Il motociclista felice
E' che a volte non so proprio da dove cominciare a scrivere un post e allora invento. invento qualcosa a cui la mente non pensi da sola. a cui vada accompagnata pian piano. la mente è elastica ma non si può tirarla troppo. ha il limitatore a 8.000 cazzate. la mia poi, non è neanche tanto flessibile. si incaglia e si strappa come rete da pesca. si incanta e rimane basita come un gatto abbagliato sulla strada di casa. di notte. vi chiedo, e mi chiedo, chi sia là dentro a suonare il flauto traverso. la moto è in garage e silenziosa (non silente perché mi ricorda una ex pornostar) non dice nulla. e per due motivi: perché è silenziosa appunto, e perché è una moto, e se una moto parlasse allora potrebbero esserci due spiegazioni: o sono impazzito del tutto o sono stato pazzo fino ad oggi che non sentivo parlare le moto. pensate se le moto parlassero, e se le potessimo capire. quanti sbruffoni avrebbero la loro: "ho grattato tutte le pedane" - "no, le hai limate in garage con la raspa". "che sverniciata al quel jap sulla Futa" - "ma se ti ha dato mezzo minuto di vantaggio e ti ha pure passato in monoruota!" e se le moto capissero e amassero noi come noi amiamo loro. le amiamo, ma non le capiamo. i loro bisogni, le gelosie quando ci fermiamo ad ammirare la moto dell'amico motociclista, sconosciuto ma già vicino, in passione e volontà, che quando lo incontri gli alzi la mano, gli lampeggi due volte, come un postino, gli sorridi nel casco, gli guardi la moto: è diversa dalla tua, la tua è più bella; è come la tua, ma la tua è più bella perché è la tua, ché solo tu hai regolato la forcella su quella taratura, ché solo tu hai gonfiato il posteriore a 2.6, ché solo tu conosci "davvero" la tua moto. ma è un amico motociclista, e lo saluti con affetto. basta che non te lo trovi davanti però, sennò diventa il cazzone da umiliare in staccata, da passare in accelerazione e poi piegone da ginocchino e si passa oltre con mezza gomma lasciata in due curve, pronti al saluto di rito con chiunque su due ruote venga in direzione opposta. non le capiamo le moto, ma capiamo i motociclisti. gente strana ma semplice. non ha bisogno di tante complicazioni che non siano inerenti alla moto. e la moto è una complicazione totale. è talmente complicante la vita da riempire da sola tutto il fabbisogno giornaliero di complicazioni. gli altri devono sommare lavoro, famiglia, salute per complicarsi la vita adeguatamente. al motociclista basta la moto. e gli basta davvero poco per gioire della vita: al motociclista basta guardare il cielo, la sera, un tramonto rosso fuoco, abbracciato alla sgnacchera, e si inlanguidisce, si commuove quasi, pensando al domani, perché sarà bel tempo, temperatura sopra i 20 gradi, vento assente, gomme nuove, motogiro, 250 km, scusa già pronta per la sgnacchera, giornata meravigliosa. e guarda il tramonto felice.

5 commenti:
mi piace davvero come scrivi e complimenti anche per il post che sta sopra questo.
Grazie. Mi fa molto piacere.
Andrea
mamm ro carmn si brav ma è na pall a legger tuut stu cos kul o cazz
mamm ro carmn si brav ma è na pall a legger tuut stu cos kul o cazz
te ringrz ma ke mink de linguia parl?
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