No". "No" vuole dire uccidi la&lt;br /&gt;discussione, uccidila con la parola stretta fra le mascelle caduche, negli spazi interdentali, avvinghiate al tartaro, cariate dalla tua ignavia, masticate dopo la pilucca, deglutite a fatica, digerite col Maalox, defecate col botto.&lt;br /&gt;Tu non parli in realtà, tu scorreggi dal buco sbagliato. Ti poni al livello dei germi del water, dialoghi forse con loro? O anche a loro dai quelle mezze risposte rachitiche, quei "no", e solo "no" senza neanche un tentativo di rima baciata, che con tutto quel residuo di parolacce mezze tritate in bocca, baciarti diventa una scommessa di gastroenterite, una prenotazione dal medico della mutua, mutuabile, muto, molto Mato grosso, malto e caffeina, riducono i denti in pappa, spesso col pomodoro. Viva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4896818234686661017?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4896818234686661017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/finch-la-barca-va_22.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4896818234686661017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4896818234686661017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/finch-la-barca-va_22.html' title='Finchè la barca va'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4879754555754187618</id><published>2008-02-22T12:18:00.001+01:00</published><updated>2008-02-22T12:18:46.180+01:00</updated><title type='text'>Lasciala andare</title><content type='html'>Non stare lì a tenerla come se fosse l'ultima e poi mai più. &lt;br /&gt;Il mare è pieno di pesci, esci dai luoghi comuni, entra in una casa privata e restaci. &lt;br /&gt;Ma lasciala, che senso ha legarla a te? ormai vuole andare, vuole separarsi, e allora lasciala. &lt;br /&gt;Che vada, che visiti il mondo giù nel frenetico rincorrersi di incroci chiassosi e chiassi silenziosi, lascia che percorra la sua strada, che si porti dove vuole, che se la porti il demonio, in quel posto segreto dove sempre finisce la storia.&lt;br /&gt;Vuole uscire? che esca, che vada, che voli lontano, un ricordo sbiadito di quello che è stata, quando tu la trovasti, la facesti voracemente parte di te.&lt;br /&gt;Ma il tempo trasforma le cose, il fisico ingrana la marcia e si sposta, il letto ora caldo diviene marmato, gelido e ambrato di riposo esaurito, col suono neanche troppo velato di una sveglia digitale.&lt;br /&gt;Lei preme per andarsene, vuole,lasciarti svuotato, dei succhi che già hanno contaminato un amore indicibile, rosso e grave, verde e leggero, serio, ridicolo, sbattuto ai 4 venti, illuso e immunizzato da anticrittogamici lesivi del bene e del pene, portati dal volo di un superleggero fremente di vento, lassù.&lt;br /&gt;Lei vuole andare, buttarsi giù per il tubo, calare, calandosi per corde sinuose, vuole esplorare altre facce nascoste. Lo faccia, si muova, scodinzoli all'altro, si metta, netta e pulita come mai è stata, alle suppliche vane del signor "tivogliobene"; che la lasci anche lui uscirsene a sera, a girar per locali a bere sapendo di birra e di vino. La lasci anche lui uscire davanti casa, lungo il fossato circondato di siepi, che rigogliose salgono verso il vertice, mentre vorticando risuona il verso morboso nei giochi dei passeri soli.&lt;br /&gt;Lasciala andare, non trattenerla, che vada a quel bel paese, formaggio mediocre di stagionatura rapida, lascia che fugga, che sprizzi, che cada e che schizzi...&lt;br /&gt;Orsù: falla 'sta cacca! che cacchio la tieni? che uscita dal culo e tirato poi lo sciacquone, possa andare a cagare anche io. &lt;br /&gt;La prossima casa, due bagni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4879754555754187618?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4879754555754187618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/lasciala-andare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4879754555754187618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4879754555754187618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/02/lasciala-andare.html' title='Lasciala andare'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-5141436870771202895</id><published>2007-11-08T17:15:00.000+01:00</published><updated>2007-11-12T17:55:58.647+01:00</updated><title type='text'>Una storia d'amore</title><content type='html'>La targhetta sulla porta diceva solo “Ubaldi”, nel campanello non c’era scritto neanche quello.&lt;br /&gt;Era già la terza o la quarta volta che andavo a suonare a quella porticina malmessa, tanto bassa che uno si chiede come facciano a passarci dei mobili durante un trasloco, un divano non passa, un letto poi…&lt;br /&gt;Il mio compito è ingrato, sono un ufficiale giudiziario, vado a giro fra povera gente o solo incauti acquirenti, per esigere un pagamento non evaso, una bolletta mai pagata, più spesso una rata scaduta da tempo lontano.&lt;br /&gt;Un compito ingrato dicevo, un lavoro di merda. Sempre gente anziana, o povera, o incazzata, spesso triste.&lt;br /&gt;Questo “Ubaldi”, Mariano di nome, sarà uno di loro.&lt;br /&gt;Stavolta mi apre; “Buongiorno, sono qui per la rata scaduta”&lt;br /&gt;Non una parola, abbassa gli occhi e mi fa segno di entrare.&lt;br /&gt;Mi porge una sedia, mi accomodo e lo guardo: un omino magro, tutto marrone; marrone la pelle rugosa, marrone il vestito spezzato, marroni le scarpe, la montatura degli occhiali. Ed è marrone il cappello, a riposo sull’appendiabiti. Si siede anche lui e accenna un sorriso rassegnato.&lt;br /&gt;Tiro fuori le carte, guardo la cifra, poche centinaia di euro, 326 per l’esattezza, che per lui Mariano Ubaldi devono significare parecchio, troppo.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno alla ricerca di qualcosa che abbia un valore, un oggetto magari non troppo importante per il suo proprietario, non vorrei portarmi via il televisore che a volte è l’unica compagnia per certi anziani, ma il problema è già risolto perché il televisore non c’è.&lt;br /&gt;Spesso lo nascondono in camera da letto. Io là non posso entrare e quindi nel caso riescono a salvarlo.&lt;br /&gt;Ma lui mi guarda e con un filo di voce mi fa: “non ho la televisione, se state cercando quella si è rotta tanto tempo fa. Ho una radio sul comodino ma non vale niente”.&lt;br /&gt;Annuisco. “Posso dare un’occhiata nelle altre camere?”&lt;br /&gt;“C’è solo la camera da letto e il bagno, la casa è tutta qui!”&lt;br /&gt;Lei può rifiutarsi, ma gradirei dare uno sguardo alla sua camera da letto”&lt;br /&gt;“Dottore, guardate dove volete, io aspetto qui.”&lt;br /&gt;Per qualche strano motivo mi sento curioso di quest’uomo, voglio vedere come vive, vorrei sapere come ha vissuto, temo di sapere come vivrà il poco che gli resta.&lt;br /&gt;Affacciato sulla porta vedo una camera più grande di come mi aspettavo, molto ordinata. Il letto matrimoniale è curato dignitosamente e perfettamente rifatto. Sul comodino la vecchia radio di cui mi aveva parlato, la foto di una donna sorridente ma non felice; la moglie di certo. Mariano è “vedovo” dice la scheda.&lt;br /&gt;Niente foto di bambini, niente figli, niente nipoti. Mariano è solo a quanto pare.&lt;br /&gt;“Senta, qui risulta che lei possiede un motociclo”&lt;br /&gt;“Ho una motocicletta sì” dice quasi come chi tradisce un amico.&lt;br /&gt;“Ho la mia motocicletta…” ripete, con lo sguardo abbassato, le mani strette.&lt;br /&gt;“E vale qualcosa?”&lt;br /&gt;“Per me molto più di quanto potrei spiegare”&lt;br /&gt;“Posso vederla?”&lt;br /&gt;Gli occhi dell’omino si illuminano e per un attimo sono la sola cosa non marrone della sua figura minuta e ritorta.&lt;br /&gt;“Davvero volete vederla?”&lt;br /&gt;Poi di colpo si rabbuia: “Volete prendervela, ho capito.”&lt;br /&gt;Non rispondo, ma certo l’intenzione è quella.&lt;br /&gt;Il mio è uno sporco lavoro, l’ho già detto, ti pensi abituato, ma fa sempre un certo effetto dover essere “professionale”, ligio e inflessibile.&lt;br /&gt;“Intanto vediamola” dico con un tono il più possibile rassicurante.&lt;br /&gt;Mi porta nella cantinetta in fondo alle scale. Sotto una coperta di lana a quadri si trova una moto bellissima. Una Guzzi 500 Astore praticamente nuova!&lt;br /&gt;“Non è possibile” dico ammirando quel capolavoro di motocicletta.&lt;br /&gt;“Questa moto è stata restaurata benissimo, pare appena uscita di fabbrica”&lt;br /&gt;L’omino mi guarda felice ma mi corregge: “Questa moto non è restaurata, sono io che la pulisco tutti i giorni da sessant’anni”.&lt;br /&gt;“Ma Lei si rende conto del valore di un oggetto simile?”&lt;br /&gt;“Dottore, Vi ho già detto che per me vale molto più di quanto possa mai dire”&lt;br /&gt;“Io sono un esperto, Le garantisco che non vale meno di 20.000 euro”&lt;br /&gt;“Ah…”&lt;br /&gt;“Per Lei sarebbe la fine delle preoccupazioni, potrebbe permettersi di pagare la rata scaduta, potrebbe ricomprarsi la tv, un vestito – mi perdoni – decente. Potrebbe vivere gli ultimi anni della sua vita in tranquillità”.&lt;br /&gt;“Venderla?”&lt;br /&gt;“Certo! In meno dieci minuti”&lt;br /&gt;“Dottore, Voi parlate così perché volete il mio bene, ma vedete, mia moglie morì che sono 15 anni, non ho figli né parenti, senza la mia moto io che vivrei a fare? Sono sessant’anni che la curo, la pulisco, le parlo, le tengo compagnia alla mia vecchiarella, per me è come una sorella. Voi vendereste vostra sorella? Lo fareste per ventimila o centomila euro?”&lt;br /&gt;“Ma non capisce che così facendo io devo pignorarla sua sorell… la sua moto?”&lt;br /&gt;“Dottore, certo che lo capisco. Ma così sarete Voi a prendermela, non io a venderla come fosse una cosa inanimata”.&lt;br /&gt;L’omino si avvicina alla Guzzi, le carezza la sella, rimane immobile per qualche minuto e poi mi dice: “la portate via subito? preferirei.”&lt;br /&gt;Lo guardo e lo vedo di colpo mille anni più vecchio e mille volte più solo.&lt;br /&gt;Faccio un lavoro di merda l’ho detto e ripetuto.&lt;br /&gt;Ma vedere la passione di una vita intera, le mille cure e le mille attenzioni, i ricordi e le gioie, la storia d’amore fra un uomo e la sua motocicletta cancellati per poche centinaia di euro, 326 per l’esattezza… mia moglie voleva il comò nuovo; dovrà aspettare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-5141436870771202895?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/5141436870771202895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/una-storia-damore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5141436870771202895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5141436870771202895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/una-storia-damore.html' title='Una storia d&apos;amore'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2343763722736998687</id><published>2007-11-02T17:40:00.000+01:00</published><updated>2007-11-02T17:42:27.195+01:00</updated><title type='text'>Il poster di Tenni</title><content type='html'>Tiro lentamente la frizione: cling, cling... cigola. &lt;br /&gt;Ha sempre cigolato, fin dal primo giorno. &lt;br /&gt;Cling, cling, un rumore antico, di motore fatto a mano. &lt;br /&gt;Quei motori che li guardi e pensi agli anni belli, delle prime scorrazzate in moto: niente casco, niente guanti e tutto il resto.&lt;br /&gt;Tu davanti e lei dietro, e intorno tanti altri come voi: lui davanti e lei dietro, niente casco, niente guanti e tutto il resto.&lt;br /&gt;Cling, cling... eccome se cigola. &lt;br /&gt;E mi scappa un pò da ridere se ripenso a come eravamo messi: soldi? niente, come sempre. &lt;br /&gt;E allora si saltava a piedi uniti sul tubo del distributore per far uscire le ultime gocce di benzina. E quando andava bene si mettevano 1000 lire, al tre.&lt;br /&gt;E si faceva il giro delle cabine per razzolare una moneta abbandonata e a volta capitava, non credete! Era come una caccia la tesoro: frugavi nello sportellino del "resto" e magicamente, una volta su cento, apparivano 50 o 100 lire.&lt;br /&gt;Su, su, non eravamo poveri fino a quel punto, ma vuoi mettere la soddisfazione? &lt;br /&gt;Cling, cling... senti come cigola. &lt;br /&gt;Il motore dicevo: vederlo mi ricorda quelle moto belle solide, fatte di ferro e pesanti, dai disegni improbabili, dalle selle di pelle finta, col bordino bianco, le cuciture stampate in rilievo, finte anche loro.&lt;br /&gt;Quelle moto col portapacchi e l'elastico coi ganci. Che quando l'aprivi... cling, cling... cigolava. &lt;br /&gt;E ci legavo i libri di scuola in quel portapacchi con l’elastico coi ganci. E la parcheggiavo in modo che potessi vederla dalla finestra della classe la mia Honda CB 400 Four; rossa.&lt;br /&gt;Me la ricordo pesante, anzi no: pesantissima. A vederla oggi sembra un dueecinquanta; o sono molto ingrassato io o tutto oggi è diventato più massiccio, più pesante.&lt;br /&gt;Dicono che sia dura questa frizione... cling, cling... cigola ancora. &lt;br /&gt;Dicono anche che il pompone vibra troppo, e perché non dovrebbe? &lt;br /&gt;Pulsa, sbuffa, freme e... vibra un pò d’accordo. &lt;br /&gt;In una parola: vive, non sta fermo un attimo come un ragazzino, scalpita, scalcia, è gioioso. Proprio come un bambino, forse un po’ birbante, ma simpatico.&lt;br /&gt;Dicono anche che anche le sospensioni sono troppo "dure". Che “le buche si sentono tutte”. Forse vorrebbero sentirne solo la metà, o tre quarti?&lt;br /&gt;Se le ricordano le sospensioni, parola grossa, di quelle moto là? &lt;br /&gt;Mah... mi chiedo cosa sia rimasto di quei motociclisti nei poster in cameretta. &lt;br /&gt;La frizione è troppo dura, le sospensioni pure, la marmitta scalda, il motore strappa, troppa aria addosso, troppa acqua quando piove, troppo fumo quando fuma… non dico che si debba fare gli eroi alla Tenni, lui sta bene nel poster, ma una moto qualche disagio deve poterlo procurare, è nel suo diritto. Con tutto quello che ci dà…&lt;br /&gt;E' che non si è mai contenti, tutto ci sembra dovuto, forse non vogliamo ricordare com’era tanti anni fa. &lt;br /&gt;Cling, cling... cigola, cigola, abbi almeno tu il coraggio di non preoccuparti se sei ancora dura come un tempo, se sembri ancora una cosa fatta a mano, come quelle moto belle solide, fatte di ferro e pesanti; e mi par di vedermi, io davanti e lei dietro, niente casco, niente guanti. E tutto il resto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2343763722736998687?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2343763722736998687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/il-poster-di-tenni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2343763722736998687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2343763722736998687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/il-poster-di-tenni.html' title='Il poster di Tenni'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4980091810209831896</id><published>2007-11-02T17:32:00.000+01:00</published><updated>2007-11-08T17:20:09.316+01:00</updated><title type='text'>Chattiamo?</title><content type='html'>[PU]Salve, è la mia prima volta in chat...&lt;br /&gt;[AF]Ciao&lt;br /&gt;[PU]Come ti chiami?&lt;br /&gt;[AF]Abdrea&lt;br /&gt;[PU]Anch'io mi chiamo Andrea&lt;br /&gt;[AF]no, guarda che io mi chiamo Abdrea, non Andrea&lt;br /&gt;[PU]strano nome&lt;br /&gt;[AF]i miei genitori erano degli originali&lt;br /&gt;[PU]un pò sì&lt;br /&gt;[AF]mi hanno dato questo nome dopo aver visto un film&lt;br /&gt;[PU]una commedia?&lt;br /&gt;[AF]no, "qualcuno volò sul nido del cuculo"&lt;br /&gt;[PU]capisco&lt;br /&gt;[AF]un bel film&lt;br /&gt;[PU]senza dubbio&lt;br /&gt;[AF]a me è piaciuto&lt;br /&gt;[PU]anche a me; è incredibile come due persone che non si conoscono possano discutere e confrontarsi civilmente attraverso la rete e scoprire magari che hanno interessi comuni, passioni simili, nomi quasi uguali...&lt;br /&gt;[AF]già, hai ragione; mille miglia lontano dalle baruffe chiozzotte della televisione o dalle divisioni stupide per motivi futili come una partita di calcio&lt;br /&gt;[PU]hai proprio colto nel segno, che bello poter chiaccherare senza pregiudizi e in tutta serenità… ma dimmi di dove sei?&lt;br /&gt;[AF]di Matera&lt;br /&gt;[PU] qualcuno volò sul nido del lucano&lt;br /&gt;[AF]non fa ridere&lt;br /&gt;[PU]era uno scherzo&lt;br /&gt;[AF]e poi lucano sembra tucano e non cuculo&lt;br /&gt;[PU]hai ragione&lt;br /&gt;[AF]chissà come si pronuncia...&lt;br /&gt;[PU]cosa?&lt;br /&gt;[AF]cuculo: si dirà cùculo o cucùlo&lt;br /&gt;[PU] non saprei, credo cùculo&lt;br /&gt;[AF]anche io non saprei&lt;br /&gt;[PU]possiamo deciderlo noi, chi ce lo vieta?&lt;br /&gt;[AF]bene, allora cucùlo&lt;br /&gt;[PU]avrei preferito cùculo&lt;br /&gt;[AF]ma cùculo sa di cuccù&lt;br /&gt;[PU]e cucùlo sa di frocio&lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire?&lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto&lt;br /&gt;[AF]qualcuno volò sul nido del cùculo... non suona bene&lt;br /&gt;[PU]qualcuno volò sul nido del cucùlo... sa di frocio, non c'è niente da fare&lt;br /&gt;[AF]ma il film non era sui froci?&lt;br /&gt;[PU]no era sui manicomi&lt;br /&gt;[AF]sì, erano pazzi, ma anche froci, o no?&lt;br /&gt;[PU]non mi pare proprio&lt;br /&gt;[AF]a me sembra proprio di sì invece&lt;br /&gt;[PU]beh, non potrei giurarci, ma mi pare proprio di no&lt;br /&gt;[AF]sì, sì, parlava di froci maniaci sessuali&lt;br /&gt;[PU]se ne sei convinto...&lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire?&lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto&lt;br /&gt;[AF]ma lo sai che mi stai sulle balle?&lt;br /&gt;[PU]anche te e non poco&lt;br /&gt;[AF]tu e il tuo cùculo di questa minchia&lt;br /&gt;[PU]te e il tuo cucùlo da culattoni&lt;br /&gt;[AF]ma vai a cagare&lt;br /&gt;[PU]sì perché io col culo ci cago e basta&lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire?&lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto, frocione!&lt;br /&gt;[AF]ma vaffa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]sei sparito eh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]cagasotto culattone...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]allora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]te lo dò io il cucùlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]nel culo te lo dò... e ti è andata ancora bene che fra 5 minuti c'è la partita su sky... e poi in che cazzo di campionato gioca il Matera?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU] mah, sarà in promozione... che due palle 'sta chat...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIPROVIAMO...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[PU]Salve, rieccomi in chat... &lt;br /&gt;[AF]Ciao &lt;br /&gt;[PU]Come ti chiami? &lt;br /&gt;[AF]Baldovino &lt;br /&gt;[PU]io mi chiamo Andrea &lt;br /&gt;[AF]Andrea come "lo chiameremo Andrea" &lt;br /&gt;[PU]meglio non parlare di film &lt;br /&gt;[AF]perché? &lt;br /&gt;[PU]non ho bei ricordi con un film in chat... &lt;br /&gt;[AF]ti hanno dato questo nome dopo aver visto quel film? &lt;br /&gt;[PU]"qualcuno volò sul nido del cuculo"? &lt;br /&gt;[AF]no, "lo chiameremo Andrea" &lt;br /&gt;[PU]ah capisco &lt;br /&gt;[AF]è un bel film &lt;br /&gt;[PU]senza dubbio &lt;br /&gt;[AF]a me è piaciuto &lt;br /&gt;[PU]anche a me; non è bello come persone che non si sono mai incontrate possano parlare e avere un contraddittorio civile attraverso internet e discutere di interessi comuni, passioni simili...&lt;br /&gt;[AF]è proprio vero, hai ragione; a chilometri di distanza dalle risse televisive, o dalle stupide questioni da bar sport dove si litiga magari per un incontro di pallone&lt;br /&gt;[PU]c'hai preso in pieno, che gusto nel poter discorrere senza preconcetti e discriminazioni, ma dimmi di dove sei? &lt;br /&gt;[AF]di Gubbio &lt;br /&gt;[PU]è un bel posto? &lt;br /&gt;[AF]è una città un pò cupa &lt;br /&gt;[PU]e c'è parecchia "upupa" (e ho fatto la rima)? &lt;br /&gt;[AF]dobbiamo sempre parlare di sesso noi maschi? &lt;br /&gt;[PU]hai ragione &lt;br /&gt;[AF]e poi chissà come si pronuncia... &lt;br /&gt;[PU]cosa &lt;br /&gt;[AF]upupa: si dirà ùpupa o upùpa? &lt;br /&gt;[PU]non saprei, credo upùpa &lt;br /&gt;[AF]anche io non saprei &lt;br /&gt;[PU]decidiamolo noi, chi ce lo impedisce? &lt;br /&gt;[AF]bene, allora ùpupa &lt;br /&gt;[PU]ritengo migliore upùpa &lt;br /&gt;[AF]ma upùpa sa troppo di tetta, zinna, poccia, poppa &lt;br /&gt;[PU]e ùpupa invece sa proprio di frocio &lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire? &lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto &lt;br /&gt;[AF]lo chiameremo upùpa... non suona bene &lt;br /&gt;[PU]lo chiameremo ùpupa... sa di frocio, mi dispiace &lt;br /&gt;[AF]ma cosa c'entra ùpupa coi froci? &lt;br /&gt;[PU]è un nome da pazzi frocioni &lt;br /&gt;[AF]passino i pazzi, ma perché anche froci? &lt;br /&gt;[PU]frocioni, non froci semplici &lt;br /&gt;[AF]non è molto diverso, mi pare &lt;br /&gt;[PU]beh, a me pare proprio di sì &lt;br /&gt;[AF]non ci vedo proprio 'sta gran differenza &lt;br /&gt;[PU]comincio a capire perché... &lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire? &lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto &lt;br /&gt;[AF]ma lo sai che mi stai sui coglioni? &lt;br /&gt;[PU]anche te e parecchio &lt;br /&gt;[AF]tu e il tuo upùpa di questa fava &lt;br /&gt;[PU]te e il tuo ùpupa da checche sghembe &lt;br /&gt;[AF]ma vai un pò affanculo &lt;br /&gt;[PU]no, perché io col culo ci cago soltanto &lt;br /&gt;[AF]cosa vorresti dire? &lt;br /&gt;[PU]quello che ho detto, ciucciacazzi! &lt;br /&gt;[AF]ma vammorìamm... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU]sei scappato eh? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU]frociaccio paurosetto... &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU]dunque? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU]te lo dò io l'ùpupa! &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU]nelle mele te lo dò... e sei fortunato che che fra 10 minuti c'è la Champion sulla Rai... e poi in che campionato gioca il Gubbio?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;[PU] mah, sarà in 1° categoria... che due palle 'sta chat...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4980091810209831896?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4980091810209831896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/chattiamo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4980091810209831896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4980091810209831896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/11/chattiamo.html' title='Chattiamo?'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3071376938941692851</id><published>2007-10-04T18:33:00.000+02:00</published><updated>2009-05-29T11:31:17.043+02:00</updated><title type='text'>Nuovo cinema italiano</title><content type='html'>Oh... eccheccazzostaifacendo?&lt;br /&gt;E... atechettenefrega?&lt;br /&gt;Ma... sipuòsaperechevuoi?&lt;br /&gt;Bello... anvedidannatteneaffa!&lt;br /&gt;Ehi... mistaiapigliapelculo?&lt;br /&gt;Senti... tannomaidettochesembriunmaiale?&lt;br /&gt;Ascolta... facciadecazzovuoiciucciare?&lt;br /&gt;Maperchènonandateacagaretuttiedue?&lt;br /&gt;Eatechicacchiothachiamato?&lt;br /&gt;Machiamatoilcacchiochemepareame!&lt;br /&gt;Machithasciolto?Lanimacciadelimortaccitua?&lt;br /&gt;Lasciastarelimortimiaepensaarbudellodetumà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STOP!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come è andata? Ha colto il senso drammaturgico verista della commedia?&lt;br /&gt;Ha notato l'uso preminente di locuzioni volgari, atte a determinare nello spettatore quel senso di immota proverbialità del lessico arcaico?&lt;br /&gt;Ha assorbito tutta la verace veridicità dell'espressionismo vernacolare, che risuona imperioso nei vicoli di ogni nostra passata esperienza uditiva?&lt;br /&gt;Che ne pensa, dunque?"&lt;br /&gt;"Mah... più che altro... c'avessicapitounamazza!&lt;br /&gt;Comunque il figlio del produttore è Lei... facciaunpòcomecazzoLepare!&lt;br /&gt;'Namo che si gira! Addostanno le comparse?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3071376938941692851?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3071376938941692851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/nuovo-cinema-italiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3071376938941692851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3071376938941692851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2008/10/nuovo-cinema-italiano.html' title='Nuovo cinema italiano'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-665007785940045856</id><published>2007-09-26T18:19:00.000+02:00</published><updated>2007-09-26T18:21:03.126+02:00</updated><title type='text'>Eutanasia</title><content type='html'>Oggi ero a casa di mia madre a pranzo. &lt;br /&gt;In bagno ponzando, leggevo comodamente una rivista quando un moscone ha iniziato a volteggiare per la stanza. Un grosso moscone nero.&lt;br /&gt;Sulla parete c'è uno specchio e il moscone ha iniziato una buffissima danza: alternativamente si buttava a capofitto ora contro lo specchio, ora contro il vetro della finestra; cercava disperatamente di uscire e nessuno gli ha spiegato che non si può passare attraverso il vetro a meno di non essere "Supermoscone" l'eroe dei fumetti.&lt;br /&gt;Pam! zzzzzzZZZZZZ PAM! zzzzzzzZZZZZ Pam!  zzzzzzzzZZZZ PAM! &lt;br /&gt;(in cui Pam! è lo specchio e PAM!, maiuscolo, è la finestra) &lt;br /&gt;Lo guardavo accanirsi contro quelle superfici lisce e ingannatrici con un misto di stupore e divertimento. &lt;br /&gt;Si posava qualche secondo, forse per riprendersi dalle capocciate e poi ripartiva: Pam! zzzzzzZZZZZZ PAM! zzzzzzzZZZZZ Pam! zzzzzzzzZZZZ PAM!&lt;br /&gt;Finestra-specchio, finestra-specchio, finestra-specchio; &lt;br /&gt;un'altra pausa (immagino col fiatone grosso) e poi via: Pam! zzzzzzZZZZZZ PAM! zzzzzzzZZZZZ Pam!  zzzzzzzzZZZZ PAM! &lt;br /&gt;Finestra-specchio, finestra-specchio, finestra-specchio; &lt;br /&gt;Intanto io avevo finito quello che dovevo fare. &lt;br /&gt;E ho cominciato a riflettere: "potrei aprirgli la finestra e lasciarlo volare via verso la campagna", magari ha dei moschini che lo aspettano a casa, una moglie moscona che sta aspettando il marito moscone in ansia, trepidando sibilante.&lt;br /&gt;Ma cacchio è solo uno sporco, schifoso moscone merdaiolo, di quelli che ti rompono i coglioni quando mangi, che ti entrano in camera 10 secondi prima che tu chiuda la finestra e ti ronzano attorno di notte...&lt;br /&gt;Vabbè, decido di aprire la finestra e liberarlo da quella tortura di Pam! e PAM!. &lt;br /&gt;Spalanco la finestra e aspetto. &lt;br /&gt;Macchè: l'insettaccio inizia a sbatacchiarsi contro lo specchio e caca a zero la finestra; &lt;br /&gt;zzzzzzzzZZZZ Pam! zzzzzzzzZZZZ Pam! zzzzzzzzZZZZ Pam! &lt;br /&gt;Ma allora sei idiota! &lt;br /&gt;Cerco sbracciandomi di farlo uscire dalla finestra ma ottengo solo che si posi sui travi del soffitto. &lt;br /&gt;Stupido animale! &lt;br /&gt;Poi riparte: zzzzzzzzZZZZ Pam! zzzzzzzzZZZZ Pam! zzzzzzzzZZZZ Pam!  &lt;br /&gt;Torna a accanirsi contro lo specchio ignorando completamente la finestra. Poi capisco... &lt;br /&gt;Arrotolo la rivista, mi avvicino: PUM! &lt;br /&gt;Fine del moscone; aveva deciso di suicidarsi a capocciate, e io non sopporto veder soffrire gli animali. Eutanasia. &lt;br /&gt;Sarà d'accordo il Vaticano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-665007785940045856?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/665007785940045856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/09/eutanasia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/665007785940045856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/665007785940045856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/09/eutanasia.html' title='Eutanasia'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1322603913649563800</id><published>2007-08-06T12:49:00.002+02:00</published><updated>2008-10-13T12:39:51.116+02:00</updated><title type='text'>Ombre di Centauri</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Giri la chiave e metti in moto.&lt;br /&gt;Il motore con qualche incertezza si avvia, sussultando timido si prende il silenzio per sé, ma ti ripaga col suono dei suoi cilindri, due per l'esattezza e non a caso ma per scelta; due come le anime del motociclista: una vino e una d'acqua, una adulta e una bambina, una fredda e una di fuoco.&lt;br /&gt;Quel suono di motore stona nella calma del mattino, con il suo gridare ansante e privo di ogni inibizione. E lui, il motore, scricchiolando aumenta di giri e di potenza, lasciandoti assorto ad ascoltare la sua veemenza, il suo girare intenso e misterioso, la sua stessa entità che riproduce, mille e mille volte al minuto, il periplo della voglia di libertà che ti porti dentro e che non riesci altrimenti ad esprimere.&lt;br /&gt;I pneumatici ancora freddi si muovono piano, con soggezione ascoltano l'asfalto, ne registrano le imperfezioni, ne sentono i lamenti, le buche, i dossi, i tagli delle crepe, le ferite dei tombini.&lt;br /&gt;Quei pneumatici che una volta caldi e pastosi si incolleranno, fedeli, a quello stesso asfalto martoriato o liscio che sia, e ci porteranno ancora dove lo sguardo ci guida, unico appoggio sicuro, se mai sicuro sarà, fuori dalla curva, su per la salita, certo ancora di conoscere quella strada come le tue tasche, certo ancora di provare quella ebbrezza indimenticabile che invece vuoi dimenticare ogni volta, per poi ogni volta riscoprirla come nuova, e vivere questa ennesima volta coma la prima, non volendo sapere che se c’è sempre una prima volta ci deve essere per forza anche un’ultima.&lt;br /&gt;La moto scorre e ti guardi scorrere con lei nell’ombra che ti si proietta davanti e che si lascia sorpassare col girare della strada, si allunga, si ritrae sconfitta, ma si acquieta furtiva e ripassa a condurre alla prima curva a sinistra.&lt;br /&gt;E il cambio docile, svelto nell’innesto, rumoroso solo andando piano, innaturale condizione di rifiuto della moto come belva allo stato brado, che cerchiamo di far vivere in cattività e mal ci riusciamo, perché quando saliamo in sella non siamo più uomini, ma Centauri, mitiche creature narrate dai poeti, inumane bestie alla ricerca del fulmine, alla scoperta del fuoco, quello stesso eterno fuoco che ruggisce di dentro e che ci grida nel casco chiuso, ci appanna la visiera e la mente, aggrada la vista e l’olfatto, cervello e stomaco, e li unisce in un solo convulso battito del cuore: la moto, la strada, la vita che fugge felice e che si curva piegando.&lt;br /&gt;Felice, felice, quante altre volte puoi dirti felice? Quante altre volte puoi sorridere solo per il vento che ti batte addosso, per una curva d’asfalto, un passaggio ben fatto, un rumore di bielle e pistoni tonanti, che sale, esplodendo si spande, ti accora e ti scioglie, mentre dai gas, e solo dando quel gas, solo puntando alla vetta, al passo più alto, solo scalando e frenando e piegando e dandone ancora di gas, e ancora e ancora, puoi pensarti felice.&lt;br /&gt;E dentro i caschi dei Centauri, si accumulano quei pensieri felici; sono sì i ricordi di viaggi, di uno o di cento chilometri, da soli o con altri amici, che ci tornano davanti agli occhi umidi, ma anche i progetti di viaggi futuri, di cento o di mille chilometri, che già vivono nelle nostre menti cucciole, già hanno diritto di cittadinanza nello stato libero di Nostra Speranza. E questi pensieri felici si incastrano fra la calotta cranica e quella in fibra del casco, si attaccano al polistirolo e credo, voglio credere, che con questi pensieri felici il casco ci protegga di più, la morte sia più lontana.&lt;br /&gt;Perché ognuno di noi ha un amico, un fratello Centauro che non risponde più all’appello al raduno, che non si ingarella più con le ombre, ma è ombra lui stesso; per lui e per tutti loro, ombre di Centauri, noi alziamo la gamba ad ogni tramonto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1322603913649563800?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1322603913649563800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/08/ombre-di-centauri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1322603913649563800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1322603913649563800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/08/ombre-di-centauri.html' title='Ombre di Centauri'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8781449983305872630</id><published>2007-07-23T10:10:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:39:39.831+02:00</updated><title type='text'>Est, Est, Est, telecomandi e figure di m...</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;"Allora io vado..."&lt;br /&gt;"Divertiti!"&lt;br /&gt;"Bacio, bacio, bacio, ciao a tutti, ci vediamo stasera".&lt;br /&gt;Finalmente sabato pomeriggio, finalmente moto.&lt;br /&gt;Andrea: con calma!&lt;br /&gt;Non ci corre dietro nessuno, abbiamo tutto il pomeriggio e se ci butta bene magari restiamo fuori anche per un panozzo.&lt;br /&gt;Dopo una settimana intera di lavoro, dopo tutti i dopocena in famiglia, il sabato è mio e lo gestisco io.&lt;br /&gt;Prima cosa controllo pressione gomme:&lt;br /&gt;davanti siamo a 2.1... hmmm...  sarebbe più corretto 2.2, anche se alcuni teorizzano una moderata riduzione della pressione con temperature estive. Quindi potrei lasciare 2.1.&lt;br /&gt;Ammesso che il manometro sia attendibile.&lt;br /&gt;Potrei gonfiare di 0.5 e portarmi su un salomonico 2.15...&lt;br /&gt;Per ora facciamo così, poi prima di partire magari ci torno sù.&lt;br /&gt;Dietro 2.5... perché 2.5??? Ero sicuro di averla gonfiata a 2.4!&lt;br /&gt;Ehi manometro... mi pigghi pe u culu?&lt;br /&gt;Mai messo a 2.5&lt;br /&gt;Comunque sia qui mettiamo a 2.4, valore standard e andiamo sul sicuro... però davanti ho messo a 2.15&lt;br /&gt;si potrebbe creare uno sbilanciamento...&lt;br /&gt;queste sono abituate ad andare in coppia, 2.2 e 2.4;&lt;br /&gt;se davanti è 2.15 dietro dovrei mettere 2.35. E vada, 2.35.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Livello dell'olio: mi pare un pò sotto... ma cazzo! questo cavalletto pende a destra!  Sarà inclinato almeno 5° rispetto all'asse, il che significa... allora pende a destra, perciò l'olio sembra di meno, no di più... un momento, un momento... allora: pende a destra...&lt;br /&gt;se pende a destra l'olio sale (e pepe), quindi sembra di più, e se è sotto il livello allora...&lt;br /&gt;Subito il rabboccooo!&lt;br /&gt;Mamma mia ho viaggiato chissà quanto sotto il minimo, con 40 gradi all'ombra... assassino... assassino.&lt;br /&gt;Ma se la moto pende a destra, come faccio a stabilire il giusto livello? Devo farla stare dritta.&lt;br /&gt;Un mattone sotto il laterale. Ma dove lo trovo un mattone?&lt;br /&gt;Nell'orto di Sergio! Giusto, lui ha sempre tutto.&lt;br /&gt;Ecco un mattone, maronna che caldo, sono fradicio.&lt;br /&gt;Dunque ora è dritta... 'orca! qui mancherà mezzo chilo come minino. Giù... glu, glu, glu, glu... merda ora è troppo.&lt;br /&gt;E come lo tolgo?&lt;br /&gt;Porcaccio mondo schifo... carta assorbente, l'arrotolo e per osmosi... una sega, per osmosi faccio notte!&lt;br /&gt;Lo aspiro con l'infiascatore del vino, poi lo butterò via.&lt;br /&gt;Basta fare attenzione a non aspir... coff...&lt;br /&gt;che schi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(20 minuti dopo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, la pressione è a posto, l'olio (bleaaaa) è a livello, posso prepararmi.&lt;br /&gt;Calzini antisudore, pantaloni traforati estivi, stivali racing... e già sto morendo di caldo... giacchetto semi estivo, casco per niente estivo, guanti, chiudo il garage, monto in sella e parto.&lt;br /&gt;Mi fermo subito perché ho scordato il cellulare in garage.&lt;br /&gt;"Mi raccomando portati il telefonino, se ho bisogno di chiamarti..."&lt;br /&gt;Riapro garage, prendo telefonino, richiudo garage.&lt;br /&gt;Riparto. Ritorno subito: lasciato portafoglio tasca pantalone.&lt;br /&gt;Riapro garage, prendo portafoglio, richiudo garage.&lt;br /&gt;Riparto. Arrivo al cancello. Parte il primo vero moccolo della giornata. Dimenticato telecomando cancello in macchina.&lt;br /&gt;Chiave macchina trovasi in luogo da stabilire.&lt;br /&gt;Sono un pozzo di sudore, stanchissimo e non sono ancora uscito dal piazzale.&lt;br /&gt;In più sono incazzato come una biscia zitella e ho bisogno di calmarmi. Riapro garage. Mi tolgo tutto l'armamentario e rimango in mutande e maglietta. Fresco.&lt;br /&gt;Ho sete.&lt;br /&gt;Mi ricordo d'un tratto del vino bianco che avevo messo al fresco nel frigo in cantina.&lt;br /&gt;Prendo una bottiglia di Est Est Est, ritorno in garage, tiro giù un materasso degli ospiti e mi sdraio a frescheggiare fra un gotto e l'altro. Sono le 16,30.&lt;br /&gt;Alle 21 e 15 apro gli occhi e vedo mia moglie chinata su di me, i miei figli che mi guardano spauriti.&lt;br /&gt;"sentivo un rumore strano venire dal garage, tu non tornavi, non rispondevi al cellulare..."&lt;br /&gt;"Eeeh? cofa? che rumove?"&lt;br /&gt;"Russavi. Ma non sei andato in moto? Non dirmi che hai passato qui tutto il pomeriggio!"&lt;br /&gt;"Come no? Eeeee, ho fatvo un givo... una ssudata... ma mi fono divertittto... ah, la moto: che mevaviglia!"&lt;br /&gt;Mia moglie mi guarda sconfortata, io sono in mutande, con un tasso alcolico non camuffabile, riesco a malapena ad articolare parole intellegibili, ho un rigoletto di bava all'angolo della bocca e sono sdraiato a terra accanto alla moto tipo S. Paolo folgorato sulla via di Damasco; lei prende dalla tasca il mio telecomando del cancello e me lo dondola davanti alla faccia.&lt;br /&gt;Scuotendo il capo dice: "andiamo a casa bambini che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;oggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt; il babbo si è stancato tanto in moto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel vino non doveva essere molto buono: mi viene da vomitare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8781449983305872630?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8781449983305872630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/est-est-est-telecomandi-e-figure-di-m.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8781449983305872630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8781449983305872630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/est-est-est-telecomandi-e-figure-di-m.html' title='Est, Est, Est, telecomandi e figure di m...'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1033435873510632257</id><published>2007-07-20T10:18:00.002+02:00</published><updated>2009-05-21T12:55:14.630+02:00</updated><title type='text'>Come la zanzara</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Sto andando a lavoro come al solito. Come al solito in leggero ma noioso ritardo. Come al solito assonnato, stanco, senza nessuna voglia. Amaro in bocca, quasi fuggito di buio, mentre tutti ancora dormono, dopo appena visto le ombre dei bambini nei letti vicini, appena dopo sentito l'odore di casa che sfuma dalla porta aperta e si riversa giù per le scale nel giardinetto di fronte.&lt;br /&gt;Sono quasi le cinque. E' freddo, buio, ma non è più notte per me.&lt;br /&gt;Come al solito.&lt;br /&gt;Ma stavolta decido che prendo la moto.&lt;br /&gt;Cerco un solo motivo razionale che giustifichi di lasciare a casa l'auto e non lo trovo.&lt;br /&gt;L'auto ha il riscaldamento, la radio, è comoda, già pronta, basta entrare e partire.&lt;br /&gt;La moto no. Va svegliata con cura, scaldata con calma.&lt;br /&gt;Ti devi bardare come un cavaliere ninja, e perdi quei minuti preziosi che ti avrebbero fatto arrivare, se non in orario, almeno "quasi" in orario.&lt;br /&gt;Parto più silenzioso che posso e mi accorgo ancora più del solito, di come tutto dorma intorno.&lt;br /&gt;Ancora più del solito sento il peso di una giornata che inizia già scritta nel suo ripetersi uguale, che pare infinito, ma che infinito non può essere. Non può essere l'infinito un così misero ripetersi di giorni così miseramente inutili.&lt;br /&gt;Guidare la moto mi distoglie da pensieri plumbei e mi sento già meglio. Meglio del solito.&lt;br /&gt;E meglio del solito mi pare la strada che porta al lavoro.&lt;br /&gt;Mi sembra meno banale, più tortuosa, più divertente da fare.&lt;br /&gt;Sembra più vicino il lavoro, devo già uscire al prossimo svincolo.&lt;br /&gt;Ci ho messo meno, meno del solito. Ma mi fermo un istante poco dopo l'uscita; spengo il motore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà stata lei, la moto, non so. Non ho più voglia di andare a lavoro; resto con lo sguardo fisso sul cruscotto per non so quanto tempo; poi mi sporgo e mi guardo riflesso nello specchietto; e noto, appena accennato, un sorriso;&lt;br /&gt;un sorriso appena appena, che bisogna farci davvero attenzione per notarlo.&lt;br /&gt;Metto in moto e riparto, rientro in superstrada, dirigo verso nord. Via, via, via, via, VI-AAAA.&lt;br /&gt;Sento il vento pungente, apro la visiera per sentirlo ancora di più, per poter urlare "non sto piangendo, è questo vento che mi fa lacrimare!" e urlo ancora, e spingo il motore a quanto ne ha: 100, 150, 200 chilometri all'ora e continuo a urlare, urlare, urlare.&lt;br /&gt;Vada a farsi fottere il lavoro, la gentaglia di tutto il mondo, e tutto il mondo.&lt;br /&gt;Passo a tutta velocità le altre uscite utili.&lt;br /&gt;Voglio arrivare fino a Capo Nord, voglio lasciarmi dietro tutto il buio, l'uscire di notte come Nicodemo, quasi con vergogna, il mondo a cui giro intorno, e che non mi attrae più perché sono un satellite impazzito, la luna di Spazio 1999; e fuggo via fino ai confini della terra, dove inizia il grande mare, dove il sole impazzisce. Forse anche lui, mi dico, si è rotto i coglioni di doversi alzare al buio e di doverlo fare in orario.&lt;br /&gt;Lassù a Capo Nord anche il sole è libero dalle catene del cielo.&lt;br /&gt;Libero, come vorrei essere libero. Correre senza paura di cadere, mangiare senza paura di ingrassare, amare senza paura di ricordare, vivere senza paura di morire. Vivere, ci vuole coraggio, spesso più che a morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultima uscita utile è a 700 metri. Accelero ancora.&lt;br /&gt;500 metri. La mano destra stretta alla manopola ha un'esitazione. 150 metri. 140, 130, 120, 110, 100, 90, 80 metri... tolgo gas. Piano piano, per inerzia la moto rallenta.&lt;br /&gt;Metto la freccia, esco. Anche oggi non ho abbastanza coraggio per vivere. Ma oggi ho tolto il gas a 80 metri dall'uscita. Ieri l'avevo tolto a 110 metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sono qui al lavoro come al solito.&lt;br /&gt;Più arreso del solito, mentre schiaccio un'altra zanzara.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1033435873510632257?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1033435873510632257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/come-la-zanzara.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1033435873510632257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1033435873510632257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/come-la-zanzara.html' title='Come la zanzara'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6730418043248380356</id><published>2007-07-20T08:16:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:39:06.966+02:00</updated><title type='text'>Stato d'anima</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;ho solo dolore che mi pende dagli occhi&lt;br /&gt;che con altro dolore mi scende sul collo&lt;br /&gt;si spande, come fuoco di pagliai in fumo&lt;br /&gt;si erge come un membro di cavallo&lt;br /&gt;nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho solo rancore che mi scappa di bocca&lt;br /&gt;mentre altro rancore mi esce dal naso&lt;br /&gt;a ferire il mio stesso riflesso nell'acqua&lt;br /&gt;del cesso, in cui sto vomitando&lt;br /&gt;mille pezzetti di cuore &lt;br /&gt;sbranato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho solo rimorso che punge le orecchie&lt;br /&gt;con altro rimorso che mi strozza in gola&lt;br /&gt;le grida volanti di aquile cieche&lt;br /&gt;che lascia al ricordo il compito ingrato&lt;br /&gt;di togliere e aggiungere lasciando immutato &lt;br /&gt;il totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho solo la rabbia che scuote le mani&lt;br /&gt;con altra rabbia che a malapena si tiene&lt;br /&gt;che freme, che trema, che preme, che trama&lt;br /&gt;e cospira delitti ai danni del tempo&lt;br /&gt;diletta compagna che io solo conservo&lt;br /&gt;rinchiusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho solo la morte annoiata che aspetta &lt;br /&gt;con altre morti in sala d'attesa&lt;br /&gt;che mi passi quel briciolo di voglia di vita&lt;br /&gt;quel filo di ragno che la tiene attaccata&lt;br /&gt;come una sanguisuga, sul mio collo&lt;br /&gt;piegato.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6730418043248380356?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6730418043248380356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/stato-danima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6730418043248380356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6730418043248380356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/stato-danima.html' title='Stato d&apos;anima'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-6099428622525701555</id><published>2007-07-05T09:37:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T10:42:32.355+02:00</updated><title type='text'>Accordati di me</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/Ro3--3owIiI/AAAAAAAAAAU/PHz3JDQ0aI4/s1600-h/PICT0038_1_1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/Ro3--3owIiI/AAAAAAAAAAU/PHz3JDQ0aI4/s400/PICT0038_1_1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083999910411379234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-6099428622525701555?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/6099428622525701555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/blog-post.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6099428622525701555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/6099428622525701555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/07/blog-post.html' title='Accordati di me'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_6uE7Jjgc7C4/Ro3--3owIiI/AAAAAAAAAAU/PHz3JDQ0aI4/s72-c/PICT0038_1_1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4137296498395584851</id><published>2007-06-05T18:01:00.000+02:00</published><updated>2007-06-05T18:06:08.590+02:00</updated><title type='text'>Preghiera</title><content type='html'>Ho una mela qui sul comodino, e mi dico:&lt;br /&gt;Dio ti prego toglici il libero arbitrio, ti rendo la tua mela, mi libero della conoscenza, ma tu liberaci dalla libertà di scegliere il bene e il male.&lt;br /&gt;Tanto ormai lo avrai capito: in tutti queste migliaia di anni non siamo stati capaci di scegliere quasi mai il giusto, di valorizzare il bene, di allontanare la parte peggiore di noi.&lt;br /&gt;Guarda cosa abbiamo fatto alla terra, distrutta, inquinata, surriscaldata, calpestata, divisa, recintata, bombardata, contesa, sotterrata;&lt;br /&gt;guarda cosa facciamo ogni giorno agli altri uomini, uccisi, torturati, rapiti, violentati, esiliati, sottomessi, seviziati, schiavizzati, incarcerati, derisi, saltati in aria, sterminati, fucilati, impiccati, decapitati, sgozzati;&lt;br /&gt;guarda, se hai il coraggio, quello che facciamo ai bambini, sfruttati, affamati, malati, mutilati, seviziati, denutriti, contaminati, infettati, ammazzati, abusati, trapiantati, venduti;&lt;br /&gt;guarda cosa facciamo alle donne, mutilate, castrate, legate, picchiate, offese, violentate, sottomesse, lobotomizzate, allontanate, scacciate, velate, legate, lapidate, annientate, obbligate, rotte, stuprate;&lt;br /&gt;guarda quello che facciamo agli animali, legati, vivisezionati, abbandonati, picchiati, usate come cavie, spellati, mangiati, estinti;&lt;br /&gt;guarda cosa facciamo alle idee, censurate, bandite, proscritte, esiliate, confinate, espulse, ostracizzate, purgate, epurate, riviste e corrette, rimosse, negate, schiacciate;&lt;br /&gt;guarda cosa facciamo ai valori, abbandonati, rinnegati, ripudiati, respinti, negati, depennati, dimenticati, ignorati;&lt;br /&gt;guarda cosa facciamo delle tue leggi, riscritte, abolite, soppresse, abrogate, derogate, disilluse, disdette, inascoltate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio ti prego trattaci come dei bambini scemi, toglici il giocattolo e da oggi decidi tu per noi.&lt;br /&gt;La tua mela è qui sul comodino. Ti prego, vieni a riprendertela.&lt;br /&gt;Non la voglio più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4137296498395584851?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4137296498395584851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/06/preghiera.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4137296498395584851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4137296498395584851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/06/preghiera.html' title='Preghiera'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4909253320872585778</id><published>2007-05-25T12:20:00.000+02:00</published><updated>2007-06-18T07:25:29.834+02:00</updated><title type='text'>Scendo in garage</title><content type='html'>Amo la mia famiglia, e vorrei vedere! Ma, ogni tanto, vado in garage e mi rilasso. Specie d'inverno o col tempaccio o dopo cena.&lt;br /&gt;Scendo giù, accendo la luce, chiudo la porticina ed entro nel mio mondo. Quel poco di mio, completamente mio, che mi resta, dopo che casa se la sono presa i miei due figli.&lt;br /&gt;Dopo che un piccolo comodino raccoglie le poche cose che rimangono della mia vita precedente. Il resto è dentro a 40 scatoloni in una cantina in un'altra città. 40 anni, 40 scatoloni.&lt;br /&gt;Ma in garage, lì ho le mie cose. La moto, i miei attrezzi.&lt;br /&gt;Scendo giù e chessò, metto in ordine il banco, pulisco il casco, controllo la pressione alle gomme, "unto" la catena, faccio qualche lavoretto. In garage allento la presa, mi allontano dalle preoccupazioni, torno a giocare col motore, con le mani zozze, sdraiato in terra, a svitare qualche brugola.&lt;br /&gt;Da sopra, la mia famiglia mi giunge ovattata: qualche corsa a piedi nudi dei bambini, qualche urlaccio che fa loro mia moglie, ogni tanto lo sento, ma mentre spazzo il pavimento dalla segatura, o mentre lucido la moto, o mentre soffio col compressore nella frizione a secco, mi pare di essere sotto al mare, in un sommergibile mentre fuori è tempesta. Un amico mi raggiunge, un goccio di vin santo, e parliamo di moto, di musica, di noi. Si gioca come bambini. La moto è un giocattolo, nient'altro. E si ride, ci si prende per il culo, si "scazza". "Passami la 13"; "puliamo le candele"; "quand'è che devi cambiare l'olio?"; "hai una catena che fa schifo!".&lt;br /&gt;Poi, si fa tardi e, mestamente, la luce si spegne, la porticina si richiude, e si ritorna alla vita da "grandi", con le responsabilità, il lavoro, il ruolo di padre, di marito.&lt;br /&gt;Mentre il ruolo di ragazzino, quello che più mi piace, rimane al buio in garage.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4909253320872585778?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4909253320872585778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/scendo-in-garage.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4909253320872585778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4909253320872585778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/scendo-in-garage.html' title='Scendo in garage'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-434853259044368301</id><published>2007-05-21T11:51:00.001+02:00</published><updated>2009-05-21T13:01:55.161+02:00</updated><title type='text'>Liscio o rigato?</title><content type='html'>Alla fine degli anni '70, almeno a Siena, la prostituzione non era diffusa come oggi. Le puttane si contavano sulla dita di un piede (per disprezzo), erano tutte rigorosamente donne e tutte rigorosamente brutte.&lt;br /&gt;Due di loro erano le regine del sesso libero nella mia città.&lt;br /&gt;Si chiamavano la Batina e la Bazzona.&lt;br /&gt;Avevano un'età indefinibile e battevano i marciapiedi di viale Sardegna da tempo immemorabile.&lt;br /&gt;Nessuno conosce il motivo che condusse al soprannome Batina mentre Bazzona era chiaro, bastava vederla: aveva un mento che sbatteva nei capezzoli e i capezzoli, con le tette mence che si ritrovava, arano davvero in basso.&lt;br /&gt;Quando passavamo di notte dalle parti della stazione, ricordo che guardavamo queste prestatrici di sesso con un misto di curiosità e paura per i "cattivissimi magnaccia che controllavano le puttane col binocolo", una balla orrenda che ci era stata tramandata dai ragazzi più grandi, un pò come la storia che si poteva capire se ti eri fatto una sega da poco schiacciando il lobo dell'orecchio; nessuno sapeva che cosa dovesse palesare questo diamine di un lobo maltrattato, ma tanto le seghe ci si facevano in continuazione e quindi indovinavano quasi sempre.&lt;br /&gt;Ricordo che l'eccitazione era forse l'unica sensazione che non provavo quando mi trovavo, al buio, di fronte alle "troie" nel mio rapido passar loro davanti col motorino.&lt;br /&gt;Sentivo curiosità, un pò di ribrezzo, a volte pietà, spesso timore, eccitazione mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi più grandi si vantavano a più riprese di averci "fatto di tutto", in due in tre, in quindici, di averglielo messo in tutti gli orifizi immaginabili, di averle trattate come meritavano e di averle fatte godere talmente tanto che invece di pagarle venivano pagati.&lt;br /&gt;La Bazzona era stata resa famosa dalla frase "lo vuoi liscio o rigato?", che competeva in popolarità con le famose buste 1,2, o 3 di Mike Bongiorno, e che sottintendeva a una caratteristica peculiare dell'anziana meretrice: liscio era il pompino senza dentiera, rigato "con". Il prezzo era maggiore "con" per le complicate procedure di pulizia post eiaculatoria della protesi e per le raffinate sollecitazioni che la professionista sapeva trasmettere attraverso l'avorio posticcio.&lt;br /&gt;Un vecchio proverbio siciliano dice di credere alla metà della metà di quello che viene detto, ma anche così per noi era più di qualunque cosa avessimo mai fatto, o pensato di poter fare, sessualmente parlando.&lt;br /&gt;Fu in quel periodo che lessi "Histoire d'O" e che mi aprii a orizzonti inesplorati di lussuria e perdizione. Uno degli effetti indelebili fu la sega a paralume, che ancora oggi pratico con soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sera i bordelli più grandi (bordello è un termine dialettale che significa, misteriosamente, "ragazzotto" e che mi pare assai appropriato in questo contesto) decisero di tirare un brutto tiro, scusate il gioco di parole, alle due veterane del sesso a pagamento, e anche a noi, inconsapevoli pargolotti.&lt;br /&gt;Ci trascinarono con loro dentro la Ritmo nuova fiammante del babbo del Massari, diciottenne alle prime esperienze di guida,&lt;br /&gt;e, non senza qualche difficoltà in partenza dovuta alla totale mancanza di padronanza del mezzo da parte del neo pilota, giungemmo presto in vista delle donne di malaffare (non so quanti altri sinonimi di puttana riuscirò a scovare per evitare ripetizioni).&lt;br /&gt;L'auto fece inversione e si andò a piazzare proprio davanti alle due messaline; cominciarono a questo punto a offrire loro "carne fresca" (che poi saremmo stati io e l'atterrito, ma mai quanto me, Fineschi) cercando di tirare su il prezzo; fui abbastanza onorato di valere ben 40.000 lire sul mercato della prostituzione.&lt;br /&gt;Dopo un pò le contrattazioni presero una brutta piega e scattò lo scherzaccio: il Tommasi tirò fuori un sacco e inondò le due zoccole di farina e scappammo ridendo a tutta velocità. Ah, ah, ah... cioè... questo è quello che i due furboni avevano previsto.&lt;br /&gt;Le cose in realtà andarono in modo leggermente diverso: il Tommasi prese il sacco con la farina ma l'emozione o una certa mancanza di coordinazione motoria che lo contraddistingueva, fece sì che la farina finisse quasi tutta addosso a lui e a noi seduti dietro; le due donnine allegre si resero conto del brutto tiro che volevamo giocare loro e cominciarono a prendere a calci la portiera della Ritmo nuova fiammante mentre quel mezzo handicappato del Massari continuava a far spegnere il motore senza riuscire a partire.&lt;br /&gt;Dopo interminabili secondi e altrettanti calcioni nella povera portiera, riuscimmo ad allontanarci a saltelloni con le due maiale che ci inseguivano apostrofandoci coi peggiori epiteti che abbia sentito in vita mia. Il Massari ululava qualcosa riguardo al padre che vista la portiera l'avrebbe ammazzato, il Tommasi bestemmiava in gaelico sputazzando la farina che era riuscito persino a ingoiare, mentre io bianco di farina e rosso di vergogna, aspettavo solo di uscire da quella macchina per andare a casa dalla mamma. Avevo voglia di una cioccolata calda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-434853259044368301?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/434853259044368301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/liscio-o-rigato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/434853259044368301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/434853259044368301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/liscio-o-rigato.html' title='Liscio o rigato?'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4584418270458345449</id><published>2007-05-19T11:14:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T11:16:50.912+02:00</updated><title type='text'>Il mio primo film porno (da spettatore)</title><content type='html'>Il giorno dopo il mio 18 compleanno ci presentammo in quattro al botteghino del cinema Impero.&lt;br /&gt;Star del film Cicciolina all'apice del successo.&lt;br /&gt;Mostrai la carta d'identità con lo stesso misurato orgoglio con cui avrei fatto vedere un tesserino della CIA.&lt;br /&gt;Andreino, l'unico minorenne, era già alto un metro e novanta e sembrava il più adulto dei quattro.&lt;br /&gt;Dopo che la cassiera lo squadrò ben bene per una ventina di interminabili secondi, nel silenzio più totale, ma uno attento avrebbe potuto sentirci deglutire ansiosamente, ci fece passare con l'aria di quella che la sa lunga e che l'aveva capito che eravamo tutti segaioli, e che ci concedeva la grazia facendoci passare.&lt;br /&gt;L'interno del cinema Impero era come me lo ero sempre immaginato.&lt;br /&gt;Tende rosso porpora, sedie di legno e una sporcizia da letamaio.&lt;br /&gt;Controllammo accuratamente le sedie prima di sederci, come ci fu consigliato dagli amici più grandi, e ci preparammo psicologicamente alla visone del nostro primo pornazzo.&lt;br /&gt;Il film iniziò con un paio di secondi di introduzione alla prima scena di sesso, continuò con altre scene di sesso intervallate da un esiguo numero di fotogrammi con gente vestita e dopo dieci minuti di sesso, ci cominciammo a chiedere dove cacchio fosse Cicciolina. Qualcuno disse di averla intravista nella seconda orgia, ma fu subito smentito da un tizio nella fila dietro di noi che era già alla terza visione e che ci preannunciò l'arrivo della pornostar nel giro di qualche minuto.&lt;br /&gt;Puntualmente Cicciolina arrivò, nuda e bellissima e senza una parola si mise subito a "spegni moccolo" su un tipo che sdraiato se la godeva.&lt;br /&gt;Che invidia per quel tizio. Quanto avremmo pagato per essere al suo posto!&lt;br /&gt;Poi successe una cosa strana che ci fece cambiare idea.&lt;br /&gt;Cicciolina si alzò, si girò col culo sulla faccia del tipo e gli cagò addosso.&lt;br /&gt;Restammo tutti in silenzio. Poi guardai i miei tre amici per capire se quella scena faceva schifo solo a me o se anche gli altri condividevano il mio pensiero.&lt;br /&gt;Dalle loro facce capii che ero in buona compagnia.&lt;br /&gt;La scena fecale durò un bel pezzetto e dopo aver guardato il soffitto, le mani, l'uscita di sicurezza e tutto quello che era possibile per evitare lo schermo, decidemmo a malincuore di abbandonare la sala dopo solo una ventina di minuti.&lt;br /&gt;La cassiera ci guardò stupita: "Ma come andate già via? non vi è piaciuto i film?" Oltre al danno la beffa.&lt;br /&gt;Ci prendemmo un panino al bar di fianco e nessuno ebbe il coraggio di parlare per un bel pezzo.&lt;br /&gt;Poi il Bertini se ne uscì dicendo: "poteva andare peggio, poteva avere la sciolta". Annuimmo mestamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4584418270458345449?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4584418270458345449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/il-mio-primo-film-porno-da-spettatore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4584418270458345449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4584418270458345449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/il-mio-primo-film-porno-da-spettatore.html' title='Il mio primo film porno (da spettatore)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-7475816948827461931</id><published>2007-05-19T11:09:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T11:18:33.582+02:00</updated><title type='text'>La gara dei carretti</title><content type='html'>Prima che l'età ci permettesse di guidare qualcosa di più potente di una bicicletta, la passione per le corse automobilistiche dalle nostre parti si concretizzava nella costruzione dei "carretti".&lt;br /&gt;Il carretto era un mezzo costituito essenzialmente da una tavola di legno con due assi dotate di cuscinetti a sfera di cui quello anteriore reso sterzante tramite l'applicazione di un pezzo di corda per serrande.&lt;br /&gt;Costruire un carretto era più o meno alla portata di tutti quelli che possedevano un minimo di manualità.&lt;br /&gt;Costruirne uno vincente era tutt'altro discorso.&lt;br /&gt;Io e Paolo detto Giggio eravamo specialisti nel costruire carretti con prestazioni ragguardevoli.&lt;br /&gt;Andavamo personalmente dalla Tettona, proprietaria col suo pastore tedesco dello sfascia carrozze vicino alla stazione, per scegliere i cuscinetti migliori, quelli più scorrevoli e robusti.&lt;br /&gt;Usavamo solo legno della migliore qualità, stagionato, elastico e leggero.&lt;br /&gt;I nostri carretti subivano un profondo studio ergonomico e persino il fattore aerodinamico non veniva trascurato.&lt;br /&gt;Ogni anno nel quartiere di Vico Alto si teneva una corsa dedicata a questi mezzi d'assalto.&lt;br /&gt;Era il 1983 e decidemmo di partecipare anche noi.&lt;br /&gt;Il progetto del super-carretto venne studiato a tavolino e rappresentò una svolta nella concezione stessa del mezzo.&lt;br /&gt;Come prima cosa studiammo la possibilità di dotare la nostra "arma assoluta" di 4 ruote sterzanti. Calcolammo il perfetto rapporto di sterzatura fra l'asse anteriore e quello posteriore che avrebbe reso il carretto capace di affrontare curve strettissime senza l'usuale derapata provocata dallo scarso attrito dei cuscinetti metallici sull'asfalto.&lt;br /&gt;Dopo qualche tentativo empirico, che mi procurò alcuni segni sulla schiena e un buco nella maglietta, trovammo il rapporto perfetto.&lt;br /&gt;Poi dotammo il nostro carretto dell'arma che lo avrebbe reso invincibile.&lt;br /&gt;Costruimmo una carenatura sotto la quale celammo una piccola tanica.&lt;br /&gt;Da questa si diramava un nugolo di tubicini che con le opportune derivazioni portavano il contenuto della tanichetta fino ai 4 cuscinetti.&lt;br /&gt;Il contenuto era in realtà una miscela di benzina e olio al 3% che il pilota avrebbe sospinto verso le ruote metalliche soffiando tramite un altro tubicino che teneva in bocca e che si andava a infilare nel tappo della suddetta tanichetta.&lt;br /&gt;In pieno rettilineo il beneficio di questa tecnica fu subito notevole.&lt;br /&gt;La chiamammo LASC: lubrificazione a soffio continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci presentammo sulla linea di partenza convinti della immancabile vittoria.&lt;br /&gt;Antonio detto Nutio sarebbe stato il nostro pilota d'eccezione.&lt;br /&gt;La gara si svolgeva in due manches. Per eleggere il vincitore si sarebbero dovuti sommare i punteggi di entrambe.&lt;br /&gt;Nella prima manche non ci fu storia: Nutio partito non benissimo superò tutti in rettilineo e con una traiettoria millimetrica al tornantino prima del traguardo respinse gli ultimi focolai di competizione.&lt;br /&gt;La vittoria fu schiacciante: primi con un divario sul secondo da 24 ore di Le Mans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda manche ci vide dominare tutta la prima parte. Nutio partito ancora non benissimo aveva superato tutti prima della esse che porta alla discesona e solo un altro carretto teneva il suo passo.&lt;br /&gt;Era giunto il momento di scatenare l'arma segreta; quando ci passò davanti io e Giggio gli gridammo: "Soffia Nutio, soffia".&lt;br /&gt;E l'immagine seguente la porterò per sempre impressa nella memoria: vedo ancora Nutio col tubicino in bocca che ci guarda tutto gasato, vedo le sue labbra che si chiudono intorno al tubetto ma... invece di gonfiarsi le sue guance si incavano, Nutio strabuzza gli occhi, si scompone, perde il controllo del mezzo, tossendo e sputando, rotola al suolo ribaltandosi e finisce fuori pista.&lt;br /&gt;Invece di soffiare, quella fava di Antonio detto Nutio, aveva succhiato bevendosi un bel pò di miscela al 3%.&lt;br /&gt;Gli altri carretti conclusero la manche incolumi e noi perdemmo così la gara, sconsolatamente. Peccato, avevamo costruito il carretto perfetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-7475816948827461931?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/7475816948827461931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/la-gara-dei-carretti.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7475816948827461931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7475816948827461931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/la-gara-dei-carretti.html' title='La gara dei carretti'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-8855278236729464866</id><published>2007-05-17T12:43:00.000+02:00</published><updated>2007-05-19T11:07:34.914+02:00</updated><title type='text'>Non aprite quella Ducati - Seconda stagione - PROLOGO</title><content type='html'>Bzzzz...  Bzzzz ... spinga... è un bel maschietto... Bzzzz...  Bzzzz ... siam tre piccoli porcellin.... Bzzzz ... 44 gatti...&lt;br /&gt;Bzzzz... ha toccato... siamo sulla luna... Bzzzz... dopo Carosello a letto... Bzzzz...  Bzzzz... Campioni del mondo... campioni del mondo... campioni del mondo... Bzzzz...  Bzzzz...&lt;br /&gt;il quadrato del cateto... sull'ipotenusa... Bzzzz...  Bzzzz...&lt;br /&gt;direttore buon giorno... Bzzzz...  Bzzzz... vi dichiaro marito e moglie... Bzzzz...  Bzzzz... Bzzzz... Bzzzz... metta una firma qui... l'appartamento è suo... Bzzzz...  Bzzzz... spinga... è un bel maschietto... Bzzzz...  Bzzzz...&lt;br /&gt;Tutto ciò mi passò davanti in un secondo. &lt;br /&gt;La moto nera mi aveva cancellato e credevo di essere morto. &lt;br /&gt;Solo dopo parecchi minuti i miei occhi cominciarono ad abituarsi al buio completo che circondava quel luogo. Non era un buio normale, a cui siamo abituati noi sulla MicrosoftTerra, era un buio totale, nero e spesso, che impediva ai nostri occhi umani di vedere in modo assoluto.&lt;br /&gt;Quando iniziai a intravedere qualcosa mi resi conto che quel luogo non era fisicamente traducibile secondo le nostre convenzioni spazio temporali. &lt;br /&gt;Per prima cosa non era su tre dimensioni ma su due. &lt;br /&gt;Mancava totalmente la profondità. &lt;br /&gt;Ero come schiacciato, appiccicato alle pareti e per la prima volta da molti anni non vidi la mia panza dondolarmi davanti; &lt;br /&gt;una sensazione sconfortante, come di aver perduto una vecchia amica. &lt;br /&gt;La seconda cosa era ben più strana: me ne accorsi non appena un'espressione di dolore mi usci involontariamente dalla bocca, mentre cercavo di tirarmi sù; dissi: "hai!" e la parola "hai!" comparve in una strana nuvoletta sopra la mia testa; e con tanto di punto esclamativo. Rimasi interdetto e tre lineette "---" apparvero in un altra nuvoletta; pensai "ecchecazzosuccede?" e la scritta "ecchecazzosuccede?" apparve in una nuova nuvoletta ma stavolta tratteggiata;&lt;br /&gt;Un bel casino. Ero diventato un fumetto.&lt;br /&gt;E' questa dunque la vita dopo la morte? diventiamo dei fumetti?&lt;br /&gt;Non avevo neanche iniziato a pormi queste e altre domande postum-esistenzialiste che scorsi in un angolo di una vignetta la Multi, o meglio la sua parte anteriore (il di dietro era strabordato nella vignetta successiva).&lt;br /&gt;Che devo dire: il fatto di avere con me la mia fida cavalcatura mi fece stare subito meglio e un cuore palpitante apparve in un'altra nuvoletta. &lt;br /&gt;Tentai di arrivare alla Multi ma subito una nuvoletta con "CENSURA" apparve a sottolineare il mio disappunto nel non riuscire a mettere un piede davanti all'altro per riuscire muovermi all'interno di quello spazio bidimensionale. &lt;br /&gt;Il camminare prevede un base d'appoggio che senza la dimensione della profondità viene a mancare quasi del tutto: rimane un esile filo sul quale la mente malata del "disegnatore celeste" pretenderebbe di farmi camminare.&lt;br /&gt;Mi sembrava di essere il grande Boris nello spettacolo del mitico "Circo Puzzacchiotti" in quel di Piscalembita.&lt;br /&gt;Come feci non so, ma riuscii ad arrivare alla Multi, solo però per rotolare inesorabilmente nella vignetta sottostante con tutta la moto.&lt;br /&gt;Un tizio che riuscì a scansarsi per miracolo, mi aggredì dicendo: "Guarda bello che si entra da sinistra e non dall'alto! Ma chi ti ha dato la patente?"&lt;br /&gt;"Tuo cuggino" gli risposi sprezzante nel tentativo di togliermi di torno quel petulante rompiscatole.&lt;br /&gt;"Chi" mi disse serio, mentre una nuvoletta si riempiva delle sue parole, "Paperoga o Gastone?"&lt;br /&gt;Seppi dire solo: "---".&lt;br /&gt;Ma dove diamine ero finito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-8855278236729464866?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/8855278236729464866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/non-aprite-quella-ducati-seconda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8855278236729464866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/8855278236729464866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/non-aprite-quella-ducati-seconda.html' title='Non aprite quella Ducati - Seconda stagione - PROLOGO'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-5404170677289783831</id><published>2007-05-14T09:32:00.001+02:00</published><updated>2007-05-14T09:32:41.878+02:00</updated><title type='text'>Gabbiani</title><content type='html'>Il Gabbiani era veramente un bastardo.&lt;br /&gt;Di tutto il gruppo di amici, erano gli anni 70, provincia toscana, vi ricordate i tempi a targhe alterne, dell'austerity, "se non vuoi andare a piedi compra l'asino..?", l'unico che non ci capisse veramente una mazza di motori era lui.&lt;br /&gt;Non seguiva nè Formula1, nè i rally, nè le moto. Persino i kart gli erano indifferenti.&lt;br /&gt;Poco male, direte; non è un reato.&lt;br /&gt;Ma il reato, il Gabbiani lo commetteva verso di noi, o meglio verso le nostre ambizioni motoristiche.&lt;br /&gt;Lui aveva una cosa che nessun altro al tempo possedeva: un sacco di soldi.&lt;br /&gt;Suo padre, lavoro mai bene specificato, tanto che si sussurrava fosse implicato in chissà quale traffico, gli forniva una quantità di quattrini tale da rendergli possibili i nostri sogni di ragazzetti, che per noi restavano tali.&lt;br /&gt;A quattordici anni il sogno di tutti era uno solo: la vespa.&lt;br /&gt;Manco a dirlo la vita ci assegnò ben altre cavalcature...&lt;br /&gt;io abbi in sorte un Benelli 3 marce, Roberto un ciao giallino dello zio, Paolo un Garelli anch'esso tre marce (almeno in origine) che aveva talmente tanti strati di vernice da sembrare un 75 cc.&lt;br /&gt;Andreino possedeva uno splendido Califfone, Michele aveva un Lui, altri non ricordo.&lt;br /&gt;Il Gabbiani, che per curvare ruotava il manubrio, aveva la Vespa.&lt;br /&gt;L'unica Vespa non truccata di Siena era la sua. A onor del vero anche quella di Settimo, il marito della lattaia, era originale, ma trattavasi di un vecchio modello degli anni 50 di quelli col fanale sul parafango; non possiamo considerarla troppo.&lt;br /&gt;Al Gabbiani non interessava avere la Vespa per poterne sfruttare tutti vantaggi che il mezzo presentava, lui la possedeva solo per farsi vedere da noi. Con la Vespa usciva di casa, percorreva i 200 metri che lo separavano dal muretto dove ci ritrovavamo e questo era tutto. Data la sua incapacità alla guida, avrebbe fatto senz'altro prima a piedi.&lt;br /&gt;Il ricordo più drammatico che conservo è il pettinino da tasca che tirava fuori una volta sollevata, non senza rischi, la Vespa sul cavalletto, e col quale si pettinava i capelli leggermente scomposti dai 35 km/h toccati in rettilineo.&lt;br /&gt;Poi quando noi andavamo in giro con le nostre belve, lui se ne tornava immancabilmente a casa per qualche inderogabile impegno.&lt;br /&gt;Del resto uno che curvava girando il manubrio era meglio che non andasse oltre il rettilineo che lo separava da casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passarono gli anni e le nostre ambizioni motoristiche puntarono decisamente su mezzi più performanti.&lt;br /&gt;La Vespa PX, che ancora oggi mi affascina, o l'Aspes Yuma per i più sportivi, ma dalle mie parti il vero oggetto di culto era il Cagiva SS 125, di chiara derivazione Harley (ma questo lo avremmo scoperto molto tempo dopo).&lt;br /&gt;La sorte ancora una volta non ci fu amica e più o meno tutti restammo ancorati al vecchio cinquantino.&lt;br /&gt;Ricordo ancora le lunghe discussioni serali fra il frinire delle cicale e le "visite guidate" dal concessionario Cagiva per ammirare cotanta beltà.&lt;br /&gt;Il giorno che vedemmo spuntare il Gabbiani in sella al suo SS 125 bianco (orrendo colore, ma che pretendete...) e percorrere il rettilineo alla folle velocità di, azzardo, 60 km/h, avemmo tutti un moto di rabbia e decidemmo subitaneamente di "far finta di niente".&lt;br /&gt;Pezzo di merda che non era altro. Arrivò tronfio come Carlo Magno alle crociate, si fermo con leggero bloccaggio del posteriore (voluto? non lo sapremo mai) e ci si piazzò davanti in sella all'alato destriero. Lo cagammo a zero e lui non capiva se eravamo ciecati o solo più stronzi di lui.&lt;br /&gt;Comunque i vantaggi di possedere un 125 erano notevoli: adesso percorreva il rettilineo fino a casa in 5 secondi di meno. Purtroppo per lui il tempo totale era però inficiato dagli innumerevoli scalciate che precedevano l'accensione del monocilindrico.&lt;br /&gt;Pian piano tutti riuscimmo nel bene e nel male a "farci" il 125.&lt;br /&gt;Io ottenni per 600,000 lire uno scassatissimo Cagiva, marchiato ancora HD, nero come Dio comanda, che mi dette più problemi di un figlio drogato, ma che accudii fino alla fine con amore.&lt;br /&gt;Ma, come si sa, i sogni sono sempre proiettati in avanti e il sogno adesso si chiamava Yamaha RD 350. Una belva.&lt;br /&gt;Ancora ho nelle orecchie le discussioni, le comparazioni, ancora rileggo nella mente le prove su Motociclismo.&lt;br /&gt;La faccio breve: chi ti spunta sul rettilineo sulla RD?&lt;br /&gt;Il Gabbiani. Gli pigliasse un accidente.&lt;br /&gt;Il meccanismo era chiaro: lui ci sentiva ragionare, ci vedeva sbavare sulle moto dei nostri sogni e pensava bene di renderci meno afflitti presentandosi ogni volta con la nostra amata.&lt;br /&gt;L'apice fu toccato con l'avvento dell'automobile (nel senso di... insomma avete capito).&lt;br /&gt;Eravamo nel 1984 e una sola macchina infiammava i nostri cuori: Lancia Delta HF.&lt;br /&gt;Le cose andarono diversamente: io mi accontentai di una 127 4 porte, costruita in Spagna dalla Seat su licenza Fiat, Andreino una Ritmo 65, Paolo si ritrovò in eredità dal fratellone una Autobianchi A 112 celestina, Michele una Fiesta color sabbia, ecc.&lt;br /&gt;Quando vedemmo la sagoma di una Delta HF singhiozzare per il rettilineo, capimmo che, ancora una volta, il Gabbiani ce lo aveva messo nel culo a tutti e partì la vendetta.&lt;br /&gt;Nei giorni successivi iniziammo sempre più insistentemente a parlare del nostro unico, vero sogno, quello al cui confronto tutti gli altri erano cacca: un cavallo purosangue.&lt;br /&gt;Magnificammo le doti dell'animale a più non posso, visitammo tutti maneggi della zona (che non sono pochi), in qualche settimana facemmo diventare il cavallo un bene irrinunciabile e assoluto.&lt;br /&gt;Restammo pomeriggi interi a scrutare il rettilineo sperando di vederlo spuntare in sella al quadrupede. Già ci immaginavamo la scena: cappellone stile Tex Willer, stivaloni e gilet di pelle.&lt;br /&gt;Tanto per curvare doveva solo girare la testa al cavallo...&lt;br /&gt;E spuntò infatti un bel giorno, solo che di cavalli non ne aveva comprato uno solo ma circa 200: arrivò su una Porsche 911 Carrera e ci salutò senza neanche fermarsi.&lt;br /&gt;Accidenti a lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-5404170677289783831?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/5404170677289783831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/gabbiani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5404170677289783831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5404170677289783831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/gabbiani.html' title='Gabbiani'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-3576974831188047518</id><published>2007-05-08T11:49:00.002+02:00</published><updated>2008-03-08T11:42:21.639+01:00</updated><title type='text'>Doppio tradimento</title><content type='html'>Non è che la cosa mi dispiaccia sia chiaro, preferirei però altri sistemi, meno cruenti, più professionali, più cristiani.&lt;br /&gt;Non si può prendere una vita, spezzarla impunemente e sentirsi gli stessi di prima. Tutto cambia dopo. Si ragiona in modo diverso, si comprendono forse cose più elevate, meno omologate alla vita di tutti i giorni, cose che solo in pochi capiscono, ma tacciono.&lt;br /&gt;Potrei parlare con te per ore ma non servirebbe a niente. Si capisce benissimo che siamo incompatibili, che abbiamo visioni del mondo totalmente distanti; ma non così distanti da avere qualcosa in comune; gli opposti si attraggono, ma non non siamo opposti, siamo solo diversi e la diversità non si attira, non si incuriosisce, non si rispetta.&lt;br /&gt;Tu non mi rispetti o io non rispetto te. Sono io troppo per te o sei tu troppo per me. Resta il fatto, innegabile, che siamo disallineati, divergenti, equidistanti, indifferenti.&lt;br /&gt;Meglio l'odio della indifferenza, ma è troppo faticoso odiare.&lt;br /&gt;Vorrei che tu capissi me, ma non credo di aver fatto mai niente per farmi capire e, francamente, non mi è mai interessato capirti.&lt;br /&gt;Ora, siamo alla resa dei conti e vorrei ucciderti, così mentre dormi, un cuscino di piume, un colpo solo, una calibro 22, piccolo ma sufficiente; quale miglior modo di morire che attraverso un cuscino di piume, la federa lavata di fresco, piegata e stirata, la leggiadria del contatto sul viso, il passaggio indolore dal sonno alla morte. Vorrei poter morire così, nel mio letto, il posto che ho più amato e dove ho amato di più.&lt;br /&gt;Vorrei che tu mi uccidessi ora, così, attraverso un cuscino di piume.&lt;br /&gt;Non con uno in lattice ti prego. Io non lo farei mai; non ti ucciderei mai, amore, attraverso un cuscino in lattice, freddo, inanimato, pre sagomato, anatomico. Ucciderti con un cuscino anatomico... no, non potrei mai. Un cuscino di piume, d'oca, avvolgente, non sintetico, ma vivo, di mille piumette sbarazzine.&lt;br /&gt;Questa è una morte che ripaga di tutta una vita miserabile, trita e banale. Una morte aristocratica, nobile, quasi gioviale.&lt;br /&gt;Pensa a quelle mille piumette che esplodono in un gioco di fuoco, e volano per la stanza a rintoccare per te una danza funebre, ma giocosa, triste ma lieta, leggera, impalpabile e sublime.&lt;br /&gt;E pensa che obbrobrio: pezzetti di lattice, spugnoso, bavoso, umidiccio, che deflagrano nella camera e si attaccano alle pareti, madide di sangue presto raffermo.&lt;br /&gt;No, mai!&lt;br /&gt;Ti ucciderò, questo lo sai.&lt;br /&gt;"Questo gioco a tre non può continuare". Ti ricordi? Quando la portai a casa, quella sera pioveva. La volli subito far entrare, volli togliermi il pensiero; avrei potuto mentirti un giorno, una settimana in più, ma prima o poi lo avresti capito. Io l'amo e non posso sopportare di perderla. Io l'amo.&lt;br /&gt;E' vero non potrà darmi quello che mi hai dato tu. Non potrà accudirmi nella malattia, non potrà darmi altri figli, altre notti d'amore. Ma sono vecchio, ormai non ne ho più bisogno.&lt;br /&gt;Quello che volevo da una donna giovane l'ho avuto da te.&lt;br /&gt;Quello che voglio da lei, tu non sai neanche come pronunciarlo, a cosa serve, cosa provo al solo pensarlo.&lt;br /&gt;Stanotte ti ucciderò e sarò libero.&lt;br /&gt;Che ne sai tu di passi di catene, denti di pignoni, di filtri permeabili, di doppie mescole, di Co e TPS, di frizioni secche o umide, di airbox, di ferodi sinterizzati, carbon look, magnesio o alluminio, di manubri biconici, ergal, anodizzazioni, ride-by-wire, di Triple Bridge, pompe radiali, pinze monoblocco, di cerchi forgiati,&lt;br /&gt;di pedane arretrate. Che ne sai di questo mondo, di questa lingua che non comprendi, di ciò che mi spinge, che mi muove, che mi vive dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa? Anche "lui" è motociclista? Ha una BMW...&lt;br /&gt;Vi ucciderò, senza dubbio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-3576974831188047518?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/3576974831188047518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/doppio-tradimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3576974831188047518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/3576974831188047518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/05/doppio-tradimento.html' title='Doppio tradimento'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4441315404569843026</id><published>2007-04-13T08:11:00.002+02:00</published><updated>2008-03-08T11:37:57.965+01:00</updated><title type='text'>me so rotto li cojoni (e pure er cazzo)</title><content type='html'>mi sono proprio rotto i coglioni    basta con tutte queste puttanate: lavoro, famiglia, denaro, successo, cesso, scuola, pippe mentali e seghe da ferro, mi sono rotto le palle degli italiani, dei telefoni cellulari, che non si chiamano telefonini, e non si dice chiocciolina, attimino, quant'altro o assolutamente sì,  ignoranti bestie e raccomandati merdosi,   mi sono rotto le balle del popolo televisivo, pecorone e stupido, inetto, idiota,   mi sono rotto i testicoli, li ho frantumati, schiacciati, sgonfiati, penduli, raggrinziti, avvizziti e sterili, per colpa degli statali che scioperano per lo stipendio ma ti augurano buona Pasqua il mercoledì precedente, buon weekend il venerdì alle due   mi sono scassato la minchia di giornalisti ignoranti e saccenti, televisivi e cartacei, che non sanno una cazzo di quello che succede fuori dai loro palmari, che concorrono al posto di leccaculo del potente di turno e al turno serale al solarium, con sole finto come finto è il loro sapere, copiaincollato dall'ansa, verificato mai e smentito spesso, mi sono fritto lo scroto con automobili da centomila euro, duecento milioni di lire, fari allo xenon, velocità limitate a 250, interasse da camion, guidate da coglioni milionari, enologi con 3 orologi per polso, con due fiche per cazzo o con tre cazzi in culo, che sovrastano i comuni mortali sulle loro Bmw, sparati a 150 all'ora, morti sparati spero presto fra sirene e ambulanze, e che si levino dai coglioni, coglioni anche loro, e ci liberino dal male, amen, fra loro e noi l'abisso, due mondi, due velocità, due palle, due pesi e cento misure, una raccomandazione, un padre al Monte dei Pacchi, un parente in provincia, un amico al comune, un regalo al padrino, un pompino al politico, frocio, anti pacs, cattolico magari, ma solo nel non desiderare la donna d'altri, ché gli altri comandamenti non s'hanno da seguire    e mi sono rotto i coglioni anche dei froci, dei cinesi, dei ferro-tranvieri, dei camalli, della sinistra ipocrita e democristiana, della destra bugiarda e democristiana, dei cattolici, del Vaticano, dei preti, dell'aborto, dei bocchini in confessionale, dei "vota Antonio", dell'inferno, paradiso e vaffanculo, di voi che leggete impegnato, che leggete elevato, che leggete mirato, che mirate, ammirate, ammainate, a manate vi prenderei, a cazzotti in faccia, a calci in culo, zappa in mano, un bell'orto e giù a fare quello che dovreste: zappare    non che sia facile zappare, ci vuole tecnica, ma sarà senz'altro più semplice che fare il sindacalista senza vendersi agli industriali, senza fare carriera sulle spalle di compagni di lavoro, senza riunirsi in alberghi 5 stelle a spese del cittadino, con piscina, sauna, troie al seguito, mogli a casa a spompinare amanti disoccupati, che non gliene frega una fava brilla del sindacato, gli frega solo della sua di fava, in bocca alla moglie del sindacalista becco e ladrone, cialtrone e ammanicato      me so rotto er cazzo di veline, letterine, fattorie, isole di cialtroni, ventura e sventura, calciatori lampadati, frega soldi, corrotti e cornuti, arbitri e portieri, allenatori e TAR del Lazio, mi sono rotto le balle di imprenditori senza soldi, che rubano e mangiano, che ingrassano e distruggono, delle banche che gli prestano i milioni di euro, agli odontotecnici, con la coppola, di coppola, mafiosi, strozzini, le banche di pietà, che se ne andassero a stroncarselo nel culo, culattoni dal braccino corto, oltre al pisello moscio, figli di madri, di padri, di zii, di nonni, di sto cazzo,    mi sono rotto le palle della panda bianche con su quei cazzo di vecchini col cappello, delle mamme troie che mandano le figlie allo sbaraglio, della mamme troie che uccidono i figliolini e vanno in tv, della vespa che le intervista, delle telecamere guardone e pedofile, di chi le fissa a pranzo e a cena e a colazione e a merenda e mentre caga, mentre guida, mentre tromba, mentre muore,      mi sono rotto la minchia delle tette finte, delle bocche canotto, delle rughe sparite, dei mostri creati dalla smania di non invecchiare, di non sparire, di non andare al parco, la domenica mattina, col barboncino, a dare il pane ai piccioni, di restare giovani, di plastica, ma giovani   viva la vecchiezza, la bruttezza, la ciccia, la cellulite, viva le tettine, le labbrine, le coscione, le pancione, ma vere per Dio, non gonfiabili, non col fischietto, e che esplodano e lascino il posto ad altri in carne e ossa, senza silicone,     mi sono rotto dei politici, fuori dal mondo, pieni di sudditi, che si chiamano colleghi, onorevoli, si danno del tu, mi sono rotto di chi li vota e poi si lamenta, di chi se ne sbatte e poi si lamenta, di chi si lamenta per poi sbattersene e votare qualcuno di cui lamentarsi, che ognuno ha il re che si merita, che l'orbo è re nel paese dei ciechi, che il re è nudo, malato e speriamo che muore il re, ma che morto il re, viva il re, la regina e il principe e il cardinale,      perché mi sono rotto anche della religione, dei cattolici, dei mussulmani, dei buddisti, degli atei e dei fanatici, dei santi e dei fanti, e lascia stare i tanti che si sono rotti anche loro i coglioni ma non hanno santi in paradiso o in famiglia o in tasca e muoiono, soffrono e sono contenti, bastonati e contenti, mentre i preti, i vescovi si fanno i cazzi degli altri e se dico questo mi faccio dei nemici, perché non si può dire che mi sono rotto i coglioni dei preti, che si facciano i cazzi loro e lascino in pace chi non crede nel loro dio, io ne ho altri di dei e nessuno di loro ha mai detto che non si può essere omosessuali, che non si può prenderlo in culo se si ha un pisello o leccare una fica se se ne ha una fra le cosce, dove è scritto? chi l'ha detto? dove non si può usare un preservativo, ma si possono far nascere 12 figli in una roulotte in un campo nomadi, dove non si può abortire ma si può andare in guerra e farsi eroi, mi faccio dei nemici se dico che mi sono rotto le palle della chiesa, che non è più la Chiesa, dell'america che invece è sempre la stessa america, che ti distrugge per ricostruirti facendoti pagare il conto, che esporta la democrazia con le bombe, che comanda il mondo dietro i farmaci, le armi, il petrolio, che con tutto l'occidente fa morire di fame e di malattie milioni di persone perché difende i brevetti sulle medicine, inquina il mondo, spreca miliardi di litri di acqua, tonnellate di legno, come noi, in piccolo in italia, che è sempre la stessa italietta, altro che banane, piccola, ipocrita, meschina, senza un fascista il 26 luglio del 43, senza un socialista dopo l'Hergife nel 92, ma pronta a salire sul carro del vincitore, chiunque esso sia, "Francia o Spagna purché se magna"&lt;br /&gt;  sì. mi sono rotto proprio i coglioni, e potrei continuare per ore con le Ustica, gli Italicus, le Bologna, le Agricoltura, le Loggia, P2, Gladii, pippe, poppe e porcelloni ma mi sono rotto le palle anche di scrivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4441315404569843026?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4441315404569843026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4441315404569843026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/04/me-so-rotto-li-cojoni-e-pure-er-cazzo.html' title='me so rotto li cojoni (e pure er cazzo)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4016099914803585603</id><published>2007-04-05T08:11:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:38:05.673+02:00</updated><title type='text'>Il motociclista felice</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;E' che a volte non so proprio da dove cominciare a scrivere un post e allora invento. invento qualcosa a cui la mente non pensi da sola. a cui vada accompagnata pian piano. la mente è elastica ma non si può tirarla troppo. ha il limitatore a 8.000 cazzate. la mia poi, non è neanche tanto flessibile. si incaglia e si strappa come rete da pesca. si incanta e rimane basita come un gatto abbagliato sulla strada di casa. di notte. vi chiedo, e mi chiedo, chi sia là dentro a suonare il flauto traverso. la moto è in garage e silenziosa (non silente perché mi ricorda una ex pornostar) non dice nulla. e per due motivi: perché è silenziosa appunto, e perché è una moto, e se una moto parlasse allora potrebbero esserci due spiegazioni: o sono impazzito del tutto o sono stato pazzo fino ad oggi che non sentivo parlare le moto. pensate se le moto parlassero, e se le potessimo capire. quanti sbruffoni avrebbero la loro: "ho grattato tutte le pedane" - "no, le hai limate in garage con la raspa". "che sverniciata al quel jap sulla Futa" - "ma se ti ha dato mezzo minuto di vantaggio e ti ha pure passato in monoruota!" e se le moto capissero e amassero noi come noi amiamo loro. le amiamo, ma non le capiamo. i loro bisogni, le gelosie quando ci fermiamo ad ammirare la moto dell'amico motociclista, sconosciuto ma già vicino, in passione e volontà, che quando lo incontri gli alzi la mano, gli lampeggi due volte, come un postino, gli sorridi nel casco, gli guardi la moto: è diversa dalla tua, la tua è più bella; è come la tua, ma la tua è più bella perché è la tua, ché solo tu hai regolato la forcella su quella taratura, ché solo tu hai gonfiato il posteriore a 2.6, ché solo tu conosci "davvero" la tua moto. ma è un amico motociclista, e lo saluti con affetto. basta che non te lo trovi davanti però, sennò diventa il cazzone da umiliare in staccata, da passare in accelerazione e poi piegone da ginocchino e si passa oltre con mezza gomma lasciata in due curve, pronti al saluto di rito con chiunque su due ruote venga in direzione opposta. non le capiamo le moto, ma capiamo i motociclisti. gente strana ma semplice. non ha bisogno di tante complicazioni che non siano inerenti alla moto. e la moto è una complicazione totale. è talmente complicante la vita da riempire da sola tutto il fabbisogno giornaliero di complicazioni. gli altri devono sommare lavoro, famiglia, salute per complicarsi la vita adeguatamente. al motociclista basta la moto. e gli basta davvero poco per gioire della vita: al motociclista basta guardare il cielo, la sera, un tramonto rosso fuoco, abbracciato alla sgnacchera, e si inlanguidisce, si commuove quasi, pensando al domani, perché sarà bel tempo, temperatura sopra i 20 gradi, vento assente, gomme nuove, motogiro, 250 km, scusa già pronta per la sgnacchera, giornata meravigliosa. e guarda il tramonto felice. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4016099914803585603?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4016099914803585603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/04/il-motociclista-felice.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4016099914803585603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4016099914803585603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/04/il-motociclista-felice.html' title='Il motociclista felice'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1818131423280707592</id><published>2007-02-08T08:34:00.001+01:00</published><updated>2008-10-13T12:38:32.911+02:00</updated><title type='text'>Approfondimento: Ammicca e la legge.</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ammicca è un bravo "guaglione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Vivacchia facendo dei lavoretti su auto e moto di gente che ha meno soldi di lui. E lui non ha mai una lira. Un suo motto: "Chi non ha soldi deve adattarsi e non ha titolo per lamentarsi".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In molti vanno da lui per tentare di risolvere problemi, spesso non risolvibili, alle loro auto, moto, motorini, biciclette e passeggini. Ammicca è specializzato nei guasti agli impianti elettrici, ma non disdegna di intervenire su impianti di scarico, motori, carrozzerie e asciugacapelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Spesso e volentieri le "riparazioni" di Ammicca lo hanno condotto, direttamente o indirettamente, ad avere a che fare con la legge. O per meglio dire coi tutori della medesima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Perché diciamo la verità: Ammicca non ci capisce una mazza di impianti elettrici, impianti di scarico, motori, carrozzerie e asciugacapelli. Ma proprio niente!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Si arrangia da bravo partenopeo, mette le mani qui, taglia un filo lì, ne attacca un altro là (col suo inseparabile scotch Norton *, che non è neanche isolante).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il risultato è spesso disastroso, a volte accettabile, quasi mai risolutivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma quella volta con la Renault 5 del Menicacci toccò l'apice dell'imperizia:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Menicacci, fiorentino, come tutti noi facente parte della fazione "manco 100 lire", si trovò a portare la sua R5 da Ammicca per un problema al clacson; quando girava lo sterzo a destra, suonava. Avendo avuto a disposizione qualche migliaio di lire, avrebbe potuto portarla da un elettrauto, un semplice contatto di qualche filo dietro il volante, niente di drammatico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ammicca affrontò il problema come si trattasse di un danno irreversibile e vitale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Smontò tutto il cruscotto, riuscì a isolare la radio, le luci del tachimetro, fulminò il faro posteriore destro, trasformò in freccia l'anabbagliante sinistro e  aprendo il bagagliaio il motore si spegneva.  Un buon inizio. Non domo si accanì sull'unico tergicristallo rimasto al Menicacci, che ansimava come un enfisema, strideva come un gessetto, graffiava come un diamante. Lo eliminò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dopo una giornata di intenso lavoro, la situazione era più o meno le seguente:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;erano fuori uso, la radio, le frecce posteriori, le luci di posizione, la ruota di scorta era bucata, il finestrino destro era bloccato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E adesso il clacson suonava anche girando il volante a sinistra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ammicca affrontò il secondo giorno di lavori con rinnovato entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Alla fine, il compromesso: ruotato il volante il clacson suonava, ma era sufficiente lampeggiare con gli abbaglianti e subito smetteva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Menicacci, che da buon fiorentino era giustamente pragmatico, accettò di buon grado la soluzione anche perché si avvide che ad ogni tentativo di Ammicca la situazione peggiorava irrimediabilmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le cose non erano poi malaccio, bastava girare lo sterzo solo in caso di necessità e abbagliare, una o due volte, se il clacson iniziava a suonare. Niente di drammatico per un fiorentino DOC.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma le riparazioni di Ammicca non sono garantite nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Menicacci lo scoprì a sue spese un giorno di Marzo del 1981.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Si stava recando verso Siena quando all'altezza di Bargino il clacson inizio a suonare in pieno rettilineo, così come per intervento divino. Davanti, inesorabile, ineluttabile, inevitabile, incondizionabile, inenarrabile viaggiava a velocità moderata una Gazzella dei Carabinieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Menicacci gli arrivò al culo col clacson impazzito, tentò disperatamente di metterlo a tacere lampeggiando furiosamente. A questo punto, suonando, lampeggiando, il pedale dell'acceleratore si bloccò a tavoletta, il Menicacci tentò di frenare, ma  per non tamponare l'auto dei Carabinieri, fu costretto a superarli con le ruote che derapavano frenate e accelerate allo stesso tempo, con la macchina che procedeva a saltelli, suonando, lampeggiando, fumando, singhiozzando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Atterrito iniziò a urlare: "Maledetto Ammicca" mentre il finestrino destro si sbloccò proprio nel passare accanto ai Carabinieri che capirono "W Pietro Micca", che si fece saltare in aria come sappiamo. I due Carramba pensarono subito ad un attentato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In quel momento la radio dell'R5 rifunzionò di nuovo, a tutto volume; trasmettevano una marcia militare. I Carabinieri tentarono un saluto, poi si ripresero e iniziarono a inseguire l'R5 sospetta. Le frecce si accesero tutte e quattro contemporaneamente mentre i fari lampeggiavano a turno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Richiamate dai Carramba accorsero altre Gazzelle, altre Pantere, altri ornitorinchi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Menicacci fu fermato da un larice nei pressi di S.Donato. Su di lui si scagliarono reparti speciali con cani poliziotto, gatti carabiniere e mucche pompiere. Arrivarono elicotteri e Tv.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fu arrestato e condotto a S. Spirito dove non tradì il suo complice e venne infine rilasciato con la condizione di non lasciare più Firenze. Almeno non in auto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La Renault 5 fu giustiziata in piazza del Campo in un  piovoso mattino di Aprile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ammicca aveva colpito ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;(*)  Vedi : &lt;a href="http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano.html"&gt;Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (prima puntata)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1818131423280707592?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1818131423280707592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/02/approfondimento-ammicca-e-la-legge.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1818131423280707592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1818131423280707592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/02/approfondimento-ammicca-e-la-legge.html' title='Approfondimento: Ammicca e la legge.'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-2918995383296498732</id><published>2007-01-15T10:34:00.001+01:00</published><updated>2008-10-13T12:37:22.028+02:00</updated><title type='text'>Se fosse un film</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Se questo fosse un film, lo inizierei con la cinepresa che si avvicina alla finestra chiusa, illuminata, di luce fioca, che appena trapassa i vetri appannati, per poi entrare magicamente, la cinepresa, all'interno della stanza, come in un film di Hitchcock.&lt;br /&gt;La stanza, vuota di persone, dovrebbe contenere, però, oggetti che possano identificare i miei gusti e le mie passioni, che possano far capire chiaramente agli spettatori che tipo di vita conduco, che lavoro faccio, chi amo, in due parole chi sono.&lt;br /&gt;Senza parole, solo con le immagini, dovrebbe descrivermi: una rivista di moto, una foto dei miei figli, dischi e libri sparsi in disordine. Ma non è facile parlare senza parole e senza parole esprimere un emozione. Quali sono le cinque immagini che scegliereste per descrivere la vostra vita?&lt;br /&gt;Per me sarebbe un problema, per me che non riesco neanche ad esprimere le mie di emozioni, che non so articolare una frase, che quando guardo quegli occhi scuri si spegne il cervello e non vedo che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nebbia che c'era quella mattina! Era spessa e puzzava di petrolio. &lt;br /&gt;I lampioni arancioni del benzinaio stavano per finire il loro turno di notte, l'alba stava premendo contro l'orizzonte squarciandolo in mille schegge e, per associazione, pensai al mio cuore, frantumato e deriso, che palpitava credo per inerzia.&lt;br /&gt;L'appuntamento per il motogiro era fissato alle 5,30, la mia insonnia penosa mi ci aveva portato alle 5 scarse. Hai voglia a girellare per perdere tempo; il tempo non passa mai, soprattutto se vuoi ammazzarlo. E io avrei voluto massacrarlo, strozzarlo, bastonarlo e prenderlo a calci, quel tempaccio maledetto di acqua stagnante, di specchi infranti e sogni smozzicati e interrotti. Sul più bello. Come sempre.&lt;br /&gt;Il bar nel giorno di chiusura. Nessun conforto da un cappuccino, niente crema nel cornetto per addolcire questo giorno di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Merda! La polizia!&lt;br /&gt;Rallenta! vai piano... niente c'hanno visti. Eccoci, ci fermano.&lt;br /&gt;Merda! Merda! Merda!&lt;br /&gt;State tutti calmi, niente mosse false, niente parole di troppo, lasciate parlare me... dov'è la roba? &lt;br /&gt;Nel calzino.&lt;br /&gt;Nel calzino? Che schifo! Non potevi metterla da qualche altra parte?&lt;br /&gt;Cazzo, non devi mica leccarla!&lt;br /&gt;A no? E tu come la prendi scusa?&lt;br /&gt;Ma perché tu la lecchi? Ma sei scemo?&lt;br /&gt;Io sì...&lt;br /&gt;No perché scusate, anch'io la lecco...&lt;br /&gt;Ma siete completamente idioti??&lt;br /&gt;Io l'aspiro.&lt;br /&gt;L'aspiri??? Ma sei deficiente?? Questo l'aspira... quelli la leccano... ma dove sono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito. E' stata dura ma ce l'ho fatta. Cavolo, bella sudata!&lt;br /&gt;Però, che spettacolo. Certo che questa casa imbiancata sembra un'altra. Più grande, più ariosa. Aveva ragione lei. Aveva sempre ragione lei. Posso stare qui a menarla per giorni ma ciò non cambia la realtà, lei era meglio di me: più saggia, più matura, più riflessiva e pacata, mai uno scatto d'ira, una parola di troppo, sempre calma, sempre severa e irreprensibile. Ma quanto sangue aveva, rosso, denso, tenace pure, non lavabile pare, ma tanto, troppo, scusami se te lo dico, troppo davvero, e che ci facevi con tutto quel sangue, tu... così algida, così teutonica e pudica, così fredda. A che ti serviva tutto quel sangue, caldo, bollente, focoso, perché non me ne hai dato un pò di quel liquido caloroso e inebriante. Lo volevi tutto per te. E per tua madre.&lt;br /&gt;Tua madre: sempre irascibile, collerica, mai un pensiero gentile, un dopobarba alcolico, una cravatta, mai un sorriso, un buongiorno tutto mio, un latte caldo. Ma anche lei... quanto sangue! Eravate così sanguigne di famiglia e non me ne ero mai accorto. Ma che sangue appiccicoso, ostinato, cattivo e dispettoso. E' proprio il sangue di tua madre, non c'è dubbio.&lt;br /&gt;Ma adesso, tutta imbiancata, la nostra casa è bellissima.&lt;br /&gt;E che silenzio. Nessuno che grida. Riesco addirittura a sentire il mio sangue che esce, piano, dalle vene dei polsi, lento, senza fretta, senza clamore, con uno sgocciolio sommesso, sembra un liquore zuccherino, non sembra amara la morte, la morte è&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dolce per tutti?&lt;br /&gt;Che dolci avete?&lt;br /&gt;Tiramisù, pinolata, torta di mele, della nonna, al ribes, al limone, profitterol... e panna cotta.&lt;br /&gt;Avete la Sacher torte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente, prendo un caffè.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-2918995383296498732?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/2918995383296498732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/01/se-fosse-un-film.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2918995383296498732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/2918995383296498732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2007/01/se-fosse-un-film.html' title='Se fosse un film'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116167418469492660</id><published>2006-12-22T08:16:00.001+01:00</published><updated>2008-10-13T12:36:41.313+02:00</updated><title type='text'>Punti di vista</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Oggi sono corso a casa dal lavoro perché la giornata era davvero troppo bella per passarla in una pausa pranzo qualsiasi. Neanche il tempo di dire che a prendere i bambini all'asilo "forse" non ci sarei potuto andare, cambio rapido, pantaloni, giacca, paraschiena e via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Complice il cambio gomme la settimana scorsa, la moto va che è una favola. Prendo per Quercegrossa, Castellina in Chianti, poi Radda, curve su curve, poi verso Lecchi, pochissime macchine, strada asciuttissima nonostante ieri abbia persino grandinato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Poi da Pianella a S.Gusmè e su fino in cima al monte Luco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dato che non avevo mangiato ancora niente dalla mattina ho pensato bene di entrare nel baretto proprio di fronte al ripetitore televisivo e farmi fare un bel panino con la soppressata. Vado matto per la soppressata. Mi tolgo il casco e realizzo che nonostante il sole, sulla cima del monte Luco fa proprio freddo. Nei pochi metri che percorro senza casco un venticello pungente mi colpisce in pieno viso e mi fa rabbrividire. Mi siedo sulla panchina sul ciglio della strada con la Ducati proprio davanti. Scarto il panino e inizio a gustare quella prelibatezza che il miglior amico dell'uomo, il maiale, ci ha donato per nostra gioia imperitura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il freddo è mitigato benissimo dal calore sprigionato dai due cilindri incandescenti. Mi accoccolo più vicino al motore, e mentre mi godo la soppressata, pregusto la discesa in basso passando da S. Regolo, S.Martino, e giù fino a riscendere nella valle del Massellone e risalire ancora verso Radda, Castellina e poi i 20 Km di goduria fino a Poggibonsi (e già, vado a lavoro in moto, i bambini sarà andata a prenderli mia moglie) e mi trovo ad ammirare quei due cilindri, la loro alettatura, poi il telaio, la sella, la moto intera, che è lì paziente,  aspetta che finisca il panino e pare dirmi: "fai con calma, abbiamo tutto il tempo che vuoi". Proprio così Andrea, goditi la pace, la libertà che solo un bel giro in moto può dare. Quassù in cima al monte, ci siamo solo io e la Multistrada e un signore  che mi saluta con la mano, da lontano; gente cordiale da queste parti. Non si sente che il rumore del vento fra le foglie degli alberi e di un ruscelletto che deve essere proprio dietro la panchina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Resto lì come un cretino, un sorriso pieno di briciole mi si stampa in faccia e, così conciato, con la bocca piena, mezzo infreddolito ma contento, sussurro alla mia moto: "Ne vuoi un morso?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ero lì che mi godevo una tranquilla passeggiata sulla strada che va verso la cima del monte Luco. La giornata era serena, solo un venticello freddino guastava una pace da cartolina, quando in lontananza sento quello che posso definire solo come un boato assordante. Pochi secondi dopo vedo un pazzo scatenato con una moto grigia uscire dalla curva e, a velocità che non temo di definire pazzesca, passa accanto a me e a mia moglie. Lo stramaledica il Padreterno. Guastatore della pace e della tranquillità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Poco dopo lo rivedo seduto sulla mia panchina preferita che divora qualcosa da un cartoccio. Sarà sicuramente uno di quei tipi strani che mangiano schifezze macrobiotiche, soia o giù di lì. Gli faccio segno con la mano di strozzarsi con quella robaccia e me ne vado schifato. Ho bisogno di un digestivo, meno male che di lunedì, dopo l'esposto che ho fatto al Sindaco, il bar rimane aperto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma pazzo deve esserlo davvero quel bel tomo: mia moglie che si era nascosta dietro la siepe a fare i bisognini lo ha sentito ridere da solo e, ma delle donne è meglio non fidarsi, mi ha detto che ha offerto un pezzo del suo macabro pasto alla motocicletta. Pervertito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Come sono andati gli affari oggi?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Mah, che vuoi che ti dica: calma piatta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E' entrato solo un ragazzo per un panino con la soppressata e subito dopo quel rompicoglioni di Ottorino, tutto arrabbiato, come al solito, che cercava quella povera donna della moglie, ha chiesto se era andata al bagno. Poi ha preso un Diger Seltz, (si è sprecato, come sempre) perché non so chi gli aveva rovinato la passeggiata. Dio lo benedica chiunque sia".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Converrebbe chiudere il Lunedì, solo tipi strani, ma abbiamo l'ingiunzione del Sindaco. Se scopro chi ha protestato..."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Oggi come al solito Ottorino è voluto andare per boschi. Tutti i santi lunedì per boschi, tutti i santissimi lunedì sul monte Luco. Ha persino costretto quei poveracci del bar a stare aperti di lunedì, perché LUI deve venirci tutti gli stramaledetti lunedì su questo schifo di monte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il guaio è che devo accompagnarlo in questa sua mania: "E se mi morde una vipera? Vuoi che stramazzi solo come un cane in mezzo al bosco?" Ecco, come ogni stramaledettissimo giorno con le sue fobie: le vipere, le donne, e le moto, soprattutto le moto. Tutte al femminile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Eravamo appena ritornati sulla strada che non ci passa accanto proprio un ragazzo in moto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E lui giù a inveire: "Poteva ammazzarci! Pazzo scatenato!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non è che andasse forte, neanche ci è passato troppo vicino; andava in moto e questo a Ottorino, mio marito, basta e avanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E poi che freddo sul quel caspita di monte. E quando fa freddo mi scappa la pipì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Anche ogni mezz'ora. E mi tocca farla nei posti più strani. Oggi mi ero nascosta da Ottorino dietro una panchina vicino al ripetitore e stavo espletando i miei bisogni, quando ecco che rispunta quel tipo con la moto. Si siede e apre un cartoccio; un bel panino imbottito (avrei voluto essere io bene imbottita, col freddo che avevo, coi calzoni calati e in "quella" posizione).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Si mette a mangiare che era una soddisfazione vederlo, poi gli sento dire "Ne vuoi un morso?" e mi è preso un accidente perché credevo che si fosse accorto di me, mamma mia pensate che vergogna! Per fortuna diceva alla moto. Beata lei, almeno ha qualcuno con cui parlare a tavola...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ero tranquilla nel garage, il pazzo è al lavoro mi son detta, dovrei passare una giornata in relax.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Già mi ha fatto cambiare le gomme l'altra settimana, con tutto quel tocca tocca del meccanico che neanche mi sta tanto simpatico, poi mi ha già detto che vuole togliermi il catalizzatore...uffa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Poi, ecco che ti arriva tutto trafelato, si veste come una furia, e via. Porco mondaccio, va come uno sciagurato. Aridaje, il solito giro, Castellina, Radda... ci manca solo il monte Luco... ecco qua! Perfetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Piano, ho le gomme nuove... attento a quel signore sul ciglio della strada. Mamma mia... a momenti lo mette sotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E ora dove va quello sciroccato? Un bar; già, su questo schifo di monticiattolo c'è un bar aperto anche di lunedì; il solito panino alla soppressata, presumo...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dovrei farti pagare per servizio riscaldamento, non sono mica una stufa!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Guarda, guarda, c'è una donnina che la sta facendo proprio là dietro e questo gonzo neanche se ne è accorto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Cosa? Un morso a quell'orrendo panino?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Pensa a mettere la benzina, ciccio, che se ti fidi dell'indicatore digitale, per tornare a casa sarai tu a portare me in groppa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116167418469492660?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116167418469492660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/punti-di-vista.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167418469492660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167418469492660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/punti-di-vista.html' title='Punti di vista'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116167395616669775</id><published>2006-10-27T08:07:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:36:17.135+02:00</updated><title type='text'>Non aprite quella Ducati (prima puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;La notte stava calando velocemente e non aver calcolato che avrei dovuto percorrere buona parte della strada per tornare a casa dentro a un fitto bosco, mi stava facendo arrabbiare più di tutte le vicissitudini che avevo dovuto affrontare quel pomeriggio.&lt;br /&gt;Sì, perchè se in campo aperto la visiera fumè permetteva ancora di intravedere la strada, nell'oscurità del bosco era difficile persino intuire le curve, diveniva un terno al lotto indovinare se buttarsi a destra o a sinistra.&lt;br /&gt;Sono molto miope e l'idea di una visiera graduata deve essermi sembrata geniale quando decisi di comprarne una e per di più scura.&lt;br /&gt;Via gli occhiali da vista e da sole in un sol colpo.&lt;br /&gt;Bravo furbone. Ora mi trovo impelagato in questa situazione: devo scappare, non vedo a un palmo dal naso e la mia unica preoccupazione adesso è come morire, spiaccicato in qualche muro di cinta per non aver indovinato la curva o ucciso dai miei inseguitori.&lt;br /&gt;Ma, come si dice, facciamo un passo indietro.&lt;br /&gt;Solo poche ore fa ero un felice possessore di una Multistrada 1000, un modello della Ducati di cui esistevano anni fa addirittura dei forum dedicati su Internet.&lt;br /&gt;Poi dopo le leggi sulla regolamentazione dei siti web che stabilirono che per poter gestire un forum sul calcio si doveva possedere un paio di scarpe Adidas, sulle due ruote una moto Honda, sul sesso una nerchia di almeno 28 cm, molti siti scomparvero. I moderatori del forum sulla Multistrada fondarono altri siti. Nessuno di loro sul sesso.&lt;br /&gt;Ma torniamo a noi.&lt;br /&gt;Stamattina, come sempre da qualche settimana, ho preso la moto dal garage per recarmi a lavoro.&lt;br /&gt;Nei giorni ho migliorato le procedure di partenza e proprio questa mattina sono riuscito a completare tutti i test di rilevazione dei gas di scarico in soli 19 minuti.&lt;br /&gt;La procedura per i mezzi immatricolati precedentemente l'omogazione eurAsia 4 prevede infatti l'applicazione al posto del vecchio catalizzatore (un tempo detto bonariamente "padellone") di un complesso sistema di sonde e centraline "usa e getta" che va applicato tutti i giorni e rimosso al momento di riporre la moto in garage, data l'altissima probabilità di autodetonazione che contravviene alle severe norme antirumore entrate in vigore dopo l'ultimo consiglio degli 8 grandi, il G8,&lt;br /&gt;che sono rispettivamente Cina, Giappone, Korea, India, Iran, ancora Cina, Emirati Arabi e Svizzera.&lt;br /&gt;Ma queste cose le sapete, torniamo ai fatti.&lt;br /&gt;Avevo appena finito le procedure di partenza e non avevo fatto che pochi metri quando nello specchietto destro intravedo la sagoma di una moto nera.&lt;br /&gt;Date le elevate vibrazioni dello specchietto e parte della mia spalla che copriva la visuale, sulle prime non ho realizzato che quella moto nera era "LA moto nera".&lt;br /&gt;Il terrore di tutti i motociclisti, di tutti i treruotisti, di tutti i monorotaisti.&lt;br /&gt;Aveva preso di mira me. Ancora non lo sapevo, ma stava per iniziare quella che forse è la mia ultima giornata di vita.&lt;br /&gt;Tutto era contro di me, i soli che avrebbero potuto avvertirmi, furono distratti dal tintinnio della mia frizione a secco e persero l'attimo. Se avessi avuto la Multi SR1100s uscita qualche anno dopo la mia, con frizione in bagno d'olio (e antisaltellamento) avrei avuto una chance in più. Invece...&lt;br /&gt;Superato l'ultimo posto di blocco federale presi col solito piglio sportivo la tangenziale e quindi la Strada Europea 23, con i suoi soliti buchi, mai appianati (errore di progetto dell'Ing. Emmental, uno svizzero merdoso) e i suoi guard rail della Termignoni (che dopo l'esclusiva ottenuta, non senza scandalo dalla Akrapovic, si era riconvertita in produzioni variegate fra cui padelle e appunto guard rail), gli unici nella mia contea fatti di materiale antiaderente (pare che per un'errore nella gestione automatizzata smistamento materiali, siano usciti di fabbrica guard rail antiaderenti e padelle antiribaltamento TIR).&lt;br /&gt;Ma si sa, la Termignoni era peggiorata molto negli ultimi anni.&lt;br /&gt;Mi ero distratto a guardare il manifesto dell'ultima tre ruote koreana con frigobar e lettore Mp11, quando la moto nera mi affiancò e senza che neanche me ne rendessi conto mi spinse con un colpo di carena giù per una scarpata.&lt;br /&gt;Fu l'istinto più che la ragione a farmi premere il tasto che attiva le ruotine posteriori Ducati Performance Junior.&lt;br /&gt;Grazie a questo optional, sottovalutato invero al tempo, riuscii a non cadere e potei ritornare sull'alsfalto.&lt;br /&gt;Non poteva essere una fatalità, quella moto mi aveva spinto deliberatamente. Non poteva che essere LEI.&lt;br /&gt;In preda al panico, vidi tutta la vita della Multistrada passarmi davanti agli occhi in un attimo; vidi la fabbrica di Borgo Panigale, il reparto verniciatura e poi il montaggio del motore sul telaio; la scelta amorevole degli pneumatici, la messa in strada, i primi chilometri felici; il primo incidente, il secondo tagliando (!!!), la tortuosa e erta strada che conduce al filtro dell'aria, la Multistrada tutta, pulsante, viva e che non voleva morire.&lt;br /&gt;Prese lei il comando della situazione; mi ritrovai spettatore del più funambolico inseguimento a cui avessi mai assistito.&lt;br /&gt;Chi può dire chi stava realmente guidando? All'apparenza ero io, e bene così non avevo mai guidato; per me allibito era la moto stessa che dominava l'asfalto; più probabilmente era la simbiosi perfetta fra noi due che, fatti uno solo, affrontavamo curve e tornanti con tale irruenza da far timore anche a Loris Rossi il campione del mondo del trofeo HondaGP (degno erede di suo padre Valentino, fra l'altro).&lt;br /&gt;La moto nera non mollava però; anche lei affrontava le curve con tale veemenza da non permettere il minimo errore ai fuggitivi.&lt;br /&gt;A ogni uscita di curva la sua sagoma cercava di raggiungerci, ad ogni staccata la vedevo nello specchietto, tremolante come non mai, che cercava di infilarci all'interno o all'esterno.&lt;br /&gt;In ogni rettilineo la pur pimpante ripresa del 2 cilindri bolognese veniva messa a dura prova dall'esuberanza del 5 cilindri jappanese da 530 cv. Meno male che sotto i 16.000 giri quel tipo di motore dorme e che con la mia coppia già pronta a 3000 giri riuscivo a tenere dietro quel mostro di voracità (si dice che consumi parecchino e che alla mancanza di ripresa contribuisca anche il serbatoio di 140 litri più riserva necessario per un'autonomia di 60 km).&lt;br /&gt;E fu la sua scarsa autonomia a salvarmi.&lt;br /&gt;Dopo poche altre curve, la jappa entrò in riserva e nel giro di trecento metri finì anche quella (12 litri).&lt;br /&gt;Ne approfittai per prendere un discreto vantaggio.&lt;br /&gt;Appena dopo l'ultimo tornante in vetta a cima Coppi, mi fermai sul ciglio e inserii tramite l'apposito pulsante sul manubrio il paio d'ali Ducati Performance Flyzone e mi buttai giù per la discesa. Dopo pochi metri la Multistrada si staccò in volo e iniziai a volare nel cielo infinito...&lt;br /&gt;Mi girai in tempo per vedere la moto nera sgasare incazzata nera (appunto) e impotente sulla strada, con tutti i suoi cavalli frementi, spavaldi, baldanzosi ma incapaci di spiccare il volo della fantasia. In una parola: inutili.&lt;br /&gt;Sotto di me la vastità della vallata, i campi arati, il ruscello artificiale Honda con la diga naturale Ferrarelle.&lt;br /&gt;Sapevo che la moto nera non avrebbe mollato facilmente ma me ne sarei occupato più tardi.&lt;br /&gt;Adesso il mio problema principale era che prima o poi avrei dovuto atterrare e non avevo idea di come fare. Le istruzioni di un certo Terblanche non erano per nulla chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;(forse...)   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116167395616669775?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116167395616669775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-prima-puntata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167395616669775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167395616669775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-prima-puntata.html' title='Non aprite quella Ducati (prima puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116176602247566074</id><published>2006-10-26T08:46:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:36:04.975+02:00</updated><title type='text'>Non aprite quella Ducati (seconda puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Stavo ormai volteggiando a mò di avvoltoio da una ventina di minuti. Il monitor con le istruzioni per l'atterraggio non ne voleva sapere di accendersi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'avevo istallato da qualche mese e non aveva mai funzionato a dovere. In teoria avrebbe dovuto risolvere i problemucci della vecchia strumentazione, in realtà peggiorò solo le cose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;L'indicatore della benzina per esempio, che era un pò impreciso nel vecchio modello, sul nuovo computer di bordo fu sostituito con un adesivo con la scritta "RICORDATI DI METTERE BENZINA OGNI TANTO".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I progettisti lo definirono una soluzione semplice ed efficace in linea con la filosofia del Marchio e considerarono risolto il problema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lo schermo a cristalli solidi a 16.008.963 di colori era bellissimo; all'accensione della moto proiettava un piccolo mpeg56 di 40 secondi in cui la scritta "MULSISTRADA 1100" si componeva in un effetto 3D strabiliante e nonostante l'evidente errore di scrittura (pare l'avesse progettato un vecchio sudafricano in pensione) era in grado comunque di seccare completamente le due batterie in dotazione alla moto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ci fu una campagna di richiamo della "Ducati Motor Holding Spa ci cci cuccù peppè" ma quasi nessuno poté recarsi nelle officine perché la procedura di sboccaggio dell'immobilizer elettronico era stata scritta in cirillico kazako: Љ М Н Њ e dopo tre errori di procedura faceva scoppiare una piccola testata atomica. I più al secondo tentativo si fermarono. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La Ducati fornì in garanzia a tempo di record 5.000 nuovi schermi da 16 pixel in bianco e nero che all'accensione mostravano la scritta "Benelli Leoncino 125" e considerò risolto il problema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Quello non era proprio il momento di fare le bizze però. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dovevo riuscire a far funzionare quel maledetto monitor perché il carburante stava rapidamente finendo e a forza di girare in tondo come un condor pasa stava cominciando a girarmi anche la testa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E' strano quali cose buffe ti passino per la mente nei momenti più difficili. In quegli attimi tragici in cui la mia vita era appesa a un filo ripensai a quel film che avevo visto la sera prima in cui un tizio vestito da Babbo Natale tentava di rapinare una gioielleria il cui proprietario si era a sua volta vestito da Babbo Natale e la commessa da Mary Poppins, solo che lui la scambia per la Befana, lei si incazza e gli rompe l'ombrellino in testa e lo arrestano e lo sbattono in prigione e i poliziotti sono tutti vestiti da Babbo Natale per allietare i bambini dell'ospedaletto e... la benzina finì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Cominciai a roteare come un nibbio bruno nel parco del Pollino, e, dopo qualche volteggio sgraziato, il muso della moto puntò verso terra e iniziai a precipitare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Tentai, tentai, tentai di riaccendere il motore e per mia fortuna la benzina presente nella parte posteriore del serbatoio (che nel nuovo modello parte dal cannotto per terminare al mottoscafo) raggiunse gli iniettori, il bicilindrico emise un gemito e subito una scossa percorse la moto nella sua interezza; il monitor si accese e la scritta "Benelli Leoncino 125" mi apparve in tutto lo sfavillante splendore dei 16 pixel in bianco e nero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Finalmente il computer di bordo decise di funzionare e la procedura di atterraggio mi fu svelata; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;era dannatamente semplice: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"Per un perfetto atterraggio portare la spalla destra a contatto con il casco e la mano sinistra davanti alla visiera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Con la mano destra toccarsi saldamente i coglioni; serrare fermamente gli occhi assumendo la tipica espressione di chi sta per sfracellarsi al suolo; cercare un pagliaio o un laghetto o una piscina o un furgone telonato o un grosso maiale per attutire (in parte) l'urto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per chiarimenti e/o suggerimenti non esitate a scriverci ecc...". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mavaffanculooooooooooooooooo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Con queste parole ben chiare in mente iniziai la fase di atterraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116176602247566074?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116176602247566074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-seconda-puntata_25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116176602247566074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116176602247566074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-seconda-puntata_25.html' title='Non aprite quella Ducati (seconda puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116176620053533781</id><published>2006-10-25T09:40:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:35:28.361+02:00</updated><title type='text'>Non aprite quella Ducati (terza puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mi restavano pochi minuti di autonomia, poi avrei dovuto in qualche modo atterrare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Le indicazioni del monitor non erano di molto aiuto, quindi pensai che avrei duvuto cavarmela da solo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Presi la situazione in mano e puntai il muso diritto verso una pianura che si estendeva sotto di me. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Poi, con uno sforzo di memoria tremendo, cercai di riportare alla mente la combinazione di tasti che attivava lo scudo antibriciole; era un optional della Guzzini Performance, che serviva ad evitare che i resti dei panini mangiati dai camperisti lungo la strada potessero venire aspirati dall'airbox Multi dinamico-statico-cinematico (DSC) una chicca della Ducati Performance che permetteva un aumento di 8 cv al raggiungimento dei 280 km/h. (Per raggiungere tale velocità era però necessario il kit racing con Convogliatore per l'aria Perimetrale a Doppia Unità di Risucchio Automatico, il famoso CaPaDURA, che era talmente brutto, ma talmente brutto che nessuno aveva il coraggio di comprarlo. Sta di fatto che non avere il DSC era considerato da pivelli e quindi tutti immancabilmente lo adottavano). Anche io, quindi, l'avevo istallato (anche se con qualche remora visto anche il prezzo); ora mi sarebbe tornato finalmente utile per attutire l'impatto col suolo (se fossi riuscito a ricordare la combinazione per attivarlo, naturalmente).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Respirai profondamente, cercai di isolare le mie emozioni, di estrapolarmi da quella situazione, creare il vuoto assoluto intorno a me così da potermi concentrare al massimo e ritrovare nella polvere del mio cervello, nel più buio scantinato della mia memoria, nel più remoto recesso del mio sapere, la giusta sequenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Provai: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;2-1-3:  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;si aprì la fiancatina destra e persi la retina che ci avevo messo 3 mesi per averla; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;3-1-2: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e dissi addio alla sella del passeggero; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;2-1-1: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;partì la "cavalcata delle Walkirie" di Wagner insieme a un missile aria-aria che uccise un piccione in un'esplosione di piume; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;2-1-3: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;acc...si riaprì la fiancatina destra e persì anche i documenti; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;3-3-2: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;si aprì il tappo del serbatoio e uscì un clown a molla con la scritta "ci piscio sulle jap"; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;1-1-1: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;si attivò, e fu la mia salvezza, il Multistenditoio, l'optional FoppaPedretti Performance, che poteva assicurare una superficie di oltre 30 metri quadri di biancheria da stendere (era utile se colpiti da un acquazzone improvviso o se non si aveva il terrazzo); non tanto il Multistenditoio fu indispensabile, quanto i 32 metri quadri (avevo esagerato) di lenzuoli, federe, asciugamani, mutandoni e giarrettiere che avevo (per pigrizia) lasciato a stendere e che mi ero dimenticato (per vecchiezza) di raccogliere l'ultima volta (ritrovai anche un calzino verde pisello che mi era rimasto spaiato per mesi e soprattutto Anita la mia bambola gonfiabile, vai a sapere a volte dove finiscono certe cose).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I lenzuoli si comportarono come un paracadute e con opportune sgassate e frenate riuscii a indirizzare la moto verso uno spiazzo poco lontano. Stavo per toccare ormai terra, planando lentamente e in tutta sicurezza, quando dal boschetto circostante sbucò un maiale, un grosso maiale, incazzato come due maiali, sporco come dieci maiali, che terrorizzato come cento maiali mi si scagliò contro e andò a ficcare la sua testaccia di mille maiali dentro la camicetta di mia moglie che (per distrazione) avevo regalato ad Anita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il maiale, in altro modo non potrei chiamarlo, cominciò a correre in maniera scomposta trascinandomi dietro di sè. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;I lenzuoli-paracadute ripresero a gonfiarsi e la moto, forte di quella spinta vigorosa (la prima Multi alimentata a salsicce), riprese il volo e nel trambusto si azionò di nuovo la cavalcata wagneriana con annessi missili aria-aria e conseguenti piccioni flambé e il meccanismo di gonfiaggio rapido scattò e Anita proruppe in tutta la sua prorompenza e mi si piazzò a gambe belle larghe davanti al casco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il maiale che grugniva disperato con addosso la camicetta di pizzo inseguito da una Multi a vela che sparava missili a tempo di musica guidata da un satiro che operava del sesso orale alla sua metà di silicone, si infilò dentro un pagliaio in uno sfavillio di paglia e fieno e ancora paglia e sempre più paglia, poi corse dentro uno stagno dove affondò grugnando, mentre io e la moto con tutti gli annessi continuavamo la nostra planata contro un camion telonato che però fu disintegrato poco prima dell'impatto da un missile aria-camion, di cui anche in Ducati ignoravano l'esistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il telonato trasportava un carico di rarissimi piccioni pigmei che riuscirono a fuggire dal mezzo in fiamme, ma solo per essere spappolati con precisione ineguagliabile dai missili aria-aria in dotazione alla mia Multi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Centinaia di piccioni pigmei esplodevano come piattelli intorno a me, Wagner esaltato si dimenava come un forsennato, il maiale sguazzava disperato nello stagno con la camicetta ridotta uno straccio e il mio calzino verde pisello infilato nel grosso naso piatto, Anita era venuta e la Multi ormai a secco di benzina planava sospinta dagli spostamenti d'aria delle esplosioni come un sommergibile sballottolato dalle bombe di profondità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Finalmente lo scudo antibriciole si aprì di sua volontà e ritrovai il pezzo di pizza ai peperoni che era costata due sculaccioni a mio figlio (credevo se la fosse mangiata lui)... mio figlio, mia moglie... li avrei mai più rivisti? mi chiedevo masticando voracemente l'ultimo boccone di pizza ai peperoni (mi piace mangiare dopo fatto sesso).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Si alzò un vento minaccioso che sollevò la Multi, novella Argo fra i flutti di un mare intangibile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La terraferma si allontanava nuovamente.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mi consolava il fatto che la moto nera fosse sparita ma ancora non sapevo che il peggio doveva ancora venire: all'orizzonte si stagliavano i peggiori nemici dei motociclisti, i Quattro Tagliandatori dell'Apocalisse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;(continua...) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116176620053533781?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116176620053533781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-terza-puntata_25.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116176620053533781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116176620053533781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-terza-puntata_25.html' title='Non aprite quella Ducati (terza puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-9146483835019237403</id><published>2006-10-25T07:50:00.001+02:00</published><updated>2009-05-03T13:15:05.017+02:00</updated><title type='text'>Non aprite quella Ducati (quarta puntata)</title><content type='html'>Il vento aveva preso a soffiare bello forte e il suolo si allontanava ondeggiando; stavo cominciando a seccarmi di quella situazione, tutto sommato sarebbe stato meglio affrontare la moto nera piuttosto che continuare a rimbalzare come un palloncino da spiaggia all'infinito.&lt;br /&gt;Se solo fossi riuscito ad afferrare un ramo di un albero o un palo della luce o il collo di una giraffa.&lt;br /&gt;Poi i miei pensieri furono distolti dall'apparire sulla destra dell'orizzonte di alcune figure, solo delle sagome, niente più che delle ombre. Non sapevo se rallegrarmi della cosa o se preoccuparmene seriamente. Avevo sentito, come chiunque, le leggende sui tremendi 4 tagliandatori dell'Apocalisse; se ne parla da sempre nei Bar Sport di tutta Italia; nelle notti tempestose, davanti al camino acceso, i nonni tengono sveglia l'attenzione dei bambini con le storie incredibili, ma possibili, dei terribili 4, dei pericolosissimi 4, dei fantastici 4, di Superman e l'uomo ragno.&lt;br /&gt;Si narra che gli orridi 4, fermassero i malcapitati motociclisti, rei di fare la manutenzione da soli, li portassero nella grande officina fantasma, e cominciassero a ispezionare la moto in ogni più recondito dettaglio; controllavano con speciali apparecchiature tutti i tipi di interventi di manutenzione effettuati e se trovavano qualcosa non perfettamente eseguito come prescritto dal manuale di officina erano cazzi. In primis veniva fatto bere al malcapitato tutto l'olio motore esausto, in seconda istanza gli avvitavano le candele nelle narici, per finire, la cosa più tremenda, gli presentavano il conto come da listino ufficiale Ducati + quello BMW moltiplicato quello MV Agusta.&lt;br /&gt;Qui normalmente i bambini scoppiavano a piangere e i nonni se la ridevano di gusto spegnevano quel cazzo di camino puzzolente e se ne andavano a dormire, ché alla loro età si erano anche rotti i coglioni di raccontare le solite storie tutte le sere.&lt;br /&gt;Ora le mie paure si stavano concretizzando davanti ai miei occhi abbacinati. Non potevo sbagliare: quelle quattro figure altri non erano che quei quattro figuri del tagliandatori dell'Apocalisse!&lt;br /&gt;Mi videro e mi furono subito addosso. Mi agganciarono con un cavo metallico e iniziarono le manovre di atterraggio.&lt;br /&gt;Mi sentivo, da novello Icaro, trasformato in pesciolone preso all'amo. Legarono saldamente il cavo al tronco di un albero e fattomi scendere - che gioia avere di nuovo terra sotto i piedi... e anche un pò di cacca di cavallo a giudicare dal puzzo lercio - e fattomi scendere dicevo, iniziarono le verifiche: si misero i guanti in lattice Ducati Performance e stavano per smontare la mia povera Multi quando all'improvviso un piccione pigmeo superstite sbucò dal fitto della boscaglia inseguito dal rombante missile aria-aria (vorrei far notare: con frizione a cesso... cioè a secco) e si diresse spennacchiando contro il gruppetto di tagliandatori. Questi si avvidero dell'imminente tragedia e cercarono di dileguarsi nelle quattro direzioni cardinali.&lt;br /&gt;Il piccione impazzito di paura virava ora a nord, ora a sud, poi a est e quindi a ovest... tornava a nord e poi a sud... insomma per farla breve, i terrorizzati 4, smessa ogni velleità tagliandatrice e abbandonato ogni pudore, piangevano come vitelli e correvano come lepri con le mani alzate in segno di resa (come se un piccione pigmeo e soprattutto un missile aria-aria possedessero il concetto di resa).&lt;br /&gt;Presto la fuga, disordinata e scomposta, finì; e finì in cacca, perchè i velocissimi 4, troppo intenti a guardare il piccione finirono dritti nello stagno dove il maiale incamiciato stava ancora disperatamente cercando di liberarsi del mio calzino verde. Si liberò invece gli intestini proprio sugli sfortunati 4 che vennero sommersi da una montagna di concime naturale mentre il piccione pigmeo esplodeva sopra le loro teste merdose innaffiandoli di piume. Mi sembrò che ridesse, il piccione.&lt;br /&gt;Ero finalmente libero di riprendere la mia amata Multi e tornarmene con un pò di fortuna a casa. La mia casa.&lt;br /&gt;Restava il problema della benzina che era agli sgoccioli.&lt;br /&gt;Fui fortunato e a pochi chilometri trovai un benzinaio aperto. Mica ci si può sempre girare le palle nei romanzi. Può succedere anche qualcosa di normale come trovare un benzinaio aperto.&lt;br /&gt;Sì, ma non avevo una lira perché nel trambusto delle puntate precedenti avevo perso il portafoglio. Come fare?&lt;br /&gt;Feci il pieno e salutai il benzinaio che sottobraccio ad Anita stava disponendo il cartello "CHIUSO" e se ne stava andando nel retrobottega con aria strana... ancora adesso mi chiedo se si sia accorto che era una bambola gonfiabile (e che bambola!) o se abbia pensato ad una donna particolarmente remissiva. Mah...&lt;br /&gt;Intanto stava calando la sera e la mia visiera scura stava divenendo un problema. Meno male che casa era vicina. Imboccai la tangenziale e mi diressi, stanco ma felice, verso la città.&lt;br /&gt;Non feci che pochi chilometri che una deviazione mi riportò in parte indietro e mi costrinse a passare per la statale che si inoltra nel bosco. Non so per quale motivo mi tornò alla mente la favola di Cappuccetto Rotto.&lt;br /&gt;Cappuccetto Rotto era un bambino che viveva con la mamma e che secondo la strega Durex non sarebbe dovuto nascere, ma il cappuccetto era rotto e così nacque lo stesso e da allora lo chiamarono tutti cappuccetto Rotto, a parte il padre che fuggì quasi subito, tanto che il suo vero nome nessuno più sapeva.&lt;br /&gt;Un giorno Cappuccetto dovette andare a trovare la nonna che viveva al di là del bosco e la mamma gli disse “Preservativo bucato stai attento alla moto nera…” Moto nera??? Ma che cavolo di favola è? Santo cielo, la moto nera!!! Eccola la rivedo negli specchietti, mi ha ritrovato, proprio nel bosco, con la visiera nera e il buio, ed ecco, amici, che mi ritrovo impelagato in questa situazione: devo scappare, non vedo a un palmo dal naso e la mia unica preoccupazione adesso è come morire, spiaccicato in qualche muro di cinta per non aver indovinato la curva o ucciso dai miei inseguitori. Ma questo ve l’ho già detto all’inizio della prima puntata, adesso siamo alla quarta e siamo alla resa dei conti.&lt;br /&gt;Non riuscirò per molto a tenere questo ritmo forsennato, o sbaglierò curva o mi prenderanno, o sbaglierò la curva e mi prenderanno, o mi sbaglierò e prenderanno la curva, o mi curverò e sbaglieranno la presa, o mi prenderò e curveranno lo sbaglio, o mi romperò i coglioni e la farò finita.&lt;br /&gt;Ma cosa succede? Si è accesa la scritta "Benelli Leoncino 125 – sei nella Pit Lane – limitatore 80 km/h". Porca paletta, è finita. La moto si sta fermando, la centralina racing Ducati Performance in ovvio stato confusionale, crede di essere nella corsia dei box di un Gran Premio. La moto nera mi raggiunge, mi affianca.&lt;br /&gt;Addio, forse non avrò neanche il tempo di salutarvi, verrò ca n c e l &lt;span style="font-size:85%;"&gt;l   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a    &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;t&lt;span style="font-size:78%;"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;o . .  .    Bzzzz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE ?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-9146483835019237403?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/9146483835019237403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-quarta-puntata_30.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9146483835019237403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/9146483835019237403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/non-aprite-quella-moto-quarta-puntata_30.html' title='Non aprite quella Ducati (quarta puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-5485485025538072895</id><published>2006-10-24T23:30:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:35:01.808+02:00</updated><title type='text'>Un vecchio amore... mancato</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;La notte si imbricchiava col mattino&lt;br /&gt;e tutta stava tracca a mezza lampa&lt;br /&gt;un barbagianni uggiava nella pampa&lt;br /&gt;ll cuor le barcallava un pò supino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si velarono i lumi uggerellati&lt;br /&gt;e spunsero nel ganglo della via&lt;br /&gt;caddero lunghi il Tanfero e mia zia.&lt;br /&gt;caddero stretti, alluppi e ammanicchiati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei si spencolava tutta su una cassa&lt;br /&gt;che  custodiva peccole e gincotte&lt;br /&gt;chè mentre suona il vullo tutta notte&lt;br /&gt;sul far del giorno arriva la martassa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice avesse un gran bel pastragnacco&lt;br /&gt;quel vecchio cavo pillo e barabambo&lt;br /&gt;ma parve che strullasse un bel macambo&lt;br /&gt;"non mi bucciar le tette" urlò "per Bacco!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un Tarzàn salì sul candeluro&lt;br /&gt;e si parvò in punta dei scarpazzi&lt;br /&gt;fra grucce tanche lampe e vecchi lazzi&lt;br /&gt;mirò la zia col pastragnacco duro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si smanacchiò tosto la pertìca&lt;br /&gt;che sigla è degli amori alla strabasta&lt;br /&gt;si apronno allor le fonti della casta&lt;br /&gt;si buttò giù a triumfo nella fica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si unguattò e gridò con uno sbotto&lt;br /&gt;con le mani stippolate alla bastocchia&lt;br /&gt;lacrime e grida e non la gaudurocchia&lt;br /&gt;chè mancata è meta e preso è spigolotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dedicata a Fosco Maraini.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-5485485025538072895?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/5485485025538072895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/un-vecchio-amore-mancato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5485485025538072895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/5485485025538072895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/un-vecchio-amore-mancato.html' title='Un vecchio amore... mancato'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116167979659261203</id><published>2006-10-24T10:49:00.002+02:00</published><updated>2009-05-03T11:34:14.446+02:00</updated><title type='text'>Ma dove sono finito?</title><content type='html'>&lt;span class="cfontmess" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Non riesco a vedere niente, che polvere, che buio che c’è qui.&lt;br /&gt;E che silenzio.&lt;br /&gt;Sono vivo o morto?&lt;br /&gt;Non capisco.&lt;br /&gt;Silenzio e tenebra.&lt;br /&gt;Ma… sento delle voci. Non capisco cosa dicono, ma suonano familiari.&lt;br /&gt;Santo cielo! Questo è mio padre!&lt;br /&gt;Mio padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimmi papà, che cosa succede? Dove siamo?&lt;br /&gt;Papà…&lt;br /&gt;Non mi sente, è solo un’ombra.&lt;br /&gt;Papà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quello sono io! Ma dove sono???&lt;br /&gt;Che posto è mai questo?&lt;br /&gt;Sò che non sto sognando, sò che non è un sogno.&lt;br /&gt;Adesso inizio a vederci meglio, il buio pian piano si dirada.&lt;br /&gt;Ma che polvere! Ecchediamine, pulite ogni tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guarda: il mio motorino… un Benelli 3 marce… blu.&lt;br /&gt;Ma quanta polvere.&lt;br /&gt;E tutte schierate ci sono le mie vecchie moto.&lt;br /&gt;Il Cagiva, la Kawasaki, l’Honda, e la Morini, e la vecchia Vespa,  la Lambretta…&lt;br /&gt;Oddio la Lambretta. E la polvere, papà, quanta polvere.&lt;br /&gt;Tu non mi senti adesso che sei morto. Io non ti ho ascoltato quando eri vivo.&lt;br /&gt;Non ti ho ascoltato quando mi dicevi di studiare… non ti ho ascoltato.&lt;br /&gt;Aiuto papà ho paura e non so come uscire di qui.&lt;br /&gt;Ma è colpa mia, perdonami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono delle foto sulla parete.&lt;br /&gt;Ah, sì… le riconosco, sono tutte le foto della mia vita.&lt;br /&gt;Ma io non ci sono più!&lt;br /&gt;Lì c’è la mia vecchia fidanzata e sta baciando il vuoto, l’aria. Dove sono io?&lt;br /&gt;Il mio compleanno: chi taglia la torta? Nessuno, non ci sono nanche lì.&lt;br /&gt;E chi sta tenendo in braccio i miei figli? Chi sta guidando la mia moto?&lt;br /&gt;Nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sono morto, e forse lo sono, doveva morire anche il mio ricordo?&lt;br /&gt;Nulla deve restare di me?&lt;br /&gt;O non sono mai stato niente. E il niente non si può cancellare.&lt;br /&gt;Fa freddo qui. Vorrei riuscire a piangere.  Ma non posso.&lt;br /&gt;E qui cosa c’è? Una porta. Proviamo ad entrare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a vedere niente, che polvere, che buio che c’è qui.&lt;br /&gt;E che silenzio.&lt;br /&gt;Sono vivo o morto?&lt;br /&gt;Non capisco.&lt;br /&gt;Silenzio e tenebra.&lt;br /&gt;Ma… sento delle voci. Non capisco cosa dicono, ma suonano familiari.&lt;br /&gt;C’è l’interruttore della luce! (Clic)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“SORPRESA!!! TANTI AUGURI”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...ma andate un pò affanculo…   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116167979659261203?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116167979659261203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/ma-dove-sono-finito_24.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167979659261203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167979659261203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/ma-dove-sono-finito_24.html' title='Ma dove sono finito?'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116167437027364198</id><published>2006-10-24T09:39:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:34:24.919+02:00</updated><title type='text'>Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (prima puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Siena 13 novembre 1983.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Beppe,&lt;br /&gt;ieri è stata una giornata indimenticabile.&lt;br /&gt;Io, il Mecco, il Nasse e il Grillo siamo andati al salone del ciclo e motociclo a Milano.&lt;br /&gt;Tutto è andato benissimo e ci siamo davvero divertiti. Ma lascia che ti racconti come è andata;&lt;br /&gt;Il ritrovo era fissato alle 5,30 di mattina al distributore dell’Esso di Fontebecci.&lt;br /&gt;Come sempre sono stato il primo ad arrivare. Un freddo cane. Ho rischiato di cadere almeno una dozzina di volte a causa del parabrezza che Ammicca mi ha montato sul Benellino. Uno schifo, come tutte le cose che fa Ammicca, accidenti a lui. Mi è toccato guidare con una mano mentre con l’altra tenevo il parabrezza. E fin qui, tirabaralla. Il problema era tenere con la gamba destra l’espansione che mi ha montato la settimana scorsa: mi pareva strano che avesse retto quasi una settimana. Il fatto è che Ammicca, che si chiama così per un suo tic che gli fa strizzare l’occhio e contorcere la guancia come in un ghigno, che quando ti parla, sembra sempre che ci voglia provare (se sei una donna) o che ti pigli per il culo (se sei un uomo), Ammicca dicevo, attacca tutto con quel suo scotch inglese solo perché è di marca Norton, che non c’entra nulla con LA Norton. E’ solo un’omonimia. Ma vallo a convincere, lui che sulla sua Guzzi 750 Eldorado ci attacca tutto con quello stramaledetto nastro. L’ha riempita di scotch e puntualmente perde pezzi per strada. Mi ricordo ancora, sarà stato il 1981, ci fermarono i Carramba dalle parti di Lornano, e la moto su cui eravamo aveva le marmitte (che chiamavamo così in attesa di trovar loro un nome più consono, perché in realtà erano praticamente due tubi Innocenti) appiccicate con quel cavolo di scotch Norton, quella ciofeca di scotch inglese, che facevano fumo da tutte le parti, ed emettevano un rumore simile a un caccia in fase d’atterraggio; Ammicca impassibile, estrasse i documenti e chiese “Qualcosa non va Agente?” fissandolo e ammiccando col suo occhietto tremulo e il sorrisetto beffardo. Il Carramba prima puntualizzò che non era una agente ma bensì un appuntato, poi credendo che il mio amico lo stesse allegramente prendendo per il culo (era un uomo) si mosse verso di noi con fare minaccioso, ma subito si fece indietro perché la targa si staccò e rotolò ai suoi piedi, seguita dal portapacchi, sella, io, Ammicca, serbatoio, tubo Innocenti destro, pedalina e leva freno posteriore. Il Carramba rimasto a bocca aperta stava per articolare una qualche frase, ma la lampadina del faro anteriore esplose, e tutti corremmo via gridando “Attentato, attentato!” Ci rilasciarono la mattina dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a oggi; in qualche modo sono riuscito ad arrivare all’appuntamento. Come ti ho detto ero il primo.&lt;br /&gt;Poco dopo ecco arrivare il Nasse. Cioè, ecco tutti i segni premonitori dell’imminente arrivo del Nasse; prima uno scoppio singolo: PAM, poi un bel doppio mortaretto: PA-PUM, poi lo spettacolo pirotecnico di una Simca 1000 con un solo cilindro effettivo, che fra PAM, PUM, POM, fumi e luci ad intermittenza (all’impianto elettrico ci aveva pensato Ammicca) arrivava contromano nella gelida mattina. Intanto in direzione opposta una lucina fioca fioca, pallida pallida stava arrivando come una lampara nel buio. Il Nasse che si era, come al solito suo, addormentato alla guida, aveva invaso la corsia opposta e la stava per travolgere. Ma all’ultimo, come nei film, la Simca 1000 ha perso anche l’ultimo pistone e si è piantata di schianto; Il Mecco, era lui alla guida della lampara, cioè il suo Califfone, è riuscito ad evitare l’impatto salendo sul marciapiede; il rinculo dello scalino lo ha scalzato giù dal sellino, ma non è caduto, e neanche il Califfone è caduto, e hanno continuato la corsa ognuno per sé, il Mecco sfrecciandomi accanto per l’aire mi ha salutato con la mano, come per dirmi “ora arrivo!”, il Califfone non ha salutato nessuno e si è infilato in una scarpata dove è rimasto incastrato fra un alberello e un muretto. Un classico parcheggio alla Mecco.&lt;br /&gt;Mancava solo il Grillo, che come sempre era in ritardo. Arrivava sempre in ritardo, anche di settimane. Era così in ritardo nei suoi ritardi che una volta arrivò in ritardo di una settimana e un giorno. Se dovevamo trovarci con lui, chessò alle 11,00, gli davamo appuntamento una mezz’ora buona prima e nonostante ciò aspettavamo le 11,30. Poi arrivava.&lt;br /&gt;Verso le 6 e 15 vediamo spuntare il muso della Dyane del Grillo sul rettifilo antistante il benzinaio. Stava arrancando per la strada e usciva un fumo nerissimo dal cofano. Con tutta la flemma che lo contraddistingue, il Grillo ha aperto la portiera ed è uscito dall’abitacolo pieno di fumo.&lt;br /&gt;Tossendo ha esclamato: “Sono in ritardo?”&lt;br /&gt;“Ma Grillo, sta prendendo fuoco la macchina!”&lt;br /&gt;“Lo vedo. La butterò.”&lt;br /&gt;“Bene, d’accordo, la butterai… ma noi come ci andiamo a Milano?”&lt;br /&gt;“A Milano? A fare che a Milano?”&lt;br /&gt;“Sì bbona sera… siamo messi benino!”&lt;br /&gt;Sì, siamo proprio un bel gruppo, io, il Grillo, il Mecco e il Nasse. Il Nasse poi nei rari momenti in cui riusciva a stare sveglio, era simpaticissimo. Lavorava come portiere di notte all’Hotel Anna, a due passi dall’Esso di Fontebecci. Ci davamo sempre appuntamento lì per fare un favore a lui e perché se non lo vedevamo arrivare, gli andavamo incontro, e lo trovavamo addormentato addosso a un palo, o rannicchiato accanto ai bidoni della spazzatura. Era comodo per noi e più sicuro per lui.&lt;br /&gt;Quante ne abbiamo combinate all’Hotel Anna grazie al Nasse. Come quella volta che… ora che ci penso, non so perché il Nasse si chiami così, è un soprannome che ha sempre avuto. I soprannomi! che bella invenzione: nel nostro gruppo ci sono Fulne, Stinco, lo Zoppo, Sherlock, Mozzico, e c’è anche Mappa e il fratello Mappino.&lt;br /&gt;Tutti nati per motivi strani, buffi, o anche terribili, ma unici.&lt;br /&gt;Fulne per esempio; sentite che giro: Fulne, si chiama Roberto, un giorno se ne esce con una maglietta, eravamo a metà degli anni settanta, con scritto FUN. E tutti a cercare di capire che caspita volesse dire FUN. L’inglese era un concetto astratto, non ci venne nessuna idea, se non di leggerlo alla senese FUNNE. E Funne qui e Funne là, alla fine diventò il soprannome. Poi la maglietta venne smessa e si perse la memoria storica del motivo che aveva portato a chiamarlo Funne, e ci si cominciò a chiedere perché cazzo si chiamasse Funne, e che volesse dire questo benedetto Funne e pian piano divento FuLne, che non voleva dire comunque un’emerita cippa, ma suonava meglio. Questa almeno è la versione più accreditata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a noi.&lt;br /&gt;“A Milano ci dobbiamo andare perché c’è il Motor Show” esordisce il Mecco&lt;br /&gt;“No, il Motor Show lo fanno a Bologna, a Milano c’è il ciclo e motociclo”&lt;br /&gt;“Giusto, il ciclo, il motociclo, ma a noi ci manca l’automobile!”&lt;br /&gt;Pensa e ripensa si decide di andare in treno.&lt;br /&gt;Dopo aver scastrato il Califfone del Mecco ci siamo diretti tutti pimpanti alla stazione coi motorini.&lt;br /&gt;Appoggiato il parabrezza alla testa del Nasse che dormiva, gli ho legato l’espansione ai lacci della scarpa e siamo partiti alla volta della ferrovia. Il Nasse… una sagoma!&lt;br /&gt;Il bigliettaio con grande perfidia ci ha snocciolato tutte le tappe del nostro viaggio: Siena, Empoli, Firenze, Bologna, Milano; 4 treni!!! Una Via Crucis… ma tant’è non avevamo altri mezzi e abbiamo dovuto cedere. Il Mecco, solito ottimista, ha cominciato a piangere singhiozzando “Non arriveremo mai!”, il Grillo si è comprato una copia di Le Ore “per il viaggio” e il Nasse si è accasciato nello scompartimento ed è caduto in un sonno profondo. Troppo simpatico.&lt;br /&gt;Finalmente siamo partiti alle 6,58, destinazione Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE PRIMA PUNTATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;&lt;b&gt;FOTO ALBUM: Il Grillo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dyane in un tipico parcheggio Grillesco:&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_dyane.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Grillo nel giorno del matrimonio (1981):&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_dyane-henk-maja-1970-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;e giù canne&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 420px; height: 581px;" src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_dyane-henk-maja-1970-2.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dyane del Grillo dallo sfascia carrozze dopo l'incendio:&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 592px; height: 395px;" src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_dyane%20&amp;amp;%20gs%20verte.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;e&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 567px; height: 310px;" src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_dyane%20vue%20montante..jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova macchina del Grillo (con la vecchia proprietaria sulla destra):&lt;br /&gt;&lt;img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_eend_01.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Grillo oggi:&lt;br /&gt;&lt;img style="width: 502px; height: 336px;" src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/893890_nonno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116167437027364198?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116167437027364198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167437027364198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167437027364198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano.html' title='Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (prima puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1042508901000292970</id><published>2006-10-24T09:36:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:34:10.362+02:00</updated><title type='text'>Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (seconda puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Alle 7,15 eravamo già tutti sicuri di aver fatto una grossa cappellata a prendere il treno. Totale incompatibilità col mezzo pubblico. Il Mecco, noto ansioso, cominciò dopo 20 metri a controllare insistentemente il biglietto: se lo aveva; e se lo aveva, dove lo aveva; e se lo aveva dove lo aveva, se lo aveva ancora lì dopo qualche minuto. Per farla breve, controllò il suo biglietto più volte di quanto avessero mai fatto tutti i controllori messi insieme su quel treno in trent’anni. Altra caratteristica del Mecco era la sua nota propensione al dramma, possibilmente catastrofico. Non oso immaginare cosa faccia su un aereo, ma su un treno diventa insopportabile. Ogni frenata, ogni curva, ogni galleria, ogni cosa, non sono altro che il preludio a una sciagura di proporzioni apocalittiche. Vederlo dimenarsi cercando di scrutare i binari alla ricerca di voragini in cui il treno possa sprofondare, altri treni fermi sul binario su cui schiantarsi, mucche ruminanti da polverizzare, passaggi a livello dove spappolare centinaia di auto, camion, biciclette e passeggini, fu divertente i primi due minuti, seccante dopo cinque, angoscioso dopo dieci. Soluzione: il Mecco in un altro scompartimento. Il Mecco, intendiamoci, non è cattivo, anzi, è una pasta d’uomo. Buono come il pane. Il suo problema è che dopo mezza giornata che lo conosci vorresti ucciderlo. Fa questo effetto. La sua ultima ragazza lo ha lasciato dopo 24 minuti. Ma lo avresti fatto anche tu se ti avesse spezzato un dito e bruciato la faccia cercando di metterti l’anello di fidanzamento al buio, nel cassone di un camion in movimento, con in mano un accendino e con una gamba ingessata, a 10 gradi sotto zero (era una camion frigorifero), circondati da pesci surgelati, seduti su una cassa di platesse. Ma, caro Beppe, un giorno ti racconterò quella storia.  Il treno aveva l’aria condizionata; condizionata cioè dal clima esterno: caldo se fa caldo, freddo se fa freddo. Faceva freddo. Molto. Il Grillo se ne era andato al bagno dopo pochi minuti dalla partenza con la sua copia “da viaggio” di Le Ore e non accennava a tornare. Avremmo saputo più tardi che su quella vetturina, oltre al riscaldamento, mancava pure il cesso. Mai sedersi in treno senza prima guardare le condizioni del sedile, ricordatelo. Il Nasse dormiva della grossa e russava talmente forte da coprire il rumore del motore. Aveva detto: “Non mi rompete i coglioni” e si era addormentato. Adoro il Nasse. Dopo un po’ il Mecco entrò nello scompartimento alla velocità di un bradipo stanco per annunciarci l’arrivo del controllore. Questo pover uomo lo seguiva a ruota. Nel dargli il biglietto il Mecco era rimasto impigliato col cinturino dell’orologio al golf del ferroviere (un prezioso cachemire da due stipendi, regalo di nozze della moglie, morta due anni prima). La strana coppia si muoveva all’unisono, con movimenti lenti e misurati: un braccio il Mecco, un braccio il controllore; una gamba il Mecco, una gamba il controllore; l’altro braccio il Mecco, l’altro braccio il controllore, e così via. Sembravano due idioti sincronizzati. Precisi. Stavano tentando di non sfilacciare il prezioso manufatto, ricordo d’amore del ferro-tranviere, per poi tentare la difficile operazione di estrazione a golf aperto. Dopo due stazioni, il Mecco dovette scegliere la vita e rinunciare al suo orologio e lasciarlo appeso al pancione del controllore che se ne andò in un misto di lacrime e rabbia, ma con un orologio da panciotto nuovo di zecca.Intanto il Grillo era tornato. Si era seduto e aveva cominciato ad accavallare le gambe ripetutamente, guardare fuori dal finestrino, sbuffare; accavallare le gambe, guardare fuori dal finestrino, sbuffare; riaccavallare le gambe, riguardare fuori dal finestrino, risbuffare; poi se ne uscì, nel senso che andò “al bagno”. Lo ritrovammo a Empoli sulla banchina. Emaciato. Stanco. Ma felice. Ad ogni stazione il Nasse balzava in piedi urlando “Siamo a Bolognaaa!!!”, ci guardava smarrito e ricrollava addormentato lungo disteso. Era rimasto traumatizzato da un viaggio fatto anni prima con due amici, Luccio e Strega. Nessuno sa precisamente cosa lo abbia ridotto così, successe prima che trovasse lavoro all’hotel, e ne parlava malvolentieri. Destava preoccupazione il fatto che Bologna era effettivamente lungo il nostro tragitto e che quindi, prima o poi, saremmo stati veramente a Bologna. Cosa sarebbe successo al Nasse? Cosa c’era di tremendo alla stazione di Bologna? Il Mecco, nonostante la perdita dell’orologio, riacquistò il solito ottimismo predicendo che a Bologna saremmo morti tutti in uno scontro fra – esagerò - tre treni, che il Nasse stava sognando un sogno premonitore, che la mostra fine era segnata, che non saremmo mai arrivati a Milano e neanche a Modena, se per questo. Poi riprese a scrutare la strada ferrata un po’ rincuorato dal fatto che, tutto sommato, almeno fino a Bologna, non saremmo dovuti incappare in nulla di potenzialmente letale, se il sogno del Nasse era veritiero. Il Nasse: troppo forte. Conobbi il Nasse al cinema Impero. Il mio primo film pornografico “legale”, a 18 anni compiuti. Conobbi anche il Grillo quella sera. Che film. Parlava, mi ricordo bene, della situazione precaria delle prostitute lungo il raccordo anulare. Un film di impegno civile. Il titolo era “Cinquantamila o vaffanculo!”, parafrasi della frenesia capitalista e della mercificazione dei sentimenti nella società postmoderna, seguita al boom economico, di quella che sarebbe divenuta anni dopo, nota come generazione X; un bel filmino con attori discreti, girato forse in economia, ma con dialoghi tirati e costumi non troppo ricercati. Prendendo spunto dalla “Finestra sul cortile” che è girato interamente in una stanza, il regista lo aveva ambientato per intero sul sedile posteriore di una Citroen GS. Ci colpirono particolarmente la scelta delle luci (rosse) e il montaggio analegico, cioè fatto col culo. Il Nasse colpì la mia immaginazione perché, dopo aver dormito per quasi tutto il film, si alzò di scatto a metà del secondo tempo urlando “Siamo a Bolognaaa!!!” come risvegliandosi da un incubo. Il Grillo urlò; un urlo straziante, si piegò su sé stesso e gemette sommesso. Si accesero le luci e, mentre tutti si ricomponevano alla bell’emmeglio fra sfrigolii di zip richiuse e fazzoletti nascosti in frett’e furia, il Nasse allargò le braccia, fece un gran sospiro e ricadde sulla poltroncina di legno con una sonora culata. Si riaddormentò immediatamente. La gente sdegnata e intontita si risedette in un mormorio sommesso, si risbottonò la patta e tutto ricominciò dal punto in cui si era fermato; Il Grillo uscì dalla sala con le mani sul pube e il pisello incastrato nella lampo. Il Nasse: questa meteora che illuminò la sala e che da quel giorno annoverai fra i miei miti. Ero immerso in questi ricordi quando giungemmo sferragliando a Empoli. La prima tappa del nostro viaggio era conclusa. Milano si avvicinava (anche se non proprio velocemente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;FINE SECONDA PUNTATA &lt;/span&gt;   &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FOTO ALBUM: Il Nasse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il Nasse in motorino&lt;/span&gt;&lt;img style="color: rgb(0, 0, 0);" src="file:///Users/afa/Desktop/ciclomotore-1.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/549492/ciclomotore-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/939595/ciclomotore-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;con la sua ex&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/358294/602_fulvio_dorme_u-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/608830/602_fulvio_dorme_u-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;al bar&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/900498/Steso%40Holiday-Cafe_24-06-06.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/631528/Steso%40Holiday-Cafe_24-06-06.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;in viaggio al mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/710699/mare-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/162454/mare-1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;al parco giochi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/948803/sssst.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/473594/sssst.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Natale in casa Nasse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/97291/Il%2520bello%2520addormentato.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/27375/Il%2520bello%2520addormentato.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;In auto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 0, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/1600/946619/05_ste_dorme_dentroefuori.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/6483/4458/320/318328/05_ste_dorme_dentroefuori.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1042508901000292970?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1042508901000292970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/11/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano_20.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1042508901000292970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1042508901000292970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/11/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano_20.html' title='Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (seconda puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-4815800440366340184</id><published>2006-10-24T09:35:00.001+02:00</published><updated>2008-10-13T12:33:43.306+02:00</updated><title type='text'>Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (terza puntata)</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Se Milano è una grande città, se Bologna era divenuta un'incognita, se Firenze è forse la città ideale, Empoli è un cesso. La stazione di Empoli è un doppio cesso. Ti lascio immaginare in che condizioni era il cesso di quel doppio cesso della stazione di quel cesso di città che è Empoli.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Fermi sulla porta abbiamo capito da cosa derivi il nome "ritirata": una fuga bell'e buona.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Entrarci sarebbe costato probabilmente diverse infezioni croniche e un paio di scarpe; il bar aveva il bagno guasto, quindi ci siamo messi in cerca di un cesso pubblico alternativo.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Mi scappava forte e avevo la fronte imperlata e camminavo con passo da culo-serrato; mi facevo forza ripensando a un articolo che avevo letto e che sosteneva il muscolo anale essere il più forte del corpo umano. Nonostante ciò sapevo, per esperienza, che avrebbe potuto tradirmi da un momento all'altro.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Fatti duecento metri ecco la salvezza: un piccolo bar, gestito da un piccolo ometto, con un piccolo wc, bellino e curato, pulito e profumato. Mi sono seduto sul piccolo water e... mentre stavo espletando mi sono messo a  guardare con ammirazione quel gioiellino di cessetto da bar: sul piccolo davanzale stavano due vasi di gerani e la piccola finestra era decorata con una piccola tenda color pervinca che riprendeva i fregi dipinti sul muro e si intonava perfettamente con le mattonelle indaco alle pareti.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Sulla mensolina, sotto un piccolo specchio finemente decorato, una piccola ciotola con fragranze di cannella e bergamotto, e una saponetta al sandalo. Un asciugamano con soavi ricami e il porta-rotolo in alabastro rosa e carta igienica con dei fiorellini molto carini, completavano il quadretto di un bagno perfetto.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Quasi mi dispiaceva lasciare quell'oasi di pulizia e buon gusto, ma avevo fatto quel che dovevo fare ed era tempo di riunirmi alla compagnia.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Ho tirato lo sciacquone e mi sono lavato le mani; l'acqua era alla giusta temperatura e mi sono accorto anche dei piccoli bassorilievi con scene di caccia che ornavano il bordo del lavabo. Stavo per uscire quando ho notato che lo sciacquone continuava a sciacquare; il flusso d'acqua anzi pareva aumentare; in pochi secondi la tazza era riempita e l'acqua iniziava ad allagare il pavimento del bagnetto. Con la carta igienica ho cercato di tamponare il flusso dell'acqua, ho provato a mettere i due vasi di gerani sulla tavoletta del cesso, per impedire l'esondazione del liquido, anche perché insieme all'acqua, purtroppo, stava risalendo anche qualcosa di meno puro e cristallino. In pochi secondi tutto il cessetto era colmo di merda e poltiglia di merda mista a carta igienica.  Ho cercato di pulire, prima con gli asciugamani, poi ho ficcato la tendina della finestrina sotto la porta per impedire che passasse tutto nel corridoio.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Ma con un gorgoglio sinistro la fetenzia liquida ha sollevato la tavoletta del cesso rovesciando in terra i due vasi: un mare di terra, fango, merda, carta igienica fiorita, asciugamani ricamati, tendine pervinca, tutto aromatizzato al bergamotto e cannella ma con un forte retrogusto di cacca fetida e nauseabonda.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Poi la tazza del cesso ha cominciato a eruttare, proiettando schizzi di cacca e lapilli di sciolta sui muri indaco e di indaco è rimasto ben poco. Nuovi bassorilievi con scene di cacca ornavano il lavandino e tutto il bagnetto era una pozza putrida e marrone, gocciolante e impregnata di un afrore indescrivibile.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;A questo punto ho sentito bussare alla porta.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;"Occupato!"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Il tempo passava e non sapevo come fare a uscire da quella situazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Decisione presa in un attimo: scappare dalla finestrina.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Mi sono issato sul davanzale e sono riuscito a calarmi con facilità nel cortile dietro il bar.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;Uscito sulla strada, dalla vetrina ho visto il Nasse che dormiva al tavolino, il Mecco al flipper e il Grillo che stava finendo di fare colazione. L'ho chiamato piano, a denti stretti: &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;"Grillo"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;, ma niente; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;un pò più forte: "Grillooo", ma ancora nulla. Mi sbracciavo, saltavo, ma non riuscivo ad attirare la loro attenzione. Alla fine con veemenza &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt;ho urlato:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);font-size:100%;" &gt; "GRILLOOO"; a quel punto si sono girati tutti gli avventori, il piccolo barista ha tossito, il Nasse ha sobbalzato, il Mecco ha trasecolato, il Grillo s'è girato, l'acqua merdosa ha tracimato, quello che aveva bussato è corso via gridando "Non sono stato io, non sono stato io", il Nasse ha sobbalzato, il Mecco ha fatto tilt, il Grillo s'è rigirato, il piccolo barista è svenuto, io sono scappato, gli avventori sono fuggiti, il piccolo barista ripresosi ha urlato, il Nasse ha sobbalzato, il Mecco e il Grillo sono usciti col naso tappato portando a braccio il Nasse che si lamentava.&lt;br /&gt;Si sentivano urli e bestemmie provenire dal retro del bar, si sentivano singhiozzi e parolacce, si sentivano accidenti e ingiurie. Ma, soprattutto, si sentiva un gran puzzo di merda.&lt;br /&gt;Tornati alla stazione abbiamo preso il treno per Firenze in perfetto orario.&lt;br /&gt;FINE TERZA PUNTATA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-4815800440366340184?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/4815800440366340184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/11/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4815800440366340184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/4815800440366340184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/11/album-dei-ricordi-il-viaggio-milano_21.html' title='Album dei ricordi: Il viaggio a Milano (terza puntata)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-7104783229629712618</id><published>2006-10-24T09:25:00.001+02:00</published><updated>2007-06-14T07:59:09.433+02:00</updated><title type='text'>Approfondimento: Il Grillo e la lingua inglese</title><content type='html'>Il Grillo è di madre lingua inglese. O almeno lui dice di esserlo. Nessuno ha mai conosciuto sua madre, ma c'è chi giura di averla sentita parlare in barese. Fatto stà che il Grillo è convinto di avere una pronuncia inglese perfetta. E questo nonostante prove certe dimostrino ampiamente il contrario. Il problema è che lui pronuncia le parole in modo così inglese che nessuno capisce una mazza; soprattutto gli inglesi.&lt;br /&gt;Nel '78  in gita a Londra - "dove si parla il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vero&lt;/span&gt; inglese" a sentire lui - avemmo una dimostrazione di come fosse perfettamente padrone della lingua; ed è bastato che il Grillo dicesse una sola parola, "grazie",  perché si scatenasse il finimondo.&lt;br /&gt;Ora, la mamma del Grillo sostiene che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazie&lt;/span&gt;, in inglese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;thank you&lt;/span&gt;, non si pronunci&lt;br /&gt;affatto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; tenchiù&lt;/span&gt; come ogni italiano facilone e approssimativo pensa.&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;th&lt;/span&gt; iniziale deve suonare quasi come una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;effe&lt;/span&gt;, e bisogna finirla di pronunciare le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a&lt;/span&gt; come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;non è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;en&lt;/span&gt;chiù ma  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;faon&lt;/span&gt;chiù con la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a&lt;/span&gt; e la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt; che quasi si fondono; e la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;enne&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nchiù&lt;/span&gt;, quasi non deve sentirsi, deve suonare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;'chiù&lt;/span&gt;; la perfetta pronuncia è quindi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;f(ao)'chiù.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Pagate le birre in un  pub, il Grillo prende il resto e con faccia seria - gli inglesi non ridono mai, sostiene la madre - si rivolge a uno dei "bartender",  il più alto, quello con la faccia cattiva, lo sguardo feroce,  cicatrici profonde, tatuaggi inquietanti e due denti d'oro, con un bel "facchiù".&lt;br /&gt;Questi prima sbianca, poi si incazza come una bestia e comincia a insultare - in perfetto inglese - il Grillo che ci guarda smarrito guardarlo smarriti. Il commesso salta il bancone, afferra un kriss malese e comincia a inseguirci urlando parole che neanche la madre di madre lingua avrebbe capito, col Grillo che correndo e ansimando ripeteva "facchiù... facchiù... che cazzo vuole questo? I said facchiù..."; Fortunatamente sopraggiungono due Bobbies - tipici poliziotti londinesi - e ci salvano la pelle bloccando il novello Rambo, ed evitandoci di finire tagliuzzati in un vicolo del West End. "Facchiù, facchiù very much" dice il grillo al Bobby, quello meno simpatico dei due, quello sciovinista, quello con pochissimo sense of humor, quello lasciato dalla moglie quella mattina, odiato dai colleghi, sbeffeggiato dagli autisti degli autobus, a cui stavano fortemente sul culo gli stranieri specialmente italiani, strappa il kriss dalle mani del barista e comincia a inseguire il Grillo, urlando parole molto simili a quelle proferite poco prima dal barista e ugualmente incomprensibili (anche se una idea piuttosto chiara sul loro significato me l'ero fatta).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-7104783229629712618?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/7104783229629712618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/approfondimento-il-grillo-e-la-lingua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7104783229629712618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/7104783229629712618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/approfondimento-il-grillo-e-la-lingua.html' title='Approfondimento: Il Grillo e la lingua inglese'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-116167460198444401</id><published>2006-10-24T09:23:00.002+02:00</published><updated>2009-05-03T11:37:46.928+02:00</updated><title type='text'>Ogni cosa a suo tempo</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);" class="cfontmess"&gt;&lt;span id="ffzmsgtxt0"&gt;Me ne sono accorto la prima volta in bagno. Fu una sensazione, poco più che una sbirciata rapida all'orologio, l'essenza di un timore che diventò, nei pochi "vecchi" secondi che mi restano, una certezza orribile.&lt;br /&gt;Mi parve, ora mi spiegherò meglio, che quella mattina, sul gabinetto, il tempo scorresse più veloce del solito; niente di certo, lo ripeto. Ancora non potevo, con lo sguardo, realizzare che le lancette dell'orologio avevano aumentato il ritmo di pochi millesimi di secondo; fu dunque una percezione fisica, interna, a farmi intuire la verità.&lt;br /&gt;Entrai in uno stato di malessere che poco aveva di usuale.&lt;br /&gt;Stavo male e il male si era insinuato più velocemente del solito nei miei organi, nella mia vitalità.&lt;br /&gt;Già in macchina, l'orologio mi sembrò avanti e di parecchio.&lt;br /&gt;Ero in ritardo di diversi minuti e il ritardo aumentava.&lt;br /&gt;Accelerai, ma tutti i riferimenti, costruiti in anni di monotono pendolarismo, si sgretolavano. Il battito cardiaco era aumentato, non so se per l'emozione, la paura, o perchè anche lui, il cuore, si stava adeguando a quell'accelerazione temporale.&lt;br /&gt;Mi era impossibile calcolare quanto durasse adesso un minuto o un'ora.&lt;br /&gt;Arrivai alla stazione con un ritardo tale che persi anche il treno successivo. Una volta a bordo, guardando l'orologio potei realmente vedere che le lancette si muovevano più velocemente,&lt;br /&gt;e la velocità stava aumentando in modo esponenziale.&lt;br /&gt;Nel tempo di due fermate non mi era più possibile distinguere il movimento della lancetta dei secondi, mentre quella dei minuti ruotava rapidamente. Poi anche quella dei minuti si confuse in una sfumatura nel quadrante e quella delle ore iniziò a vorticare impazzita.&lt;br /&gt;Il tempo stava scorrendo così in fretta che il datario iniziò, prima lentamente,&lt;br /&gt;poi freneticamente, a scandire interi giorni in pochi istanti. Persi il conto dei mesi prima che il treno si fermasse di nuovo. Il sole sorgeva e tramontava in continuazione, io mi addormentavo e mi svegliavo con tale velocità da non distinguere il sonno da un battito di ciglia.&lt;br /&gt;Nevicò e subito l'estate sciolse la neve, il sole e la luna correvano inseguendosi nel cielo.&lt;br /&gt;I rami degli alberi si contorcevano crescendo a vista d'occhio e i loro fiori sbocciavano e appassivano così rapidi da sembrare luci su un abete a Natale, mentre le foglie cadevano continuamente, appena nate.&lt;br /&gt;Non so perché uso verbi al passato, tutto è successo in pochi minuti, eppure sento che non riuscirò neanche a finire queste righe. Nel tempo che ho impiegato a scrivere queste parole sono trascorsi anni, la mia pelle si è raggrinzita, i miei capelli neri furono bianchi e già non ci sono più; non riuscirò a salutare nessuno, ad amare più nessuno; vorrei un bacio, una carezza e che durassero per sempre, ma "per sempre", adesso, è finito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-116167460198444401?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/116167460198444401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/ogni-cosa-suo-tempo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167460198444401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/116167460198444401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/10/ogni-cosa-suo-tempo.html' title='Ogni cosa a suo tempo'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-36526419.post-1586023063789165186</id><published>2006-10-21T17:38:00.006+02:00</published><updated>2008-12-30T20:20:29.500+01:00</updated><title type='text'>PaperoUbriaco intervista sè stesso su Bob Dylan (1)</title><content type='html'>&lt;b style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;PaperoUbriaco - Quando si è accorto di avere dei dubbi su Bob Dylan?&lt;/b&gt;&lt;p style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;PaperoUbriaco - Non credo proprio di avere dubbi su di lui: al massimo qualche riserva. Nella mia vita Dylan ha avuto una grande importanza e finché è ancora vivo il ricordo delle celebrazioni del suo 65° compleanno, la parola "dubbio" mi sembra fuori luogo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Questa, se mi permette, è una cosa che spetta a me decidere. Le spiace, ora, precisarmi qualcuna delle sue "riserve"?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;D'accordo. Devo ammettere che in certi momenti Dylan mi lascia un pò perplesso: non sono mai riuscito, per esempio, a digerire un tour come quello del 1974. &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;E' una riserva abbastanza frequente.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;font-family:trebuchet ms;"&gt;Appunto e a mio parere non la si può di certo definire un dubbio. &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;b&gt;Capisco. Secondo lei, quindi, si tratta soltanto di una forma di avversione nei confronti di frammenti isolati dell'opera di Dylan?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;Non ho difficoltà a confessare che ho una prevenzione innata contro &lt;i&gt;I'll be your baby tonight&lt;/i&gt; e anche contro &lt;i&gt;I don't believe you&lt;/i&gt;, più o meno dalla prima all'ultima nota. &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;b&gt;Ma su quelli che possiamo chiamare i capisaldi dell'opera di Dylan lei non ha obiezioni del genere, vero?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;Dipende, non posso certo dire di provare lo stesso entusiasmo per tutte le composizioni più note. &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;E quali sarebbero, fra queste opere, quelle che non godono della sua approvazione?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La mia approvazione non c'entra e La prego di non usare più termini di questo genere. Direi comunque che non vado matto per canzoni come &lt;i&gt;The times they are a-changin' &lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Blowin' in the wind&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Highway 61 Revisited&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Quando e perchè ha cominciato ad ascoltare Bob Dylan?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Più che sul quando - che non credo importi poi molto, invero - le risponderò sul perchè.&lt;br /&gt;Ho iniziato, diciamo non ad ascoltare ma a preferire Dylan agli altri cantanti, perchè &lt;i&gt;interpretava&lt;/i&gt; le sue canzoni. Non si limitava a cantarle. Le viveva e le faceva vivere, ogni volta in modo diverso. Non sarebbe stato sufficiente il solo cantarle. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Vuol forse dire che Dylan non sa cantare?&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ovviamente. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Dovrebbe essere più chiaro.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mi pare già chiaro. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Guardi caro PaperoUbriaco, chi ci legge è molto attento e misura esattamente le sue parole. La prego quindi di essere il più chiaro possibile.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Diciamo che Dylan non mi attrae per come canta; molti cantanti lo fanno assai meglio di lui. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Qualcuno potrebbe avere qualcosa da ridire in proposito.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Chi? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Io, per esempio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Certo che potrebbe replicare, ma allora invece di intervistare me; perché non intervista sé stesso?&lt;br /&gt;Dylan, secondo i canoni classici, non sa cantare. Non ha voce, non ha estensione.&lt;br /&gt;Dylan è grande non per come &lt;i&gt;canta&lt;/i&gt;, ma per come &lt;i&gt;vive&lt;/i&gt; le sue canzoni. Stesso discorso, anche se in modo minore, possiamo farlo sulla sua tecnica chitarristica. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;La solita vecchia storia che Dylan non saprebbe suonare la chitarra...&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Neanche l'armonica e il pianoforte se è per questo. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Dylan ha dimostrato non solo di saperlo fare ma, a suo modo, ha inventato un modo di cantare e suonare che ha fatto scuola.  Decine e decine di testimonianze discografiche sono lì, con tutta la loro forza, a dimostrarlo. Ma, ciò non bastasse, anche la tecnica pura non gli è sconosciuta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Per esempio? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;I primi dischi sono ricchi di una discreta tecnica fingerpicking.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Inoltre dire che Dylan non ha estensione vocale, e tanto meno possieda tecnica di canto, non mi trova affatto d'accordo. Pensiamo soltanto con quante voci diverse ha cantato in questi decenni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A quanti generi ha coperto.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Io sto parlando di tecnica vocale, non di versatilità. Comunque voglio farLe segnare un punto ammettendo che Dylan, come Lei giustamente sostiene, ha dimostrato anche di saper cantare e suonare.&lt;br /&gt;Peccato però, ne converrà anche Lei, negli ultimi anni - diciamo dal 1997 - Dylan si limita &lt;i&gt;solo&lt;/i&gt; a cantare e suonare, e lo fa, non con la tecnica che lei citava - di cui non si ha più riscontro proprio da quei primi dischi - ma in modo scontato e prevedibile, la differenza fra lui e qualunque altro cantante inizia inesorabilmente ad assottigliarsi. La piattezza, la monotonia di molti dei suoi concerti dal vivo degli ultimi 5 anni lo dimostrano inequivocabilmente. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Lei definisce piatti e monotoni dei concerti di elevata professionalità, quando, mi permetta, Dylan ha passato davvero dei periodi, in tempi anche recenti, in cui era difficile scorgere in lui e nelle sue esibizioni alcunché di professionale e di virtuoso. Parlo ovviamente di anni come il '91 o il '92.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Preferirebbe, dunque, un concerto del 1992 a uno, che sò, del 1999?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lei pone la questione nei termini sbagliati. E' palese che il &lt;i&gt;livello medio &lt;/i&gt;dei concerti si sia molto alzato in riferimento agli anni che Lei citava. Il problema è che con l'aumentare della professionalità si e' anche alzato il livello di appiattimento dello spettacolo. Dylan ha effettuato concerti imbarazzanti nel '91 o nel '92, questo è vero. Ma solo in parte. Io non baratterei un mediocre concerto del 1999 con un mediocre concerto del 1992.&lt;br /&gt;Ma senza ombra di dubbio, baratterei l'intera tournè del 1999 (o qualsiasi altra fra il 1997 e il 2002) con l'intero tour del 1992, dove al nadir interpretativo si unisce il guizzo e l'imprevedibilità del Genio.&lt;br /&gt;Ma c'è una parola che Lei ha usato sulla quale vorrei portarLa a riflettere: professionalità. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Ammetterà che la professionalità di Dylan sia notevolmente aumentata, proprio nel periodo da Lei tanto detestato.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non solo lo ammetto, ma questo non fa che confermare ulteriormente la mia tesi.&lt;br /&gt;Io credo che la grandezza di Dylan sia proprio la perfetta alchimia che si genera da l'incontro di dilettantismo e professionalità. E' proprio questa impossibile mescolanza di ingenuità e ricercatezza a fare di Dylan un artista che sfugge a qualsiasi definizione, ed è proprio questa dimensione della sua musica, questa mescolanza di una capacità di sviluppo da professionista e di un'elementarità tematica da dilettante a farne il più grande musicista della seconda metà del XX secolo. Purtroppo l'aspetto professionale sta lentamente fagocitando quello dilettantistico, con l'inevitabile conseguenza di un appiattimento, verso l'alto se vogliamo, ma pur sempre appiattimento. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Quindi il suo rifiuto dell'ultimo Dylan...&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma io non lo rifiuto affatto.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Mi scusi. Rifiutando l'ultimo Dylan, Lei rifiuta la conclusione logica della tradizione musicale dell'occidente.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma Dylan non ne è la conclusione. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Naturalmente no, dal punto di vista cronologico: sotto questo aspetto ne è in realtà il centro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;E' un periodo in cui un'esposizione complessa, affrontabile solo da un fan di lunga data, si riferisce a un materiale che è accessibile a tutti...&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mmmm... &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;E questo la disturba, perché costituisce anzitutto una riflessione su quello che è il ruolo ufficiale del musicista, sul professionismo così come si è stratificato nella tradizione musicale dell'Occidente e che lei mette in discussione non senza motivo. Non è un caso che lei preferisca quei periodi, quei tour in cui il quoziente di prevedibilità è più basso, dove l'artista ricorre meno al proprio estremismo logico, quando la professionalità non era stata ancora raggiunta o era già stata abbandonata, i concerti in cui Dylan si preoccupa meno di rendere esplicito il mistero della propria arte.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma quando quella professionalità' non è stata ancora raggiunta o e già stata abbandonata, come dice Lei, si incontra un'arte di tipo molto più professionistico - il professionismo di Johnny Cash o di Elvis Presley, secondo la direzioni che si sceglie - e per trovare una tradizione puramente dilettantistica occorre andare molto più indietro oppure molto più avanti. Prima e dopo Dylan c'è una professionalità molto più completa, ed è proprio per questo motivo che Dylan sta oggi assomigliando sempre più ai suoi colleghi. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Mi scusi ma non mi è chiara la conclusione.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Cosa in particolare? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Il fatto è che lei tentenna. Non è sicuro che svelando quel mistero, sfruttando la dicotomia fra dilettante e professionista aiutiamo o no i fans dylaniani. Non è sicuro che scegliendo il dilettantismo - che dovrebbe porre fine al professionismo come lo intendiamo oggi - arriveremo a scoprire una verità su noi stessi più profonda di quanto non possa fare qualunque altro musicista professionista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sarei pronto a scommettere che lo stesso Dylan non ne ha la sicurezza assoluta.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E' un pensiero tutto sommato confortante. Ma c'è una cosa che non capisco: come ha fatto a sapere che avevo questi dubbi? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Ma è chiarissimo: se non li avesse avuti non avrebbe sollecitato questa intervista. Si sarebbe limitato a scrivere un articolo, come al solito.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Capisco. Non mi resta che ringraziarla. Ha altro da chiedermi? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Sì. Lei ha detto che tutto questo &lt;i&gt;appiattimento&lt;/i&gt; ha avuto inizio nel 1997. Ammesso e non concesso che questo sia vero, avrebbe qualcosa a che fare con la malattia che lo ha colpito quell'anno?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Possiamo leggerla anche così se crede. Però come spiega che quasi tutti i concerti della primavera '97 - antecedenti al ricovero in ospedale quindi - sono realmente sottotono? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Eppure, a molti fans quei concerti piacciono. In agosto, poi, fecero il loro esordio dal vivo alcuni pezzi fra i quali, chi lo avrebbe mai detto, &lt;i&gt;Blind Willie McTell&lt;/i&gt;.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Già, quella brutta versione. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Brutta?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Vede, Blind Willie McTell è esplicativa della differenza che c'è fra Dylan quando canta (la versione live che Lei citava) e quando vive una canzone (la versione pianistica in studio).&lt;br /&gt;Il modo in cui Dylan ha banalizzato e svilito sia il cantato che la melodia di questa canzone dal vivo, non fa altro che sostenere la mia tesi. Ho aspettato 14 anni di sentirla dal vivo. Dopo averla sentita avrei preferito aspettare altri 14 anni. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Era già capitato che Dylan smettesse di &lt;i&gt;vivere&lt;/i&gt; le canzoni decidendo di cantarle semplicemente?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sì, più di una volta: nel 1974, nel 1984. Ma non in maniera &lt;i&gt;stabile &lt;/i&gt;come dal 1997.&lt;br /&gt;Ma mi permetta una digressione proprio sul 1984.&lt;br /&gt;La tournè di quell'anno è considerata, per molti versi a ragione, una delle meno felici.&lt;br /&gt;Ma se noi riusciamo a estrapolare la voce, e solo la voce dalla paccottiglia di strumenti che l'appesantisce - davvero un'armata Brancaleone quella band - troveremo, lì e forse per l'unica volta, Dylan che canta sapendo cantare. Modula la voce, non strappa, non urla. E' davvero un peccato che la solita incuria dylanesca abbia rovinato, con la scelta suicida di portarsi dietro Mick Taylor, per esempio, un tour che avrebbe potuto essere decisamente migliore.&lt;br /&gt;Ma eravamo rimasti al 1997. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Pensa che da quell'anno Dylan non abbia più ripreso a &lt;i&gt;interpretare&lt;/i&gt; le canzoni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sporadicamente. E ho così tanto ragione che i fans, quando succede, quando Dylan torna a vivere le canzoni, si esaltano. Come ad esempio &lt;i&gt;Mr. Tambourine man&lt;/i&gt; di Towson 2000. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Straordinaria interpretazione.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Senza alcun dubbio. Ma il resto del tour? Il resto dello stesso concerto? Quando parliamo del 1966 o della Rolling Thunder - o comunque del 1988 o del 1993 per restare nel Never ending tour - non parliamo di una sola interpretazione. Dal 1997 in poi, saranno ricordate le singole canzoni. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Non Le sembra di essere troppo pessimista?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non direi proprio. Consideri che qualcuno già sta selezionando le singole strofe all'interno delle canzoni.&lt;br /&gt;"La terza strofa di &lt;i&gt;Hattie Carroll&lt;/i&gt; è fantastica". Fra poco arriveremo, mi creda, alle compilation dei capoversi. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Suvvia, non mi sembra che il quadro sia così nero come Lei lo dipinge. Dylan resta comunque un personaggio unico nel panorama internazionale. Sarà d'accordo su questo, almeno.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Certo, ma per quanto ancora? Cosa lo contraddistingue dai suoi colleghi, ormai? Fa dischi mediocri, è tranquillamente inserito nello star-system, non ha più una carica - se non rivoluzionaria - perlomeno progressista e innovativa. L'uomo che ha cambiato la faccia del rock'n'roll, è oggi - musicalmente parlando - uno dei più grandi reazionari. E' un uomo che non ha più molto da dire, tanto che ha iniziato anche a ripetersi e a scopiazzare sé stesso. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Si riferisce a &lt;i&gt;"Love and Theft"&lt;/i&gt;, immagino.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Sì e non solo. I testi dell'ultimo disco in studio sono realmente fra i peggiori che abbia mai scritto.&lt;br /&gt;Non perché siano brutti in assoluto, ma perché tutto quello che Dylan dice nelle canzoni, lo ha già detto e con molta più efficacia, nei suoi dischi precedenti. Anche lo stile però segna il passo. Pensi soltanto alla sintesi di un &lt;i&gt;Time out of mind&lt;/i&gt; totalmente assente nei ridondanti testi di &lt;i&gt;"Love and Theft" &lt;/i&gt;in cui dice poco, niente di notevole e lo fa per giunta con troppe parole. E guardi che tralascio l'aspetto peggiore del disco, cioè quello musicale, in special modo i pezzi anni quaranta. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Mi risulta che lo stile da crooner di quelle canzoni sia stato molto gradito ai fans.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Cosa c'è di interessante in Dylan che scimmiotta Leon Redbone, proprio non capisco. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;E' interessante il viaggio che Dylan compie alle radici della musica americana.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lo ha già fatto con i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Basement Tapes&lt;/span&gt; o, se vogliamo con &lt;i&gt;Selfportrait&lt;/i&gt; e mi pare di ricordare giudizi poco benevoli. In ogni caso, lasci Dylan a chi sa farle davvero, le canzoni da crooner. Non mi pare portato per questo genere di cose. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Ho paura che sia uno dei pochi a pensarla così. Da tutto il mondo sono giunte unanimi dichiarazioni di apprezzamento per &lt;i&gt;"Love and Theft"&lt;/i&gt;. Rolling Stone gli ha conferito ben 5 stelle. Non capita spesso.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Già. E' proprio un peccato che questa rivista non esistesse ancora nel 1989. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Veramente esiste da molto prima. Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non mi spiego, allora, come un giornalista serio, non pagato dalla casa discografica voglio dire, non abbia dato almeno 6 stelle a &lt;i&gt;Oh, Mercy&lt;/i&gt; che, ne converrà anche lei, sta a &lt;i&gt;"Love and Theft"&lt;/i&gt; come una pietra preziosa sta a un volgare sasso di scarpata. Quei giornalisti, tanti in verità, che si sono prodigati in lodi sperticate a &lt;i&gt;"Love and Theft"&lt;/i&gt; erano in stato di morte apparente all'uscita di &lt;i&gt;Oh, Mercy&lt;/i&gt;? O più semplicemente qualcuno li ha &lt;i&gt;imboccati&lt;/i&gt;? &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Sembra quasi che a Lei dispiaccia che un disco di Dylan venga accolto bene dalla critica e dal pubblico.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Mi dispiace di dare quest'impressione ma mi dispiace maggiormente che la capacità critica se ne vada raminga. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Si rende conto che le critiche che Lei muove verso Dylan sono esattamente le stesse che nel corso degli anni sono state mosse da decine di critici pronti a giurare che Dylan fosse finito, esaurito, passato? E, invece, ogni volta Dylan ha stupito tutti ritornando alla grande con capolavori assoluti e tournè memorabili?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ovviamente, sono al corrente di tutto ciò e le garantisco che sono pronto a ricredermi, anzi sarò il primo ad accogliere con entusiasmo un cambio di tendenza nell'approccio di Dylan alla sua arte. Ma parlando del presente, la situazione è questa, purtroppo. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Ma  c'è qualcosa che Le piace dell'ultimo Dylan - a parte &lt;i&gt;Time out of mind&lt;/i&gt;?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;'Cross the green mountain. E &lt;i&gt;Time out of mind&lt;/i&gt; non mi piace neanche tutto. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;Un giudizio sul never ending tour?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Vorrei parafrasare proprio Dylan dicendo che il NET è finito nel 1996. &lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;E tutti gli anni seguenti, più di 1000 concerti, come dovrebbero chiamarsi?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p face="trebuchet ms" style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Routine infinita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(0, 0, 0);"&gt; &lt;/p&gt;&lt;hr  style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" width="100%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Times New Roman,Times;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;(1)    Il titolo e parte del testo sono liberamente tratti da Glenn Gould: &lt;i&gt;Glenn Gould interviews himself about Beethoven&lt;/i&gt; apparso su Piano Quarterly, 1972 (trad. it. su  &lt;i&gt;L'ala del turbine intelligente - Scritti sulla musica&lt;/i&gt;, Adelphi Editore 1988, con il titolo: &lt;i&gt;Glenn Gould parla di Beethoven con Glenn Gould&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/36526419-1586023063789165186?l=anfalesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anfalesi.blogspot.com/feeds/1586023063789165186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/anfalesi-parla-di-dylan-con-anfalesi-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1586023063789165186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/36526419/posts/default/1586023063789165186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anfalesi.blogspot.com/2006/12/anfalesi-parla-di-dylan-con-anfalesi-1.html' title='PaperoUbriaco intervista sè stesso su Bob Dylan (1)'/><author><name>afa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12390626964424048814</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_6uE7Jjgc7C4/Sh-4guGirpI/AAAAAAAAAEg/FFuIw_TJH4A/S220/IMG_0021_2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
